lunedì, marzo 13, 2006

Dalla Chiesa Belga con amore

CELIBATO ECCLESIASTICO, PRESERVATIVO, OMOSESSUALITÀ: IL CARD. DANNEELS SQUARCIA QUALCHE VELO

BRUXELLES. I sacerdoti, che siano omosessuali o eterosessuali, hanno fatto voto di celibato: dunque, "non faccio differenza tra i due". Lo ha affermato il card. Godfried Danneels, arcivescovo di Bruxelles e presidente della Conferenza episcopale belga, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano belga La Dernière Heure/Les Sports (9/3/06) che affronta i temi attualmente più controversi e livello ecclesiale. In contrasto con quanto afferma la recente Istruzione vaticana sull'accesso di candidati omosessuali al seminario, Danneels sottolinea infatti che "il fatto che un prete sia omosessuale non costituisce, per me, una ragione che mi spinga a intervenire"; la discriminante risiede, invece, nell'osservanza o meno del voto del celibato. Celibato che è obbligatorio, certo, ma che lo è grazie ad una "legge disciplinare", spiega Danneels, che non è fondata sul sacerdozio e che dunque può essere cambiata: "Di fatto si può essere preti senza essere celibi", come dimostra la tradizione della Chiesa orientale.
Il cardinale è intervenuto anche sui Pacs, distinguendo tra etica della Chiesa e legge civile: "Posso accettare che una legislazione determini condizioni di coabitazione e diritti per le coppie omosessuali, ma non posso accettare che lo si chiami matrimonio", ha detto.
Nell'intervista Danneels esprime anche un sì al preservativo quando serva ad evitare il contagio del virus Hiv e dunque ad evitare di commettere "un altro peccato, quello di omicidio". Non si tratta, in questo caso, di una posizione nuova, né in assoluto (già il card. George Cottier, ex teologo della Casa pontificia, si era espresso in termini analoghi, definendo il profilattico un "male minore" in alcune situazioni, ma anche il card. Javier Lozano Barragán e i vescovi spagnoli) né per lo stesso Danneels: egli infatti aveva già dichiarato il suo punto di vista alla tv olandese nel 2004.
Il cardinale, che è stato dato tra i papabili in occasione dell'ultimo Conclave, e che sicuramente rappresenta l'ala progressista dei vertici della Chiesa, ha parlato anche di islam, di sacerdozio femminile, di aborto ("non si può condannare sistematicamente la donna che ha abortito") ed ha espresso un giudizio su papa Benedetto XVI.

Una traduzione dal francese dell'intervento completo, realizzata dal sito Adista, è disponibile su questo sito:
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=18797
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