venerdì, gennaio 19, 2007

Doomsday Clock

Le lancette del Doomsday Clock ancora più vicine alla mezzanotte. Rete Disarmo si unisce alla preoccupazione internazionale.

The Bulletin of Atomic Scientist: cresce il rischio di guerra nucleare
Lancette portate avanti di due minuti, ne mancano 5 alla la mezzanotte
Oggi, 17 gennaio 07, alle ore 15.30 (ora italiana), l'annuncio ufficiale con due conferenze stampa in contemporanea a Washington e Londra.
"Doomsday", in inglese, sta per “giorno del giudizio”, “fine del mondo”. Il Doomsday Clock, con le sue lancette che vengono periodicamente avvicinate o allontanate dalla mezzanotte, è ormai da sessant'anni il più famoso indicatore del pericolo di una guerra nucleare.
Aggiornato periodicamente dall'autorevole Consiglio Direttivo del "Bulletin of the Atomic Scientists", ha raggiunto i suoi picchi nel 1953, all'epoca dei primi test Usa/Urss della bomba H (due minuti alla mezzanotte) e nel 1984, con la corsa agli armamenti scatenata da Ronald Reagan (tre minuti alla mezzanotte).
Il 1991 è invece l'anno in cui le lancette sono state spostate più indietro, a ben 17 minuti dalla mezzanotte. Era l'epoca della caduta del Muro, di Gorbaciov e della fine della guerra fredda. Da allora, però, il rischio nucleare, lungi dallo scomparire, è tornato pian piano a crescere. Successivi spostamenti, nel '95, '98 e 2002, hanno riportato le lancette a 7 minuti. “Il pericolo di una seconda era nucleare e le conseguenze dei cambi climatici portano al Doomsday Clock più vicino alla mezzanotte” è la lapidaria dichiarazione iniziale del comunicato rilasciato.

Oggi, 17 gennaio, è stato annunciato ufficialmente un nuovo spostamento, di due minuti, di avvicinamento alla mezzanotte. Mancano ora “cinque minuti virtuali” al momento della mezzanotte. In pratica le lancette sono state riportate ai livelli dei periodi più bui della guerra fredda.
L’organismo internazionale degli scienziati, nel prendere la decisione di questo spostamento, si è focalizzato su due punti principali: il pericolo di 27.000 testante nucleari (di cui almeno 2.000 possono partire nel giro di pochi minuti) e la distruzione degli habitat umani a causa del cambio di clima.
A commento di questa decisione Martin Rees, presidente della Royal Society ed astrofisica di fama mondiale ha dichiarato: “Le armi nucleari pongono ancora la più catastrofica ed immediata minaccia per l’umanità, ma anche il cambio di clima può potenzialmente portare alla fine della civiltà da noi conosciuta”.
In questa situazione, sono più urgenti che mai netti segnali di discontinuità da parte di tutti i paesi amanti della pace. L'Italia potrebbe avere un ruolo di primo piano in questo, se solo avesse il coraggio di scelte precise:

1) Chiedere l'immediato smantellamento di tutte le atomiche ancora presenti nel nostro paese (50 ad Aviano, 40 a Ghedi), in violazione del Trattato Internazionale di Non Proliferazione Nucleare;
2) Rifiutare qualsiasi transito di ordigni nucleari sul territorio nazionale, comprese le acque territoriali, e quindi vietare l'accesso ai nostri porti a navi e sommergibili a propulsione nucleare o dotati di armamenti nucleari;
3) Congiuntamente con gli altri paesi dell'Alleanza Atlantica, rimettere in discussione la politica NATO del "Nuclear Sharing", che – lungi dall'aumentare la sicurezza delle popolazioni - è un enorme fattore di instabilità a livello planetario;
4) Come minimo, congelare qualsiasi richiesta di ampliamento e ristrutturazione delle basi statunitensi nel nostro paese. In questo contesto, consideriamo inaccettabile la decisione del governo di ratificare l'ampliamento della Base USA di Vicenza.

Le indicazioni particolari per l’ Italia che noi avanziamo si armonizzano pienamente con i consigli e le proposte avanzati proprio oggi dal Bullettin of Atomic Scientist:

1) Ridurre la prontezza di lancio delle forze di USA e Russia, rimuovendo completamente le armi nucleari dalle operazioni militari ordinarie
2) Ridurre il numero complessivo delle testate nucleari smantellando e distruggendo almeno 20.000 testate entro i prossimi 10 anni
3) Fermare la produzione di materiale per armamento nucleare, tra cui uranio arricchito e plutonio, sia in ambito militare che civile
4) Iniziare una seria e onesta discussione sull’espansione della potenza nucleare nel mondo

La Rete Disarmo ha in programma azioni e mobilitazioni sul tema del disarmo nucleare per i prossimi mesi ed intende costruire, con molte forza impegnate su questi temi, una campagna nazionale di pressione per un vero disarmo nucleare che parta anche dal nostro paese.

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Ulteriori informazioni:
Sul Doomsday Clock
http://www.thebulle tin.org
http://en.wikipedia .org/wiki/ Doomsday_ clock
Sull’azione “Via le Bombe Atomiche”
http://www.vialebom be.org/
Per contattare la Rete Italiana per il Disarmo: www.disarmo. org

giovedì, gennaio 18, 2007

7 anni

Sono passati 7 anni dalla morte di Craxi, il socialista che rubò milioni allo stato, fece leggi scandalose per gli amici e poi, appoggiò governi dittatoriali e quando la giustizia arrivò, se ne fuggì in Tunisia a vivere gli ultimi anni da ricco latitante. In Tunisia gli intestano una strada, e mi sembra giusto visto l'ammontare di soldi che ha portato loro. Soldi nostri.
In parlamento i criminali suoi amici lo hanno commemorato presentando un libro di suoi discorsi. Questo dovrebbe dare immediatamente agli elettori l'idea di legalità che hanno certi deputati. Quelli non indagati. O già condannati.
Anch'io ho voluto ricordarlo.

Da Wikipedia:

"A partire dal 1992, un gruppo di pubblici ministeri della procura di Milano, tra cui spiccavano Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Gerardo d'Ambrosio, avviò una grande inchiesta contro la corruzione all'interno dei partiti politici. Le iniziative giudiziarie, chiamate Mani Pulite e Tangentopoli, misero in luce i diffusissimi reati commessi all'interno dei movimenti politici ed ebbero la conseguenza di spazzare via dalla scena politica i partiti principali, dando così il colpo di grazia alla cosiddetta Prima Repubblica.

Craxi, vedendosi accusato di corruzione e di altri reati vari (ricettazione, concussione, collusione con la mafia) in qualità di segretario politico del PSI (dopo la morte del segretario amministrativo Vincenzo Balzamo la carica non era stata assegnata) inizialmente tentò di screditare i PM; poi, dopo che fu riconosciuto colpevole e condannato a 5 anni di reclusione, dapprima si dimise dall'incarico di segretario del PSI (1993) e successivamente fuggì in Tunisia. Il PSI, che aveva raggiunto negli anni d'oro il 14% dei voti, si ridimensionò fino a scomparire definitivamente.

Durante il periodo di Mani Pulite, Craxi, unico tra i politici di rilievo della prima repubblica, affermò nella famosa seduta alla Camera dei Deputati del 29 aprile 1993 che tutti i partiti avevano bisogno di denaro ottenuto illegalmente per finanziare le proprie attività, e lo ricevevano. All'invito rivolto ai deputati presenti alla seduta "...non credo che ci sia nessuno in quest'aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro". nessuno si alzo'. La sua linea di difesa, non fu insomma dichiarare sé stesso innocente, ma sostenere che egli era colpevole né più né meno di tutti gli altri. Una posizione realistica, ma non sostenuta dalla classe politica, né accolta favorevolmente dall'opinione pubblica che si mostrava fortemente ostile nei confronti di quel sistema."

Tipico degli italiani. Se tutti si comportano da cafoni, non sono un cafone se lo faccio anche io. Da segnalare che la giustizia italiana fu successivamente accusata di aver proceduto contro Craxi in maniera illegale, violando la privacy della persona e accusandolo sulla base di sole testimonianze. Fatto sta che lo stesso Craxi si dichiarò colpevole. Craxi era un ladro.

Ricordiamoci di lui.

domenica, gennaio 14, 2007

Lidda desktops

Ho creato tre immagini per desktop 16:9 che hanno come protagonista Lidda mentre sonnecchia sopra i cuscini in camera. Eccole qua. Le foto sono di Paoletta.

sabato, gennaio 13, 2007

Stragisti in Erba mancano di Amore

Ho seguito, come penso tanti altri, le trasmissioni televisive “Primo Piano” e poi “Porta a Porta”, sulla strage di Erba.

Su Rai3 lo psichiatra Vittorino Andreoli metteva, secondo me giustamente, in risalto che non si poteva parlare di “Follia” in senso stretto ma di “Normalità”, dove certi comportamenti, che sono entrati a far parte del nostro vivere quotidiano, possono portarci anche a compiere azioni criminali, nel nome e in difesa di questa “normalità”.
Su Rai1 si è parlato anche di “insorgenza periodica del male”.

Inquadrando la scena del crimine, facendo nostro il punto di vista dello psichiatra Vittorino Andreoli, appaiono due famiglie in uno stesso condominio.
In una ci sono due donne (nonna e madre) e un bambino.
La madre, Raffaella, è un’assistente sociale, aperta al rapporto con il prossimo.
Il bambino Youssef è supercoccolato e pieno d’amore. Amore che Raffaella ha dedicato anche al marito tunisino, Azouz, per cui ha scelto anche di abiurare la religione cattolica per convertirsi all’Islam.
Nell’altra famiglia vive una coppia senza amore e senza figli.
Lui, Olindo, fa il netturbino, è abituato a far sparire tutto quello che per noi diventa immondizia.
Lei, Rosa, non sopporta niente che turbi la loro Privacy. Quella famiglia, la famiglia del piano di sopra, sta turbando ancora di più la loro vita infelice.
Ma i coniugi Romano non pensano di essere in qualche modo infelici, per loro è Raffaella a turbarli, è Youssef, è la famiglia Castagna, il cui genitore senior, Carlo, è uomo compassionevole, a turbare la loro vita…
Scatta qualcosa… ma a questo punto non parlerei proprio di odio… diciamo un “Fastidio”, un fastidio che è INSOPPORTABILE. Quella là (Raffaella Castagna) e tutta la sua corte (madre, bambino, marito tunisino) sta entrando nella loro vita, si permette di essere nella loro intimità e anzi li vuole portare in Tribunale dove saranno, con molta probabilità, condannati a pagare un risarcimento di 3.500 Euro per le percosse da loro inflitte in passato a Raffaella.
Deve scattare la “Pulizia etnica!”.
Il marito si preoccupa per la moglie, vuole che essa possa tornare a dormire sonni tranquilli.. La causa del disagio deve essere rimossa, cancellata, bruciata…
Il Sig. Carlo Castagna vuole perdonare. Dice: “Se non perdoniamo, se cerchiamo la vendetta, dove andremo a finire?”.
Il marito di Raffaella, Azouz, ragiona in termini più “popolari”: “Hanno ucciso, hanno fatto del male, è giusto che paghino. Se non potrò io direttamente ci penseranno in carcere. Lì gli infami, specialmente quelli che colpiscono i bambini, non hanno vita facile”.
Azouz richiama il “Clan”, quello che sì sbaglia, che compie reati o azioni criminali, ma che vuole distinguersi da tutto quello che va oltre un’etica del “buon criminale”. I “buoni” hanno un cuore, non toccano donne e bambini, gli “infami” non sono degni neanche di stare in carcere.

E se a questo punto cercassimo di fare tutti quanti un bel passo indietro?
Basterebbe riconoscersi in qualche modo negli “infami”, nella coppia di assassini che ha ucciso senza pietà, sgozzato un bambino di 2 anni 3 mesi e 2 giorni…
La “difesa della privacy” è diventata un incubo.
Bisogna difendere a tutti i costi la nostra solitudine che custodiamo gelosamente ogni giorno davanti a un televisore, di fronte a un computer, nei nostri spazi familiari…
Il cortile una volta in Italia era uno spazio di socializzazione.
Il lavatoio era un momento di scambio innocente di confidenze tra donne.
All’osteria gli uomini si scambiavano umanità.
Nelle piazze tutti comunicavano e poi… c’erano i momenti di Festa, tutti insieme, a scambiarsi sorrisi…
Abbiamo perso l’Amore e abbiamo trovato una guerra in difesa di tutto quello che sentiamo NOSTRO, quello che sentiamo di nostra PROPRIETA’.
Da un superamento di queste posizioni, dal “fermarsi un attimo” e riconsiderare i nostri comportamenti “automatici”, le nostre “normalità” acquisite, può venire la ri-scoperta di un nostro essere più umano, più sociale, più in Amore.

Italo Cassa (Enzimi di Pace)

mercoledì, gennaio 10, 2007

Dio Cei

Il titolo del post è rubato ad una prima pagina de Il Manifesto di qualche mese fa.
Riporto la notizia, da Repubblica.it:

Libertà religiosa, duro scontro fra il ministro Ferrero e la Cei ROMA - Scontro tra la Conferenza episcopale e il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. L'esponente di Rifondazione, parlando a Repubblica Tv della legge sulla libertà religiosa e dell'audizione in parlamento del segretario generale della Cei, monsignor Betori, aveva detto: "Pensare che il Paese non sia maturo per una legge sulla libertà religiosa, che non metta in discussione il Concordato, è un fatto preoccupante di integralismo un po' oscurantista' '. Il ministro, di religione valdese, aveva poi aggiunto: ''Sono rimasto molto colpito e molto negativamente dall'audizione del segretario della Cei, spero che la posizione dei vescovi non venga tenuta in considerazione' ' dal Parlamento. Parole dure alle quali la Cei replica a stretto giro di posta esprimendo "stupore e sconcerto". Secondo i vescovi il ministro non conosce il contenuto dell'audizione dell'alto prelato. "Infatti, in nessun punto dell'intervento del segretario generale della Cei - prosegue il portavoce della Conferenza episcopale - si afferma, e neppure si allude, a una presunta 'immaturita' del Paese per una legge sulla libertà religiosa. Al contrario, tutti gli interventi delle diverse parti politiche nel corso dell'audizione hanno riconosciuto la fondatezza e l'equilibrio della posizione della Cei". Letture diverse da questa, secondo la Cei, "sono espressione di una inaccettabile forzatura politica che travisa la realtà dei fatti e non contribuisce al dispiegarsi positivo del principio di laicità auspicato di recente anche dal presidente della Repubblica". In realtà ieri i resoconti dell'audizione di monsignor Betori, riportati oggi sui quotidiani, riferivano di parole diverse, che hanno fatto scattare subito reazioni polemiche da parte dei rappresentanti delle altre religioni, comunità ebraica e valdese in testa. "Nell'attuale quadro costituzionale - avrebbe affermato in Parlamento il segretario generale della Cei - l'eguale libertà di ogni confessione non implica piena uguaglianza. Lo Stato sia prudente e non firmi troppe intese".

Mi chiedo dove sia "l'inaccettabile forzatura politica" che ci costringe a travisare le parole di monsignor Betori. Nella nostra costituzione la Chiesa Cattolica viene trattata da privilegiata, in virtù del fatto che la maggioranza degli italiani allora ed ora è cattolica. Almeno di fatto. Perché il paradosso è che l'80% della popolazione si dice "credente" ma solo il 10% va regolarmente a messa. Credente in cosa? Nel benpensiero? Nel bigottismo? Nei falsi valori moralisti?
Libertà religiosa significa niente privilegi per nessuno.
Ma arrivare a quel punto significherebbe che ogni volta che il Papa parla ci si chiedesse: e che dicono le altre confessioni? E che ne pensano i laici? Invece scatta la gara a chi si prostra di più. Le bocche di Sauron si mettono in moto ripetendo a pappagallo la voce del loro signore. E quando viene posta loro una questione che né il manuale di catechismo né le encicliche riportano, brancolano nel buio, inventano quattro scemenze e sono pronti a cambiare idea non appena il Papa vi dedicherà un Angelus (nel frattempo, è doveroso leggere Avvenire, per azzeccare l'esito).

martedì, gennaio 09, 2007

Parliamo delle mie campagne

Oggi riprendono le avventure Nephandiche del gruppo de Lo Zeist dopo la pausa delle vacanze invernali. Ho deciso sin dall'inizio del 4° capitolo di adottare uno stile più "raccontato" per la stesura dei resoconti, in modo da renderli più simili ad un racconto e meno ad un bollettino degli eventi. Anche se inizialmente lo scopo del blog era di aiutare i giocatori a non dimenticare gli eventi accorsi in passato (e contenere il materiale extra creato per la campagna), man mano mi sono reso conto che romanzando le loro storie il blog poteva acquisire un significato in più. Non mi aspetto certo di avere dei lettori periodici, però un giorno gli stessi giocatori potrebbero voler rileggere le loro gesta oppure farle leggere agli amici. In quel caso sarebbe bello che fossero già scritte in maniera fruibile.
Così ho ridisegnato il blog in modo da connotare maggiormante il fatto che si tratta di un'ambientazione fantasy-horror, un fantasy adulto e macchiato di Nephandum, ed ho speso più tempo nella stesura dei riassunti.

Nel contempo, poiché sto collaborando anche ad Empyrea, ho iniziato una nuova campagna chiamata Planarstalkers (come già avevo annunciato in un post precedente). La campagna planare è ambientata tra i piani estremi e scritta per far esplorare ai personaggi più piani possibile. Mi piace come ho impostato il loro blog. Soprattutto il riquadro "piano attuale" in alto a destra, che ricorda loro, con una immagine, in che piano si trovano al momento. Per questa campagna ho iniziato immediatamente con uno stile di resoconto raccontato, anche se, per evitare di scrivere post troppo lunghi, sono spesso costretto ad utilizzare artifici narrativi come flashback ed elisioni. Parte di ciò che avviene viene ricordato o narrato anzichè avvenire in diretta, questo mi aiuta a risparmiare righe e genera uno stile narrativo molto cervellotico che non trovo affatto sgradevole.
I giocatori di questa campagna sono giovani. Non inesperti, né giovani "di età". Sono giovani giocatori, cioè il numero di avventure giocate è troppo poco perchè abbiano coscienza di cosa significhi davvero giocare di ruolo. Perdono un sacco di tempo pianificare le strategie dei combattimenti, legano molto i caratteri dei personaggi alla razza, alla classe o anche all'allineamento (nonostante io l'abbia tolto dalle mie campagne). Litigano per i tesori, tramano ognuno alle spalle dell'altro e si criticano a vicenda per le scelte sbagliate che l'altro compie. Inoltre, pochi di loro hanno realmente premura di interpretare il personaggio quando si gioca. Preferiscono giocare con l'architettura della trama e volare con la fantasia attorno a cosa il personaggio ha fatto (nel background o nelle scorse sessioni) o su cosa farà (nelle prossime sessioni). Quando invece tocca a loro, durante il gioco, sono spesso poveri di parole (timidi?) e restii a dare una forma alle loro stesse azioni.
Sono sicuro che le cose cambieranno presto, man mano che si gioca.

Intanto preparo il ritorno nei Forgotten Realms. Ho comprato finalmente Serpent Kingdoms. Vorrei giocare un po' da giocatore, ma ho paura che non troverò nessuno disposto a fare il DM in maniera costante. Peccato.

lunedì, gennaio 08, 2007

Pinochet è più degno di Welby

Piergiorgio Welby non ha avuto funerali religiosi. La cosa non mi ha sconvolto più di tanto. A Welby è stato negato il diritto di rifiutare le cure mediche e di morire naturalmente perché questa richiesta appariva agli occhi dei cattolici benpensanti e ipocriti (tra cui i vertici della curia) come una richiesta di suicidio. Welby era in realtà tenuto in vita a forza dalle macchine, contro quella "naturalità" che al Papa è tanto cara quando si tratta di fare figli. Non ha chiesto di essere ucciso, ha chiesto di smettere di ostinarsi a tenerlo in vita, in condizioni per lui inaccettabili. La stessa richiesta che ha fatto Giovanni Paolo II, rifiutando interventi medici che avrebbero prolungato la sua sosta in questo mondo per qualche ora in più, quando era prossimo alla morte. Il papa è padrone di scegliere come morire, e a quanto pare anche di scegliere come devono morire gli altri.

Ma che a Welby siano stati rifiutati i funerali religiosi è stata una scelta quasi ovvia.
Come sarebbe stato ovvio che fossero stati negati a Pinochet. Invece i dittatori assassini possono avere funerali religiosi in pompa magna, mentre i poveracci che alzano la voce sulla stupidità della Chiesa possono farne a meno.
Rifiutare i funerali religiosi a Welby e poi tacere su quelli di Pinochet è stata l'ennesima prova di quanto propagandistica e idiota sia la linea vaticana di fare politica. Esattamente come quando si difende la vita di cellule embrionali invece di denunciare il costante massacro di militari e civili in Iraq. O come quando si parla di amore e poi si distingue tra amore e amore.

domenica, gennaio 07, 2007

Sopravvissuto. Settimana paciosa.

Sono tornato dal Campo di Clan.
Un'esperienza dura ma bellissima, come sempre lo sono tutte le esperienze di volontariato che faccio nell'ambito dello scoutismo. Ora mi aspetta una settimana di relativa calma, fatta di doveri domestici, riunioni di routine e visite ai parenti. Niente lavoro, tranne forse qualche incarico extra.
Cercherò di tornare a pari con il lavoro di giochi di ruolo.
E di finire Zelda e Neverwinter Nights 2. Ehehe.

A questo proposito, ecco una bella immagine di Paul Deggan versione digitale. Somigliante, no?

mercoledì, gennaio 03, 2007

Tour di capodanno

Dopo aver visitato parenti e parenti durante i giorni di Natale (e dopo aver mangiato come uno sfondato, al limite dell'indigestione, per tre giorni di seguito), son partito alla volta del nord Italia per la mia vacanzetta culturale. Con amici, Paoletta e Trivial Pursuit.
Partito il 29, tornato oggi.
Visitata Mantova (e mostra del Mantegna), Verona e un poco di Brescia (dove però, c'era Turner e gli impressonisti, con quadri di Van Gogh, Constable, Monet, Degas e una marea di altri... veramente da lustrarsi gli occhi). Ho constatato la fastidiosa tendenza dei bookshop a non avere cartoline né stampe relative ai quadri che mi piacciono. Con quale criterio li scelgono? Abbiamo lasciato commenti deliranti nel guestbook all'uscita. Complimenti agli addetti del meteo che non hanno azzeccato le previsioni nemmeno un giorno su quattro (per fortuna, a nostro favore).
Giocato a Resident Evil 4 su Wii e monitor LCD (sì, qualcuno l'aveva portato). C'erano anche altri giochi ma niente scarica lo stress come far saltare in aria il cervello di una vecchiaccia zombie con un fucile a canne mozze. E comunque, Wii sports ha una grafica che fa cagare.
Mangiate lenticchie e panettone, festeggiato con stelline luminose, giocato a D&D per due notti. Un'avventura di quelle che si gioca solo a capodanno. L'ho iniziata l'anno scorso e la finirò probabilmente a capodanno 2008. Però è stato divertente. Soprattutto è stato divertente parlarne a tavola durante la colazione, mentre la tipa dell'agriturismo serviva i caffé.
"Sai quella bambina che ho pugnalato? Non era uno zombie. L'abbiamo uccisa."
"Davvero? Vabbé, in fondo aveva già le gambe divorate dai lupi. E' stato un bene finirla."
Ci avrà denunciati alla polizia?
Domani parto per il Campo Invernale di Clan.
Viva le vacanze!

giovedì, dicembre 21, 2006

Lo porta Melchiorre

"Legge sul conflitto di interessi, Il testo pronto entro Gennaio".
Mi stavo giusto chiedendo che li avevo votati a fare. Per ritirare le truppe un mese prima? Per lasciare (dopo sei mesi di governo) ancora tutte le leggi-Berlusconi al loro posto? Nemmeno la Bossi-Fini hanno tolto. Ci teniamo le leggi razziste della Lega?
Confido in Melchiorre.

mercoledì, dicembre 20, 2006

No More

Da Gennaio non lavorerò più come addetto alle rassegne stampa a Roma. Niente più alzatacce alle cinque del mattino. Avrò più tempo per lavorare al mio piccolo sogno personale: aprire un'attività tutta mia. Nel frattempo coltiverò i miei hobby e mi dedicherò alla professione del casalingo a tempo pieno. Spero di essere all'altezza.

martedì, dicembre 19, 2006

Moderati, come no

Questa cosa di destra, sinistra e centro comincia ad essere disorientante.
Oggi passavo per la strada e notavo per l'ennesima volta un manifestino dell'Udc che recitava "il centro moderato". Quelli di Forza Italia si definiscono "moderati". Gli "estremisti" sarebbero, secondo questa deviata definizione, i fascistoni ed i comunistacci.
Bisogna piantarla. Chi crede che il liberismo senza freni sia la soluzione è estremista quanto chi sogna il Duce ancora al potere. Chi crede che il sangue di San Gennaro si sciolga ogni anno e non vuole riconoscere diritti ai gay è estremista quanto chi crede che l'Italia possa divenire un paese a regime socialista.
E soprattutto, chi vota la mafia e i criminali al governo è più estremista e criminale di tutti quanti.

giovedì, dicembre 14, 2006

Una nuova legge elettorale... ancora

Berlusconi ha dichiarato che la (scandalosa e orripilante) legge elettorale proporzionale varata durante il suo governo era una marchetta all'Udc e che ora c'è bisogno di cambiarla di nuovo. Le marchette alla Lega e ad An ce le racconterà solo quando anche Bossi e Fini lo manderanno a cagare.

Due paroline a Berlusconi:
Non solo sei un coglione (perché hai varato una legge elettorale che ti fa schifo, contro la volontà dei cittadini, che li priva della possibilità di scegliere i candidati e assolutamente inutile), ma sei anche un marchettaro, cioè uno che per restare al governo vara leggi con le quali non è d'accordo. Complimenti per il grande rispetto della carica che ricoprivi.

Due paroline a Prodi:
Fosse la volta buona che cancelliamo, dopo 9 mesi di governo, almeno una delle leggi-vergogna varate dal governo Berlusconi? O vogliamo tenercele tutte? Le altre che facciamo, aspettiamo che si convincano anche loro che fanno schifo oppure siamo adulti e ci diamo una mossa?

mercoledì, dicembre 13, 2006

In memoria di Pinochet

Nell'attesa di un nuovo colpo di stato supportato dagli USA che permetta ad un altro dittatore con simpatie filo-capitaliste di salire al potere in Cile (magari dopo che si sono svolte delle elezioni ed è stato eletto democraticamente qualcun altro), ecco un bel riassunto della vita di Pinochet. Perché assieme a lui non sia sepolta anche la memoria di tutte le crudeltà di cui è stato direttamente e indirettamente autore. Grazie Amnesty International.

giovedì, dicembre 07, 2006

Paul e la Driade Eleit

Dorf cavalcava veloce saltando sterpi, cespugli e muri di rovi.
La nebbia era ovunque, circondava il paladino e il suo cavallo in ogni direzione impedendogli di vedere dove stava andando e dove si trovava. Il bosco delle nebbie li aveva inghiottiti di nuovo, ma stavolta Paul sembrava determinato ad arrivare alla meta.
"Aspetta, Dorf!" Gridò Paul tirando le briglie. Il cavallo si inchiodò impennandosi e quando ricadde a terra il tonfo degli zoccoli sembrò rimbalzare di ramo in ramo fino a dispendersi nel silenzio.
C'era una luce, poco distante, un lume pallido ed evanescente. Il paladino girò la cavalcatura in quella direzione e si avvicinò con andatura cauta.
Una driade sedeva su un ramo. I suoi capelli biondi erano intrecciati con fili d'erba e fiori, i suoi occhi azzurri sembravano acqua di ruscello. Il corpo era dello stesso colore della betulla sulla quale sedeva, un bianco candido striato di venature più scure. La driade osservò il cavaliere e il suo cavallo avvicinarsi fin sotto l'albero. In mano teneva una lanterna, attorno alla quale volava uno sciame di falene.
"Hai perso la strada, viandante?" Chiese. La sua voce era calma e leggera. Il silenzio non sembrava disturbato dal suo parlare. Quando parlò Paul invece, il bosco sembrava risentirsi.
"Non ho una strada da seguire. Devo raggiungere il cuore del bosco."
La ninfa sembrò sorridere. Era difficile dire se lo stesse facendo malignamente o meno.
"Sei un cavaliere di grande ambizione se desideri raggiungere il centro del bosco. Le nebbie non te lo permetteranno. Vagherai tra gli alberi per giorni, finché la stanchezza non ti consumerà, e allora pregherai per trovare l'uscita, e sarai fortunato se gli spiriti te lo concederanno."
"Ho già avuto questa fortuna." Rispose deciso Paul. "Ma sono entrato di nuovo nel bosco."
La driade sollevò la lampada e illuminò meglio il volto del cavaliere sotto di lei. Le falene si dispersero per qualche secondo, mentre gli occhi lucenti della creatura fatata fissavano quelli del paladino.
"Sei sincero. Il bosco ha lasciato un segno dentro di te. Riconosco chi sopravvive alle nebbie."
Con un balzò saltò su un ramo più basso.
"Il mio nome è Eleit. Se vuoi raggiungere il cuore del bosco posso aiutarti. Ma non è detto che tu ci riesca, nemmeno con il mio aiuto."
Paul era deciso ad andare avanti.
"Quando aprirò questa lanterna, la luce volerà via verso il cuore del bosco. Dovrai seguirla e non perderla mai di vista. Non si fermerà ad aspettarti, dovrai rinunciare a dormire e mangiare. Anche se non volerà veloce non potrai permetterti di aggirare fiumi o fossati, o scomparirà nella nebbia e tu perderai per sempre la possibilità di giungere alla meta."
Il paladino strinse le briglie del cavallo. Aveva altra scelta? Poteva forse tornare indietro ormai? Era stanco di vagare senza meta nel bosco. Avrebbe colto quella possibilità, con tutti i rischi che comportava. La driade sorrise di nuovo, e con un gesto che sembrò solenne aprì la lanterna.

lunedì, dicembre 04, 2006

Planarstalkers: Empyrea prende vita

Ho iniziato una nuova campagna, Planar Stalkers, ambientazione Empyrea.
Il gruppo è composto da giovani giocatori piuttosto inesperti ("Planescape? e cos'è?") ma proverò comunque a proporre loro il mio modo di giocare di ruolo, e vedremo cosa ne viene fuori. Ho aperto un blog apposito: http://planarstalkers.blogspot.com, come di consueto. Lì raccoglierò materiale relativo alla campagna, i riassunti delle sessioni giocate e inserirò qualche intermezzo "romanzato" di tanto in tanto.

sabato, dicembre 02, 2006

L'apoteosi

Come mai non sono a Roma in piazza con Berlusconi?

mercoledì, novembre 29, 2006

Il Signore dei Pacchi

Colletta alimentare 2006, entra in gioco il Signore dei Pacchi. Ed è record.

lunedì, novembre 27, 2006

Children of Men

Sono stato al cinema a vedere Children of Men (titolo italiano, per una volta fedele, I Figli degli Uomini), un film di una drammaticità e di una tristezza profonda, ma veramente ben fatto e soprattutto girato con sfoggio di maestria senza essere fastidioso. Anzi, i virtuosismi registici sembrano incrementare l'effetto di coinvolgimento fino a rendere lo spettatore veramente coinvolto. Veramente un bel film.

domenica, novembre 26, 2006

Luttazzi 24 Novembre

Sono stato a vedere Daniele Luttazzi al Palalottomatica venerdì scorso. Praticamente mi sono slogato la mandibola dalle risate. La sua volgarità è tale da superare la barriera dell'indigrazione e sfondare la porta dell'ilarità, tanto da farti venire le lacrime. Adoro Luttazzi.
Spero che presto l'editto bulgaro cada, e possa avere di nuovo un suo spazio in TV. Anche se, bisogna ammetterlo, credo che in teatro egli possa raggiungere il 100% di se stesso senza nessuna imposizione, cosa impossibile in televisione, dove sarebbe costretto comunque a scendere a compromessi. E cosa sarebbe un Daniele Luttazzi auto-limitato? Sarebbe come una satira che si mette d'accordo con il potente di turno su cosa è lecito sbeffeggiare. Che guarda caso è proprio quello che cinque anni di Governo Berlusconi hanno causato: servilismo dei comici, auto-castrazione, cautela reverenziale, assenza di coraggio, silenzio, scialberia, cretinaggine scambiata per satira. Luttazzi è l'antidoto.

martedì, novembre 21, 2006

MirrorMask

MirrorMask è un film tratto da una sceneggiatura di Neil Gaiman. Narra di una bambina che vive in un circo e che sogna di poter lasciare quel mondo grottesco e fantastico per poter vivere una vita normale. Invece si troverà intrappolata in un mondo irreale e dovrà cercare la mitica Maschera di Specchio per poter tornare indietro.

Io questo film non l'ho visto, perché nei cinema italiani è uscito in sordina, senza promozione alcuna, ed è sparito velocemente. Domani esce in DVD. Ho sempre ammirato i lavori di Neil Gaiman, soprattutto i suoi fumetti (Sandman). Il film sembra essere piaciuto (vedi imdb) ma il DVD esce in sordina tanto quanto la pellicola nei cinema qualche mese fa.

Mi sembrava giusto dedicargli un post.
Io credo che lo comprerò.

lunedì, novembre 13, 2006

Cose frivole che devono essere fatte

1. Creare quei dannati PNG che sono l'unica cosa che manca alla mia nuova avventura, L'Ordine del Teschio Cremisi, peraltro già playtestata con successo. L'ho terminata di scrivere settimane fa, ma siccome ci sono da creare numerosi Personaggi Non Giocanti, è bloccata nel mio PC e non ne vuole sapere di uscire.
2. Devo finire di vedere Steamboy. Dopo un'ora ho dovuto interropere. Sembra un buon film ma soprattutto, visto che l'ho comprato, sarebbe il caso di vederselo. Ho acquistato pure Metropolis (l'OAV non il film di Fritz Lang).
3. Ridurre il tempo delle partite a Neverwinter Nights 2. Cavoli è una droga.
4. Aggiornare più spesso questo blog!!!

venerdì, ottobre 20, 2006

Pronti per Lucca 2006

Treno prenotato, biglietto comprato in anticipo sul funzionalissimo sito, anche quest'anno sono pronto per Lucca Comics and Games! Sembra che per il ventesimo anniversario della mostra siano state fatte le cose in grande, e la fiera sarà spostata nel centro storico della città! Il che è stato uno dei motivi che mi ha spinto a tornare dopo l'avventura dello scorso anno. Dopo essere uscito vivo da quella specie di girone infernale mi ero ripromesso di non tornare ancora. Ma, proprio come l'anno scorso veniva presentato Nephandum, quest'anno sarà presentato Empyrea, un nuovo manuale al quale ho partecipato come sviluppatore. La neonata Asterion Press avrà uno stand tutto per sé e questo è il secondo manuale che presenta (dopo Creature del Terrore). Empyrea è una vera e propria ambientazione di tipo planare, applicabile a qualsiasi campagna. Da bravo sviluppatore ho generato (in fase embrionale) il piano dei venti e dato qualche spunto per il piano del buio e quello dei vulcani. La grafica del manuale sembra eccezionale. Questa è la copertina, illustrazione di Alberto Dal Lago.

martedì, ottobre 10, 2006

Bertinotti said

(AGI) - Budapest, 10 ott . - Le ragioni della sinistra non possono mai essere dalla parte della repressione e dei carri armati. Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e' a Budapest in occasione del cinquantenario della rivolta anti-sovietica: "I conti con la storia non si chiudono mai - osserva Bertinotti - certo che oggi inequivocabilmente si puo' dire che se esiste una ragione per il futuro della sinistra, questa nel 1956 viveva qui dalla parte degli insorti e non dalla parte dei carri armati dell'Unione Sovietica".

Qualcuno disse: "Nei gulag, i miei compagni erano i detenuti, non gli aguzzini".
Concordo.

domenica, ottobre 01, 2006

Lady in the Water

Sabato sono andato a vedere Lady in the Water. Tutti i film di questo regista sembrano girati per provocare una reazione del tipo: o ti piacciono o ti fanno schifo. Niente vie di mezzo.
In realtà credo che non sia un effetto voluto. M. Night Shyamalan scrive i suoi film ed è chiaro che la sua intenzione è quella di trasmettere messaggi importanti e profondi utilizzando film di genere non impegnato, fantasy, fantastico, horror, fantascienza. Ma il suo intento è però tradito dalla sua parziale incapacità come sceneggiatore: quando tenta di "abbassare" il livello della narrazione e di rendere un concetto esplicito o più facilmente fruibile ottiene risultati discutibili, che sfiorano il ridicolo o il patetico. Dovrebbe limitarsi al soggetto e lasciare che la sceneggiatura sia scritta da qualcuno più capace, che riesca a rendere alla portata di tutti il messaggio senza sfociare nella leggerezza.

Quest'ultimo film ha tutti i pregi e i difetti dei film di questo regista/produttore/sceneggiatore. E' un film che vuole trasmettere messaggi importanti ma cade nel ridicolo in parecchie scene (non ve le sto a raccontare, le vedrete e le riconoscerete). A me era piaciuto di più The Village.

domenica, settembre 24, 2006

E' uscito Creature delle Tenebre!

Si, era uscito ufficialmente il 13 settembre... Ma a Roma è arrivato solo venerdì.
Allegria.

lunedì, settembre 11, 2006

Bella prova, Alfonso

Ho letto su Io Donna di questa settimana che il Cardinale Alfonso Lopez Trujillo avrebbe scomunicato una bambina undicenne colombiana, la quale dopo essere stata violentata dal patrigno, avrebbe deciso di ricorrere all'aborto. La scomunica avrebbe raggiunto anche i medici che le hanno praticato l'aborto.
Esterrefatto (soprattutto visto che un Cardinale non può scomunicare nessuno), ho fatto una ricerchina su internet. Ho trovato la notizia "bomba" su Repubblica.it, ma contemporaneamente è saltata fuori anche la prevedibile smenita. Smentita solo in parte però, perché anche se il Cardinale si affretta a far notare che anche avendo voluto non avrebbe potuto scomunicare la ragazzina, sottolinea nuovamente quanto sbagliato sia ricorrere all'aborto, anche per una ragazzina undicenne incinta del patrigno che l'ha seviziata. Inoltre ci ricorda che nel caso di un aborto, il Canone 1398 prevede la scomunica latae sententiae, cioè che ha effetto 'ipso facto'.
Per chi non lo sapesse, Trujillo è il prefetto del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Complimenti.

sabato, settembre 02, 2006

Prima o poi finisce tutto

Un mese di tempo.
Paul aveva solo un mese per raggiungere il cuore del bosco e portare a termine la sua missione. Una missione che lo aveva impegnato per mesi, da quando aveva lasciato il tempio.
"Il richiamo per qualcosa di inesplorato può vincere sul buonsenso e sulla disciplina" Dicevano i suoi maestri. Ma Paul era sicuro di riuscire, di trovare un albero Amaranto e poterlo toccare. Molti avevano tentato, prima di lui, pochi erano riusciti, e qualche volta le loro speranze si erano tramutate in illusioni. Ma Paul aveva fede, aveva forza d'animo.
O perlomeno l'aveva quando iniziò la sua ricerca. Il bosco delle nebbie. Aveva perso giorni e giorni tra gli alberi dalle foglie grigie che crescevano in quel posto. L'unica luce era quella dell'alba e del tramonto, poi la foschia inghiottiva il sole e le giornate si ripetevano tutte identiche. Niente pioggia, niente vento. Solo il sussurrio sommesso delle fronde scosse da forze misteriose, o forse da creature invisibili.
Era riuscito ad uscirne, per un attimo. Stremato si era trascinato alla locanda più vicina, era rimasto privo di sensi per giorni. Ed ora, mentre le dita delle sue mani ricominciavano a rispondere alla sua volontà, mentre la paralisi lentamente svaniva, solo ora si rendeva conto che aveva rinunciato a tutto per un sogno... e poi aveva lasciato che il sogno svanisse.
Doveva tornare nel bosco. Prima della festa di autunno, prima che lo trovassero, prima che il Beholder tornasse a cercarlo. Toccare l'albero di Amaranto, permettere ai propri sogni di mettere radici... completare la sua cerca una volta per tutte.
Strinse le dita in un pugno. Strinse così forte che ebbe la sensazione di sentirle quasi fratturarsi. Poi mosse il braccio, riuscì a farlo, e a girare il piede, e rivolse gli occhi in alto, fissò le travi del soffitto... e gridò a squarciagola. L'oste e numerose altre persone accorsero, nonostante fosse quasi l'alba.
"Per la grandezza del cielo! Messere, cosa succede?"
Paul si accasciò al suolo, stremato. Gli ospiti della locanda che si erano svegliati lo circondarono, mentre l'oste gli sollevò la testa. Chiese ad uno dei presenti di portare una brocca di acqua fresca e di chiamare un guaritore.
"No... non ce n'è bisogno... - mormorò il paladino, ritrovando la voce nel profondo della gola - C'era un beholder, mi aveva... paralizzato... ma ora sto bene... ho solo bisogno di riposare."
Il proprietario sgranò gli occhi e spalancò la bocca. Quei pochi denti che aveva ancora in bocca sembravano tremare. Arrivò la brocca di acqua, ne versarono un po' sulle labbra di Paul. Poi lo appoggiarono al muro del corridoio e si divisero per pattugliare le strade, alla ricerca del mostro.
"Non lo troverete, è andato via." Li avvertì Paul.
Si fermarono.
"Come lo sapete?"
"Cercava me. Ma non era ancora il momento."
"Il momento... per cosa?" chiese uno degli ospiti, che aveva già impugnato una spada corta.
"Il mio momento." Rispose il paladino. Strinse il suo simbolo sacro, e si alzò in piedi.

sabato, agosto 26, 2006

Creature del Terrore: Wallpaper


Questo è uno dei wallpaper scaricabili dal sito ufficiale di extreme fantasy.
Creature del Terrore è in stampa e uscirà imminentemente (sarà presentato a Vercon, che si terrà a Verona tra l'8 e il 10 settembre).

sabato, agosto 19, 2006

Occasioni perdute

"Sono sbalordito" disse il Beholder.
La sua labbra si aprivano e chiudevano sulle file di denti aguzzi e ingialliti. Rivolse verso Paul un numero decisamente eccessivo di tentacoli oculari, considerato il fatto che il paladino era immobilizzato. L'enorme creatura fluttuante uscì dalla stanza e girò lentamente attorno a lui.
"Avevi una cerca da compiere. Hai abbandonato il tempio, hai viaggiato per lungo tempo, hai attraversato persino il bosco delle nebbie... E per cosa? L'estendersi del tragitto ti ha svuotato delle energie, sei demotivato, stanco, malato... e la tua meta è ancora lontana. Ho seguito il tuo incedere fino a questa locanda puzzolente, e ora mi domando cosa ti ha spinto fin qui."
Dieci piccoli occhi erano puntati sul paladino, immobilizzato. L'occhio principale, quelli che roteava disgustosamente al centro del corpo sferico dell'aberrazione, evitava di fissare nella sua direzione. L'avrebbe involontariamente liberato. L'occhio centrale dissolveva ogni magia al solo sguardo. Un beholder non fissa mai le vittime dei suoi incantesimi, non con l'occhio centrale. Ne ha a disposizione altri dieci.
"E' chiaro che non puoi rispondermi. Mi secca doverti lasciare senza aver concluso nulla. Ma sappi che ti stiamo osservando. Non puoi sfuggire al tuo destino avverso, noi siamo parte della tua esistenza, sempre presenti. Non dimenticarlo."

Detto questo, scomparve nel buio del corridoio.

sabato, agosto 05, 2006

Memorie Perdute

Ho scritto una nuova avventura! Si intitola MEMORIE PERDUTE e l'ho playtestata ieri sera assieme ad un gruppo di giocatori che si riunisce di rado. E' un'avventura da una serata, per personaggi di livello medio e dalla trama intricata. Ospiti d'onore Illithid, doppelganger e Cerebrilith. Potete volare sul mio sito ufficiale e scaricare il PDF!

martedì, agosto 01, 2006

Shadow of the Colossus

Qualche mese fa, con un unico colpo di portafogli, mi sono portato a casa de giochi, Ico e il suo seguito, Shadow of the Colossus. Su quest' ultimo vorrei spendere qualche riga. L'ho finito già quattro volte (ebbene sì, di seguito) e non smette di stupirmi. Un gioco inconsueto, sicuramente originale, che riesce ad essere poetico e pieno di azione nel contempo.
Quando gioco a D&D, quasi esclusivamente rivesto il ruolo del Dungeon Master. Ci sono sicuramente due aspetti essenziali del fantasy che non si riesce mai a rendere quando si gioca di ruolo e che quindi, In quanto DM, mi mancano.Uno di essi è la frenesia dell'azione. Per quanto si vuole un combattimento è frammentato da lanci di dadi, descrizioni (essenziali) e dichiarazioni di intenti. Uno scontro di pochi minuti si sviluppa in ore di gioco. Si, certo è avvincente, è emozionante, ma non è frenetico, non è adrenalinico.
Un'altra cosa è l'aspetto visivo di alcuni momenti. Quasi tutti i (bravi) Master sanno descrivere alla perfezione le scene importanti, ma altrettanto bene evitano (e devono evitare) di annoiare i giocatori con descrizioni minuziose dei paesaggi e dell'ambiente che incontrano quando si spostano, inevitabilmente, da una scena all'altra. Eppure lì c'è il mondo. Le città, i paesaggi all'aperto, il sole sulle scogliere distanti. Non si può e non si deve, per amore di gioco, indugiare troppo su questi dettagli... ma poi il DM si ritrova a immaginarseli da solo senza averli potuti descrivere.
Ecco quindi che arriva Shadow of the Colossus. Un gioco che essenzialmente si basa su due elementi: viaggi solitari nelle sconfinate lande maledette della terra dei colossi e scontri titanici con i giganteschi avversari. Tutto quello di cui c'è bisogno per ricordarsi che i videogiochi hanno potenzialità diverse e talvolta complementari al gioco di ruolo, e che viceversa giocare ad un videogioco non sostituirà mai una partita a D&D.

venerdì, luglio 21, 2006

Transformers

I Transformers diventano un film, e un film ad alto budget. Questo è uno dei wallpaper.
Per ora sul sito ufficiale ci sono solo i wallpapers e un teaser trailer che non mostra granché.
Il regista è Michael Bay (ci sarà da fidarsi?), il produttore è Stephen Spielberg (beh...).
Se volete scaricare il trailer è meglio andare qui.
Buona attesa.

lunedì, luglio 17, 2006

Firefly

Normalmente non scarico film dalla rete. Potrei. Da appassionato di film quale sono vorrei -ad esempio- non dover aspettare settembre per vedere film (come Superman Returns) che altrove sono al cinema da settimane. La distribuzione si meriterebbe che io scaricassi il film e me lo vedessi immediatamente. Ma invece aspetterò settembre e lo vedrò al cinema, perché -cavolo- mi piace vedere i film al cinema. E mi piace anche averli in DVD, originali, se lo meritano.

Ho comprato il DVD di Serenity, un film di fantascienza che fa da conclusione ad una serie tv chiamata Firefly. Il film era scritto bene, con una sceneggiatura solida e credibile, roba da spedire per raccomandata a George Lucas affinché gli torni in mente come si fanno certe cose. Niente di eclatante su nessun fronte: solo un onesto e ben fatto film di fantascienza. Se vi sembra poco.

Mi sono quindi interessato alla serie. E' stata anche doppiata in italiano e trasmessa su Canal Jimmy (un canale satellitare). Esiste una stagione sola, poi è stata chiusa perché i costi erano superiori ai guadagni... e allora il creatore della serie ha deciso di concludere con un film. Si tratta di 15 episodi, già doppiati e non ancora disponibili in dvd. La cosa è paradossale se si considera che il film, la conclusione della serie, è disponibile da mesi!!!
Risultato: mi sono scaricato la serie e me la sto vedendo. Sì, pirata. I distributori vogliono che la pirateria diminuisca? Che la smettano di fare cazzate.

E per inciso: la serie è stupenda.

mercoledì, giugno 21, 2006

S. Luigi Gonzaga

Oggi è il mio Onomastico!!!
Qualche notizietta quindi su S. Luigi Gonzaga.

Figlio del duca di Mantova, nato il 19 marzo del 1568, fin dall'infanzia il padre lo educò alle armi, tanto che a 5 anni già indossava una mini corazza ed un elmo e rischiò di rimanere schiacciato sparando un colpo con un cannone. Ma a 10 anni Luigi aveva deciso che la sua strada era un'altra: quella che attraverso l'umiltà, il voto di castità e una vita dedicata al prossimo l'avrebbe condotto a Dio. A 12 anni ricevette la prima comunione da san Carlo Borromeo, in visita a Brescia. Decise poi di entrare nella compagnia di Gesù e per riuscirci dovette sostenere due anni di lotte contro il padre. Libero ormai di seguire Cristo, rinunciò al titolo e all'eredità ed entrò nel Collegio romano dei gesuiti, dedicandosi agli umili e agli ammalati, distinguendosi soprattutto durante l'epidemia di peste che colpì Roma nel 1590. In quell'occasione, trasportando sulle spalle un moribondo, rimase contagiato e morì. Era il 1591, aveva solo 23 anni.
Nel 1726, papa Benedetto XIII lo proclamerà santo. Il suo corpo si trova nella chiesa di Sant’Ignazio in Roma, e il capo è custodito invece nella basilica a lui dedicata, in Castiglione delle Stiviere, suo paese natale.

lunedì, giugno 12, 2006

Per chi non ha ancora visto FFVII Advent Children

Ho il DVD di questo film, Final Fantasy VII Advent Children. Chiunque non l'abbia visto può venire a casa mia e chiedere di rivederlo. Lo farò. A questo punto dovrei spiegare perché questo film (o film d'animazione) mi entusiasma tanto, ma la verità è che non so spiegarlo neanche io.Questo film essenzialmente non ha trama, il filo conduttore è esile e serve solo per condurre lo spettatore da uno scontro al successivo, o anche per far entrare in scena tutti personaggi del videogioco che gli fa da prequel... non è nemmeno doppiato in italiano ma effettivamente non se ne sente la mancanza più di tanto.Da una parte c'è questa mia completa venerazione per i film di combattimento ben fatti (sì, sono un fan anche di Jackie Chan), dall'altra c'è il fatto che l'intera pellicola è veramente un'opera d'arte in movimento. Ogni singolo fotogramma potrebbe essere bloccato e trasformato in sfondo per il desktop. Ogni singolo fotogramma. L'uso delle luci, la coreografia dei combattimenti, la dinamica degli stessi, è qualcosa di fenomenale. E poi c'è la colonna sonora che è bellissima... per chi ha giocato al videogame è assai più esaltante ascoltare le musiche riarrangiate che vedere entrare i tanto amati vecchi eroi (io di rivedere Caith Sith potevo farne a meno).
L'animazione digitale della Square è miracolosa, non trovo altro termine per definirla. Ma naturalmente, nessuno che in un film pretenda di trovare per forza una sceneggiatura complessa o quantomeno completa rimarrà estasiato come lo ero io al termine della visione.

mercoledì, giugno 07, 2006

Prima e dopo


Costituzione attuale: Art. 70. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Costituzione "rivista": Art. 70. La Camera dei deputati esamina i disegni di legge concernenti le materie di cui all'articolo 117, secondo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l'approvazione da parte della Camera, a tali disegni di legge il Senato federale della Repubblica, entro trenta giorni, puo' proporre modifiche, sulle quali la Camera decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla meta' per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge. Il Senato federale della Repubblica esamina i disegni di legge concernenti la determinazione dei principi fondamentali nelle materie di cui all'articolo 117, terzo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l'approvazione da parte del Senato, a tali disegni di legge la Camera dei deputati, entro trenta giorni, puo' proporre modifiche, sulle quali il Senato decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla meta' per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge. La funzione legislativa dello Stato e' esercitata collettivamente dalle due Camere per l'esame dei disegni di legge concernenti le materie di cui all'articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), e 119, l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 120, secondo comma, il sistema di elezione della Camera dei deputati e per il Senato federale della Repubblica, nonche' nei casi in cui la Costituzione rinvia espressamente alla legge dello Stato o alla legge della Repubblica, di cui agli articoli 117, commi quinto e nono, 118, commi secondo e quinto, 122, primo comma, 125, 132, secondo comma, e 133, secondo comma. Se un disegno di legge non e' approvato dalle due Camere nel medesimo testo i Presidenti delle due Camere possono convocare, d'intesa tra di loro, una commissione, composta da trenta deputati e da trenta senatori, secondo il criterio di proporzionalita' rispetto alla composizione delle due Camere, incaricata di proporre un testo unificato da sottoporre al voto finale delle due Assemblee. I Presidenti delle Camere stabiliscono i termini per l'elaborazione del testo e per le votazioni delle due Assemblee. Qualora il Governo ritenga che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all'esame del Senato federale della Repubblica ai sensi del secondo comma, siano essenziali per l'attuazione del suo programma approvato dalla Camera dei deputati, ovvero per la tutela delle finalita' di cui all'articolo 120, secondo comma, il Presidente della Repubblica, verificati i presupposti costituzionali, puo' autorizzare ii Primo ministro ad esporne le motivazioni al Senato, che decide entro trenta giorni. Se tali modifiche non sono accolte dal Senato, il disegno di legge e' trasmesso alla Camera che decide in via definitiva a maggioranza assoluta dei suoi componenti sulle modifiche proposte. L'autorizzazione da parte del Presidente della Repubblica di cui al quarto comma puo' avere ad oggetto esclusivamente le modifiche proposte dal Governo ed approvate dalla Camera dei deputati ai sensi del secondo periodo del secondo comma. I Presidenti del Senato federale della Repubblica e della Camera dei deputati, d'intesa tra di loro, decidono le eventuali questioni di competenza tra le due Camere, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti, in ordine all'esercizio della funzione legislativa. I Presidenti possono deferire la decisione ad un comitato paritetico, composto da quattro deputati e da quattro senatori, designati dai rispettivi Presidenti. La decisione dei Presidenti o del comitato non e' sindacabile in alcuna sede. I Presidenti delle Camere, d'intesa tra di loro, su proposta del comitato, stabiliscono sulla base di norme previste dai rispettivi regolamenti i criteri generali secondo i quali un disegno di legge non puo' contenere disposizioni relative a materie per cui si dovrebbero applicare procedimenti diversi".

lunedì, giugno 05, 2006

Flat tax???

Ho sentito illustri economisti ipotizzare una flat tax in Italia. Il principio della flat tax è quello di una aliquota unica e piuttosto bassa, che si applica a qualsiasi reddito. Significa che il signor Dobboloni, che ha un reddito di 120.000 euro l'anno, paga il 20% allo stato. Il signor Perzichetti, che ha un reddito di 12.000 euro l'anno, paga pure lui il 20%. E' chiaro che Perzichetti finisce sotto un ponte e Dobboloni se la spassa. Ma secondo illustri economisti, la flat tax rilancerebbe l'economia, in virtù del fatto che se sei ricco poi investi, e investire crea posti di lavoro, industrie, ricchezza diffusa. E io che pensavo che i ricchi tenessero i milioni nelle banche alle Bahamas! Che coglione che sono!

Per fortuna che dopo la caduta del fascismo, qualche centinaio di coglioni come me ha messo scritto nero su bianco sulla nostra Costituzione che:
"Art. 53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. "
Quindi della flat tax in Italia si può anche evitare di discuterne. Certo occorrerebbe che chi ci governa conoscesse la Costituzione, e visto le decisioni che prendono, forse è chiedere troppo.

PS per chi non l'avesse intuito, io al prossimo referendum voterò NO.

sabato, giugno 03, 2006

Nuovo Superman

Non mi metterò a scrivere del film, Superman Returns (che uscirà chissà quando), mi limito a postare il link del trailer, che è veramente entusiasmante. Ho grandi aspettative a proposito di questo film, e non credo che sarò deluso. Staremo a vedere.

giovedì, maggio 25, 2006

Giusto per dare un'idea...


...dello schifo che si prospetta ad una qualsiasi persona (ad esempio un turista) che in questi giorni si aggira per la città. Con slogan tipo "per amore di Roma" o "per il rispetto di Roma" questa banda di coglioni e delinquenti stampa tonnellate di carta che insozzano la città venendo attaccate praticamente dappertutto: su secchioni, mura di palazzi antichi, paline dell'autobus... e soprattutto sopra altre tonnellate di carta. Uno spreco senza precedenti che si trasforma in immondizia e tramuta le strade in espositori di facce stucchevoli.
Ho scattato queste foto con il cellulare nel tragitto di strada che va da via Lepanto a Lungotevere della Vittoria. Viva l'Italia.

martedì, maggio 23, 2006

Consiglio

Questo l'ho disegnato durante la riunione di consiglio (scout) di ieri sera. E' stata fruttuosa. Anche da altri punti di vista, ovviamente.

venerdì, maggio 19, 2006

Paul e le risorse segrete

Mentre il Beholder si aggirava per la stanza, il paladino non poteva muoversi in alcun modo. La creatura roteava gli occhi in ogni direzione, ispezionando la camera male illuminata della locanda, alla ricerca di qualcosa che Paul non sapeva. Fluttuando volse il ciclopico occhio centrale altrove, continuando a fissare la sua vittima paralizzata con almeno tre dei suoi dieci occhi tentacolari. Ma il campo antimagia si scostò da Paul nell'istante in cui il Beholder gli volse le spalle.
Paul riuscì a ruotare lo sguardo, e i suoi occhi, spostandosi ai limiti del campo visivo, riuscirono a intravedere la sua spada, poggiata ai piedi del letto. La spada reagì vibrando. Era fuori dal campo magico anch'essa.
"Cosa si prova ad essere paralizzati, paladino? Cosa si prova a non potersi muovere, ad essere estratti dal tempo e da ogni contesto? Fermo... Immobile... Senza possibilità di cambiare la propria condizione, di migliorarla, di agire... Cosa si prova?"
Il Beholder parlava a se stesso. Paul non poteva rispondere.

venerdì, maggio 12, 2006

Creature delle Tenebre

A Giugno dovrebbe uscire il secondo manuale della linea Nephandum, un manuale dei mostri fantasy-horror contenente anche consigli su come integrare il centinaio di nuovi mostri presentati nella vostra campagna, sfruttando al massimo il loro gusto horror investigativo. Si chiamerà Creature delle Tenebre. Come membro del team di sviluppo di questo manuale, non posso che consigliarvelo!
Quella che vedete è la copertina a colori del manuale, illustrata da Alberto Dal Lago.

lunedì, maggio 01, 2006

Nuovi inizi...

Una delle mie due campagne principali (La Quarta Minaccia) si è conclusa prematuramente. Il gruppo aveva intrapreso strade troppo divergenti dalla trama principale, dimenticando quasi completamente il plot che teneva unite tutte le avventure. Alla fine ho deciso che era meglio abbandonare completamente il filo iniziale e far procedere le avventure su un nuovo binario che sarebbero stati loro stessi a decidere.
Il risultato è stato Forgotten Relics, una campagna che nace dove muore la precedente, essenzialmente con gli stessi personaggi de La Quarta Minaccia, anche se ho lasciato ai giocatori la scelta di cambiare personaggio se lo avessero voluto. Uno dei giocatori l'ha fatto, giustamente motivandolo con l'evidenza che il background del suo attuale protagonista era stato scritto pensando ad un attivo coinvolgimento nelle vicende della campagna abbandonata. E' più logico quindi che quel personaggio diparta dal gruppo per continuare (come PNG) a seguire le vicende che questa compagnia ha deciso di lasciarsi alle spalle.
Ho avuto anche il tempo di aggiornare il mio sito, eliminando i riassunti della campagne in corso (è più semplice aprire dei blog) e inserendo dei link ai siti dei miei amici. Uno dei più attivi (tre post al giorno!) è La Terra di Mezzo, il cui autore è un simpatico fanatico di cinema con la passione per la scrittura. Se avete voglia di farvi gli affari suoi, seguite il link.

domenica, aprile 16, 2006

mercoledì, aprile 12, 2006

Chi sono i coglioni?

Ricevo da un'amica e volentieri pubblico:

Cari tutti,

esattamente una settimana fa, Federica inviava a molti di voi un’indignata lettera post-confronto Prodi-Berlusconi. Oggi (ieri ndBigio) sono le dieci e mezza del mattino, e le nostre sorti dipendono dai voti degli italiani all’estero, ancora in conteggio. Qualunque speranza ancora ci sostenga è attaccata a quei voti, ma questo non toglie l’inquietudine che il proporzionale, in una fotografia dai contorni netti, ci regala del nostro Paese: come ha detto il primo portavoce di FI che ho sentito ieri, quella che abbiamo visto delinearsi sempre più definitivamente, nel lungo pomeriggio e nella lunga serata, è un’Italia tagliata in due.
Innanzitutto, in senso geografico. L’emicrania che ha cominciato a martellarmi ieri alle undici, e che dopo quasi dodici ore non vuole convincersi a lasciarmi, mi ha impedito di controllare con attenzione gli ultimi dati del Senato: non so quindi se la Campania sia stata assegnata all’Unione o alla Cdl, idem sul Lazio, eccetera. Ma un dato sicuro è che anche la Sicilia ha assunto una fisionomia elettorale normale, dopo il 61 a 0 del 2001: mi sembra evidente che la Camera delle Regioni avrà quasi tutti i senatori del Nord nella Cdl. Inquietante. Cosa vuol dire? Ieri pensavo: questo governo negli ultimi cinque anni ha dragato risorse dal centro e dal sud e le ha iniettate altrove, per salvare il suo elettorato piccoloimprenditoriale del nord. Ma mi sembra una spiegazione troppo, troppo semplice. E l’elettorato di AN? E le regalìe sul modello del governo Cuffaro, che ci ha donato in questi anni tuffi nel passato della prima Repubblica?
La spaccatura geografica è significativa, ma di ardua interpretazione, e soprattutto non così netta: Campania Lazio, a lungo in bilico, così come il Piemonte, tra una parte e l’altra. E questo è il dato inquietante e la vera spaccatura: una nazione tagliata sul filo del 49%-51%. E non è una nazione tagliata in due come la Germania, dove è la difficoltà di elaborare politiche economiche dal profilo chiaramente distinto che ha portato alla Grosse Koalition (e scusate la semplificazione
dell’analisi che non è un’analisi, è solo un esempio contrastivo). Non è insomma l’eccesso di somiglianza che ha provocato quell’oscillazione intorno al baricentro impossibile del 50%, ma il contrario: una spaccatura reale e autentica, di mentalità e cultura.

E qui, di nuovo, ritiro fuori Federica, e i dialoghi post-confronto dello scorso lunedì e di tutti gli aperitivi pisani che sono seguiti, in cui lei e io facevamo un po’ le parti delle pessimiste ad oltranza. Non nego che nel mio pessimismo ci fosse una notevolissima dose di scaramanzia: e
non nego neppure che, data la situazione attuale, per una volta di può rispondere a Cipputi che «poteva andare peggio». Però questo non elimina il dramma della spaccatura.
Che è una spaccatura, mi sembra, culturale più che geografica o economica.
Pisa non è un buon osservatorio, non lo è neppure la Toscana, ma se è per questo non lo è neppure Milano. Domenica sera, appena arrivata nella fonda provincia lombarda, sono andata a trovare un’amica al seggio. Se io ero pessimista, lei di più. E la capivo: le vedi, quelle facce di
pensionate e pensionati, e lo senti, che voteranno B. – o se proprio ci va bene, Lega.
Ma soprattutto, mi diceva lei, che chiacchierando con i suoi compagni di SISS milanesi, aveva trovato lo stesso scoglio di incredulità che avevo sentito anch’io a Pisa: no, non è possibile, stavolta no davvero, non lo possono votare ancora. E così pensavano i giornalisti del Guardian o
dell’Economist, tutto il giornalismo francese – mi diceva Erica ieri sera -, insomma tutti gli analisti stranieri. Che infatti già prospettavano un futuro di ritorno del grande centro, della DC in versione reloaded e forse extended: ma B. era finito. E invece Forza Italia è il partito più forte d’Italia. Con quel nome, d’altronde, non poteva essere altrimenti.

Dunque, l’Italia divisa, e divisa tra la città e la provincia (Milano e la sua provincia), tra i dipendenti statali e quelli privati (il nord e il centro), tra i pensionati e i giovani (ma esistono i giovani? Ma dove sono, perché in Francia… ma lasciamo perdere paragoni insensati: la Francia è la Francia, ha Parigi che tutto accentra anche buona parte del sistema universitario, etc.) - certo, tra i pensionati e i giovani, tra i miei genitori e me, perché loro NON HANNO NIENTE DA PERDERE da altri cinque anni di B. Non come noi, perlomeno: la pensione ce l’hanno, e ce
l’hanno garantita. Siamo noi – che abbiamo più di venticinque e meno di trentacinque anni – che siamo realmente bloccati nel nostro ingresso «nel mondo» - quello che raccontavano i Bildungsromane dell’Ottocento… - da cinque anni di malgoverno e da cinque anni di…? (ma cosa ci aspetta realmente dai prossimi anni?).

Ma così sembra davvero un piagnisteo sulla sorte rea e cruda che ci è toccato vivere ed affrontare. Rimane il grande interrogativo, che non è solubile solo ricorrendo alla risposta generazionale. Chi vorrà analizzare sociologicamente, e coloro che dovranno solvere il problema politico di come distaccare quella metà esatta di italiani ancora sensibile dopo cinque anni di peggioramenti generalizzati alle sirene del populismo, deve volgere lo sguardo sulla provincia profonda. Almeno al Nord, cioè nei luoghi che conosco e di cui avverto istintivamente e intuitivamente le movenze – ma non chiaramente e intellettualmente le ragioni –, al fondo
di questa sensibilità sta una mole, inimmaginabile dalla “civile” Toscana, dalla “colta” Pisa, dalla “internazionale” Milano, di qualunquismo: «e poi dicono che tutti sono uguali, che tutti rubano alla stessa maniera».

Mia madre che ieri sera cercava disperatamente una scappatoia agli imperanti speciali sulle elezioni, sbuffando. I miei zii e i miei cugini che votano (ancora!) la Lega perché non sono in grado di concepire la politica (e molti di loro hanno la laurea) al di là del panorama immediato del loro
paese e – al massimo – della provincia. E soprattutto: bisogna che qualcuno si metta ad analizzare le strutture concrete di diffusione del potere in queste realtà – che sono le MAGGIORITARIE numericamente in questo fottuto, fottutissimo paese. Maggioritarie, va bene, ho esagerato: che sono la realtà più misteriosa eppure che assomma metà – o un po’ meno: diamo alla mafia, alla criminalità organizzata al sud, e alla corruzione, quello che loro spetta in relazione all’influenza di questo centrodestra sull’elettorato. Perché quando sono entrata nel mio seggio del mio paese, i “maggiorenti” erano tutti lì – come rappresentanti di lista, presidenti o scrutatori o segretari di seggio – con il doppio petto blu d’ordinanza e la spilla di «Berlusconi presidente». Ed erano sempre i soliti: quelli che nel paese ci sono da sempre, da almeno tre generazioni, che sono stati sempre dentro le cose che contano – la parrocchia e il Comune – quelli che hanno avuto i soldi per far studiare i figli quando ancora i laureati solo per il loro titolo di studio erano ritenuti degni di governare, eccetera.

Studiare la relazione tra le facce e i simboli di partito: e le facce, in queste realtà, contano.
Ieri Erica diceva: perché c’è questa sfasatura tra il voto amminsitrativo – che sorride alla sinistra – e il voto nazionale? Quanto ha influito l’assenza delle preferenze – e quindi di una campagna elettorale giocata sul territorio e sulle persone – nelle difficoltà della sinistra? Eppure per la Lombardia questo non conta… è la regione più popolosa d’Italia, la più ricca, con il maggior numero di attività economiche e di lavoratori altamente specializzati, laureati, presumibilmente colti. Ma non è ancora una realtà metropolitana. Milano non è Londra. O meglio: Milano si riempie la mattina e si svuota la sera di provinciali che vi lavorano ma tali restano.
Ieri Pansa faceva l’arrogante e il superiore, dicendo: questi chili di carta stampata antiberlusconiana – i giornali, i libri -, questi film questi comici: dovranno rivedere la loro posizione. Quasi a dire: nonostante l’egemonia massiccia della sinistra nei canali di
trasmissione delle informazioni, lui ha vinto – o perlomeno non ha perso – e quindi tutti coloro che su quei mezzi si sono espressi hanno sbagliato i loro conti. Pansa è uno stronzo, uno che usa in malafede la propria intelligenza. Perché non credo possa permettersi di ignorare che i quotidiani in Italia sono letti da circa un milione di persone al giorno (1/47 degli elettori), quelli che entrano nelle librerie sono ancora meno, e chi va a vedere i film della Guzzanti o il Caimano ci va perché già ne condivide idee e opinioni. L’unico strumento nazionale che tutti gli elettori condividono – anche chi per snobismo dice di non vederla mai – è la televisione. La gente non parla dell’ultimo libro di Pansa, e non pensa che i comunisti siano cattivi perché ha letto e condivide la ricostruzione storica di “Il sangue dei vinti”. La gente parla della Fattoria e del Grande Fratello. Magari non vede il confronto Prodi-Berlusconi, ma il giorno dopo sente il Tg e scopre che B. abolirà l’Ici. E magari non ci crede o magari non gliene frega niente, ma quel messaggio passa e la
“felicità” di Prodi, francamente, un po’ meno. E comunque: prima del confronto magari non ci aveva neanche ancora pensato, a cosa votare domenica 9 aprile. E il 10 mattino va a lavorare tranquillo, e per tutto il pomeriggio si dimentica del rito ininfluente nella sua vita che ha compiuto il giorno precedente. Mentre noi abbiamo reso incandescenti i nostri telefoni, e zappato furiosamente tra i canali televisivi per tutto il pomeriggio alla ricerca di dati, dati, dati, sempre un po’ più sicuri e sempre un poco più tristi, oppure abbiamo tenuto solo la radio accesa facendo finta di fare altro – e sentivamo che stava oscillando un destino collettivo e il nostro dentro quello.

Ecco, l’ho usata, la parola: «noi». E poi ci sono «loro».

Scusate lo sfogo. Volevo condividere cose che intuisco e vedo, e che mi vergogno di continuare a vedere, e mi sembra a volte che siano realtà e fenomeni non abbastanza considerati. Al di là di tutto, al di là della vittoria regalataci dalla legge elettorale voluta dal centrodestra (chi sono, oggi, i coglioni?), su questa spaccatura bisogna, è urgente, riflettere.

Anna

mercoledì, aprile 05, 2006

Scatenati coglione!


Mancano pochi giorni al voto e sopravvivere alla campagna elettorale diventa sempre più difficile.
Contribuisco con questo banner a determinare l'esito delle votazioni. O forse no, ma è comunque divertente.

lunedì, aprile 03, 2006

Dichiarazione di Voto

EDITORIALE di PEPPE SINI: UNA DICHIARAZIONE DI VOTO
Per favore, non stiamo a parlare delle scempiaggini e delle pagliacciate con cui il primo ministro tenta distrarre l'attenzione da cio' che conta e ridurre tutto a suburra.
Di cio' che conta occorre parlare per giudicare, per decidere, per esprimere un voto che salvi la cosa pubblica dalla catastrofe.
*
Decidere se siamo dalla parte della mafia o dalla parte di chi la combatte.
Decidere se siamo dalla parte degli sfruttatori o degli sfruttati.
Decidere se preferiamo la guerra di tutti contro tutti o lo stato di diritto.
Decidere se siamo dalla parte dei razzisti e dei golpisti al potere o della Costituzione repubblicana scaturita dalla lotta antifascista.
Decidere se della natura pensiamo che sia uno scrigno da forzare e saccheggiare o una casa comune e un sistema vivente di cui siamo noi stessi parte in cui vivere e convivere.
Decidere infine se deve proseguire il regime del patriarcato che nega piena dignita' umana a meta' del genere umano o se prendiamo sul serio quella dichiarazione secondo cui tutti gli esseri umani hanno uguale diritto alla vita, alla liberta', alla solidarieta'.
*
A chi mi chiede per chi voto alle prossime elezioni politiche, rispondo: per la coalizione di centrosinistra che si oppone alla coalizione berlusconiana; e per il solo, semplice fatto che si oppone alla coalizione berlusconiana.
Perche' solo con la sconfitta della coalizione berlusconiana si potra' difendere, salvare, promuovere la Costituzione repubblicana, la legalita', la democrazia nel nostro paese.

Io sottoscrivo appieno.

venerdì, marzo 31, 2006

Stanislaw Lem

E' morto Stanislaw Lem.
Assieme ad Asimov è stato uno dei padri della Fantascienza, anche se molti se lo ricordano solo per Solaris. Recentemente avevo letto Fiabe per Robot, un bellissimo libro in cui sono raccolte favole raccontate in un universo popolato da androidi ed esseri meccanici.
Ogni volta che se ne va una persona così, mi sembra di perdere qualcosa.

mercoledì, marzo 22, 2006

V per Vendetta

Il più bel film che ho visto quest'anno si intitola V per Vendetta.
Entrando al cinema avevo letto stroncature pesantissime (Libero lo bolla come film no-global che incita al terrorismo) e buone recensioni (Ciak ad esempio, ma anche Repubblica e Corriere).
Proprio per questo motivo non vi starò a scrivere la mia recensione, potete leggerne a bizzeffe. Vi dirò che il film mi è piaciuto moltissimo, perché è un film intelligente, colto, citazionista, ben recitato e con un ottimo ritmo. Al di là del messaggio, naturalmente. E poi c'è il messaggio, o meglio i messaggi, perché sarebbe riduttivo far credere che questo film parli solo di politica, dire che promuove le rivoluzioni o che è contro le dittature conservatrici. Con la mia sensibilità, che non è certo quella di un critico né di uno scrittore, ci ho trovato moltissimi altri spunti di riflessione: sulla tolleranza, sull'amore, sulle scelte... e naturalmente sulla vendetta.
Sono entrato nella sala per essere frastornato da effetti speciali e combattimenti al rallentatore, e invece ho divorato fino all'ultimo fotogramma tutta la pellicola uscendone estremamente soddisfatto. Non ho letto la graphic novel dalla quale il film è tratto ma mi piacerebbe farlo... dopo la delusione della trasposizione cinematografica di The League of Extraordinary Gentleman, Alan Moore si meritava un altro buon lavoro sui suoi fumetti. Meglio ancora di From Hell che ho apprezzato molto.

domenica, marzo 19, 2006

Da che parte stai?

Ho trovato su internet un sito, apparentemente neutrale ma non è detto che lo sia, dove è possibile eseguire un test in 28 domande che darà come risultato il vostro orientamente politico.
Alcune domande sono poste in maniera poco chiara, ma nel complesso è stato scritto abbastanza bene. Chiaramente spero che nessuno di quelli che eseguiranno il test vada a votare in base ai risultati dello stesso, anche se è probabile che alla fine il risultato sia del tutto prevedibile.

Il sito è:
http://www.dimmichiseitidirochivotare.it/Interface/Home.aspx

Il risultato del mio test è il seguente:

lunedì, marzo 13, 2006

Dalla Chiesa Belga con amore

CELIBATO ECCLESIASTICO, PRESERVATIVO, OMOSESSUALITÀ: IL CARD. DANNEELS SQUARCIA QUALCHE VELO

BRUXELLES. I sacerdoti, che siano omosessuali o eterosessuali, hanno fatto voto di celibato: dunque, "non faccio differenza tra i due". Lo ha affermato il card. Godfried Danneels, arcivescovo di Bruxelles e presidente della Conferenza episcopale belga, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano belga La Dernière Heure/Les Sports (9/3/06) che affronta i temi attualmente più controversi e livello ecclesiale. In contrasto con quanto afferma la recente Istruzione vaticana sull'accesso di candidati omosessuali al seminario, Danneels sottolinea infatti che "il fatto che un prete sia omosessuale non costituisce, per me, una ragione che mi spinga a intervenire"; la discriminante risiede, invece, nell'osservanza o meno del voto del celibato. Celibato che è obbligatorio, certo, ma che lo è grazie ad una "legge disciplinare", spiega Danneels, che non è fondata sul sacerdozio e che dunque può essere cambiata: "Di fatto si può essere preti senza essere celibi", come dimostra la tradizione della Chiesa orientale.
Il cardinale è intervenuto anche sui Pacs, distinguendo tra etica della Chiesa e legge civile: "Posso accettare che una legislazione determini condizioni di coabitazione e diritti per le coppie omosessuali, ma non posso accettare che lo si chiami matrimonio", ha detto.
Nell'intervista Danneels esprime anche un sì al preservativo quando serva ad evitare il contagio del virus Hiv e dunque ad evitare di commettere "un altro peccato, quello di omicidio". Non si tratta, in questo caso, di una posizione nuova, né in assoluto (già il card. George Cottier, ex teologo della Casa pontificia, si era espresso in termini analoghi, definendo il profilattico un "male minore" in alcune situazioni, ma anche il card. Javier Lozano Barragán e i vescovi spagnoli) né per lo stesso Danneels: egli infatti aveva già dichiarato il suo punto di vista alla tv olandese nel 2004.
Il cardinale, che è stato dato tra i papabili in occasione dell'ultimo Conclave, e che sicuramente rappresenta l'ala progressista dei vertici della Chiesa, ha parlato anche di islam, di sacerdozio femminile, di aborto ("non si può condannare sistematicamente la donna che ha abortito") ed ha espresso un giudizio su papa Benedetto XVI.

Una traduzione dal francese dell'intervento completo, realizzata dal sito Adista, è disponibile su questo sito:
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=18797

venerdì, marzo 03, 2006

Bookworm mania



Ho scaricato Bookworm e l'ho installato. E' un giochino semplice che si può trovare anche nell'area giochi di yahoo e al quale si può giocare gratuitamente.
Dopo il record di oggi credo che smetterò per un po'.