mercoledì, dicembre 19, 2007

Cos'è la satira

Sono passati diversi giorni dalla chiusura di Decameron.
Luttazzi ha pubblicato fiumi di commenti dei suoi fan sul suo blog. Tuttavia devo ancora leggere un commento di qualcuna delle "grandi penne" che scrivono su giornali e televisioni che solidarizzi con Daniele anziché lanciarsi in stupide (perché false) disquisizioni social-filosofiche sulla satira. La satira è quello che è, dalle gare di scoregge di Petronio in poi. L'immoralità in televisione ce la mostra non chi accosta i criminali (Ferrara, Previti, Berlusconi) alla cacca, ma chi li tratta da grandi personalità quali non sono. Per concludere il discorso sulla satira, volevo inviarvi un bel carme di Catullo. Ovviamente la sua non è satira. E' troppo eccessivo. E secondo me non ha diritto di essere pubblicato. Dovrebbe automoderarsi. E comunque non fa ridere.

Io ve lo metterò in culo e in bocca,
Furio culattone, Aurelio finocchio,
che tacciate me di impudico
per via di versi un po' arditi.
Ma il poeta consacrato dev'essere sì
casto, ma nella persona, non per forza nei versi:
che hanno spirito e grazia
se sono effemminati, lascivi,
se possono ridestare le voglie
non dico dei ragazzi, ma degli uomini
pelosi, che non muovono più le membra torpide.
Per aver letto di milioni di baci,
pensate che io non sia un vero uomo?
Io ve lo metterò in culo e in bocca.

(Catullo, carme XVI, traduzione G.Paduano)

martedì, dicembre 11, 2007

Decameron al rogo

Le puntate del programma di Daniele Luttazzi, Decameron, sono state poste sotto sequesto probatorio da parte dei carabinieri su richiesta di Daniele stesso. Avevano minacciato di distruggere tutto il girato, fortunatamente non l'hanno fatto. Per chi fosse curioso di come sono andati i fatti veramente, il blog di Luttazzi è sempre lì.

sabato, dicembre 08, 2007

Luttazzi no more

Iniziamo con un breve resoconto del successo delle puntate, tratto dal blog di Daniele Luttazzi:

4 11 07

L'esordio è stato un trionfo paragonabile alla fine della Seconda guerra mondiale, ma senza il bombardamento di Dresda. Grazie a tutti. Stasera su La7 la replica della prima puntata. Così avete l'occasione di perderla di nuovo.

11 11 07

Nuovo record di ascolti per la seconda puntata. Punte di 2 milioni e mezzo di spettatori. E costantemente sopra Rai2 ( non ci vuole molto, ma da lì mi hanno cacciato, ben gli sta ). Leggo che Cappon, schifato dai programmi Rai, adesso propone che dal 2008 i varietà tornino a essere "scritti da autori" e "recitati da attori". E' quello che facevo a Satyricon e continuo a fare con Decameron. Se affidavano la Rai a me risparmiavano tempo e denaro. Asini!

18 11 07

La terza puntata, di colpo, fa gli ascolti medi di La7. Mmmm....

25 11 07

Quarta puntata: di nuovo record, di nuovo sopra Rai2. Grazie, era meritato.

01 12 07

Puntata memorabile con pubblico in aumento: punte di 2 milioni e settecentomila spettatori. ( Il passaparola comincia a fare effetto. ) Un grazie speciale a Franza Di Rosa e a tutto lo staff di Decameron e di La7 per l'impegno produttivo enorme e il risultato perfetto. Ricordo ai fan che il programma è in replica su Comedy Central ogni mercoledì alle 21 e alle 24, e su La7 il giovedì alle 24 ( e così Decameron è visto da altri novecentomila spettatori! ) Superbe!


Ok, DUE volte sopra RAIDUE, e in crescendo. Le cose non potevano continuare così. E infatti ecco la notizia del giorno (da Yahoo/Ansa):

ROMA - Decameron, il programma di Daniele Luttazzi in onda il sabato su La7, e' stato sospeso. La decisione e' stata presa dalla stessa emittente ed e' stata motivata con le offese e le volgarita' rivolte a Giuliano Ferrara nella puntata di sabato scorso, andata in onda anche in replica. La nuova puntata del Decameron di Luttazzi sarebbe dovuta andare in onda oggi in seconda serata.

''La direzione de La 7 - si legge in una nota - ha deciso di sospendere la messa in onda dello spettacolo di satira Decameron di cui e' protagonista Daniele Luttazzi. Con Daniele Luttazzi - spiega la nota - e' stato stipulato un contratto che garantiva la sua piu' totale liberta' creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda. Di questa liberta' - rileva la nota - era necessario fare un uso responsabile, cosa che non e' avvenuta. Infatti nella puntata di sabato scorso, replicata giovedi', Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La 7 collabora da anni come co-conduttore di Otto e mezzo''.

''Le espressioni usate - sottolinea ancora la nota dell'emittente - sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignita' e all'onore personale di un nostro collaboratore. La 7 - conclude la nota - si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di liberta' e responsabilita' verso le persone cosi' come verso il pubblico''. Luttazzi era tornato da tre settimane in tv dopo il cosiddetto 'editto bulgaro' di Silvio Berlusconi nel 2002 che aveva provocato il suo allontanamento dalla Rai dove aveva condotto il programma Satyricon. In una puntata di Anno Zero Michele Santoro ne aveva chiesto il ritorno e Luttazzi aveva scherzato su questa richiesta proprio nello spot che annunciava il suo ritorno su La 7.

Nella trasmissione Decameron, andata in onda sabato 1 dicembre e replicata giovedi' 6, Luttazzi aveva detto che l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ''ha avuto il coraggio di dire che lui, in fondo, era contrario alla guerra in Iraq", dopo quattro anni di conflitto, migliaia di vittime tra i soldati americani e decine di migliaia tra i civili iracheni. ''Come si fa a sopportare una cosa del genere?'', si era chiesto Luttazzi, spiegando di avere ''un proprio sistema'': pensare ''a Giuliano Ferrara dentro la vasca da bagno'', con Berlusconi, Dell'Utri, Previti e la Santanche' che compiono su di lui atti volgari. Il tutto espresso in termini altrettanto volgari. (ANSA)

Le espressioni usate, per noi che non siamo giornalisti e quindi possiamo evitare il perbenismo e dare le notizie come stanno, erano piuttosto forti... del tipo Giuliano Ferrara nudo in una vasca mentre gli altri già citati gli cagano e pisciano addosso. Una scena che -al contrario di quanto scritto sulla nota di La7- ha tutto a che vedere con le rappresentazioni satiriche classiche (lo dico per chi non avesse mai letto satira classica, come quelli di La7). Ma ovviamente non è l'argomentazione che si discute. E nemmeno i contenuti (Ferrara è libero di citare chi gli pare se si sente offeso o calunniato, tanto Luttazzi le cause finora le ha vinte tutte). Il punto è che se a mezzanotte e un quarto di sabato sera un cittadino vuole vedersi in televisione Luttazzi, in Italia sappiate che non può. E' una libertà che non ci appartiene.
Mi raccomando non perdetevi Uomini e Donne alle 14.00 con la De Filippi. Quella sì che è televisione.

venerdì, dicembre 07, 2007

Calvin zombie

lunedì, dicembre 03, 2007

Il Caleidoscopio delle Realtà

Sul mio sito personale ho appena aggiunto l'ultima avventura scritta e illustrata da me medesimo: il Caleidoscopio delle Realtà. Si tratta di una ventina di pagine battute al computer, poi riorganizzate per benino, infine arricchite (se così si può dire) con qualche disegno che ho avuto modo di fare (con pennarello punta fine quale strumento) durante una riunione-fiume scout.

L'idea per questa avventura mi è stata fornita da un episodio della mia campagna in corso, Lo Zeist. In un momento di follia, i personaggi decisero di impegnarsi nel recupero di un artefatto nephandico che non aveva nulla a che fare con la trama della campagna. Creai così una piccola avventura all'interno di un labirinto illusorio generato dall'artefatto stesso. I giocatori ne rimasero letteralmente terrorizzati! L'idea di essere all'interno di qualcosa che confonde ogni senso e dalla quale quindi non si ha speranza di uscire li aveva davvero colpiti.
Così, decisi di estrarre questo episodio dalla campagna per costruirci attorno un'avventura completa e indipendente.
La seconda idea fondamentale è stata uno spunto per avventura (adventure hook, come direbbero gli anglofoni) presente su un manuale della linea Nephandum, in cui viene narrato di un anacoreta che invia i personaggi a cercare un artefatto, ma in realtà è lui stesso il pericolo da cui devono salvarsi. Ho messo questa idea assieme alla precedente e si combinavano perfettamente, ma mancava ancora un flavour, il sapore, l'atmosfera che avrebbe dominato l'intera vicenda.
Sembrava ovvio che il terrore ancestrale del quale avrebbero tentato di fermare i piani fosse Hyssiris, maestro delle illusioni. Non poteva essere altrimenti. Iniziai a vagare per le immagini fantasy che conservo nel mio computer. Tra le tante, trovai l'immagine di una distesa erbosa sconfinata, disseminata di rocce aguzze e sporgenti come zanne di roccia dalla piana silenziosa. Mi sembrò un panorama stupendo per ambientarci un'avventura nel regno della follia. Il soffiare del vento, il silenzio assordante, l'assenza di qualsiasi cosa fino all'orizzonte... era perfetto. Purtroppo di quell'immagine avevo dimenticato di appuntare l'autore. La vedete qui sopra, riprodotta parzialmente, in modo da evitare guai. In ogni caso, non potevo fare a meno di usarla, ed è l'unica immagine non mia presente nell'avventura.
E' così che ho creato Theret, una città al crocevia di diverse rotte commerciali che attraversano le sconfinate praterie di Engwer. Nelle praterie giace l'artefatto-labirinto: il Caleidoscopio (che caleidoscopio non è).

Cos'altro serviva? Un po' d'azione e un finale. Ho pensato che l'obiettivo principale di ogni emissario è quello di generare, creare, dare vita a una loggia. Un gruppo di persone che lo aiutino a portare a termine i suoi obiettivi, o comunque gli obiettivi che -volente o nolente- sta perseguendo per conto del terrore ancestrale. La figura dell'anacoreta mi ha fatto venire in mente quei santoni new-age che guidano comunità di meditazione. Una persona carismatica come un eremita poteva attrarre a sé seguaci in cerca di significato nella propria vita, oppure gruppi di potere interessati a conoscere la via per la conoscenza suprema. Questa forma di reclutamente poteva avvenire anche spontaneamente, senza che l'emissario fosse veramente intenzionato a circondarsi di proseliti...
Da questa premessa nascono i pretesti per i pochi combattimenti presenti nell'avventura. Uno dei quali, tra l'altro, è reso assai più interessante dalla presenza del passato dell'eremita, concretizzato dal potere di Hyssiris. Nello scontro finale, il gruppo sarà addirittura proiettato all'interno della mente dell'anacoreta, per combattere fisicamente contro le sue deviazioni mentali e porre fine alla sua pazzia... una soluzione delirante per porre fine al delirio.

mercoledì, novembre 28, 2007

Riassunto per l'Europa

E' un po' lunghetto (17 minuti) ma ne vale la pena. Volete un riassunto efficace di tutte le porcate compiute dall'attuale ministro della giustizia Clemente Mastella in relazione ai casi sui quali stava indagando la procura di Catanzaro cioè De Magistris? Ci pensa Marco Travaglio, che l'ha riassunto per tutta l'Europa al parlamento europeo. Grazie ancora, governo italiano.

martedì, novembre 20, 2007

Zanotelli sulle ultime votazioni in Parlamento

Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale (la cosiddetta Cosa Rossa) abbia votato, il 12 novembre con il Pd e tutta la destra, per finanziare i CPT, le missioni militari e il riarmo del nostro paese.

Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media, Ma anche nel quasi totale silenzio del "mondo della pace".

Ero venuto a conoscenza di tutto questo poche ore prima del voto. Ho lanciato subito un appello in internet: era già troppo tardi. La "frittata" era già fatta. Ne sono rimasto talmente male, da non avere neanche voglia di riprendere la penna.Oggi sento che devo esternare la mia delusione, la mia rabbia.

Delusione profonda verso la Sinistra Critica che in piazza chiede la chiusura dei "lager per gli immigrati", parla contro le guerre e l´imperialismo e poi vota con la destra per rifinanziarli.

E sono fior di quattrini! Non ne troviamo per la scuola, per i servizi sociali, ma per le armi SI´! E tanti!! Infatti la Difesa per il 2008 avrà a disposizione 23,5 miliardi di euro: un aumento di risorse dell´11% rispetto alla finanziaria del 2007, che già aveva aumentato il bilancio militare del 12%. Il governo Prodi in due anni ha già aumentato le spese militari del 23%!!

Ancora più grave per me è il fatto dei soldi investiti in armi pesanti.

Due esempi sono gli F35 e le fregate FREMM. Gli F35 (i cosiddetti Joint Strike Fighter) sono i nuovi aerei da combattimento (costano circa 110 milioni di Euro cadauno). Il sottosegretario alla Difesa Forcieri ne aveva sottoscritto, a Washington, lo scorso febbraio, il protocollo di intesa.

In Senato, alcuni (solo 33) hanno votato a favore dell´emendamento Turigliatto contro il finanziamento degli Eurofighters, ma subito dopo hanno tutti votato a favore dell´ articolo 31 che prevede anche il finanziamento ai satelliti spia militari e le fregate da combattimento FREMM.

Per gli Eurofighters sono stati stanziati 318 milioni di Euro per il 2008, 468 per il 2009, 918 milioni per il 2010, 1.100 milioni per ciascuno degli anni 2011 e 2012!

Altrettanto è avvenuto per le fregate FREMM e per i satelliti spia.

E´ grave che la Sinistra, anche la Critica, abbia votato massicciamente per tutto questo, con la sola eccezione di Turigliatto e Rossi, e altri due astenuti o favorevoli.

Purtroppo il voto non è stato registrato nominativamente! Noi vogliamo sapere come ogni senatore vota!

Tutto questo è di una gravità estrema! Il nostro paese entra così nella grande corsa al riarmo che ci porterà dritti all´attacco all´Iran e alla guerra atomica.

Trovo gravissimo il silenzio della stampa su tutto questo: una stampa sempre più appiattita! Ma ancora più grave è il nostro silenzio: il mondo della pace che dorme sonni tranquilli. E´ questo silenzio assordante che mi fa male.

Dobbiamo reagire, protestare, urlare!

Il nostro silenzio, il silenzio del movimento per la pace significa la morte di milioni di persone e dello stesso pianeta.

La nostra è follia collettiva, pazzia eretta a Sistema. E´ il trionfo di "'O Sistema".

Dobbiamo riunire i nostri fili per legare il Gigante, l´Impero del denaro. Come cittadini attivi non violenti dobbiamo formare la nuova rete per dire No a questo Sistema di Morte e un Sì perché vinca la Vita.

Alex Zanotelli

giovedì, novembre 08, 2007

Battlestar galactica

Uhm uhm... Ho scoperto che stavano trasmettendo il remake della vecchia e gloriosa serie Galactica (anni '70) imbattendomi per caso nel sito della nuova serie. Credevo fosse un progetto appena agli inizi, invece scopro che stanno trasmettendo già la quarta serie! Come mai qui da noi non se ne parla? Su Internet Movie Database la nuova serie a preso voti stratosferici. E' stata tradotta e trasmessa (in maniera scandalosa, 4/3 anziché 16/9) su Fox per chi ha il satellite. Chi non ce l'ha potrebbe non sapere nemmeno che esiste, e infatti io ne ignoravo l'esistenza fino a qualche mese fa. Poi è uscito anche in Italia il dvd della prima serie: Battlestar Galactica, stagione uno. Un cofanetto che, stando alle recensioni, è scandaloso: niente speciali, niente 16/9 (come era la serie in origine) e soprattutto manca la miniserie pilota, tre ore di film che sono praticamente l'inizio della serie. Cioè manca la prima lunghissima puntata, nel cofanetto dvd non c'è.
Ma grazie alla pirateria, invece che ingrassare chi vende cofanetti dvd di qualità mediocre, ho preso visione sia della miniserie che di tutta la prima stagione. E posso parlarvene.
Innanzitutto dal punto di vista tecnico. La serie, che come dicevo è un remake della serie originale degli anni '70, ha vinto già più di un premio per gli effetti speciali. Lo stile di regia è quasi documentaristico, con molte sequenze girate con la videocamera a mano, e i personaggi sono caratterizzati molto efficacemente da attori che sono stati molto probabilmente scelti per quelle parti, e che quindi hanno una faccia molto adatta al loro ruolo.
La serie narra dell'astronave stellare Galactica, sfuggita assieme ad una piccola flotta di altre navi alla distruzione di Caprica e dei sistemi solari nei quali abitavano gli esseri umani delle dodici colonie. I Cyloni, terribili cyborg che si sono evoluti fino ad assumere sembianze umane, hanno completamente spazzato via la specie umana e adesso inseguono i pochi rimasti. L'ultima speranza dei cinquantamila passeggeri sopravvissuti è raggiungere la Terra, dove le leggende narrano si trovi la tredicesima colonia umana.
Se siete incuriositi, vi consiglio di scaricare la serie e vedervela, oppure di comprare la versione americana dei dvd. Mancherà l'italiano, ma sono soldi decisamente meglio spesi. Secondo me è una serie che, pur non priva di qualche difetto (musiche noiosette, qualche puntata priva di ritmo) merita di essere vista.

mercoledì, novembre 07, 2007

Terminator si fa le canne

Secondo Schwarzy, governator della California e, come mi piace dire, Repubblicano-Light (sarà che la moglie è Kennedy? ...dietro ogni grande uomo c'è una grande donna) la marijuana non è una droga. Confortante. Forse.

martedì, novembre 06, 2007

E' morto Enzo Biagi

Stamattina è morto Enzo Biagi. Era il più grande giornalista vivente italiano, e sfido chiunque e metterlo in dubbio. Ha vissuto la dittatura del fascismo, la liberazione dell'Italia, la vecchia e la nuova repubblica. E' stato cacciato via dalla RAI perché faceva giornalismo, ha sempre avuto una concezione genuina e solida di cosa significasse fare giornalismo, di cosa significhi attualità, notizia, telegionale, informazione... di cosa sia un "fatto". Per questo è stato silenziato, un silenzio che lui ha accettato perché (diceva lui) alla sua età la carriera non è importante. E aveva ragione, perché chi lo prende in culo siamo noi. Lui muore sereno, sicuro di aver fatto giornalismo come nessuno oggi dimostra di essere in grado di fare, tranne forse qualche mosca bianca che però dovrà faticare per raggiungere la sua maturità e la sua professionalità. A me invece resta quella sensazione di essere abbandonato in una nazione che non riesce a dare un seguito alle persone di valore che se ne vanno. Guardo il TG1, il TG2... e mi chiedo come cazzo sia possibile scambiarli per giornalismo, per informazione... ma anche solo per servizio pubblico. Mi rifugio in trasmissioni di vera informazione, infilate nei palinsesti ad orari sempre più improbabili, come se si trattasse di programmi per un pubblico di nicchia, perché è questo che sono diventati quelli che vogliono sapere le cose, che non gliene frega una mazza dei reality show, che ci tengono ad essere informati: una nicchia. E l'ultima fatica di Biagi, che durante le puntate non riusciva quasi più nemmeno a parlare per la vecchiaia, fu sbattuta a mezzanotte per non poter essere confrontata da nessuno sano di cervello con l'immondizia dei telegiornali che vengono sparati alle ore di massimo ascolto. Ché in confronto sarebbero apparsi merda.
Umilmente un giornalista sale al cielo. Io continuo a ringraziarlo.

lunedì, novembre 05, 2007

Lucca 2007

Uno dei ragazzi mascherati da personaggi di fumetti, videogame o cartone animato.

All'ingresso della mostra dedicata ai 30 anni di Guerre Stellari c'era Darth Vader che staccava i biglietti. No, scherzo. Era un manichino. Ma ce n'era anche uno in carne e ossa, che vagava come visitatore, ed era impressionante.

Il personaggio di Halo passeggiava con imponente armatura attorno al suo stand.

Margaret Weis! E' stata sempre presente allo stand della sua casa editrice, che tra l'altro pubblica il gioco di ruolo di Serenity e quello di Battlestar Galactica... ve ne parlerò, prima o poi!

L'armata di Annibale affronta alcune legioni romane. Il tutto in miniatura, dipinto a mano.

Due bambini di sei anni che giocano a Stratego. Queste cose mi fanno pensare.

Goldrake e Jeeg robot d'acciaio, appesi ad un palo su due bellissime magliette.

Fede pondera l'acquisto del box dvd di Conan ragazzo del futuro (wow!).

Qualche personaggio di Naruto si unisce ai Drughi di Arancia Meccanica, a V e a SuperMario per una bella foto di gruppo.

Ah! Se potessi avere quella spada elfica. La maestra di scienze, che fine farebbe.

Soldati, piloti e ufficiali imperiali pattugliavano continuamente la fiera.

La zona dove centinaia di giocatori si sono scontrati a Magic: the Gathering.

L'illustratore (nephandico) Thomas Liera si esibisce per il pubblico.

giovedì, novembre 01, 2007

La festa delle streghe


Hanno votato contro la commissione d'inchiesta per stabilire cosa è successo davvero a Genova durante il G8 del 2001. C'è gente con la faccia smantellata dalle randellate, e hanno votato contro. Negozi sfondati, e hanno votato contro. Signori che continuano a vincere cause di risarcimento perché ingiustamente picchiati e maltrattati dalle forze "dell'ordine"... e hanno votato contro. C'era chi incendiava e ribaltava le macchine, a Genova. C'era uno di questi ragazzi -probabilmente una testa di cazzo, ok- che è stato freddato da un colpo di pistola alla testa, e c'è chi ci vuole far credere che il colpo è stato sparato in aria, ma è rimbalzato sul culo di nebo kid e ha centrato la testa del poveretto. Al G8 lanciavano fumogeni contro manifestanti inermi come se fossero tutti black block. Hanno pestato gente senza ragione. E hanno votato contro. Il partito del Ministro della Giustizia Mastella e quello dell'ex-magistrato Antonio di Pietro. Complimenti!!! Motivazioni? Temevano che fosse il via ad una azione punitiva unidirezionale contro le forze dell'ordine. Bella faccia da culo! Ma lo sapete chi è responsabile delle cazzate fatte dalle forze dell'ordine? Lo Stato! Esse maiuscola. Lo dice la nostra Costituzione. Ci maiuscola. Hanno votato contro la verità. E se Prodi s'incazza... ERA ORA!!!

PS domani a Lucca Comics, magari mi disintossico un po'...

lunedì, ottobre 29, 2007

Legislatori ottuagenari eletti da pensionati

Il Times ci prende per il culo.
La legge Levi-Prodi vorrebbe che ogni blogger si registrasse come giornalista pagando allo stato una tassa di iscrizione. Dopo che Grillo l'ha sputtanata, il deputato Levi ha modificato l'articolo escludendo chiunque tenga il blog per motivi personali. Che cazzo vuol dire suppongo lo decideranno di volta in volta. Se ogni tanto commento una proposta di legge, devo registrarmi? Se vendessi i miei disegni online devo registrarmi? Il Times scrive un articolo definendoci una nazione governata da vecchi con la passione per le leggi idiote, eletti da pensionati. Il titolo dell'articolo è "attacco geriatrico ai blogger italiani".
Grazie governo.

martedì, ottobre 23, 2007

Derfel Drifft

Trascrizione dell'intervista avvenuta in presenza di un inviato del "Foglio di Troinas". La trascrizione è stata effettuata magicamente, quindi si declina ogni responsabilità per eventuali errori di ortografia.

Derfel Drifft – Quel coso funziona? Quella specie di pergamena fluttuante?

Intervistatore – Si... sta già trascrivendo. Non si preoccupi signor Drifft.

DD – Non vorrei scrivesse inesattezze.

I – L'incantesimo di trascrizione riporterà su pergamena ogni cosa che ci diremo, con fedeltà assoluta, non si preoccupi. Vogliamo cominciare?

DD – Si, certo... lei di che giornale è?

I – Lavoro per il Foglio di Troinas... non è esattamente un giornale... è una specie di manifesto che viene distribuito gratis qui in città, serve a tenere informati i cittadini.

DD – Va bene, va bene. L'avevo dimenticato. E perché intervistate me?

I – Abbiamo una rubrica... ogni fine settimana... si chiama "Lavorano per noi"... appunto è una rubrica che presenta ogni volta un avventuriero diverso tra quelli che accettano le missioni qui in città. Così i cittadini sono più informati sugli avventurieri che lavorano per il loro bene, e diventano meno diffidenti nei vostri confronti.

DD – Ah... capisco. E' una buona cosa, quella che fate. Una specie di servizio sociale.

I – Esattamente... adesso possiamo cominciare?

DD – Sì, certo.

I – Allora, signor Derfer Drifft...

DD – E' DerfeL... con la "L" finale... Derfel...

I – Va bene, mi scusi... Signor Derfel Drifft... Lei si definisce un avventuriero. Può raccontarci cosa l'ha spinta a dedicare la sua vita al pericolo in cambio del bene comune?

DD – Mi scusi lei... Ma la domanda è malposta. Perché, tutti gli avventurieri che lei ha incontrato rischiano la vita in cambio del bene comune? Cioè c'è anche altro nella vita, oltre al bene comune. Non so, le donne, la fama, il successo, i soldi... la birra.

I – Lei fa l'avventuriero per la birra?

DD – Anche per la birra. Perché no? Lo sa quanto costa la birra? E alloggiare in quelle locande del centro? Non è mica roba che uno può permettersi facendo... che ne so... il ceramista. E poi non le ho detto che faccio l'avventuriero per la birra. Le ho detto che non lo faccio per il bene comune. Cioè voglio dire... cos'è il bene comune? In fondo alla gente le cose stanno bene così, sennò insorgerebbero e farebbero una rivoluzione. Se la gente se ne sta paciosa a zappare la terra, a portare a spasso le pecore o a trombare la moglie, vuol dire che è contenta di come stanno le cose.

I – Per favore non usi quella parola.

DD – Che parola?

I – Trombare.

DD – Perché, le dà fastidio?

I – No, a me no, ma poi dobbiamo sostituirla altrimenti offendiamo qualche lettore. Anzi facciamo così, impostiamo direttamente l'incantesimo di trascrizione che quando rileva una parolaccia la sostituisce con qualcos'altro.

DD – Con cosa?

I – Non lo so... è lo stesso, basta che non sia una parolaccia. Che ne so... il nome di un fiore.

DD – Come vuole lei. E' lei l'intervistatore.

I – Va bene... proseguiamo.

DD – Sì, però che non si possano dire parolacce è una gran margheritata.

I – La prego... proseguiamo. Poi questo dettaglio delle parolacce lo definiremo in seguito. Mi ha appena svelato che la sua motivazione di avventuriero non è il bene comune, ma arricchirsi personalmente.

DD – Per l'appunto.

I – Facciamo un passo indietro e torniamo alla domanda iniziale. Fermo restando che il suo fine è diverso, come è cominciata la sua carriera da avventuriero?

DD – E' una domanda interessante. Vede, io sono il sesto figlio di una famiglia molto numerosa. Ho quattro fratelli e una sorella maggiori, e anche una sorella minore. Mio padre lavorava e lavora ancora come corniciaio. Mia madre era cameriera in una taverna di lusso. Quando ero bambino trascorrevo le giornate giocando ai combattimenti con i miei fratelli. Noi maschietti spesso ci coalizzavamo contro le sorelle e le gonfiavamo di botte. Immaginavamo di essere dei paladini, e loro delle arpie. Quando potevo andavo sempre a trovare mamma. Il lavoro di papà era due begonie. La mamma mi faceva sedere nella taverna e assistevo così agli spettacoli dei teatranti, dei musicanti, delle cantanti. Nel contempo capitavano alla taverna degli avventurieri, che narravano delle loro imprese eroiche e offrivano da bere a tutti. Io pensavo: magari quello che raccontano sono solo tulipanate, ma quei soldi sono veri! A fare l'avventuriero si diventa ricchi! Fu così che a quattordici anni, quando ebbi abbastanza fiato da sorreggere una spada e contemporaneamente soffiare nella mia ocarina, lasciai la casa dei miei genitori e mi misi in viaggio.

I – L'ocarina?

DD – Sì, vede... questo strumento qui. Sembra una specie di uovo di struzzo, ma ha dei forellini...

I – Lo so cos'è un'ocarina!!! Volevo dire... come mai l'ocarina?

DD – Ah... già. Ecco è semplice, i miei non avevano soldi per comprarmi degli strumenti musicali, ma mio padre era un buon falegname e me ne costruì una lavorando del buon legno di ebano. Imparai a suonare l'ocarina, così quando i musicanti venivano ad esibirsi alla taverna dove lavorava mia madre, potevo accompagnarli suonando piano piano... E' così che ho imparato i primi motivetti! ...ed è anche così che ho rimorchiato la prima ragazza. Ma questo suppongo non le interessi.

I – No.

DD – Lo immaginavo.

I – E la spada? Chi le ha insegnato a brandirla?

DD – Quella è una storia molto poco interessante. In città c'era un maestro di arti del combattimento, sembrava venisse da un luogo lontano, utilizzava lunghe spade con il filo tagliente da un solo lato della lama. Quando lo conobbi ero già intenzionato a lasciare casa e divenire un vero avventuriero, ma non ero granché come schermidore. Lui mi notò mentre sbirciavo le lezioni di scherma che impartiva ai nobili della città, e mi prese a calci fino a fuori dalla sua casa.

I - ...Non le ha insegnato a combattere?

DD – No. Sono autodidatta.

I – Scusi e allora che c'entra questa storia con la spada?

DD – C'entra perché la katana che uso ancora oggi per combattere... ecco, gliel'ho fregata a quel geranio. Così ha imparato la lezione. Ahahah! Se lo meritava. Era uno margherito.

I – Ehm... va bene, cambiamo discorso. Come si è accostato alla magia? Ho visto che ha immediatamente riconosciuto l'incantesimo di trascrizione che ho lanciato. E' un incantesimo molto particolare, non è da tutti saperlo identificare.

DD – Lei mi lusinga. La verità è che faccio l'avventuriero da tanto tempo... davvero tanto tempo. Per la precisione ventitré anni. Ho girato questo mondo in lungo e in largo, ho visto un sacco di cose strane. Però ho saputo starmene in disparte, non rischiare troppo, non fare mai il passo più lungo della gamba. Insomma ho imparato molto, restando vivo. Qualche compagno mi insegnava a leggere le pergamene, qualcun altro a recitare musica magica, qualcun altro ancora a scagliare qualche maledizione. Alla fine ho accumulato un buon bagaglio di esperienza, che è la cosa che più conta contro le avversità. Oltre al culo...

I – Cosa c'è, perché si ferma?

DD – Il trascrittore ha scritto culo.

I – E cosa c'è di strano?

DD – Culo non è una parolaccia?

I – No, culo no.

DD – Ah, va bene. Dove ero arrivato?

I – Parlava dell'esperienza che ha accumulato in questi anni.

DD – Ah, ma certo... l'esperienza... beh non c'è molto altro da dire, in verità.

I – Allora vorrei concludere con una domanda.

DD – Ma certo, faccia pure.

I – Cosa ne è rimasto adesso, dopo tanti anni, di Derfel il suonatore di ocarina?

DD – Ehhhhh... che domanda profonda. Diciamo così, quel Derfel è ancora vivo, dentro di me. Ogni volta che vivo delle esperienze indimenticabili, vergo di nero con dell'inchiostro una pergamena, e cerco di comporre una nuova squisita melodia da riprodurre con la mia ocarina ogni volta che ho il tempo di esibirmi per il volgo. Qualche volta è un tango, qualche volta una fanfara, qualche altra volta un requiem. Dipende dall'emozione, dall'evento... e anche da cosa mi passa per la testa in quel momento.

I – Grazie! Ringrazio ufficialmente Derfel Drifft per questa intervista, e voi lettori per aver acquistato questo numero del "Foglio di Troinas".

DD – Arriverderci!

I - Arrivederci.

lunedì, ottobre 22, 2007

La soluzione finale

da beppegrillo.it

Caro Beppe,
due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.
Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris - attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro - ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.
Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.
Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.”
Marco Travaglio

sabato, ottobre 20, 2007

Crostata

Ieri mi sono adoperato nel campo dell'arte culinaria. Una buonissima crostata (è già praticamente finita!). Sul punto di decorarla mi sono detto: "perché i soliti riquadri a rombo? che noia!" così ho improvvisato. Buonappetito a tutti.

venerdì, ottobre 19, 2007

Cronaca

"Rese note le cause che hanno portato alla condanna a 16 anni di Annamaria Franzoni."
Bello. Ma a noi non ce ne frega un cazzo.

mercoledì, ottobre 17, 2007

Una certa idea di democrazia

Leggendo e chicchierando qua e là riguardo partito democratico, libertà di scelta e politica... credo di aver concluso che la democrazia, quella vera, non esista più.
In modo del tutto astratto, il governo che fa quello che veramente vuole il popolo si otterrebbe solo se il popolo (per intero) fosse in parlamento. Ipotesi che ovviamente, non è realistica. Un'altra ipotesi meno utopistica ma altrettanto irrealizzabile sarebbe quella di far concordare al popolo un programma comune, quindi mandare su un "tecnico" che lo attui. E' l'ipotesi di Grillo, che vuole utilizzare internet al fine di catalizzare la volontà dei cittadini, quindi affidare il mandato di attuare la loro volontà ad un candidato qualunque, da silurare se incapace di portarlo a termine. Piuttosto irrealistico, ma l'ipotesi in sé è interessante.

Io credo che il sistema politico ideale sia quello in cui mi trovo di fronte 100 proposte di programma, e posso scegliere (io come ogni altro cittadino), qual'è quella che più si addice alla mia idea di cosa voglio che lo stato faccia. Naturalmente è fodamentale che i cittadini siano in grado di sviluppare questa idea. Cosa che è terribilmente osteggiata da chi è al potere: i cittadini non devono avere una loro idea di cosa va fatto e cosa no va fatto!!! I cittadini, secondo i potenti, devono solo essere d'accordo con quello che loro pensano che vada e non vada fatto.
Ma io che ho un'idea di cosa è giusto e cosa è sbagliato, che ho un cervello e sono in grado di analizzare criticamente il mondo che mi circonda, che sono da solo il grado di comprendere che c'è un modo che mi piace di fare politica e uno che non mi piace... io devo avere il diritto di scegliere!!! Di scegliere il candidato che più mi rappresenta, che esprime le idee il più possibile vicine alle mie.

Per questo mi girano le palle a duemila quando sento dire in giro che "i partiti sono troppi", che bisogna "ridurli". Se i partiti sono tanti ma sono anche inutili, cioè non offrono nessuna reale alternativa, è giusto che siano chiusi all'istante. Ma se i partiti hanno un senso, cioè hanno un programma che li differenzia uno dall'altro, che li rende solidi nelle loro proposte e valide alternative rispetto agli altri... cazzo, ce ne devono essere eccome!!! Voglio poter scegliere, voglio poter dire "su questo sono d'accordo, su questo no, su questo in parte" e vorrei poter affermare con orgoglio di aver votato il partito (tra i tanti) che davvero mi rappresenta.
Invece cosa abbiamo? Un bipolarismo della minchia. Le coalizioni. Cioè -per dirla alla Berlusconi- la politica della scelta di campo. Quella in cui devi essere d'accordo o con loro o con gli altri. Dove la devi pensare in maniera duale: o sei d'accordo con noi, o sei contro di noi. Ma aspetta... questo non era forse un ritornello fascista?

Così adesso, chi ha un minimo di coscienza civile, una responsabilità politica reale, un poco di cultura, un minimo di cervello... cosa deve fare? Votare assieme alle pecore per la meno schifosa tra le due alternative? Cioè votare per il partito (dei due) con il quale è meno in disaccordo? E' bestiale, ma è così. La democrazia è morta.

martedì, ottobre 16, 2007

Thesis - terza parte

Le classi sono state sempre qualcosa che ho guardato con sospetto. Se fosse per me, esisterebbero solo quattro o cinque classi, con moltissime opzioni per personalizzarle. Per questo motivo ho sempre pensato di adottare l'opzione delle classi generiche (presentata in Arcani Rivelati). Però Dungeons & Dragons non sarebbe più stato lo stesso. Oltretutto, la terza edizione ha introdotto le Classi di Prestigio, e anche eliminando le classi poi i personaggi potrebbero intraprendere migliaia di classi di prestigio diverse... e allora a che serve ridurre le classi base?
L'idea di base che mi porta a preferire poche classi è quella di poter costruire il proprio personaggio esattamente come lo si sogna, senza alcuna limitazione. La 3ed ha fatto passi da gigante rispetto alle edizioni precedenti, ma ancora presenta molti tratti che sono una evidente eredità del sistema di regole tradizionale. Una di queste eredità sono appunto le classi, e anche se un personaggio può intraprendere più classi, non può possedere una capacità precisa di una classe e un'altra di un'altra classe senza aver percorso entrambe quelle classi fino a raggiungere quelle capacità... e nel frattempo deve acquistare tutte le capacità presenti prima nella lista della classe, abilità che probabilmente non gli interessano. I game-designers si sentono autorizzati a sparpagliare lungo 20 livelli quattro o cinque speciali veramente appetibili, e poi a condire il resto dei livelli con altre capacità meno interessanti, delle specie di briciole che possono spingere il giocatore a proseguire in quella classe in attesa di raggiungere il livello dove acquisirà la capacità davvero interessante.
Preferirei che un giocatore potesse costruire la propria progressione, assegnando ai livelli di classe gli speciali che preferisce, selezionando quali tiri salvezza avere migliori, quali abilità di classe, se essere un discreto combattente o un'incantatore, che tipo di combattente e che tipo di incantatore.
Lavorando con questo obiettivo ho ampliato la proposta delle classi generiche di Arcani Rivelati, che sono passate a cinque: Guerriero, Ladro, Mago, Chierico, Psionico. Il giocatore seleziona quale TS avere migliore per ogni classe che intraprende, quali abilità sono di classe, e soprattutto seleziona come fossero dei talenti le capacità di classe che preferisce tra quelle esistenti di tutte le classi. Un Guerriero può prendere la capacità di Ira del barbaro al primo livello, il talento combattere con due armi al secondo e al terzo livello selezionare Musica bardica. Può inoltre scegliere intrattenere come abilità di classe, generando così un perfetto bardo combattente.

Una volta messo su carta il sistema delle razze e delle classi, ho iniziato a generare alcuni personaggi non giocanti di prova. In generale, i PNG generati con questo metodo sono meno carichi di capacità speciali rispetto ai PNG generati con le classi standard, ma le capacità che mancano loro sono perlopiù capacità minori (come il passo senza tracce del druido, o il rimuovi malattie del paladino), che è superfluo inserire come capacità da apprendere essendo esse assai meno appetibili di altre (l'ira barbarica, la musica bardica, l'attacco furtivo). I personaggi sono insomma meno "forti" ma più "versatili". Si potrebbe ovviare a questa differenza inserendo nei profili aumentando i talenti bonus e magari limitando la scelta alle capacità di classe, ma credo sia inutile e superfluo.

domenica, ottobre 14, 2007

Barracuda 2007

Ieri sera ero al Granteatro di Roma per assistere a Barracuda 2007, il tour di quest'anno di Daniele Luttazzi. In sala ho notato Giovanni Floris e Giobbe Covatta, ma probabilmente chissà quanti altri personaggi dello spettacolo c'erano, tutti a godersi il buon Luttazzi. Ovviamente Luttazzi ci ha ammazzati di risate, nel primo tempo divagando su argomenti che farebbero venire un infarto a qualunque benpensante, nel secondo massacrando politica e istituzione con il suo modo di fare ironico, diretto e feroce. In chiusura ci ha ricordato che a Novembre su La7 inizierà il suo show in dieci puntate. Mi sembrava giusto dare eco a questa notizia. Non torna in RAI, dove bisogna dimensionare il proprio pensiero per non disturbare i padroni, e ovviamente non tornerà mai in mediaset, ma sapere che lo rivedremo in televisione (per me e per chi ne sarà informato) sarà già un piccolo ritorno alla nomalità. Pensateci... quanti anni sono che non c'è satira sui canali principali? E non parlo di stronzate come Striscia o le Iene, parlo di satira vera. Sono riusciti a creare un vuoto così ampio che molti dei ragazzi che affollano i licei, oggi, credono che la satira sia quella di Gene Gnocchi. Ma vi rendete conto??? La satira esiste solo nella mente di chi ricorda Tunnel o Avanzi... o di chi per sbaglio ha cambiato canale su CrozzaItalia in questi ultimi due anni (sempre su La7). Ce n'è bisogno, si è persa la consapevolezza della satira, si è perso il bisogno di essa. Daniele Luttazzi non cambierà le cose (ci sarà sempre il 90% del pubblico che preferirà l'ultimo reality smutandato pieno di cafoni più i meno famosi su italia uno), ma come ho detto prima, averlo in televisione in qualche modo mi fa ben sperare. Magari riesce davvero a farle tutte, quelle dieci puntate.

sabato, ottobre 13, 2007

Thesis - seconda parte

In realtà Thesis non è una vera e propria ambientazione. L'idea originale era quella di creare un mondo complementare all'ambientazione dinamica di Nephandum. Il progetto non era molto ambizioso, visto che la mia campagna prevedeva di essere incentrata in una sola città. Avrei potuto facilmente sviluppare la città durante le avventure e allargare il panorama in base alle incursioni future degli avventurieri. Iniziai la campagna con una avventura, scritta per Lucca 2005 dai ragazzi di Fantasika, intitolata "I misteri di Keremish". Non sapevo ancora se il gruppo di giocatori avrebbe gradito le proposte della campagna presentata loro: ambientazione inedita, addizione di Nephandum, niente incantesimi oltre il 6° livello, piani irrangiungibili...
A quanto pare funzionò, la campagna è in piedi da due anni e si appresta a concludersi.

Nella mia campagna, due anni fa, avevo deciso di escludere completamente la maggior parte delle razze non umane per focalizzare l'attenzione su gli esseri umani. La fragilità emotiva, la bramosia di potere, la debolezza mentale e la malleabilità di questa razza la rendeva perfetta come fulcro attorno al quale orientare una campagna di Nephandum. Negli anni l'idea è mutata. Razza allegre come halfling e gnomi continuano a essere scomode per una ambientazione dai toni epici e horror, ma molte altre razze si sono rivelate ottime basi sulle quali scrivere buone storie. Ad esempio l'emarginazione ed il disprezzo verso i mezzorchi, la solitudine e l'attrazione verso il male dei tiefling, la testardaggine dei nani, il fascino degli elfi per la bellezza. Piccoli appigli ai quali i signori del terrore avrebbero potuto aggrapparsi.
Ho reinserito così nani e elfi. Semplicemente queste razze hanno dimora in regni distanti e sono poco aperte allo scambio con la popolazione umana. Poi è nata l'idea di dare maggiore importanza alle razze, e così ho iniziato a sfogliare manuali perché avevo voglia di aggiungerne tante. Ho recuperato aasimar e tiefling dall'Atlante Planare (badando a depotenziarli un po', per non affliggerli con il lep), poi morfici, cangianti e forgiati da Eberron. Gli Elan, che esistevano già su Thesis, precedentemente estratti dal Manuale Completo delle Arti Psioniche, li ho sostituiti con i kalashtar, molto simili ma sviluppati meglio perché anch'essi facenti parte delle razze introdotte in Eberron. Avevo bisogno di razze affini alla magia arcana, e la mia idea iniziale era quella di depredrare Forgotten Realms dei suoi Genasi. Poi ho deciso di ripescare dal dimenticatoio una vecchia idea per una razza che avevo creato per l'ambientazione e che infine avevo abbandonato: gli energan, essere mezzo-energetici (anziché mezzo elementali). Nella mia ambientazione avevo già presentato ai giocatori i lybran e i creepian, varianti elfiche, i primi abitanti dei cieli, i secondi del lato oscuro del pianeta.

Alla fine insomma ho integrato nell'ambientazione uno sproposito di razze. Per ognuna di esse ho creato una mini-progressione di tre livelli che ne accentua i caratteri base, seguendo l'esempio delle razze esemplari su Arcani Rivelati. Ovviamente, per le razze per le quali già erano state create quelle progressioni, non ho fatto altro che ricopiarle! In seguito sarei tornato anche su queste tabelle, dopo aver lavorato sui privilegi delle classi.

venerdì, ottobre 12, 2007

Thesis - prima parte

Ho letto alcune considerazioni interessanti riguardo le linee guida da cui scaturirà la 4a edizione di Dungeons & Dragons. Non sto parlando delle idiozie telematiche (per me il Gioco di Ruolo si fa seduti attorno ad un tavolo con gli amici, con fogli, matite e rollando dadi), mi riferisco alle idee di base che hanno portato ad una revisione del regolamento. Una di queste è la sensazione che nel regolamento 3ed le razze dei personaggi assumessero un ruolo sempre più marginale con l'avanzare dei livelli. E' un concetto interessante, perché è vero: i bonus e i piccoli vantaggi derivanti da essere elfo anziché umano o gnomo si acquisiscono subito, al primo livello, ma non aumentano con l'aumentare dei livelli. Ne consegue che un personaggio di decimo livello sarà per il 95% caratterizzato dalle scelte fatte nei riguardi delle classi, mentre i vantaggi derivanti della razza, ormai piccoli in confronto a quelli garantiti dal sommarsi di talenti e poteri, sono poco influenti. Così, un mezzorco mago di 10° e un halfling mago 10° hanno (sulla carta) ben poche differenze a distinguerli.

Ho sempre pensato che la razza fosse la componente interpretativa del personaggio, assieme ovviamente alla sua storia personale (background) e alla personalità (sviluppata comunque tenendo conto di razza e background). La classe, al contrario, determina caratteristiche perlopiù regolistiche e offre meno spunti interpretativi. Però, se si vuole che questa differenza sia meno marcata, meno delineata, ci si può lavorare. La 4a edizione uscirà a Maggio 2008, e sono stato contento di scoprire che a Lucca 2007, nonostante tutto, usciranno molti manuali ancora 3a edizione. Purtroppo non posso aspettare Maggio per iniziare una nuova campagna, visto che Lo Zeist terminerà probabilmente entro qualche mese. Innanzitutto non posso perché a Maggio uscirà il primo manuale, gli altri due fondamentali usciranno a Giugno e Luglio e così prima di Settembre sarà difficile iniziare a giocare alla nuova edizione. Poi c'è l'intenzione di non troncare subito con la gloriosa 3edizione, ma di attendere che il nuovo regolamento prenda piede. Quindi, da ora alla prima campagna 4ed passerà almeno un anno.

Nel frattempo, ho pensato che si potevano sfruttare le riflessioni attorno ai futuri sviluppi della nuova edizione per correggere qualche errore della terza. Ad esempio, Arcani Rivelati (un manuale di regole opzionali) introduce la regola opzionale dei livelli di razza (razze esemplari). Questa regola potrebbe essere introdotta in una campagna per dare più valore alla razza dei personaggi. In effetti, nella mia attuale campagna, questa regola si usa già. Un'altro espediente potrebbe essere quello di sottrarre importanza alle classi. Ad esempio utilizzando un'altra regola opzionale di Arcani Rivelati, quella delle classi generiche. Solo quattro classi: Combattente, Esperto, Incantatore (arcano o divino). Gli speciali delle varie classi, come ad esempio la musica bardica, l'attacco furtivo, l'ira barbarica, lo scacciare nonmorti eccetera... possono essere estrapolati dalle classi ed elencati come un tipo di talenti particolare in grado (a differenza dei normali talenti) di garantire capacità straordinarie, soprannaturali o magiche. Così, per prima cosa, ho comninciato a rivedere le razze disponibili nella mia ambientazione, Thesis...

giovedì, settembre 13, 2007

Gente da circo, i nostri deputati

I leghisti erano volati all'estero per esportare razzismo. Per fortuna, in Belgio, conoscono la differenza tra libertà di pensiero e orgoglio xenofobo. Così, durante la marcia anti-islam, Borghezio ed i suoi amici sono stati fermati dalle forze dell'ordine (che qualche randellata se la sono fatta sfuggire) assieme agli esponenti del partito "omologo" belga.
Oggi leggo che Calderoli ha rincarato la dose, dimostrando che all'ottusità razzista non c'è fine, e ha sparato in aria la bella idea del "maiale-day" durante il quale portare a spasso un porco per infettare i terreni che dovrebbero essere adibiti a moschee (o come dice lui, a possibili cellule di terrorismo islamico).
Questa gente, lo voglio ricordare, siede in parlamento. Non in un circo. In parlamento.

martedì, settembre 11, 2007

Marco Travaglio, il V-Day

Ma quale antipolitica

"A vedere i telegiornali di regime, cioè praticamente tutti, sabato a Bologna e nelle altre piazze non è successo niente (molto spazio invece al matrimonio di Baldini, l’amico di Fiorello). A leggere i giornali di regime (molti), il V-Day è stato il trionfo dell’«antipolitica», del «populismo», del «giustizialismo» e del «qualunquismo». In un Paese che ha smarrito la memoria e abolito la logica, questa inversione del vocabolario ci sta tutta: la vera politica diventa antipolitica, la partecipazione popolare diventa populismo, la sete di giustizia diventa giustizialismo, fare i nomi dei ladri anziché urlare «tutti ladri» è qualunquismo.

E infatti, che il V-Day fosse antipolitico, populista, giustizialista e qualunquista, lorsignori l’avevano stabilito prim’ancora di vederlo, di sapere che cos’era. A prescindere. Non sapevano e non sanno (non c’erano) che per tutta la giornata, in 200 piazze d’Italia e all’estero, migliaia di giovani dei Meet-up grilleschi hanno raccolto 300 mila firme (ne bastavano 50 mila) in calce a una proposta di legge di iniziativa popolare che chiede il divieto per i condannati di entrare in Parlamento, il tetto massimo di due legislature per i parlamentari e la restituzione ai cittadini del diritto di scegliersi i propri rappresentanti sulla scheda elettorale. Cioè hanno esercitato un diritto previsto dalla Costituzione, quello di portare all’attenzione delle Camere tre questioni «politiche» quant’altre mai. E l’hanno fatto con l’arma più antica e genuina di ogni democrazia: la manifestazione di piazza.

Quella piazza che, quando la occupano Berlusconi e Bossi e Casini e Mastella per chiedere cose incostituzionali, tutti invitano ad «ascoltare». E quando la occupano un milione di persone senza etichette né bandiere (tante erano mal contate, sabato, da Bologna a New York, se alle 20 i firmatari della petizione erano 300 mila, altrettanti erano ancora in fila a mezzanotte e molti di più avevano desistito per fare ritorno a casa) diventa un obbrobrio da ignorare e rifuggire.

Mentre, nel V-Day after, riparto da Bologna per tornare a casa, chiamo Beppe Grillo per commentare a mente fredda: lui mi racconta, ridendo come un pazzo, che gli ha telefonato il suo vecchio manager, «Cencio» Marangoni, per dirgli che a Villanova di Bagnacavallo c’è ancora la fila ai banchetti. E a Villanova di Bagnacavallo sono quattro gatti, perlopiù di una certa età, e chissà come han fatto a sapere che c’erano i banchetti visto che non l’ha detto nessuna tv e quasi nessun giornale. Ma se a Villanova di Bagnacavallo si firma ancora, forse questa non è antipolitica: questa è superpolitica.

È antipolitica difendere la dignità del Parlamento infangata dalla presenza di 24 pregiudicati e un’ottantina di indagati, imputati, condannati provvisori e prescritti? È antipolitica chiedere di restituire la sovranità al popolo con una legge elettorale qualsiasi, purchè a scegliere gli eletti siano gli elettori e non gli eletti medesimi? È antipolitica pretendere che la politica torni a essere un servizio che si presta per un limitato periodo di tempo (dieci anni al massimo), dopodichè si torna a lavorare o, se s’è mai fatta questa esperienza, si cerca un lavoro come tutti gli altri? È antipolitica chiedere rispetto per i magistrati e dire grazie a Clementina Forleo e ai giudici indipendenti come lei?

Chi era a Bologna in piazza Maggiore, o in collegamento nel resto d’Italia e all’estero, ha visto decine di migliaia di persone restare in piedi da mezzogiorno a mezzanotte. Ha sentito Grillo chiedere il superamento «di questi» partiti, i partiti delle tessere gonfiate, dei congressi fasulli, delle primarie dimezzate (vedi esclusione di Furio Colombo, Di Pietro e Pannella), della legge uguale per gli altri; smentire di volerne creare uno nuovo; e rammentare che gli «abusivi» da cacciare non sono ambulanti e lavavetri, ma politici e banchieri corrotti o collusi.

Un economista, Mauro Gallegati, spiegare i guasti del precariato in un mercato del lavoro senza mercato e senza lavoro. Un grande architetto come Majowiecki illustrare i crimini cementiferi che i suoi colleghi seminano per l’Italia e per l’Europa con la complicità di amministratori scriteriati, e le possibili alternative verso un modo «leggero» di pensare e costruire città e infrastrutture. Alessandro Bergonzoni spiegare la partecipazione democratica con una travolgente affabulazione («Chi è Stato? Io sono Stato»). Un esperto di energie alternative come Maurizio Pallante raccontare quel che si potrebbe fare nel settore ambientale ed energetico al posto di inceneritori, termovalorizzatori, centrali a carbone e treni ad alta velocità per le mozzarelle. I ragazzi di Locri lanciare l’ennesimo grido di dolore dalla Calabria della malavita e della malapolitica.

Il giudice Norberto Lenzi rischiare il procedimento disciplinare per avvertire che il berlusconismo è vivo e lotta insieme a noi, anche a sinistra. Sabina Guzzanti prendere per i fondelli la deriva fuffista e conformista dell’informazione. I genitori familiari di Federico Aldovrandi raccontare, in un silenzio misto a lacrime, la tragedia del figlio morto due anni fa durante un «controllo di polizia». Massimo Fini tenere una lezione sul tramonto della democrazia rappresentativa citando Kelsen, Mosca e Pareto. Il giornalista Ferruccio Sansa sintetizzare la sua inchiesta sul «tesoretto» da 100 miliardi di euro che lo Stato non ha mai riscosso dai concessionari, spesso malavitosi, dei videopoker e altri giochi, una mega-evasione fiscale scoperta dal pm Woodcock e dalla Guardia di Finanza, ma coperta da incredibili silenzi governativi.

Alla fine ho parlato anch’io: ho ricordato Lirio Abbate minacciato dalla mafia; ho cercato di spiegare che la tolleranza zero deve cominciare, come nella New York di Giuliani, dai mafiosi e dai corrotti, non dai lavavetri e dagli ambulanti; e ho difeso Cofferati, che avrà tanti difetti, ma non quello di partire dai poveracci, visto che prima ha preteso legalità dagli imprenditori sullo Statuto dei lavoratori. Ho fatto parecchi nomi e cognomi, come tutti gli altri sul palco di piazza Maggiore. Ora scopro che fare i nomi sarebbe «qualunquismo»: e parlare in generale per non dire niente, allora, che cos’è?

Ho trascorso l’intero pomeriggio sotto il palco e sul palco, e mai ho sentito parlare non dico «contro» Marco Biagi, ma «di» Marco Biagi. Il nome «Marco Biagi» non è mai strato citato per esteso. S’è parlato un paio di volte della legge 30 che abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava «rompicoglioni». E ne ha parlato Grillo per chiedere di riformarla, insieme alla legge Treu, aggiungendo che però «il vero problema non sono neppure le leggi: è che in Italia non c’è lavoro».

Lo dico perché un amico, l’ex giudice ora assessore Libero Mancuso, che nessuno ha visto alla manifestazione, ha parlato di presunte «offese a Biagi». Posso assicurare che se qualcuno, dal palco, avesse davvero mancato di rispetto a Marco Biagi, su quel palco nessuno di noi, nemmeno Grillo, sarebbe rimasto un minuto di più."

Marco Travaglio
da L'Unità

venerdì, agosto 17, 2007

lunedì, agosto 06, 2007

Chi ne trarrà l'inculata maggiore?

Da antologia lo spot TELECOM riveduto e corretto in modo da farci comprendere qual'è il vero intento di questa ciclopica associazione a delinquere. Lo trovate qui:

lunedì, luglio 30, 2007

Sussurri

Passando in libreria in uno di questi afosi pomeriggi d'estate, ho fatto incetta di libri da leggere. Oltre all'ultimo Daniele Luttazzi, ho acquistato il romanzo di Terry pratchett e Neil Gaiman che avevo puntato da qualche mese. Devo finire Oliwood Party di Travaglio e anche Oro Rapace di Yu Miri. Più qualche altro. Sono tutti lì sulla mia scrivania. Ogni tanto passo, ne afferro uno e leggo una ventina di pagine. Di questo passo non recupererò mai il distacco. La pila si solleverà sempre di più... sempre di più... finché non morirò schiacciato da tutto quello che non leggo.
Tralasciando incubi improbabili, in libreria ho trovato anche Sussurri della Lama del Vampiro, un'avventura a eventi per Dungeons & Dragons, ambientazione: Eberron. Si tratta di un'avventura per personaggi di 4° livello, pare che sia la seconda di una serie di tre ma a me sembra giocabilissima anche da sola. Il fatto è che: 1.I miei personaggi sono a livelli molto più alti, livelli che renderebbero l'intera avventura ingiocabile (ad esempio, ci sono inseguimenti... come far gioacre un inseguimento a personaggi che usano di già porta dimensionale e teletrasporto?); 2.Non sto giocando a Eberron.
Ma credo che la sfrutterò comunque. Sembra giocabile in al massimo quattro sessioni, se sufficientemente lunghe, e forse riesco a proporla come avventura di presentazione della nuova ambientazione, alla quale nessuno dei miei amici ha ancora giocato. Ancora di più la sfrutterò dal punto di vista del concept, perché questa avventura è scritta in modo insolito, che ricorda molto le avventure di Vampiri e del Mondo di Tenebra in generale, cioè è divisa in "scene" e anziché descrivere un dungeon da esplorare stanza per stanza, descrive la situazione iniziale e gli obiettivi da raggiungere, lasciando poi al DM e ai giocatori il compito di sviluppare la vicenda. Avevo già scoperto questo modo di scrivere avventure, ma questa avventura in particolare mi suggerisce come esso è codificato in D&D. Suppongo quindi di poterlo prendere come "esempio" per le scene delle mie avventure che vorrò sviluppare e scrivere in questo modo.
Lo so, sono dettagli da giocatore di ruolo (anzi da sviluppatore di giochi di ruolo), ma mi andava di appuntarli sul mio blog, tanto per non perderli di vista.

mercoledì, luglio 11, 2007

Le notizie del G8 che nessun telegionale dà

GENOVA - Massacrata a calci e manganellate nell'inferno della scuola Diaz. Arrestata illegalmente con prove false. Trascinata via per i capelli, il volto ridotto ad una maschera di sangue. Ma Anna Nicola Doherty, cittadina inglese di 27 anni, quella notte maledetta entrando nella caserma di Bolzaneto dichiarava di "non temere per la propria incolumità fisica". Di non voler parlare con i propri familiari, con un legale, tantomeno con l'ambasciata britannica. E come lei tutti gli altri no-global stranieri, 66 delle 93 vittime del blitz poliziesco durante il G8.

Secondo i verbali ufficiali del ministero della Giustizia - redatti nel centro di prima detenzione - i ragazzi non avevano paura e non volevano parlare con nessuno. Sei anni più tardi la Procura di Genova è riuscita a dimostrare la falsità di quei documenti, e stamani chiederà che venga ascoltato in aula il perito che ha smascherato la bugia delle forze dell'ordine. I rapporti erano stati compilati in anticipo.

Per evitare rogne e differire quanto più possibile i contatti tra le persone fermati nella scuola e l'esterno, circostanza che getta ombre ancora più cupe sulla sciagurata irruzione del 21 luglio 2001. Se oggi il presidente del tribunale non dovesse accettare l'inserimento della nuova indagine nel processo per i soprusi e le violenze di Bolzaneto - 47 imputati tra funzionari di polizia, ufficiali dei carabinieri e della polizia penitenziaria, guardie carcerarie e medici - , i pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati apriranno l'ennesimo fascicolo per falso nei confronti delle persone allora responsabili della caserma.
Ancora un falso, ancora uno scandalo per coloro che durante il vertice internazionale dovevano garantire l'ordine pubblico. La perizia calligrafica dimostra che nel centro di prima detenzione furono preparati due modelli precompilati. In entrambi era scritto in anticipo che il detenuto sosteneva di "non" appartenere ad alcun clan criminale, ma soprattutto che "non" temeva per la propria incolumità personale o fisica e che "non" voleva che del proprio stato di detenzione venisse data comunicazione al consolato o all'ambasciata del suo paese.

La cosiddetta "dichiarazione di primo ingresso" recava l'intestazione Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, e in calce il timbro del magistrato Alfonso Sabella, allora capo del servizio ispettivo del Dap (la sua posizione è stata archiviata nel gennaio scorso). All'arrivo a Bolzaneto, ciascun detenuto si vedeva intestare il relativo verbale. E via, chiuso in cella, costretto a restare per ore con le mani alzate. Insultato, minacciato, ancora picchiato. Accecato con i gas lacrimogeni gettati tra le sbarre. Spogliato, deriso, con gli agenti che mimavano atti sessuali. Senza distinzione tra detenuti maschi o femmine.

Ad uno di loro, un poliziotto divaricò le dita di una mano fino a strappare letteralmente la pelle.
Ma ufficialmente, secondo i verbali, i fermati non avevano paura e preferivano non parlare con l'esterno. Il falso, certificato dal perito Laura Parodi, è oggettivamente distinguibile anche ad occhio nudo. In 49 casi è stato usato un modello pre-compilato, in 17 un altro. In questi che i pm ricordano essere atti redatti da pubblici ufficiali, ci sono poi alcuni strafalcioni grotteschi. In calce a quello di Anne Nicola Doherty c'è scritto che "il dichiarante si rifiuta di firmare".

La dichiarazione di Achim Nathrath, di Monaco di Baviera, non porta neppure la firma.
Quella di stamani è l'ultima udienza dei processi genovesi per i fatti del G8, prima della pausa estiva. Sabato è in programma l'interrogatorio dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, indagato recentemente per aver istigato il questore Francesco Colucci a testimoniare il falso.

(Repubblica. it, 9 luglio 2007)

giovedì, luglio 05, 2007

Rivoluzione o crisi di nervi?

dal blog di Beppe Grillo:

- Il Csm, il consiglio superiore della magistratura, ha denunciato il Sismi per aver spiato le procure della Repubblica di Milano, Roma, Torino e Palermo, sorvegliando le iniziative di 47 magistrati italiani, con lo scopo di intimidirli e screditarli con azioni “anche traumatiche” e, inoltre, ha spiato 156 magistrati europei
- Tra i magistrati spiati alcuni erano impegnati in processi che vedevano coinvolti esponenti del centro destra
- Tra i magistrati spiati vi sono Bruti Liberati, Colombo, D’Ambrosio, Ingroia, Caselli, Bocassini, Davigo, Greco, Paciotti ...
- La denuncia è stata votata all’unanimità e nella sostanza avallata, dal presidente della Repubblica, nella sua veste di presidente del Csm
- Nella denuncia del Csm è riportato che il Sismi svolse un compito “estraneo alle sue attribuzioni e alle sue competenze” in quanto doveva “vigilare sull’integrità di uno Stato e non garantire la stabilità del governo contingente”
- Il Sismi, il servizio segreto militare italiano, dipende direttamente dal Ministro della Difesa al quale compete di stabilirne l'ordinamento, curarne l'attività sulla base delle direttive impartite dal Presidente del Consiglio
- Il Sismi ha esercitato questa attività illegale dal 2001 al 2006 durante il governo Berlusconi
- Titolare del Sismi era Nicolò Pollari, ministro della Difesa Antonio Martino e presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

delle due l’una:
- il Csm ha preso un colpo di sole
- Pollari, Martino e Berlusconi sono coinvolti nel più serio atto di eversione contro la democrazia in Italia.

martedì, luglio 03, 2007

Vaffanculo day, io ci sarò

Iscriviti al Vaffanculo Day ...e chi se lo perde.

lunedì, luglio 02, 2007

C'è di più di quel che vedi

Oggi ho visto Trasformers, un film che tenevo d'occhio da tempo. E da tempo non speravo in niente di più di un bel tripudio di effettacci speciali. Poi la regia è di quel fracassone di Michael Bay, e la cosa non mi faceva sperare in nulla di meglio.
Per fortuna qualche volta entrare al cinema con le aspettative più infelici è un bene. Il film è stato molto meglio di quello che speravo. Il che non significa che sia un capolavoro, né giustifica il voto assurdamente alto che ho trovato su imdb. E' semplicemente un bel filmaccio di effetti speciali. Ci si diverte e si trascorrono due ore iacevoli, sballottati da un'esplosione all'altra in mezzo a robottoni che si pestano. Il resto sono siparietti pseudo-comici che vogliono farci simpatizzare con la situazione del protagonista, il solito sfigato sedicenne medio-borghese alla ricerca di una ragazza. La bonazza di turno c'è, e naturalmente finisce per diventare la sua compagna di avventura. Però se non si è sedicenni sfigatelli medio-borghesi americani (ma soprattutto se non si è più sedicenni) le disavventure del protagonista lasciano piuttosto indifferenti e il primo tempo del film risulta molto banale. Poi inizia il secondo tempo, i robot iniziano a lanciarsi l'un l'altro contro i grattacieli ed è una festa per gli occhi.

sabato, maggio 26, 2007

mercoledì, maggio 23, 2007

Volantinare per informare

Visto che giornali e TG parlano di cazzate anziché riportare le vere notizie, l'ultima difesa dei cittadini è il passaparola. Sapete, neanche dieci giorni fa il senatore Dell'Utri è stato condannato per estorsione aggravata, assieme ad un suo compare boss della mafia trapanese. Questa condanna si aggiunge a quelle di frode, false fatture e concorso esterno in associazione mafiosa che il nostro parlamentare, uno dei leader di Forza Italia, ha già collezionato. Ma lui resta tranquillo a legiferare senza che l'Italia sappia nulla (e peggio, senza che l'Italia faccia nulla). Per aiutarci ad informare i cittadini, Piero Ricca ha creato un agevole volantino, da stampare e lasciare in blocco presso uffici postali, luoghi pubblici, bar e altri posti di ritrovo. Per far sapere quello che i TG non dicono. E chiediamoci perché.

venerdì, maggio 18, 2007

Buon proseguimento

Lunedì scorso ho ufficialmente chiuso Planarstalkers, la mia campagna di Empyrea che proseguiva da circa sei mesi. La campagna non era terminata ufficialmente, è stata interrotta. Dietro questa interruzione ci sono due motivi. Proverò ad elencarli.

1. Motivi di gioco. La campagna aveva una trama, un filo conduttore. I personaggi erano liberi di deviare da questo filo, condurre avventure secondarie, poi ritornare alla trama principale. Le cose però non stavano andando in questo modo. I giocatori erano tutti alle prime esperienze di D&D, inizialmente i loro personaggi passavano più tempo a discutere il da farsi che a fare qualcosa. Oltrettutto ogni giocatore giocava il suo personaggio e nessuno aveva uno spirito di gruppo. Ognuno di loro pensava ai suoi obiettivi, al modo di pensare del suo alter-ego, alle dinamiche personali che lo riguardavano. Giocavano da soli, ma tutti insieme. Bilancio iniziale: una carneficina. Qualsiasi minaccia era affrontata con disorganizzazione ed individualismo, quindi si moriva spesso ed ogni giocatore finiva per rifarsi il personaggio ogni due o tre sessioni. Col tempo la cosa è migliorata (giocando, certe dinamiche si comprendono e si migliora). Però il gruppo restava incostante, inconcludente, inaffidabile. Sempre alla ricerca di nove missioni, ne accettavano di continuo senza riuscire a portarne a termine nessuna. La loro fama di gruppo non cresceva, cresceva solo il loro livello. Inoltre, i personaggi avrebbero dovuto essere tutti avventurieri esperti (sesto livello), ma poiché i giocatori non lo erano, il risultato era incoerente. Ad esempio in una delle ultime sessioni nessuno ha minimamente pensato di occultare l'aasimar del gruppo in una città di necromanti malvagi. Errori che un avventuriero di 8° livello non fa.
Avrei dovuto cominciare da livelli più bassi (dal terzo magari) e proporre un'ambientazione più classica e meno spaziante, in modo da ridurre le possibilità di avventura e far concentrare le loro mosse in pochi luoghi e in poche missioni. Ma dopo sei mesi è tardi, e l'avventura era completamente degenerata: la trama principale era stata completamente persa di vista, le missioni secondarie disattese, il gruppo sull'orlo dell'estinzione a causa di una serie ripetuta di scelte forse coraggiose, forse avventate. Cosa fare? Sono sicuro che è nell'interesse del DM fare in modo che i suoi giocatori si divertano... ma avrei dovuto per l'ennesima volta escogitare qualcosa per tirarli fuori da una situazione disperata. Secondo coerenza, sarebbero tutti morti. Avevo già pensato ad inventarmi un "protettore" nell'ombra che impedisce che vengano massacrati ad ogni passo falso, però i passi falsi erano un po' troppi e questo protettore rischiava di essere dover essere troppo potente. Così ho deciso per discuterne con loro.

2. Motivi di tempo. Uno dei giocatori con cui gioco a D&D da tempo, Amaniele, ha recentemente sorpreso il gruppo esprimendo la volontà di arbitrare lui una campagna. Sarà ambientata in Forgotten Realms e io non voglio perdermi l'occasione di giocare, una volta tanto, come giocatore. Ho già creato il personaggio (un tiefling-mago di dome Terzal). Se la campagna di Amaniele avrà scadenze regolari, io dovrò trovare spazio per D&D più di due pomeriggi a settimana. Una cosa impossibile. Dovendo rinunciare ad una delle campagne in corso ho scelto di interrompere quella di Empyrea, perché cominciata da meno tempo e soprattutto prossima ad uno stallo narrativo. Forse è stata una interruzione prematura. In fondo non so se Amaniele vorrà farci giocare settimanalmente (o se potremo noi giocatori, ognuno con una sua vita, giocare regolarmente una volta a settimana). Se non sarà un impegno settimanale posso comunque riunire di nuovo un gruppo di giocatori e giocare quando non si gioca con lui. Di recente ho letto finalmente SHARN, il manuale di Eberron che descrive la città delle torri, e devo dire che è qualcosa di veramente nuovo nel panorama del gioco di ruolo fantasy, a metà tra guerre stellari e un'ambientazione classica di D&D. Mi piacerebbe poter arbitrare quella ambientazione. Ma per ora adotterò la politica della riduzione degli impegni (più in sintonia anche con la mia vita lavorativa, che sembra arrivata ad un punto di svolta).

Come ho già detto nel forum ufficiale di Planarstalkers, spero davvero che qualcuno di loro si assuma la responsabilità di arbitrare e che il gruppo non smetta di giocare di ruolo solo perché il DM se n'è andato. Una passione è sempre una passione, se una cosa ci piace andrebbe coltivata.
Buon proseguimento!

mercoledì, maggio 16, 2007

Effetto taxi

EFFETTO-TAXI

di LUIGI CASTALDI

Tempo fa – non molto tempo fa, ricorderete – i tassisti protestarono contro un decreto del governo che in qualche misura avrebbe liberalizzato il comparto, togliendo loro di fatto alcuni privilegi ed esclusive. Mai visti tanti taxi in strada come quella volta: per chi è solito lamentarsi di non riuscire mai a trovarne uno quando ne ha bisogno, fu un vero schiaffo morale. Al Family Day sembrerebbe non essere accaduto altrimenti: in Piazza San Giovanni c’erano un sacco di quelle famiglie che, quando un istituto demoscopico le cerca, non le trova.
Per esempio, la media nazionale è di 1,3 figli a coppia, ma in Piazza San Giovanni – stando alle interviste mandate in onda da tutte le tv – la media era di 3 (il minimo, secondo il cardinal Trujillo, per poter dire cristiana una famiglia), con punte di 6 e 7 figli a coppia, e il Tg2 ha vinto la caccia alla mamma più prolifica beccandone una che ne ha sgravati 11, famiglia cristianissima. Una volta, famiglie così erano la regola, ed erano il midollo della nazione, sicché al decimo figlio il Duce ti chiamava a Roma e ti premiava di persona. Ora, invece, la nazione è smidollata, anche se gli istituti demografici usano altri termini: calo dei matrimoni, in special modo di quelli religiosi; sensibile incremento delle separazioni e dei divorzi; aumento progressivo delle coppie di fatto e dei figli nati fuori dal matrimonio; bassa natalità. Insomma, le cosiddette famiglie tradizionali sembravano essere tutte in Piazza San Giovanni, il 12 maggio, a tutelare privilegi ed esclusive: effetto-taxi, sembravano il Paese.
Un milione e mezzo di persone, ha detto il sindacalista che ha organizzato la manifestazione, parola di sindacalista; duecentocinquantamila, ha detto la Questura, parola di Questura. In ogni caso, s’è trattato di uno sforzo immane e di una spesa enorme – per dire solo una, 3.000 pullman che hanno imbarcato a gratis, perché a un padre di famiglia numerosa non si poteva mica chiedere di pagare di tasca sua la gita a Roma – pagava la parrocchia. E infatti in Piazza San Giovanni c’è stato effetto-taxi pure per i preti: tanti, tantissimi, mentre da decenni se ne lamenta una gran penuria. D’altronde, era necessario: la transumanza del gregge cattolico implica da sempre un gran daffare per i pastori.

Qui, sperando che il lettore non accusi vertigine, cambierei registro. La Chiesa cattolica italiana ha voluto mostrare i muscoli alla politica italiana, ce ne fosse stato ancora bisogno: una “protesta di popolo”, una Vandea de noantri, contro un decreto legge – quello sui Dico – che comunque mai avrebbe avuto speranza di passare al Senato. Concentrandolo e amplificandolo grazie al mezzo mediatico – l’effetto-taxi che ci mostra ogni domenica il pienone in Piazza San Pietro mentre le chiese continuano ad esser vuote da decenni – è stato esibito un modello di famiglia che si vorrebbe far intendere sia d’una maggioranza silenziosa, che invece è sempre più di una minoranza, e sempre più rumorosa. Rumorosa fino al punto da esibire, tra i propri campioni, qualcuno col cartello “Dio, Patria e Famiglia”, il poco che il fascismo seppe spremere dal Concordato. Cinica quanto basta per usare i propri figli, “adoperarli – come ha ben scritto Vittorio Zucconi su la Repubblicacome teneri randelli da pestare in testa a coloro che non ne hanno, che non ne vogliono, che non ne hanno potuti avere, che li hanno perduti o che li hanno avuti in maniera «non naturale»”.
E la politica italiana? Intimorito dai muscoli, il centro-destra (fatta eccezione per Biondi, Della Vedova e Cicchitto); intimorito, ma mantenendo un minimo di aplomb, il centro-sinistra (fatta eccezione per Udeur e parte post-democristiana del Pd, intimorite quanto il centro-destra). Questa è la politica italiana dopo il Family Day, e non c’era bisogno di una conferma.