Questo è il nuovo header del blog. L'ho fatto un po' di fretta ma mi piace. E' un panorama desolato eppure significativo. Si adatta alla mia personale visione del fantasy, e anche della vita.
venerdì, maggio 28, 2010
Header
Questo è il nuovo header del blog. L'ho fatto un po' di fretta ma mi piace. E' un panorama desolato eppure significativo. Si adatta alla mia personale visione del fantasy, e anche della vita.
domenica, maggio 23, 2010
Leopardi
Siccome ultimamente il mio umore non era dei migliori, ho pensato bene di immergermi completamente nella lettura di Giacomo Leopardi. Ho apprezzato il lato più stronzo di Leopardi, quello cinico per il quale l'uomo è la creatura più antisociale che esiste e ognuno di noi è solo e nemico di ogni altro, quindi occorre essere egoisti per sopravvivere. E assieme al suo lato stronzo ho apprezzato anche altre piccole caratteristiche, a me inedite, del suo carattere. Tutti i brani che seguono sono tratti dallo Zibaldone.giovedì, maggio 13, 2010
Il perdente radicale
sabato, aprile 03, 2010
Dodici dita
Dodici dita si guardò le mani. Aveva solo dieci dita, come tutti. Con calma e dedizione si abbandonò ai gesti automatici che lo avrebbero condotto a rimontare la sua vecchia pistola.
Per prima cosa, il popolo. Quella massa di esseri brulicanti che schiamazzavano nelle strade attorno a lui. Mercanti, artigiani, contadini... Vecchi e giovani, uomini e donne. Scendendo nello specifico qualcuno di loro poteva essere interessante, forse abbastanza da condividere con lui qualche pena, ma bastava salire un po' più in alto sulla torre, allargare un po' la visuale, defocalizzare, rifocalizzare, e cosa si otteneva? Marmaglia. Si può imparare a vedere tutto dall'alto, basta abbandonare ogni curiosità, e tradire la fantasia. Improvvisamente sono tutti uguali. Così li percepiva, Dodici Dita.
Dodici dita incastrò velocemente tutti i pezzi dell'arma. Una serie di click lo rassicurò sul giusto posizionamento degli ingranaggi, ma non ce n'era bisogno. Aveva smontato e rimontato la pistola centinaia di volte, centinaia.
Il punto di vista delle pietre. Le pietre che lastricavano l'intera via erano state posizionate lì dai grandi re del passato, e avevano attraversato i secoli, in parte sepolte dalla terra, in parte spaccate dal tempo, in parte levigate dal continuo passaggio. Ognuna di quelle pietre era un testimone logoro dell'insignificanza dell'esistenza. Quante volte avranno ascoltato i discorsi delle persone che distrattamente le calpestavano? Discorsi sulla politica, sulla famiglia, sul bene e sul male, ogni volta pronunciati come se fossero cose importanti, fondamentali, addirittura cose vitali. Sorrise. Vitali, ma non per le pietre. Forse per quelle brevi esistenze. Secoli dopo qualcuno rifarà gli stessi discorsi, e le pietre restano lì, costrette a risentirli.
Spinse il cristallo nella canna. Energia luminosa si sprigionò dalle superfici lisce della scheggia vetrosa, prima che scomparisse nel buio del cilindro di essedreel. Senza quel cristallo, l'arma non avrebbe sparato. Il cristallo era il cuore dell'arma.
La via religiosa alla salvezza. Alcuni religiosi si muovevano tra la folla, il corpo ammantato di vesti costose, nonché di sicurezze inventate. Lungo la strada incontravano altra gente, anime impaurite e riverenti, che elargivano sorrisi in cambio di benedizioni. Buone maniere in cambio di serenità. Non è male come scambio.
L'arma vibrò in maniera quasi impercettibile. Il metallo che assorbiva l'energia del cristallo. Dodici dita infilò una mano in tasca e ne estrasse una manciata di proiettili, grossi pallettoni argentati. Un paio caddero a terra, scivolarono seguendo le spaccature nelle assi del pavimento e finirono per infilarsi sotto il mobilio spartano della stanza. Dodici dita vuotò la mano in una ciotola di legno, su uno sgabello, vicino alla finestra.
La sordità alle grida del mondo, laceranti e stridule, acute e altissime, angoscianti e terribili.
Perché le orecchie delle altre persone non sanguinavano? Dodici dita lo sapeva. Perché erano nati sordi. Tutti quanti. E per non sentirsi inadeguato Dodici dita aveva cercato di sfondarsi i timpani con un chiodo da staccionata all'età di diciassette anni. Ora ne aveva trentasette, era sopravvissuto per tanti anni a quei lamenti strazianti grazie al fatto che ci era riuscito, anche se solo a metà. L'orecchio destro non ascoltava più, nulla. Nemmeno il fragore della sua arma, quando l'avvicinava al volto per fare fuoco.
I proiettili scorrevano all'interno della pistola, come cubi d'acqua congelata in una gola di ferro. Dodici dita distese il braccio e sfiorò col dito il grilletto. Uno scatto, il ritrarsi istantaneo di una molla, una cuspide di essedreel avrebbe scalfito il cristallo, l'energia avrebbe percorso la canna, il proiettile sarebbe stato vomitato fuori dal buio. Una pallina lucente che schizza nell'aria incurante di tutto quello che attraversa. PAM. Cielo azzurro, drappo di una bandiera, ancora cielo azzurro, lembo di una tunica, pelle, cranio, cervello, cranio, pelle, cielo azzurro... pietra angolare della torre. Così sarebbe andata.
E infine il denaro. Le monete d'oro, i lingotti d'argento. Gemme, pietre preziose, diamanti. Stoffe pregiate, vesti di lusso, vini speziati, portate deliziose, droghe esotiche, cortigiane e feste senza calendario. Dodici dita aveva rinunciato a tutto questo tanto, tanto tempo fa. Strisciava tra i vicoli, come un grosso topo carognoso, per non essere visto e non vedere. Sapevano dove trovarlo, all'occorrenza, sapevano come chiamarlo, se avevano bisogno di lui. Lui non aveva bisogno di niente, di niente e di nessuno. Solo di una sentenza di condanna. Perché le persone emarginate come lui potevano permettersi di giudicare la società, ma non di condannarla. Era sempre stato così, e così sarebbe stato per sempre.
Tirò il grilletto con forza. Dodici dita.
domenica, febbraio 21, 2010
Amico freddo
lunedì, febbraio 08, 2010
Piccoli capolavori incompresi
giovedì, gennaio 21, 2010
Altri racconti brevi...
Druido
“E voi chi siete?” Domandò il Baluardo.
Davanti a lui si parava un elfo in armatura di cuoio, con le braccia e le gambe avvolte in grosse bende di lana, e una benda dello stesso tipo gli copriva la fronte e un occhio, probabilmente mancante.
“Mi chiamo Yash, sono il consigliere di Grenda.”
Rispose l'elfo. “E' con me.” Confermò Grenda, la custode del villaggio. Almeno un paio dei soldati che il Baluardo aveva portato con sé erano palesemente turbati dal fatto che Grenda si fosse presentata loro quasi completamente nuda, ma il templare non lo era affatto.
“Se queste sono le vostre usanze, a me sta bene.
Sono qui per chiedere che riapriate la via commerciale del bosco di Nood. Quello che è accaduto è sicuramente opera del vostro popolo. Gli alberi hanno formato una coltre di rami impenetrabili, e i vostri elfi ci intimano di tornare da dove siamo venuti. Questo è inammissibile.”
Grenda incrociò le braccia, come se fosse spazientita. Lanciò uno sguardo a Yash, e rispose:
“Volete che un sentiero nei boschi diventi una via carovaniera, questo non possiamo permetterlo. Il bosco non è d'accordo.”
Il Baluardo puntò il dito verso la custode:
“Quello che non volete è che la Chiesa di Sinth costruisca una cattedrale alle pendici dei monti
Salish, perché sarebbe troppo vicina al vostro territorio! Ecco qual'è la verità.”
“Anche sulla costruzione della cattedrale, il bosco non è d'accordo.” Rispose serafica Grenda.
“Non accetteremo ultimatum dagli eretici! - Tuonò il templare – Riapriremo la strada con la forza se necessario! Vedremo se il bosco sarà ancora contrario!”
Yash fece un passo avanti e agitò le dita nell'aria.
“Perché non glielo chiede?” Disse. Immediatamente gli alberi più vicini ai soldati si allungarono e li afferrarono, sollevandoli in alto fra le fronde.
Qualcuno, agitando la spada, riuscì a mozzare qualche ramo e a liberarsi. Gli altri gridavano presi dal panico. Il templare si guardò intorno, sembrava che la foresta non avesse altro desiderio che stritolarli.
“Credo... credo che costruire una chiesa così vicina al bosco non sia in effetti una buona idea! Vi prego lasciateli andare!” Piagnucolò. Yash abbassò le mani. Uno dopo l'altro i soldati caddero a terra con un tonfo. Il tempo di rialzarsi, ed erano già corsi via sparendo dalla vista degli elfi. Il Baluardo li seguì velocemente.
“Se torneranno, - disse Grenda allontanandosi – puoi spremerli e usare il loro sangue per abbeverare il terreno. Non mi interessa interloquire ancora con questa razza insignificante.”
“Si, mia signora.” Le rispose il druido, chinando il capo in segno di devozione.
Guardiano del Crepuscolo
Sir Perentar entrò nel dormitorio completamente coperto di sangue. Era sangue nero, viscoso, denso. Nessuno sapeva cosa aveva affrontato, ma qualsiasi cosa fosse era stata peggiore del solito. Si slacciò l'elmo e lo gettò sul pavimento. Una ferita profonda che dalla fronte scendeva fino al sopracciglio gli impediva di aprire l'occhio sinistro.
“Acqua!” Gridò.
Uno dei novizi recuperò di corsa un otre e glielo porse. Perentar lo sollevò in alto e lo svuotò sulla propria faccia. L'acqua scendeva inzuppando i suoi paramenti da templare, scivolando sotto l'armatura pesante, lavando via gli umori residui della battaglia. Uno dei guaritori, chiamato forse da un altro dei novizi, corse nella stanza. Quando vide la ferita, esclamò qualcosa sottovoce.
“Lasci stare la ferita sulla testa, Belgras. - Sussurrò Perentar mentre l'acqua ancora gli scendeva tra i capelli, neri e lunghi. - Quest'altra fa molto più male...”
Così dicendo slacciò lo scudo, che cadde a terra con clangore. Sollevò il braccio, mostrando uno squarcio nero che sembrava seguire la linea del costato. Un fiotto di sangue ne uscì immediatamente, dilagando sulla tunica zuppa.
“Sir Perentar, questa ferita richiede una cucitura e l'applicazione immediata di magia! - Balbettò con agitazione il guaritore. - Probabilmente una delle costole sarà spezzata, e il taglio è troppo profondo affinché si richiuda velocemente, anche con gli incantesimi adeguati...”
Sir Perentar strinse i denti e afferrò il guaritore per la collottola, sollevandolo quasi da terra.
“Ascoltami bene, Belgras: i miei compagni stanno morendo, là fuori. Lo senti il suono di questi corni? Presto saranno pronti a un nuovo assalto. Applica la tua magia, fai il meglio che puoi e risparmiami le tue preoccupazioni da isterico, io sono un Guardiano del Crepuscolo, la Dea Madre mi sosterrà!”
Belgras annuì terrorizzato. Non appena toccò di nuovo terra, iniziò a recitare formule di guarigione.
Guaritore
Il guaritore passò le dita sulle labbra della ragazza.
Erano secche e screpolate, ma nonostante questo una secrezione giallognola le fuoriusciva dalla bocca.
“Allora, Celan... vuoi darti una mossa? - Lo ammonì l'arciera alle sue spalle, che appoggiata alla porta si assicurava che nessuno la aprisse all'improvviso. -Dubito che Renni riuscirà a trattenere il padre della ragazza ancora per molto tempo. E hai visto la sguardo di Kaldrian? Secondo me sta per trasformarli tutti in aragoste...”
“Ho bisogno solo di qualche altro minuto, Tanis.”
Gli rispose Celan. Strappò le vesti della ragazza e cominciò a premerle l'addome. Era duro come se avesse inghiottito pietre. Esaminò la pelle con attenzione. Piccole macchie nere erano sorte attorno alle zone ghiandolari, sotto pelle.
“Perfetto. - Esclamò il guaritore rialzandosi. - Fai entrare il governatore. Cioè il padre. Veloce!”
Tanis aprì la porta. Al momento giusto, perché appena oltre la porta c'era il governatore, con il pugno alzato nel gesto di bussare. Dietro di lui Renni Kaldrian cercavano di giustificarsi per il fatto che fosse riuscito a passare.
“Non fa niente, ragazzi. - Disse Celan comparendo alla porta. - Ho risolto il caso. La ragazza aveva contratto il morbo di Gualsh, una malattia che solitamente è trasmessa dalla saliva dei lupi selvaggi. Dubito che il governatore o qualcuno del villaggio tenga lupi selvaggi in casa come animali di compagnia. Quindi il licantropo è Monique, la figlia del mercante di tessuti.”
Il governatore impallidì, poi riprese colore, poi deglutì, poi sgranò gli occhi. Il tutto nel giro di pochi secondi. Infine chiese:
“Cosa c'entra la figlia di Holdred in tutto questo?”
Renni si intromise: “In questi giorni abbiamo visto sua figlia, più di una volta, assieme a Monique... in atteggiamenti diciamo... promiscui? Si può dire?”
“Insomma si baciavano.” Tagliò corto Kaldrian.
“Esatto! - Esclamò di nuovo il guaritore. - Monique le ha trasmesso il morbo di Gualsh! Monique è un licantropo, e come tale ha contratto il morbo da altri lupi selvaggi. Monique è colei che state cercando.”
“Ma... Ma... - Balbettò il governatore. - Mia figlia? Adesso sta bene?”
“No, è morta. - Disse Celan. - Ma tranquillo, non è grave.”
Immagine: James C. Kimball - all rights reserved
mercoledì, gennaio 13, 2010
Il Mestiere dell'Avventuriero
I "racconti" che seguono saranno inseriti come presentazione delle tre classi di personaggio disponibili nel gioco di ruolo Lo Zeist che sto sviluppando assieme ad alcuni amici. Ispirandoci al sistema proposto dal manuale Arcani Rivelati per D&D terza edizione, abbiamo pensato che tre classi base fossero più che sufficienti a definire tutte le tipologie di avventuriero (ovviamente ciò è possibile se il sistema permette di personalizzarle a sufficienza). In realtà per molto tempo sono stato sul punto addirittura di ridurre tutte le classi a due sole: Combattente e Incantatore. Ma poi mi sono convinto che il combattente avrebbe potuto essere una versione "specializzata" dell'avventuriero, ovvero un avventuriero che, proprio come l'incantatore, ha ricevuto un addestramento in una particolare disciplina. Nel caso del combattente la disciplina è quella militare, ovviamente. E così, per esclusione, è nata la terza classe: l'Avventuriero, a includere tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di ricevere addestramento in nessuna delle due discipline, la magia o le armi.Beh questi tre racconti di pochissime righe parlano di un avventuriero, di un combattente e di un incantatore.
Avventuriero
“Da dove provieni, straniero?” Non fu la voce rauca del corpulento avventore che infastidì Nikopol, né la domanda. Fu la schiuma. La schiuma della birra, che gli colava ai lati della bocca aggrappandosi alla barba ispida. L'omaccione se ne accorse e si pulì il volto con il braccio. Rimaneva sudicio abbastanza da meritarsi un posto d'onore al bancone di quella bettola. “Vengo da Keremish.” Rispose Nikopol. “Keremish? ...ormai solo i gabbiani abitano Keremish. O gli sciacalli. Tu cosa sei? Un gabbiano o uno sciacallo?” Nikopol scostò il mantello di lana cotta che gli copriva l'armatura di cuoio, e passò la mano su una delle sue spade. Odiava essere scambiato per un ladro, talvolta era necessario ribadire il concetto. L'uomo intravide la lunga lama appesa alla cintura, raccolse il suo boccale e si allontanò dal bancone, pallido in volto. “Quindi sei un avventuriero...” Affermò l'oste, poggiando davanti a Nikopol un bicchiere di liquore nero e denso. Nikopol lo strinse tra le dita, lo portò alle labbra e lo mandò giù tutto d'un fiato. “Sono un gabbiano. E uno sciacallo.”
Combattente
La folla sembrava essersi accalcata velocemente, lasciando perdere qualsiasi faccenda. I mercanti dietro i bancali colmi di merce cercavano si sollevarsi per scorgere anche loro qualcosa di quello che stava accadendo. Il capitano Redmill si fece largo mostrando il simbolo delle autorità di Wallace. Fate passare! State indietro!” continuava a ripetere, ma fu presto costretto a scostare con forza i curiosi. Al centro della piazza giacevano quattro dei suoi uomini, privi di sensi. Uno galleggiava nell'acqua della fontana, un'altro doveva aver sfondato la ruota di un carretto cedendovi sopra. Ancora ansimante per la battaglia, una ragazza in armatura ruotava una lunga spada intimando a tutti di stare alla larga. Calma ragazza! Calma! - disse Redmill avvicinandosi con le mani protese verso di lei - Sono il capitano Reginald Redmill della guardia cittadina di Wallace... deponi le armi e spiegami cosa è successo!” La combattente abbassò l'arma. Gli occhi azzurri ancora brillavano per l'ardore della mischia. "Mi chiamo Lenora, sono una volontaria dell'ordine di Andrapond. E spero che non dover spiegare anche a lei quali sono i livelli minimi di galateo che mi aspetto dalle autorità cittadine.”
Incantatore
La figura che avanzava tra le macerie era quella di un giovanotto appena trentenne, con barba incolta e capelli rossicci terribilmente in disordine. Non che fosse importante, in quel momento, perché gli unici che potevano notarlo erano tre briganti piuttosto arrabbiati. “Tu! - tuonò uno di loro – Sei stato tu a uccidere mio fratello Kurme e i suoi compagni?” “Il mio nome è Dumrod – gli rispose il ragazzo, come se non avesse sentito la domanda, e fosse invece intenzionato a mostrare a quella canaglia un minimo di buone maniere – e se quel ladro e stupratore di contadine che ho incenerito sulla strada era tuo fratello Kurme, allora sì, sono stato io. Ma uno dei suoi compagni è fuggito in questa direzione. Hai per caso visto dov'è andato?”
Il brigante sfoderò una pesante mazza chiodata e strinse i denti fino quasi a farsi sanguinare le gengive. I suoi due compari fecero lo stesso, facendo balenare al sole delle lunghe lame ricurve.
“Sei morto, idiota!” Gridò quello con la mazza, e si scagliò in avanti nel tentativo di colpirlo. Ma la mazza attraversò il corpo di Dumrod come se si trattasse di una figura intangibile.
“Prima di vibrare il colpo verso qualcosa, - sussurrò una voce alle loro spalle – assicuratevi che non si tratti di una illusione.”
L'ultima cosa che videro fu un bagliore elettrico, che scaturiva dalle mani di quel giovanotto appena trentenne, con barba incolta e capelli rossicci terribilmente in disordine.
martedì, gennaio 12, 2010
Ricomincio da Lo Zeist
Ricordo che quando uscì la 4a edizione di D&D, il buon Monte Cook rifletté su come la 3a edizione con il suo d20 system avesse dato un impulso incredibile all'editoria di giochi di ruolo, generando un'ondata di nuovi giochi, risollevando così un settore che sembrava ormai destinato a soccombere. Ebbene secondo Monte la 4a edizione aveva invece troncato questo proficuo proliferare di idee, imponendo se stessa e stramazzando ogni tentativo di concorrenza, o di proposta alternativa. Io credo che invece sia proprio il contrario.
Quando uscì la 3a edizione, è vero che il mercato dei GdR esplose, ma per il 90% si trattava di prodotti d20 system, prodotti che sfruttavano un sistema di regole innovativo e geniale, oltretutto free grazie alla open-game licence. Insomma tante idee, ma tutte figlie dello stesso padre.
La 4a edizione invece ha riscritto una regola: il d20 system (quello nuovo) è D&D. Il nuovo sistema della 4a edizione non può essere applicato a nulla, è costruito attorno all'idea heroic-fantasy di cui D&D è l'incarnazione suprema. E infatti non mi pare di aver notato grosse produzioni basate sul sistema della 4a edizione.
Invece, i game-designer hanno ripreso a sviluppare nuovi giochi con nuovi regolamenti. La Paizo ha ripreso il d20 della 3a edizione e ci ha basato la sua linea di giochi di ruolo fantasy, Pathfinder. La bioware ha chiesto alla Green Ronin di sviluppare un nuovo sistema di regole per basarci il suo recente capolavoro, Dragon Age - Origins, e la Green Ronin pubblicherà il manuale cartaceo. Molti dei giocatori della Gilda del Drago Nero hanno riscoperto vecchie glorie e nuovi grandi giochi di ruolo a cui giocare, in alternativa a D&D, come Rolemaster, il Richiamo di Cthulhu o Sine Requie.
Insomma mi sembra che la 4a edizione (forse in maniera del tutto involontaria) in qualche modo abbia anch'essa contribuito a risvegliare il mercato del GdR. E io faccio parte di questo risveglio. Grazie ai miei amici (Marco Cosentino in primis, che pare si occuperà dei disegni in maniera del tutto volontaria) sto gettando le basi di Lo Zeist - Gioco di Ruolo Fantasy-Horror. C'è ancora molto lavoro da fare, ma in questi giorni vorrei usare il blog come una sorta di "diario" di produzione. Non annoierò nessun eventuale lettore con discussioni sulle regole, però lascerò di tanto in tanto qualche racconto e qualche commento.
Questo è un breve raccontino introduttivo, che apparirà all'inizio del libro.
La caverna si inoltrava nel buio, le pareti di roccia
sembravano distendersi e fondersi con l'oscurità, come
se questa fosse nebbia. Nikopol distese il braccio
davanti a sé gettando luce nell'ampio spazio
sotterraneo. Qualcosa di viscido scivolò via
velocemente dall'angolo più distante del terreno.
Stalagmiti lorde di sangue incrostato si sollevavano dal
terreno, proiettando ombre allungate sui numerosi
cadaveri che erano stati ammucchiati un po' ovunque.
Il fetore di morte era nauseante. Nikopol fece cenno
agli altri di venire avanti. Oriss fu la prima ad
avanzare, attirata da alcuni strani simboli incisi sulle
rocce più vicine.
“E' antico Kalidal, la lingua dei draghi.” Disse.
Il ramingo raggiunse Nikopol, e lo aiutò a esaminare
quel che restava dei corpi, l'incantatrice colpì il una
pietra con la sua spada e questa prese a illuminarsi
aiutando Oriss a decifrare la scritta.
“Sembra che sia stata officiata un'offerta... Sangue per
la signora del buio... Qualcosa del genere.”
“Sono stati sgozzati e gettati a terra, uno dopo l'altro. -
spiegò Dougal, girando con la lunga spada alcuni
cadaveri. - Devono essere rimasti qui da qualche
giorno, e le bestie hanno iniziato a cibarsene.”
“Un'offerta di sangue? ...Creepian?” Domandò
Nikopol mentre si rialzava in piedi, trattenendo a stento
la nausea. Ma un tonfo sordo interruppe i loro discorsi.
Era il suono di un sacco di sabbia gettato in uno stagno
poco profondo. Un cadavere in parte divorato rotolò ai
piedi del ramingo.
“Piovono corpi? - Esclamò Nameera – Poi d'istinto
afferrò la pietra che aveva incantato e la scagliò verso
l'alto, per illuminare la volta della spelonca. Il bagliore
magico squarciò le tenebre come un sipario, mostrando
agli occhi degli avventurieri cosa si stava nascondendo
sopra di loro. Tentacoli neri si stringevano attorno alle
colonne di pietra naturali che sorreggevano la caverna,
e un grosso occhio giallo brillò per un attimo
nell'oscurità, prima che la pietra ricadesse a terra,
scivolando in una pozza di liquame melmoso. Un
ringhio sinistro, a metà tra il ruggito di una belva
feroce e il lamento di un neonato, interruppe il silenzio
del sottosuolo rimbombando su tutte le pareti.
“Nameera, accendi un'altra luce!” Gridò Dougal
girando la sua lama in aria nel tentativo di difendersi
alla cieca. Tutti gli altri sfoderarono le armi. Per un
attimo percepirono tutti distintamente una presenza. La
signora del sangue li stava osservando.
domenica, novembre 22, 2009
Solidarietà a Antonio Tabucchi
Su Le Monde, la casa editrice francese Gallimard ha lanciato una campagna di raccolta firme di colleghi scrittori e autori per esprimere solidarietà a Antonio Tabucchi.Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.
Ma ora accade che in Italia questa libertà sia messa in pericolo dall’attacco smisurato di cui è oggetto Antonio Tabucchi. Il presidente del Senato italiano, Riccardo Schifani, pretende da lui in tribunale l’esorbitante somma di 1 milione e 300 mila Euro per un articolo pubblicato su “l’Unità”, giornale che, si noti, non è stato querelato. Il “reato” di Antonio Tabucchi è aver interpellato il senatore Schifani, personaggio di spicco del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti di affari e sulle sue dubbie frequentazioni – questioni sulle quali costui è riluttante a dare spiegazioni. Porre domande sul percorso, la carriera e la biografia degli alti responsabili delle nostre istituzioni appartiene al necessario dovere di interrogare e alle legittime curiosità della vita democratica.
Per la precisa scelta del bersaglio (uno scrittore che non ha mai rinunciato a esercitare la propria libertà) e per la somma richiesta (una cifra astronomica per un articolo di giornale), l’obiettivo evidente è l’intimidazione di una coscienza critica e, attraverso tale intimidazione, far tacere tutti gli altri. Dalle recenti incriminazioni contro la stampa dell’opposizione, fino a questo processo intentato a uno scrittore europeo, non possiamo restare indifferenti e passivi di fronte all’offensiva dell’attuale potere italiano contro la libertà di opinione, di critica e di interrogazione. Per questo testimoniamo la nostra solidarietà a Antonio Tabucchi e vi chiediamo di unirvi a noi firmando massicciamente questo appello.
giovedì, novembre 12, 2009
Monte Cook a Lucca Comics & Games 2009
Il testo qui tradotto è tratto dal blog personale di Monte Cook: http://www.montecook.com/cgi-bin/page.cgi?montejournal
(è duro persino per scrivere il titolo di questo post senza sentire il ritornello della canzone ufficiale della convention nella mia testa.)
Che cosa ottenete se prendete il ComicCon, ci aggiungete il GenCon e li mettete entrambi in una stupenda città medioevale italiana circondata da mura? Non rispondete ancora, perché c'è di più. Riempite il tutto di cittadini locali che la vivono e la amano veramente, e conditelo liberamente con i ristoranti con il migliore cibo che mai assaggerete. Ora che cosa avete? Lucca Comics & Games, una convention di 140.000 persone che abbraccia tutto ciò che è "geek". E' veramente qualcosa alla quale non ero mai stato prima. La convention praticamente prende possesso di un'intera piccola città in Toscana, con le vie strette della città che si trasformano nei suoi corridoi e le piazze aperte della città (occupate da padiglioni voluminosi) che si trasformano nei centri per gli eventi e per i negozi. Ogni negozio in città ha fumetti o action figures in vetrina o in qualche modo in esposizione per entrare nello spirito delle cose.
E' grande, ma non è la grandezza quella che ti stupisce. E il calore e il divertimento della gente mescolata alla bellezza dei paesaggi (e ho già menzionato il cibo?).
La notte di mercoledì, prima che la convention iniziasse, Sue ed io vagavamo in giro mentre costruivano la mia vetrina. E' stato un vero onore per me --uno spazioso armadietto di vetro (due in realtà) per mettere in mostra una selezione dei prodotti nei quali ho lavorato nel corso degli anni. La vetrina è stata esposta per la durata dell'intera convention. Abbiamo concluso la giornata cenando in ritardo. Sue ed io abbiamo passato molto tempo quella sera con un altro ospite dell'esposizione, il progettista di boardgame francese Bruno Faidutti. E' stato grandioso poterlo conoscere.
Il giovedì, ho dato il via all'esposizione aprendo il torneo di Giochi di Ruolo con una piccola e semplice presentazione. Ogni giorno ho avuto una sessione di firme presso le stand di Wyrd Edizioni, coadiuvato dai miei amici Elisabetta e Massimo. E' stata sempre una grande occasione per incontrare molti fan italiani dei giochi di ruolo. Nel pomeriggio, ho condotto una breve sessione di gioco di due ore che abbiamo aggiunto all'ultimo minuto al mio programma. E' andata veramente bene, e ripensandoci, avrei voluto avere tempo di fare di più. Moltissima gente ha assistito, e i giocatori erano tutti eccellenti. Abbiamo avuto un traduttore a disposizione, ma --anche se era bravissimo-- per lo più non è stata molto necessaria. L'inglese dei giocatori era molto buono. (Il mio italiano, invece...)
La notte di giovedì c'è stata l'assegnazione dei premi, durante la quale a tutti gli ospiti sono stati date delle eleganti targhe e i premi sono stati assegnati a vari fumetti e giochi (ed i loro creatori). Viene la tentazione di paragonare questi premi agli Origin Awards o agli ENnies, ma in verità probabilmente sarebbe più accurato avvicinarli agli Eisners. Una cerimonia piacevole in un bel teatro, con i rappresentati degli enti locali e altre autorità presenti. Un momento bizzarro della serata è stato quando ho scoperto che avevo davvero già vinto alcuni di questi premi nel passato (per D& D 3E e Heroclix, anche se non ero stato accreditato per Heroclix, come capita spesso). Sono sicuro che le aziende che hanno pubblicato questi giochi hanno saputo di questi premi e delle due l'una: o non hanno abbastanza considerazione di questi premi, o non ce l'hanno dei designer in questione, almeno non abbastanza da farmelo sapere. Probabilmente la seconda. Ma questo può essere il tema per il post di un altro giorno.
L'evento speciale di venerdì per me è stato un gruppo di lavoro per la progettazione dei Giochi di Ruolo. Una coppia di traduttori era a disposizione, e questo volta erano indispensabili. L'evento di due ore è andato bene, penso. Per prima cosa ho tenuto un incontro e delle sessioni di Domande & Risposte con un traduttore, ed è sempre una sfida, principalmente perché devi frenarti per aspettare che il traduttore faccia il suo lavoro, ma non vorresti spezzare il flusso e perdere le idee e le informazioni. La convention ha persino fornito dei certificati per tutti i partecipanti, firmati da me, alla fine, e ho pensato che fosse un'idea piacevole.
Il sabato ho condotto un evento molto strano (per me) e interessante, in cui ho esaminato i prototipi dei giochi che la gente aveva progettato. E' molto difficile per una persona criticare i risvolti più nascosti di un RPG di un altro in appena pochi minuti, ed è altrettanto arduo fornire feedback che abbiano un senso su che cosa condivido (o non condivido). Aggiungiamoci una barriera linguistica e la necessità di un traduttore, ed ecco che in molti casi non sono sicuro al 100% che quelli che mi hanno portato i loro giochi abbiano realmente ottenuto qualcosa, se devo essere onesto. E' difficile scambiarsi suggerimenti reciproci in certe situazioni. Ma mi è piaciuto e spero --per lo meno-- che sia piaciuto anche a loro.
Domenica ha portato con se un'altra conferenza e una sessione di Domande & Risposte. Ho avuto ancora una volta dei traduttori eccellenti che mi hanno aiutato a venirne fuori. Questo genere di eventi a Lucca non sono di grande richiamo come sarebbero ad una convention americana, il che è interessante perché le sessioni di firme in Italia sono state un evento molto più grande di quello che sarebbero state in una convention negli Stati Uniti, credo. Certamente non avrei rilasciato autografi ogni giorno, negli Stati Uniti, e non si sarebbe presentata una così gran quantità di gente a ogni sessione di firme. Forse è perché si tratta di una grande mostra mercato di comics, e quindi gli autografi sono più importanti.
La notte di domenica ha segnato la fine della convention, e con essa una bizzarra tradizione. Questa tradizione ha radici nel passato, quando alcuni membri dello staff, infastiditi fino alla distrazione da un giovane gamer, hanno finito per inseguirlo tutto intorno e per sculacciarlo. Ora, ogni anno, questo gamer (ora cresciuto) si nasconde da qualche parte nella fiera e lo staff lo va a cercare, lo insegue e finge di percuoterlo. Gli artisti abbozzano dei disegni a mano sulla sua (abbondante) pancia. E il soggetto in questione, un vero gamer geek, si compiace di ogni minuto di attenzione. E' bizzarro, ma non è un modo malvagio di scaricare la tensione accumulata e divertirsi un po' alla fine dell'esposizione. (Non essendo un artista, quando mi hanno chiesto di partecipare, ho riportato su di lui una regola di gioco piuttosto che un disegno. Ognuno fa quel che può.)
Ogni serata c'era una cena in uno dei favolosi ristoranti locali. Sia giovedì notte che domenica notte c'erano sette portate nello stesso banchetto. Trovo divertente che ad una convention degli Stati Uniti (di gioco o di affari), quando senti la parola "banchetto" pensi al solita piccolo pollo della Cornovaglia triste e ad alcune verdure mezze crude. Ma questa è l'Italia, e quindi il cibo è assolutamente da impazzire. Mentre le portate continuano ad arrivare, pensi: "no, non riuscirò mai a mandare giù un altro boccone" ma poi arriva quella seguente e ha un aspetto, e senti un odore così buono, che la successiva cosa che realizzi è che l'hai già mangiata tutta.
Anche pranzo, che ci era passato dallo stand in concessione; era impressionante. Non fraintendete, non era nulla di eccezionale, ma sorpassava di gran lunga i tradizionale hot dog e i nachos che vengono offerti a tutte la convention, qui. Suppongo che quello che potrebbe essere considerato cibo scadente in Italia sarebbe roba più o meno rispettabile qui.
I gamers ed i fan all'esposizione erano simili in quasi tutto ai gamers e ai fan di ogni altro posto, naturalmente. Tranne per il fatto che erano pi magri, e più alla moda. Il più nerd e il più fetido dei geek italiani non può competere con la sua controparte americana. Tantissimi visitatori, specialmente adolescenti, sono venuti all'esposizione in costume. Proporzione probabilmente quasi uguale a quella che si ritrova in un ComiCon. Ho viso molti costumi davvero impressionanti, la maggior parte di loro ispirati a manga,anime, o il videogiochi. Proprio come qui.
Durante l'esposizione, ho rilasciato molte interviste per le riviste italiane e per i siti, ho chiacchierato con i gamers e sono uscito con lo staff della convention, ma inoltre sono riuscito a dare un'occhiata in giro. Il mercato italiano dei fumetti è estremamente forte, con sia per quanto riguarda i fumetti americani tradotti che per la grande selezione dei fumetti italiani. Per quanto riguarda i giochi, molti erano presenti in esposizione: i giochi da tavolo, i giochi di ruolo ed i videogiochi, con tutti i maggiori produttori a disposizione. in ogni caso, per me erano più interessanti i venditori locali, con i giochi che non potrei leggere tristemente ma esame goduto di ciò nonostante. Sorprendentemente, uno stand stava vendendo roba vecchia di D&D (non tradotta) e offriva la migliore selezione di roba classico rara in vendita che abbia mai visto tutta in un posto. Non solo la scatola bianca e le cose relative, ma anche i moduli rari di RPGA come To the Aid of Falx e Investigation of Hydell, Dragon #1, ecc. Roba buona. Ma sapevano cosa avevano e di conseguenza avevano valutato tutto giustamente, il che significa che erano molto cari. E non c'erano solo libri. Possedevano il vecchio raccoglitore di D&D di plastica giallo, i libri da colorare, il merchandising del cartoon, e molto altro ancora. Incredibile.
Lucca era sotto tutti gli aspetti una grande esposizione. Nacque all'inizio degli anni 60 ed lo staff della convention, si compone, in parte, della gente che è ha partecipato alla convention da bambino. Divertimento, organizzato bene, ben sviluppato e ben sostenuto, è una di migliori mostre mercato alle quali io abbia mai artecipato. I miei ringraziamenti ad Emanuele, ad Andrea, a Silvia, a Gabriele, a Anna, a Skippy, a Antonio, a Cristina e a tutti gli altri che hanno messo in piedi la convention e che la curano così bene. Inoltre grazie a Massimo, ad Elisabetta, a Sonia e a Bice di Wyrd per essere buoni amici e per l'aiuto con gli autografi, il gioco e altro. Ed ho già menzionato il cibo?
lunedì, novembre 09, 2009
Leggendo Alberoni
mercoledì, ottobre 21, 2009
L'ordine di Shannok!
Ne vado particolarmente orgoglioso, perché è una specie di valvola di sfogo per tutte le idee che mi balzano in mente e che non riesco a giocare. Intrecci che vanno ben oltre quello che i personaggi vivono, rendendo l'ambientazione molto più complessa, e quindi molto più reale. Ovviamente non pretendo che i giocatori studino tutto quello che scrivo, e d'altro canto voglio sperare che il blog sia seguito anche da altri appassionati di D&D, che possono così prendere spunto da tutto quello che scrivo, e da tutto quello che i personaggi fanno. Beh se ci fate un salto, buona lettura.
lunedì, ottobre 19, 2009
Oh cielo!!! I calzini turchesi ce li ho pure io!!!
mercoledì, ottobre 14, 2009
Incazziamoci insieme
Ieri la Camera ha deciso che la "legge Concia", che inaspriva le pene in caso di reati contro omosessuali, è incostituzionale. Vado per punti, altrimenti la mia incazzatura non risulterà sufficientemente giustiicata.1. Vi sarete accorti che l'Italia, da mesi a questa a parte, produce una serie preoccupante di reati che sono evidente conseguenza di un rigurgito nazi-fascista. Se non ve ne siete accorti, probabilmente seguite il TG1 o leggete il Giornale. Praticamente non passa giorno senza che un gruppo di coglioncelli picchi, importuni o usi violenza contro esponenti di una minoranza. Ieri sera ero appena uscito da teatro per il mio Luttazzi annuale, e sul muro di una via nelle vicinanze ho scorto la scritta: "Katrina spazzali via tutti". Svatichelle come firma. Di fronte a un tale imbarbarimento, mi sembrava opportuno che la camera varasse una legge per inasprire le pene in caso di aggravante razzista. Ed ecco che arriva la legge Concia, che le aggrava in caso di crimini contro gli omosessuali.
2. Il parlamento ha approvato poco tempo fa leggi razziste che aggravano le pene nel caso in cui a commetterle è un immigrato calndestino. Era una norma inserita nel pacchetto sicurezza. Queste leggi sono palesemente razziste, eppure sono state varate, senza nessun discorso sulla "disparità" che si sarebbe creata tra un immigrato clandestino e un cittadino italiano di fronte alla legge. La legge non sarebbe più stata uguale per tutti, i reati non sarebbero più stati uguali per tutti. Parafrasando Marco Travaglio, se un immigrato ti incula il motorino, è più grave che se te lo incula un italiano. Questa è la legge italiana, sorridi! Mi sarei aspettato quindi che inserire un'aggravante sui crimini commessi contro omosessuali non generasse discussioni sulla disparità dei trattamenti. Sarebbe stato quantomeno ipocrita, da parte del governo.
3. La Pregiudiziale di Incostituzionalità. Il parlamento l'ha scoperta quando il partito di Di Pietro l'ha tirata fuori affinché si evitasse che il Lodo Alfano fosse presentato dal presidente e poi alla Corte Costituzionale. Il Lodo Alfano era una legge di merda, palesemente incostituzionale anche perché quasi la fotocopia del precedente Lodo Maccanico-Schifani, già bocciato dalla Corte. Qualcuno nell'Italia dei Valori avrà detto: "evitiamo che Napolitano faccia una figura da cocomeraro firmando una legge palesemente incostituzionale che poi la Corte boccerà di sicuro". Ma lo squadrismo politico del governo e l'inesistenza teorica e pratica dell'opposizione hanno fatto in modo che la legge passasse, fosse firmata dal presidente della repubblica e poi sonoramente bocciata dalla Corte Costituzionale. Ma il vero punto è che il parlamento ha scoperto un nuovo strumento: la pregiudiziale di incostituzionalità. Era lì, ma finché non è stata tirata fuori nessuno avrebbe mai pensato di chiederla, ricordiamoci che i nostri parlamentari conoscono a malapena la Costituzione, figuriamoci se sprecano qualche neurone a immaginare l'esistenza di una cosa come la pregiudiziale. Ma tant'è, è stata sdoganata, adesso sanno che esiste. In ogni caso non mi sarei mai aspettato che l'avrebbero ritirata fuori così presto, e addirittura come arma per abbattere una legge del tutto legittima.
4. La pregiudiziale di incostituzionalità viene invocata per la legge Concia, che aggrava le pene dei reati se commessi contro omosessuali. Se avete letto bene i punti 1, 2 e 3 avete già un'idea della mia incazzatura a questo punto. Ma non basta, perché dopo che la legge è stata affossata (il che equivale a dire che una legge del genere è incostituzionale, roba che nemmeno un bambino di due anni avrebbe la faccia da culo per dire una cosa del genere), gente tipo Buttiglione te la spiega così: la legge avrebbe creato disparità tra non-omosessuali e omosessuali, facendo sì che rompere un osso a un etero valga di meno che romperlo a un omosessuale. E nessuno, dico NESSUNO su nessun giornale, telegiornale, o altro media, ha avuto i coglioni per dire a Buttiglione: "Ma che cazzo dici???"
Era questa infatti la frase giusta: "Ma che cazzo dici???"
Facciamo finta che Buttiglione sia ubriaco, che abbia svinazzato. Un giornalista glielo farebbe notare. "Guardi, onorevole, che lei sta farfugliando cazzate senza senso... la parità si esercita varando leggi in difesa della parte debole, riportandola quindi al livello della parte più forte! Questa legge praticamente dice che c'è una parte di italiani (gli omosessuali) che sono in una posizione di "debolezza" rispetto agli altri, perché sono vittime di reati a sfondo razzista, cosa di cui non sono vittime gli altri... quindi la legge che fa? Si schiera dalla loro parte. Non si crea nessuna disparità, la legge cerca di appianarla, punendo con maggiore rigidità i soprusi della parte più forte."
Che la legge sia adeguata o no allo scopo, questi sono discorsi troppo responsabili per uscire dalla bocca di uno zerbino. Quindi il giornalista italiano che fa? Riporta le cazzate di Buttiglione. E io me le ritrovo su Il Messaggero mentre faccio colazione la mattina.
Aggiungiamo
ci che la nostra ministra-calendario delle pari opportunità ha dichiarato che ci pensa lei a riscrivere la legge, per correggere gli errori commessi dal PD (???). In pratica vogliono farci credere che questo affossamento non è una palese marchetta ai poteri conservatori, ma che è un atto di responsabilità, perché la legge non tiene conto di tutte le minoranze, ma solo degli omosessuali. A questo punto avrei voluto prendere la rincorsa e lanciarmi con i testicoli contro lo spigolo del bancone del bar, ma mi sono trattenuto.Concludo ricordando a tutti, anche a Buttiglione (che però non sono sicuro che capisca, lui crede ancora che l'omosessualità vada perseguita in quanto peccato e l'ha detto addirittura in Europa di fronte agli altri europarlamentari) che Don Milani aveva un'idea molto semplice di come si fa a capire se una legge è giusta o no, che è questa:
«La legge è giusta quando è la forza del debole, è ingiusta quando sanziona il sopruso del forte»
Vorrei che qualcuno si chiedesse che tipo di legge era quella che è stata appena affossata.
domenica, ottobre 11, 2009
Sinteticamente
giovedì, ottobre 01, 2009
Omologhi
Ho notato inoltre che il governo continua allegramente a sostenere che programmi come Annozero portano voti alla destra. Lo dicono sghignazzando, come farebbe la Banda Bassotti, perché secondo loro è una cosa buffa. Non si rendono conto che così ammettono di avere un'idea di giornalismo come di qualcosa che serve a portare voti da qualche parte. Sarebbe il caso di far notare a lorsignori che il giornalismo (quello vero, non quello fatto dai zerbini all'italiana) ha il dovere di riportare i fatti, e secondariamente di esprimere opinioni sui fatti riportati. Se un fatto, quando viene riportato, sposta voti a destra o a sinistra, non è una questione che deve interessare al giornalista: lui deve riportare il fatto indipendentemente, perché il suo ruolo è informare.
Poi cè la questione dell'opinione. Gasparri (che ieri a Ballarò ha dato ampio esempio della sua pochezza mentale, e per questo è ministro) ha fatto scuola facendo passare il concetto che "pluralismo" significa "assenza di opinione", per cui una televisione pluralista, come dovrebbe essere la televisione pubblica, cioè la televisione di tutti, è secondo Gasparri una televisione che non si schiera, che non prende posizione, neutra e neutrale, assente, vuota. Come il suo cervello. Mentre è ovvio che una televisione pubblica, proprio perché è di tutti, dovrebbe esprimere le posizioni di tutti, e quindi possedere un palinsesto che preveda opinionisti di ogni tipo. Allo spettatore (e al suo telecomando) sta l'arduo dovere di cambiare sul canale sul programma che più lo aggrada. Ma no, per il governo televisione pluralista significa "merda a reti unificate".
Riesco quasi a sentire il rumore dei neuroni degli italiani che si spengono.
sabato, settembre 19, 2009
Black Dragon Edition
Chi la volesse provare, può scaricare il file (diviso in due parti) qui e qui.
Ultimamente ho scritto un paio di moduli avventura per la Black Dragon Edition che sono stati molto apprezzati, il primo lo potete scaricare qui.
venerdì, settembre 18, 2009
Amore
martedì, agosto 18, 2009
Dark Sun
La 3a edizione di D&D è l'edizione che ha più contribuito all'accrescimento, all'arricchimento e alla diffusione delle ambientazioni storiche create per l'advanced. Ma solo poche ambientazioni storiche hanno beneficiato di questa "rivitalizzazione". Forgotten Realms ad esempio è stata ampiamente supportata, con moltissimi manuali d'ambientazione che 25edition ha poi tradotto in gran parte in italiano. Non si era mai vista una cosa del genere: avere una decina e passa di manuali riguardanti un'ambientazione era qualcosa di spettacolare. C'era un modulo geografico per ogni zona dei reami, e anche manuali dedicati ai nemici, agli eroi, alla magia, alle divinità. Forgotten Realms è diventata così un'ambientazione viva e pulsante, della quale era possibile sapere ogni dettaglio, nel caso in cui il DM avesse voluto conoscerlo.
Ma -almeno questa è la spiegazione ufficiale per la nuova linea di condotta editoriale- questi manuali vendevano pochissimo. Per questo la 4a edizione ha deciso di affrontare così le ambientazioni: tre manuali per ognuna. Uno di ambientazione, una guida del giocatore e un'avventura. Fine. Si ritorna alla semplicità e alla schematicità della seconda edizione. Se si apre il manuale di FR 4a edizione si scopre che, ad esempio, alla Grande Foresta è dedicato un paragrafo di dieci righe, laddove il manuale della 3a dedicava una pagina, senza contare poi il modulo geografico nel quale era descritta nei dettagli (Marche d'Argento, mi pare, che le dedicava diverse pagine). La sensazione, per chi passava dai manuali della 2a edizione a quelli della 3a e poi alla 4a edizione, era come di "decompressione". Il manuale della 3a edizione ampliava spaventosamente l'ambientazione della 2a edizione, poi quello della 4a lo ricomprimeva all'essenziale.
Questa sensazione non si avrà con Dark Sun, che la 3a edizione non ha convertito. Passerà direttamente dalla 2a edizione alla 4a, e anzi il materiale della 4a potrebbe essere molto più generoso di quello che si riesce a trovare attualmente dell'advanced. Rivedremo le mantidi umanoidi come razza giocante? Gli psionici saranno l'unica fonte di magia rimasta nel mondo decadente nel quale sono ambientate le avventure di Dark Sun? La combinazione di fantasy e post-apocalittico si adatterà alle regole simil-videoludiche della 4a edizione, o sarà solo un altro sfondo per muovere miniature su un tavolo? Quello che so e che attenderò il 2010 con maggiore ansia di quanta ne ho per l'imminente uscita di Eberron, visto che difficilmente il manuale 4a edizione di Eberron sarà al livello del suo predecessore 3a edizione, mentre dal manuale di Dark Sun mi aspetto grandi cose. Non ho mai giocato Dark Sun, ma non vedo l'ora di cominciare!



