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venerdì, febbraio 24, 2012

L'alternativa all'ultima ipercazzata treddì

Ultimamente ho scoperto l'utilità dell'iPad come strumento di riproduzione video addizionale. Cioè in pratica lo  piazzo vicino al mio Mac e mentre disegno mi sparo a raffica milleduecento puntate di seguito delle più svariate serie televisive. Così le mie mattinate di disegno sono meno produttive, ma anche molto meno monotone.

Siccome grazie all'espediente sopra citato ho scoperto alcune serie davvero interessanti, mi permetto di consigliarne qualcuna a coloro che passano di qui, nel caso in cui non le avessero ancora scoperte e volessero semplicemente ammazzare il tempo durante qualche lungo viaggio in treno.

Innanzitutto qualche mese fa mi sono sparato le dodici puntate della prima serie di Games of Thrones, tanto osannata (e pluripremiata), che non avevo ancora visto. Bella davvero, completamente incentrata sugli intrighi politici del mondo fantasy creato da George R. Martin. Ad aprile esce la seconda stagione, la attendo con ansia. La HBO (la stessa che produce True Blood) mi ha anche deliziato con Boardwalk Empire, una serie ambientata negli anni '20 e incentrata sui traffici illegali e sui legami con la politica del personaggio interpretato da Steve Bushemi. Una serie non certo leggera, ma sicuramente un piccolo capolavoro, e l'episodio pilota è diretto da Martin Scorsese.

Ma le più grosse sorprese mi sono giunte da parte della BBC che ha prodotto e realizzato Sherlock, una mini-serie in tre puntate sul personaggio di Conan-Doyle, aggiornato ai tempi moderni. Scritti e diretti in modo impeccabile, i tre episodi (che comunque durano ognuno un'ora e mezza), sono davvero geniali e meritano la visione. Dovrebbe essere uscita anche una seconda stagione ma non l'ho ancora vista. Mi sto vedendo anche tutte le puntate arretrate di Doctor Who (tranquilli, solo le nuove stagioni, non ho intenzione di spararmi 700 episodi!!!) e finora l'ho trovato delirante e divertentissimo. Voglio dire: un asteroide in bilico su un buco nero con Satana sepolto dentro? La regina Vittoria è un licantropo? Nell'anno cinque-miliardi-e-cinquantatré l'unica umana è ridotta a una tela di pelle? L'ho trovato geniale. Vi consiglio anche Misfits (la prima e la seconda stagione le ho viste tempo fa e rimasi deliziato, e adesso c'è la terza stagione da vedere), ovvero cosa succederebbe se dei ragazzi da riformatorio ottenessero dei super-poteri durante il loro periodo ai servizi sociali. Come le altre serie britanniche, anche questa è scritta con intelligenza (e si avvale anche di una colonna sonora pregevole).

Sono rimasto molto deluso invece da quasi tutte le super-produzioni americante annunciate con mega-campagne pubblicitarie dalle emittenti satellitari. The Walking Dead si lascia vedere, ma non ha nulla di speciale e certi episodi sono addirittura banali (sono sicuro che il fumetto è molto meglio). Terra Nova è stucchevole, buonista e avvincente quanto leggere un libro di Winnie The Pooh. C'era anche un'altra serie su un'invasione aliena, prodotta sempre da Spielberg... non sono riuscito nemmeno ad arrivare alla fine (e dire che erano sei puntate). Adesso ho fra le mani American Horror Story ed è la prossima che vedrò, promette bene ma comincio a diffidare delle produzioni americane.

Questo è quanto! Cercate di trovare una seconda vita per vedere quelle che vi ho consigliato, valgono sicuramente di più di un pomeriggio al cinema a guardare l'ultima ipercazzata in 3D!

giovedì, giugno 09, 2011

Il punto su Annozero

Un articolo su il Fatto Quotidiano mi porta a conoscenza del fatto che l'attuale direttore di Libero, Maurizio Belpietro, gioisce perché stasera sarà trasmessa l'ultima puntata di Annozero, dopodiché Michele Santoro se ne andrà dalla RAI (dove è rimasto mal sopportato e vessato per tutti questi anni solo grazie a una vertenza giudiziaria).
Belpietro dice che è giusto che Santoro se ne vada, perché è fazioso e quindi non è giusto pagarlo con i soldi di tutti, cioè con i soldi della televisione pubblica, che attraverso canone e tasse noi tutti partecipiamo a sostenere. Il Fatto Quotidiano risponde a Belpietro facendogli notare che Annozero fa guadagnare alla RAI, al netto delle spese, circa 6 milioni di euro a puntata. Al contrario il giornale di cui Belpietro è direttore, Libero, da sempre incassa finanziamenti pubblici.

Ma secondo me, la risposta del Fatto manca il punto della questione. Il punto reale della questione, è che una televisione pubblica, così come qualsiasi cosa pubblica, non deve essere neutrale, deve essere pluralista, generalista. Significa che non deve essere caratterizzata da una assenza di opinioni, bensì da una ricchezza di opinioni. Lo spettatore che si indigna ascoltando Santoro, deve avere la possibilità di cambiare canale e di trovare Ferrara sull'altra rete. Lo spettatore che schifa Porta a Porta, deve poter aspettare martedì per vedere Ballarò. Lo spettatore che detesta lo schifo di TG che è diventato il TG1 di Minzolini, deve potersi rilassare ascoltando notizie vere la domenica sera con Report. Questa è l'essenza del servizio pubblico: accontentare tutti, così tutti possono dirsi soddisfatti di pagare il canone.
La dipartita di Michele Santoro dalla RAI impoverisce il palinsesto, depaupera l'offerta informativa, svilisce il concetto di poter "ascoltare tutte le campane" che è alla base della democrazia.

Santoro ce lo vedremo comunque su LA7 ma non sarà la stessa cosa, perché LA7 non è una rete pubblica, non è vincolata ai doveri ai quali deve rispondere una televisione pubblica. Non ci si può incazzare se una tv privata non è pluralista, perché appartiene a qualcuno, mentre la televisione pubblica appunto appartiene a tutti. Grazie comunque a Belpietro e al Fatto Quotidiano per avermi dato lo spunto per esprimere le mie opinioni.

sabato, aprile 09, 2011

Thanks anyway, Browncoats...

Ricevo e pubblico. Devo ammettere che le speranze che la cosa andasse in porto erano davvero poche. La 20th Centuty Fox è un caimano con il quale certe battaglie si possono solo perdere: anche se hanno troncato Firefly perché la serie era costosa e poco seguita, probabilmente sperano ancora di lucrare sul merchandising (libri, fumetti, giochi di ruolo, dvd, blu-ray e gadgets), materiale che continuerà ad essere prodotto e apprezzato da coloro che quella serie l'hanno scoperta e che si sono accorti subito che si trattava di un piccolo gioiellino. Alla domanda: sareste disposti a cedere i diritti della serie a una associazione che possa finanziare un eventuale seguito? hanno risposto come ci si aspettava: NO.

Ecco il comunicato rilasciato dai Browncoats. Grazie lo stesso, ragazzi. :)

People still wonder, “Can we start the ball rolling and buy/fund Firefly?”
Unfortunately, the short answer is: No. The critical first hurdle has always been this: Will Twentieth Century Fox negotiate with a fan-funded organization over Firefly continuation rights? We’ve been told, sadly, that’s not possible at this time. As such, we can’t even raise funds with the hope of rights acquisition. We do sincerely hope that Fox and Mr. Whedon will eventually get Serenity back in the sky, whether on television, the silver screen, or elsewhere. But, for now, this is not the way.

Potete leggere l'intero articolo qui.

domenica, marzo 27, 2011

"Io sono di Sinistra"



Credo che si possa tranquillamente lasciar parlare Ascanio Celestini, e limitare a fare sì con la testa, tra mestizia e desolazione. Per chi non lo conoscesse, qui c'è anche il suo sito internet.

sabato, febbraio 26, 2011

Help Nathan to buy Firefly

Qualche giorno fa, Nathan Fillion è stato intervistato da Entertainment Weeky. Sono affetto da una particolare adorazione nei confronti di Nathan Fillion, credo che sia la sua faccia da bastardo, o la sua strana attitudine allo scherzo, il modo in cui si atteggia a brillante e spaccone. Non so. E' anche probabile che nella vita non si esattamente come appare nei telefilm, ma il fatto che nelle due serie che gli hanno dato più successo (Firefly e Castle) egli interpreti più o meno lo stesso tipo di personaggio, mi fa pensare che abbia a che fare con il suo modo di essere naturale. Anche perché, nelle interviste non sembra tanto diverso.

Comunque, sproloqui a parte su Nathan Fillion, egli durante questa intervista ha detto "Se vincessi alla lotteria e avessi tipo 300.000 dollari, comprerei io la serie Firefly per produrre la nuova stagione da mandare gratis online." O qualcosa del genere.

Per chi non conoscesse Firefly, si tratta di una serie di fantascienza andata in onda qualche anno fa, creata da Joss Whedon (quello di Buffy, ma credetemi, ha poco a che fare con lei). La serie ha vinto numerosi premi e nell'atmosfera era la commistione perfetta tra western e film di fantascienza... il protagonista (interpretato da Nathan Fillion) era il capitano Malcolm Reynolds, una sorta di Han Solo, contrabbandiere fuorilegge che tentava di sbarcare il lunario accettando missioni al margine della legalità, cercando nel contempo di sfuggire al potere centrale della galassia. I pianeti di "frontiera" luoghi di colonizzazione lontani dal centro burocratico e vivo dell'unione governativa, nella serie sono abbandonati a loro stessi e la Serenity (l'astronave di Malcolm) assieme al suo variopinto equipaggio (tra cui un prete e un'accompagnatrice di cui lui è innamorato) vivono una serie di avventure che hanno più il sapore di un romanzo di avventura che di uno di fantascienza. La serie fu premiata anche per gli effetti speciali, davvero pregevoli, e forse proprio per il costo la Fox decise che non ne valeva la pena: si potevano fare gli stessi soldi spendendo molto meno. Chiusero la serie alla prima stagione, dopo 15 episodi. Dopo un paio di anni Joss Wedon diresse un film, Serenity, nel quale chiudeva molte delle questioni lasciate in sospeso dalla serie. Anche il film fu molto apprezzato e ricevette numerosi riconoscimenti, ma ovviamente chi lo apprezzò di più furono i milioni di fan rimasti orfani di Firefly. Cercate di recuperare la serie e di vederla, ne vale davvero la pena (in Italia è stata trasmessa da canal Jimmy più o meno stuprandola, cioè tagliandola in 4:3 e con un doppiaggio che eliminava molte delle scelte di registro del parlato inglese).

Tornano alla dichiarazione di Nathan, è chiaro che abbia scatenato una rivoluzione. Fatti due conti, acquistare i diritti della serie non costerebbe certo 300.000 dollari (si stima 30-40.000 dollari), quindi perché non aiutare il capitano Malcolm Reynolds a portare a termine l'intenzione? Detto fatto. Su internet è nata una campagna di raccolta fondi: "Help Nathan buy Firefly", poi una pagina ufficiale di Facebook e su Twitter, e il fanclub ufficiale di Firefly (i "Brown Coats" in onore dei cappotti marroni che i ribelli indossavano durante la battaglia di Serenity valley, nel telefilm) si è fatto carico di organizzare il tutto. Nel sito si legge che prima di accettare soldi, si muoveranno affinché sia realmente possibile fare una cosa del genere (non è detto ad esempio che la Fox abbia intenzione di venderli, o che Joss Whedon abbia intenzione di dare un seguito alla serie... o che Nathan Fillion non stesse scherzando!). Comunque, qualsiasi donazione, casomai il progetto dovesse partire e poi non andare in porto, sarà rigirata a un paio di enti benefici fondati da Joss Whedon e da Nathan Fillion.

Insomma è passata solo una settimana! ...ma già si inizia a sperare.

venerdì, febbraio 18, 2011

Il fenomeno dei "fenomeni"

Roberto Benigni è andato al Festival di Sanremo a fare una comparsata di 15 minuti, e per 15 minuti ha chiesto 250.000 euro, roba che mia madre per guadagnarli deve lavorare 8 anni. Questa cosa ha fatto indignare qualche persona, come è facile immaginare, e anche a me fa incazzare un pochino... si tratta di tanti soldi, per 15 minuti, e nonostante la simpatia che provo per Benigni, di questi tempi si fa fatica a immaginare che i minuti di una persona possano valere 16.000 euro l'uno.

Però... è anche vero che in quei 15 minuti lo share ha toccato il 50% il che vuol dire che una persona su due stava guardando Benigni, e che probabilmente la pubblicità subito prima e subito dopo l'intervento di Benigni l'avranno venduta a prezzi comparabili al PIL di uno stato africano. Insomma 'sti 250.000 euro se li è meritati, se stiamo a guardare le leggi del mercato. Poi consideriamo che a parte un paio di minuti di battutelle iniziali, fondamentalmente ha spiegato a tutti gli italiani l'inno di Mameli!
E' chiaro che non è facile trovare un altro che ti fa il 50% di share spiegando l'inno di Mameli. E quello che dobbiamo chiederci non è "come mai lui ci riesce" ma piuttosto "come mai non ci riesce nessun altro". Perché Benigni non è l'unico showman di talento che abbiamo in Italia. Ma in un panorama televisivo dove il direttore generale della RAI telefona all'Isola dei Famosi per congratularsi per la trasmissione e dove vanno in onda porcate tipo le trasmissioni di Maria de Filippi e il gioco dei pacchi... direi che Benigni 250.000 euro si può permettere di chiederli.

Il punto è che se in televisione le cose che dice Benigni si potesse permettere di dirle chiunque, saremmo in uno stato libero e civile... e soprattutto se in televisione ci fossero più persone come Benigni, allora Benigni non sarebbe più un "fenomeno" e forse si eviterebbe di pagarlo quanto otto anni di stipendio di mia madre per 15 minuti di intervento. Non discuto che Benigni sia bravo, è bravissimo, e proprio perché ormai è considerato un "mostro sacro" può permettersi di fare battute che chiunque altro le facesse rischierebbe la testa, ma è proprio questo il punto. Benigni fa ironia su cose terribili. Quando dice "Silvietto scusa faccio solo una battuta e poi basta" e ride e scherza, sta ironizzando sulla catastrofe che piaga la televisione e più in generale la cultura italiana.
Perché fa così tanto odiens? Perché alla gente piace che lui prenda per il culo i potenti, piace che renda la cultura una cosa alla portata di tutti e soprattutto alla gente piace chi sa fare la televisione. E' come dice Luttazzi, la gente ne ha bisogno. Se in televisione ci fosse gente come Benigni tutto il tempo, invece che leccaculo assunti per parentela e pompini, invece che tette e culi che vanno in onda per questioni di affarismo politico, allora Benigni sarebbe pagato normalmente perché sarebbe semplicemente un altro di quelli che stanno in televisione perché sanno fare televisione e non sarebbe considerato una specie di "fenomeno".

La domanda quindi è... perché la televisione italiana è piena di stronzi che non sono capaci a fare un cazzo anziché di programmi condotti da agente brava e intelligente come Benigni? Adesso sarò chiaro ai limiti della denuncia: ma Giletti, che talento ha? e quell'altro simpaticone lampadato di Carlo Conti? ...e c'è tanta altra gente di cui non conosco manco i nomi perché di televisione ne sorbisco poca ché mi fa venire il voltastomaco... Ma gli zombi redivivi tipo Frizzi? E le conduttrici ignoranti che stanno lì solo perché sono gran gnocche? E le figure grottesche come Malgioglio?

Che stanno facendo adesso i veri artisti, cantanti e pensatori veri, uomini di cultura e di spettacolo, gente capace di fare la televisione? Ne cito alcuni tipo Dario Fo, Beppe Grillo, Daniele Luttazzi, Gigi Proietti, Lella Costa, Corrado Guzzanti... gente che il televisore lo farebbe ESPLODERE. Dove sono? Dategli un programma in prima serata! E ce ne sono altri che ogni tanto appaiono, facendosi pagare centinaia di migliaia di euro perché in mezzo alla desolazione televisiva spiccano come fuoco nella notte, come Celentano o Fiorello...
Non farebbero il 50% di share ogni sera? E allora perché non stanno lì e invece in televisione c'è Simona Ventura con le tette rifatte a presentare l'Isola dei Cazzoni?
Luttazzi con Decameron su LA7 a mezzanotte faceva il 6% quando una qualsiasi trasmissione in prima serata sulla stessa rete fa di solito il 3-4%. E non ci stanno persone di talento che possono condurre programmi in maniera migliore, più elevata, più brillante e meno gretta di non so... Panariello? Nessuno si accorge che quando Fiorello fa una trasmissione ti sfonda i dati di ascolto? E Fiorello chi è? E' solo uno che sa fare televisione (e ti pare poco). Ma forse se fai andare gente di qualità a fare tv si accorgono che tutto il resto è una merda.

E Fiorello non fa ascolti per quello che dice, perché effettivamente non dice granché. E' solo bravo, quel tipo di bravura che merita di andare in televisione. Quello che c'è in televisione adesso invece, merita di non andarci!
Perché allora stanno lì? ... perché non ci credo che c'è stata una selezione, un casting, e alla fine ha vinto Giletti!!! ...o Carlo Conti!!! ...o Barbara D'Urso!!! Ma che talento hanno? Chi sono ste persone di fronte a Lella Costa, Ascanio Celestini o Sabina Guzzanti per dire? Sono insignificanti.
Poi grazie che arriva Benigni e BOOOM esplode lo schermo... la gente è abituata alle "sagaci battute" di Paolo e Luca...

Concludo che Enzo Biagi è morto senza lo spazio che meritava in TV perché al tempo non gli rinnovarono il contratto della tramissioncina che conduceva, il Fatto, cinque minuti al giorno, alle otto e mezza dopo il telegionale. E ci hanno messo le comiche di Max e Tux al suo posto.

giovedì, ottobre 01, 2009

Omologhi

La Gelmini ha dato dell'imbecille a Piergiorgio Odifreddi, praticamente come se Platinette desse della cicciona a Victoria Beckham. Risposta di Odifreddi su Il Fatto: "Non collaboro con gli omologhi dei cavalli senatori di Caligola".

Ho notato inoltre che il governo continua allegramente a sostenere che programmi come Annozero portano voti alla destra. Lo dicono sghignazzando, come farebbe la Banda Bassotti, perché secondo loro è una cosa buffa. Non si rendono conto che così ammettono di avere un'idea di giornalismo come di qualcosa che serve a portare voti da qualche parte. Sarebbe il caso di far notare a lorsignori che il giornalismo (quello vero, non quello fatto dai zerbini all'italiana) ha il dovere di riportare i fatti, e secondariamente di esprimere opinioni sui fatti riportati. Se un fatto, quando viene riportato, sposta voti a destra o a sinistra, non è una questione che deve interessare al giornalista: lui deve riportare il fatto indipendentemente, perché il suo ruolo è informare.

Poi cè la questione dell'opinione. Gasparri (che ieri a Ballarò ha dato ampio esempio della sua pochezza mentale, e per questo è ministro) ha fatto scuola facendo passare il concetto che "pluralismo" significa "assenza di opinione", per cui una televisione pluralista, come dovrebbe essere la televisione pubblica, cioè la televisione di tutti, è secondo Gasparri una televisione che non si schiera, che non prende posizione, neutra e neutrale, assente, vuota. Come il suo cervello. Mentre è ovvio che una televisione pubblica, proprio perché è di tutti, dovrebbe esprimere le posizioni di tutti, e quindi possedere un palinsesto che preveda opinionisti di ogni tipo. Allo spettatore (e al suo telecomando) sta l'arduo dovere di cambiare sul canale sul programma che più lo aggrada. Ma no, per il governo televisione pluralista significa "merda a reti unificate".
Riesco quasi a sentire il rumore dei neuroni degli italiani che si spengono.

martedì, giugno 16, 2009

Abbonato a Celestini

Ieri sera, all'auditorium di Roma, ho assistito al primo dei quattro spettacoli dell'antologia di Ascanio Celestini. Stasera il secondo, domani il terzo, dopodomani il quarto e ultimo. Inutile descrivervi gli spettacoli, chi non conosce Celestini non può che cercarlo su Youtube e guardarsi qualche sua piccola apparizione (tipo quelle fatte a Parla con Me). Descriverlo non rende. Il concentrato di bravura, impegno politico, sincerità e dolcezza che riesce a frullare in ogni suo spettacolo è irripetibile. Buona visione.

giovedì, aprile 09, 2009

Studio Aperto, Giuliani e il Terremoto



Non commento il video qui sopra, si commenta da solo. Ma voglio aggungere qualcosa.
In queste ore il conto delle vittime del terremoto in Abruzzo si sta avvicinando ad una cifra reale e stabile: più di 270 morti. Centinaia sono i feriti, anche gravi (ogni volta che si parla di "feriti" uno si immagina un tizio con una escoriazione sulla testa che parla al cronista di turno... ma se non sei morto, sei ferito, e bisognerebbe dare a questa parola un valore assai più drammatico). Migliaia le persone che non hanno più una casa, e molte di loro hanno perso molto di più.
Di fronte a questi momenti, è inutile schifarsi del circo politico che gira in televisione, una specie di gara a chi è più prodigo nelle promesse. Ci sono centinaia di volontari che stanno aiutando le vittime del terremoto a riprendersi da quanto è accaduto, ma non appena la notizia scivolerà via dai telegiornali, ci sarà davvero bisogno di una mano. Spero che in molti, quest'estate, si ricordino degli abitanti di L'Aquila, perché sarà allora che ci sarà bisogno di sentirli vicini, anche solo dal punto di vista umano. Fra tre mesi le loro case non saranno risorte, ma l'enfasi della catastrofe avrà abbandonato gli schermi e anche i discorsi dei politici, visto che la campagna elettorale "scade" a Maggio. Facciamoci vivi.

lunedì, maggio 12, 2008

Bye bye Travaglio

Questo è il fatto.

Ci sarà il solito giro di vite. Cambio ai vertici, controlli più stretti, giornalisti che sono costretti a non dire e a non fare per poter continuare a dire e a fare qualcosa. Nessuno che dice che il "pluralismo" che tanto sta caro a chi straparla al governo non è l'assenza di opinioni, bensì la presenza di più opinioni diverse. Travaglio ha il diritto di andare in TV e dire quello che vuole (come garantisce la nostra Costituzione e grazie al fatto che la TV in cui stava è pubblica), lo scandalo sarebbe se non ci fossero opinioni contrastanti altrove. Cioè Schifani potrebbe incazzarsi e dire: perché non ospitate anche (che ne so) Feltri, qualche volta? Quello è pluralismo. Una puntata Feltri e una Travaglio. Ancora meglio: una trasmissione dove viene invitato Feltri e una dove viene invitato Travaglio. E la possibilità di scegliere con il telecomando (questo misterioso). E' così che si garantisce il pluralismo e si fa giustizia nei confronti di tutti i telespettatori: con la presenza di TUTTE le opinioni, non con l'assenza di qualsiasi opinione. Il servizio pubblico lo paga chi adora Travaglio e anche chi adora Schifani, e un buon servizio pubblico deve mandare in onda ENTRAMBI, perché se manda in onda uno solo dei due (o peggio ancora, nessuno) non è un servizio pubblico, è una televisione con la quale mi pulisco il c..o. Che è quella che vogliono i nostri politici. Atarassia. Complimenti.

venerdì, febbraio 08, 2008

Le piccole notizie

Oggi ho contribuito alla diffusione di giornali in maniera bipartisan, comprando sia il Corriere della Sera che Il Manifesto. Tanto per mettere subito le cose in chiaro: la differenza tra i due non è che uno è di destra e l'altro di sinistra, 'ste cazzate le dice Berlusconi. La differenza è che il Corriere della Sera non è un giornale libero e indipendente, il Manifesto sì.

La cosa bella del Corriere della Sera è scoprire di pagina in pagina quali notizie hanno una spazio mastodontico e quali vengono date in un box largo un dito a pagina venti. Ad esempio: uno apre il giornale alle pagine diciotto-diciannove. Pagina diciotto è completamente dedicata alla straordinaria notizia che gli italiani campano sempre di più, con tanto di grafici sull'età media e mappa delle regioni con longevità media più alta. In basso a destra di pagina diciannove, in due box della grandezza di una carta di credito che spuntano ai lati di una enorme pezza pubblicitaria, si leggono queste due notiziette: "La Rai querela Libero: calunnie su di noi" e "Raccomandati in tv: Berlusconi denunciato".

La prima delle due notizie è il proseguo di un fatto devastante, e cioè si è scoperto che in Rai giravano elenchi di dipendenti evidenziati con pennarello rosso o azzurro per far capire il loro orientamento politico. Cioè insomma i dipendenti Rai erano stati "schedati". Terrificante. E Libero, che è un giornale del cazzo ma è in effetti un altro giornale libero, ha pubblicato le foto della lista. La Rai invece di domandarsi che succede, denuncia Libero per calunnia. La prassi logica vorrebbe che tu, Rai, per prima cosa dovresti dimostrare che l'articolo è falso (se è falso), e cioè che la lista non esiste e se l'è inventata Feltri per tirare su le vendite. Perché ai cittadini non gliene frega niente che la Rai querela Libero, a loro interessa se la Rai è davvero il posto di merda dove si schedano i dipendenti in base all'orientamento politico che hanno.

La seconda invece rappresenta appieno il grado di servilismo schifoso in cui è precipitata la stampa italiana. Mentre in prima pagina si parla degli sms che Sarkozy e la ex-moglie si mandano per questioni del tutto personali, il Corriere della Sera mette in basso a destra a pagina 19 la notizia che Berlusconi (ex premier e attuale candidato leader della Casa delle Libertà) è stato denunciato da 60 lavoratori della Rai, perlopiù donne, chiedendo un risarcimento di 50.000 euro a testa. La richiesta di risarcimento è dovuta al fatto che Berlusconi, quando il 20 dicembre scorso parlò a proposito del fatto che era stato appena iscritto nell'elenco degli indagati per aver raccomandato persone in Rai, disse: "Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci oppure sei di sinistra" e aggiunse "Tutti in Rai sono dei raccomandati a cominciare dal direttore generale".
Mi ricorda un po' quando Craxi, durante mani pulite, andò in parlamento e si giustificò dicendo che era vero, lui rubava, ma rubavano tutti. Stessa scuola. Siccome in Rai si fa carriera solo mostrandosi servili, non pestando piedi a nessuno, confezionando le trasmissioni addosso alla gente e appellandosi al fatto che siano riconoscenti, allora il Cavaliere si sente giustificato: così fan tutti, che c'è di male se lo faccio anche io? La risposta è semplice, testa di cazzo: è reato.
Qualche dipendente Rai si è sentito giustamente offeso a sentir dire che lavora perché si prostituisce o è di sinistra, soprattutto se è un dipendente donna ed è di destra. E altrettanto giustamente hanno denunciato il premier. Questa notizia, lo ripeto, viene data a pagina 19 in basso, in un box di dieci centimetri per cinque.

lunedì, gennaio 28, 2008

Suggerimento per Ilaria e Jes

In risposta a una mail di Ilaria che sembrava piuttosto allarmata dai recenti avvenimenti di cronaca politica, e che riflettendone con Jes ne erano usciti entrambi sfiduciati.

Cara Ilaria (e sapendo che ci legge anche lui, Caro Jes),

Mi permetto di suggerirvi una strategia.

E' ormai palese a tutti* che Berlusconi non si è inventato niente. Il suo programma è semplicemente la copia del piano di rinascita democratica della P2 di Gelli. Al tempo le cose si facevano nell'ombra, una strategia che le lobby clericali ancora continuano ad adottare perché i sepolcri imbiancati fanno chic se vengono esposti nei salotti, checché ne dica Gesù Cristo. Berlusconi ad un certo punto ha dovuto rischiare, anche perché la mafia pretendeva risultati e cominciavano ad accumularsi un po' troppi processi a suo carico. Quindi che ha fatto? Ha fondato un bel partito con un nome del cazzo, con l'intento di attuare il piano di Gelli davanti agli occhi degli italiani senza che nemmeno se ne rendessero conto.
Ha capito che poteva farlo, perché tanto possedeva 3 televisioni che trasmettono su scala nazionale (grazie a Craxi, e se una era abusiva si trattava di un problema che avrebbe risolto a breve), nonché un giornale tutto suo (intestato al fratello) con tanto di periodici, una casa editrice potentissima e rubata (la Mondadori), una squadra di calcio, telepiù (intestata a prestanomi) e se non possedeva anche una radio era solo colpa di una legge malandrina che avrebbe poi pensato a cambiare (e infatti l'ha fatto, e ora possiede anche quella). Poi una persona che è proprietaria, direttamente o indirettamente, di mezza Italia, può contare su tanti amici: dipendenti che vogliono fare carriera, debitori che vogliono salvarsi l'anima, mafiosi che da quando non c'era più la DC non sapevano più chi votare, politici che dopo Mani Pulite non sapevano più cosa fare e stavano quasi pensando di andare a lavorare, i diecimila avvocati che seguivano le decine di suoi casi giudiziari... e di amici ne avrebbe avuti ancora di più una volta poggiato il culo sulla poltroncina del parlamento.
Certo, una legge dice che non può presentarsi alle elezioni. Ma tanto, chi le rispetta le leggi? E soprattutto, chi le fa rispettare? Così anche se la legge (legge numero 361 del 30 Marzo 1957, articolo 10) dice che non puoi essere eletto se sei proprietario di una società che macina miliardi su concessione statale (per esempio Mediaset), in Italia basta dire: "fate finta di niente, la questione la risolvo dopo" ed è come se la legge l'avessi rispettata.

Insomma come è potuto succedere tutto questo? Cioè come è potuto succedere che un tizio ex-pidduista che era sotto processo per appropriazioni indebite, corruzioni, frodi fiscale, falsi in bilancio e tutto il resto, con sospetti collegamenti con la mafia, un tizio che tra le altre cose ha la stessa statura politica di Massimo Boldi, che abbiamo visto fare battute pecorecce ai convegni internazionali, che ha dato del Kapò al leader socialista tedesco quando quello gli faceva notare che stava usando il suo potere per salvarsi dai processi, uno che si fa costruire un vulcano finto nella villa in Sardegna ed un mausoleo ad Arcore per quando morirà, che scrive canzoni per Apicella... come fa un tizio del genere a presentarsi illegittimamente alle elezioni con un programma politico che è quello della P2 e ad essere eletto? La risposta è semplice: perché è un genio dell'invasione pubblicitaria. O come ci ricorda Luttazzi: un piazzista.

Guardate la televisione adesso. Accendi Dr.House, e in un'ora di puntata ci sono tre o quattro stacchi pubblicitari da cinque minuti. Dieci anni fa, un telespettatore si sarebbe indignato. Mi ricordo che alle elementari ci facevano fare i temi: "la pubblicità in televisione è una cosa bella o una cosa brutta?", e qualcuno faceva discorsi su quanta pubblicità c'era nei cartoni animati. Adesso tre stacchi pubblicitari in Dr.House sono solo l'inizio!!! Poi c'è la falsa pubblicità dell'automobile con il Dr.House finto che fa battute sceme. Poi ci sono le strisce pubblicitarie che passano sopra la faccia dei protagonisti (o sui sottotitoli) per informarti della bontà dei Loacker. E le reazioni della gente? NESSUNA. Quando lo faccio notare, mi guardano come se avessi scoperto l'acqua calda. Cioè per tutti è normale che per vedersi Dr.House devi mandare giù un secchio di pubblicità. Cioè in pratica, ci hanno abituato al marketing, è diventato ambiente, è diventato parte della nostra vita. Nessuno si lamenta più che Roma, città turistica, è tappezzata di cartelloni giganti 8x3 metri. Andate all'estero, e guardate se si permettono di coprire un palazzo o un viale alberato con un cartellone pubblicitario. Per noi italiani invece è la normalità, nemmeno ci facciamo più caso. E la pubblicità nei cartoni animati, di cui dicevo prima? La legge dice che non ci va (vedi Legge Mammì, 223/90, titolo II, articolo 8). Per un po' l'hanno rispettata, poi hanno cominciato a trovare smagheggi per aggirarla (dopo la sigla iniziale, prima della sigla finale). Ad un certo punto se ne sono proprio fregati! Tanto se ti trascinano in tribunale, è tutto prescritto, e se arrivi alla fine, stacchi un assegno e puoi continuare a fare quello che ti pare (ricordiamoci che il Berlusca per aver frodato il fisco per cinque anni, dal 1997 al 2002, cioè milioni di euro, ha pagato una sanzione di 1800 euro, divisi in due rate, ed finita lì). Tanto che ormai la magistratura, se potesse evitarlo, non perderebbe più tempo nemmeno a fargli causa, lo lascerebbe delinquere a piacimento. Ma ora siamo ancora oltre: adesso i cartoni animati sono la pubblicità: cioè adesso sono i cartoni animati stessi che vengono creati apposta per vendere i prodotti che si vedono nel cartone animato. Cioè abbiamo cartoni basati su prodotti pubblicitari interrotti da spot pubblicitari illegali. Che volete di più, per il vostro bambino?

E quando ci fu il referendum se volevamo la pubblicità in televisione, Berlusconi mandava cartelli pietosi all'inizio di ogni film con scritto "in questo film ci sono solo tre stacchi pubblicitari, ma grazia a questa pubblicità potete guardarlo gratis". Un messaggio tre volte ingannevole, innanzitutto perché nulla avrebbe impedito agli stacchi pubblicitari di moltiplicarsi appena passato il referendum. Poi c'è il fatto che se mi sorbisco quindici minuti di stronzate commerciali a film, moltiplicate per tutti film che vedo in un anno, faranno a occhio e croce duecento ore di pubblicità... e non è un costo, questo? Se lo chiedessero a me preferirei pagare il canone e levarmele dai coglioni, soprattutto visto che adesso non sono più tre stacchi, ma ben di più. Infine, accettare la pubblicità nei film ha significato per mediaset una crescita di guadagni spropositata che ha costretto la RAI a fare la stessa cosa, per evitare di essere schiacciata dalla concorrente. La RAI infatti non può più permettersi ancora oggi, nemmeno contando sul canone, di non fare pubblicità in mezzo ai film come prima faceva solo Mediaset. Non solo, attualmente non può più permettersi neppure di mandare la cultura in prima serata, o di non trasmettere stronzate come i reality show. E questo perché la tv di Berlusconi è un concorrente potente che attira spettatori sottraendo profitti alla tv di stato. La tv di stato è costretta a rispondere con le stesse armi.
Insomma il risultato qual'è? Tonnellate di pubblicità ovunque, su qualunque televisione, rivista, cartellone, vestito, partita di calcio, cartone animato, programma televisivo e radiofonico.

Ma torniamo agli italiani. Voi capite bene che un popolo rincoglionito a tal punto da considerare la pubblicità una cosa normale come l'aria, è naturale che abbassi le difese contro di essa. Cioè: se io non mi considero più "assaltato" dal prodotto pubblicitario, non mi infastidisco più, non provo più indignazione... beh, lascio correre. L'italiano medio vive in una specie di incubo non percepito, una vita dove viene in continuazione bombardato di cazzate e non reagisce, perché "è normale". Non si indigna, non risponde, non si incazza. E' stato abituato a viverci dentro, insieme, in simbiosi. Ecco, proprio così: in simbiosi con le cazzate, al punto di tollerarle, fregarsene. In metropolitana, sui giornali "gratuiti" che trova sul treno, alla stazione (dove spesso il televisore 16:9 al plasma trasmette spot, mentre quello scassato in bianco e verde trasmette gli orari dei treni), in ufficio quando ascolta la radio, a casa quando accende la tv, nelle rivistacce che compra... ovunque.
Il suo livello di criticità è AZZERATO. E' abituato a bersi tonnellate di cazzate in maniera passiva, acritica, senza rifletterci, inconsapevolmente. Ma noi ben sappiamo che anche se non ci poni l'attenzione, le cose ti entrano in testa lo stesso. Alla quinta, sesta volta nella stessa giornata che l'italiano sente alla radio che "bababa baciamoci con bauli", quando va al supermercato e vede Bauli gli sembra di conoscerlo, e non compra il panettone Equo e Solidale. Mica lo fa con cattiveria! E' normale. Dopo dieci volte che senti dire "gli immigrati sono tutti criminali", lo ripeti anche tu quando vai dal droghiere. Il luogo comune, la cazzata che gira, si attacca come il morbillo! I primi a sapere di questo meccanismo sono quelli che fanno le pubblicità. O pensate che le pubblicità vengano fatte per colpire chi le analizza con attenzione?

Riprendiamo il discorso di Berlusconi. Dopo aver abituato così bene gli italiani, per 20 anni, a bersi cazzate in maniera acritica, come potete pensare che se lui compare col suo faccione su tutti cartelloni pubblicitari 8x3 di tutte le città dicendo "meno tasse per tutti" quelli si mettano ad analizzare il messaggio? Se bababa-baciamoci con bauli allora anche meno tasse per tutti. Se qualcuno muove obiezioni, ha metà dei media sotto il suo controllo diretto (proprietario) o indiretto (amici e leccaculo). Quindi finisce 50 e 50. E se la coscienza critica di un paese è azzerata, l'opinione di chi crede che Berlusconi sia un grande leader politico vale tanto quanto l'opinione di quelli che credono che sia un fantoccio, perché non hai la possibilità di far ragionare le masse se le masse hanno smesso di ragionare.

Quindi qual'è la strategia che volevo suggerirvi, cari Ilaria e Jes?
Semplice: quella di impegnarvi affinché le persone riprendano a ragionare, ad avere uno spirito critico, una coscienza di ciò che accade, affinché sappiano analizzare il mondo, che sappiano distinguere la fuffa dalla realtà. Soprattutto le persone del domani, perché per quelle di oggi ormai c'è ben poco da fare. E il vostro impegno non deve aspirare all'assoluto, vi è chiesto solo di fare quanto potete, che vi assicuro non è poco perché possiamo tutti fare tantissimo e siamo circondati da persone che fanno niente, quindi bisogna pure stare attenti a non considerare tanto il poco. Insomma la mia strategia è: continuate a fare quello che state facendo con lo scoutismo, cioè a educare ragazzi ad essere buoni cittadini e ad avere una coscienza critica tenace e robusta, è la cosa migliore da fare, spero ve ne rendiate conto.
Ciao
Bigio

*tutti = tutti coloro che non ritengono Libero un giornale e il TG2 un telegiornale.

martedì, gennaio 08, 2008

Riotta si rivolge a Grillo

Esilarante questo spezzone video in cui Gianni Riotta, attuale direttore del TG1, si rivolge a Beppe Grillo come se Grillo fosse un leader politico e lo invita al confronto.



Ok, facciamo il punto. Anzi, facciamo i punti.

Uno: Grillo è un comico (cazzo! un comico!!!) e che non è a lui che ti devi rivolgere, Riotta, ma alle 300.000 persone che visitano il suo blog e partecipano ai V-Day, delle quali Grillo è il collante comune. E' a loro che ti devi rivolgere, testaccia di tubero, non a Grillo! Se 300.000 persone sono d'accordo con le minchiate che dice Grillo, prendi il coraggio a due mani e rispondi a quelle 300.000 persone! Che cazzo ci viene a fare Grillo in trasmissione??? Il portavoce? Ma se uno dei punti focali della protesta è proprio la merda di televisione dove tu lavori, ti sembrerebbe coerente che venga da te a fare il faccia a faccia??? COGLIONE!

Due: "A nessuno piacciono i politici corrotti... le lobby economiche..." bene, bravo Riotta! Allora invece di dedicare una puntata a ribattere a Grillo, dedicala ai 30 politici condannati in via definitiva che siedono in parlamento, dedicala alle multe milionarie che paghiamo alla UE perché la nostra legge sulla televisione pubblica è stata dichiarata uno schifo senza pari; dedica la tua rabbia a Berlusconi e invitalo a rispondere alle domande alle quali non ha mai risposto e per le quali è stato giudicato COLPEVOLE e prescritto; invita Andreotti a parlare dei suoi rapporti con la mafia prima degli anni '80; spiega ai tuoi telespettatori quali sono le conseguenze della Legge 30 invitando in trasmissione non politici del cazzo e servi della gleba ma economisti con i controcazzi, magari di fama internazionale, poi manda in onda lo spezzone in cui Casini si dice "orgoglioso" di averla varata; prova a rivolgere la tua indignazione dei miei coglioni alla Binetti e a Ferrara, che vogliono rivedere la legge 194, che dati alla mano è una delle poche leggi in Italia che funziona e che ci pone ad uno dei posti più bassi in Europa nella classifica del numero di aborti. "A nessuno piace..." e te la prendi con un comico! TESTA DI CAZZO!

Tre: Hai mai pensato, Riotta, invece di sparare proclami nella televisione più controllata dalla politica di tutta Europa, di presentarti a casa di Beppe Grillo e registrare un'intervista per il suo blog, dove spieghi le tue ragioni e tutto il resto? Oppure hai mai pensato che potresti scrivergli una lettera? Secondo me CERTO che ci hai pensato. Ma preferisci sparare cazzate dal televisore, dove non c'è controbattito. Sei tu il Berlusconi della situazione, piccolo uomo! Sei tu che ti sottrai al giudizio degli altri. Metti la tua faccia su internet, vai tu da Grillo invece che invitare lui a venire in trasmissione. Lo sai bene che se sparassi le tue stronzate in un contesto assolutamente democratico come è internet verresti massacrato in due minuti, proprio come mi sto prendendo la briga e la soddisfazione di fare io! IDIOTA.

Bene, stamattina mi sono sfogato. Fatelo anche voi, aiuta a mantenersi calmi.

sabato, dicembre 08, 2007

Luttazzi no more

Iniziamo con un breve resoconto del successo delle puntate, tratto dal blog di Daniele Luttazzi:

4 11 07

L'esordio è stato un trionfo paragonabile alla fine della Seconda guerra mondiale, ma senza il bombardamento di Dresda. Grazie a tutti. Stasera su La7 la replica della prima puntata. Così avete l'occasione di perderla di nuovo.

11 11 07

Nuovo record di ascolti per la seconda puntata. Punte di 2 milioni e mezzo di spettatori. E costantemente sopra Rai2 ( non ci vuole molto, ma da lì mi hanno cacciato, ben gli sta ). Leggo che Cappon, schifato dai programmi Rai, adesso propone che dal 2008 i varietà tornino a essere "scritti da autori" e "recitati da attori". E' quello che facevo a Satyricon e continuo a fare con Decameron. Se affidavano la Rai a me risparmiavano tempo e denaro. Asini!

18 11 07

La terza puntata, di colpo, fa gli ascolti medi di La7. Mmmm....

25 11 07

Quarta puntata: di nuovo record, di nuovo sopra Rai2. Grazie, era meritato.

01 12 07

Puntata memorabile con pubblico in aumento: punte di 2 milioni e settecentomila spettatori. ( Il passaparola comincia a fare effetto. ) Un grazie speciale a Franza Di Rosa e a tutto lo staff di Decameron e di La7 per l'impegno produttivo enorme e il risultato perfetto. Ricordo ai fan che il programma è in replica su Comedy Central ogni mercoledì alle 21 e alle 24, e su La7 il giovedì alle 24 ( e così Decameron è visto da altri novecentomila spettatori! ) Superbe!


Ok, DUE volte sopra RAIDUE, e in crescendo. Le cose non potevano continuare così. E infatti ecco la notizia del giorno (da Yahoo/Ansa):

ROMA - Decameron, il programma di Daniele Luttazzi in onda il sabato su La7, e' stato sospeso. La decisione e' stata presa dalla stessa emittente ed e' stata motivata con le offese e le volgarita' rivolte a Giuliano Ferrara nella puntata di sabato scorso, andata in onda anche in replica. La nuova puntata del Decameron di Luttazzi sarebbe dovuta andare in onda oggi in seconda serata.

''La direzione de La 7 - si legge in una nota - ha deciso di sospendere la messa in onda dello spettacolo di satira Decameron di cui e' protagonista Daniele Luttazzi. Con Daniele Luttazzi - spiega la nota - e' stato stipulato un contratto che garantiva la sua piu' totale liberta' creativa, come dimostrato dalle puntate fin qui andate in onda. Di questa liberta' - rileva la nota - era necessario fare un uso responsabile, cosa che non e' avvenuta. Infatti nella puntata di sabato scorso, replicata giovedi', Daniele Luttazzi ha gravemente insultato e offeso Giuliano Ferrara, che con la stessa La 7 collabora da anni come co-conduttore di Otto e mezzo''.

''Le espressioni usate - sottolinea ancora la nota dell'emittente - sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignita' e all'onore personale di un nostro collaboratore. La 7 - conclude la nota - si riserva anche di considerare la questione sotto il profilo legale per i possibili danni di immagine, trattandosi di una emittente fondata sul binomio inscindibile di liberta' e responsabilita' verso le persone cosi' come verso il pubblico''. Luttazzi era tornato da tre settimane in tv dopo il cosiddetto 'editto bulgaro' di Silvio Berlusconi nel 2002 che aveva provocato il suo allontanamento dalla Rai dove aveva condotto il programma Satyricon. In una puntata di Anno Zero Michele Santoro ne aveva chiesto il ritorno e Luttazzi aveva scherzato su questa richiesta proprio nello spot che annunciava il suo ritorno su La 7.

Nella trasmissione Decameron, andata in onda sabato 1 dicembre e replicata giovedi' 6, Luttazzi aveva detto che l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ''ha avuto il coraggio di dire che lui, in fondo, era contrario alla guerra in Iraq", dopo quattro anni di conflitto, migliaia di vittime tra i soldati americani e decine di migliaia tra i civili iracheni. ''Come si fa a sopportare una cosa del genere?'', si era chiesto Luttazzi, spiegando di avere ''un proprio sistema'': pensare ''a Giuliano Ferrara dentro la vasca da bagno'', con Berlusconi, Dell'Utri, Previti e la Santanche' che compiono su di lui atti volgari. Il tutto espresso in termini altrettanto volgari. (ANSA)

Le espressioni usate, per noi che non siamo giornalisti e quindi possiamo evitare il perbenismo e dare le notizie come stanno, erano piuttosto forti... del tipo Giuliano Ferrara nudo in una vasca mentre gli altri già citati gli cagano e pisciano addosso. Una scena che -al contrario di quanto scritto sulla nota di La7- ha tutto a che vedere con le rappresentazioni satiriche classiche (lo dico per chi non avesse mai letto satira classica, come quelli di La7). Ma ovviamente non è l'argomentazione che si discute. E nemmeno i contenuti (Ferrara è libero di citare chi gli pare se si sente offeso o calunniato, tanto Luttazzi le cause finora le ha vinte tutte). Il punto è che se a mezzanotte e un quarto di sabato sera un cittadino vuole vedersi in televisione Luttazzi, in Italia sappiate che non può. E' una libertà che non ci appartiene.
Mi raccomando non perdetevi Uomini e Donne alle 14.00 con la De Filippi. Quella sì che è televisione.

giovedì, novembre 08, 2007

Battlestar galactica

Uhm uhm... Ho scoperto che stavano trasmettendo il remake della vecchia e gloriosa serie Galactica (anni '70) imbattendomi per caso nel sito della nuova serie. Credevo fosse un progetto appena agli inizi, invece scopro che stanno trasmettendo già la quarta serie! Come mai qui da noi non se ne parla? Su Internet Movie Database la nuova serie a preso voti stratosferici. E' stata tradotta e trasmessa (in maniera scandalosa, 4/3 anziché 16/9) su Fox per chi ha il satellite. Chi non ce l'ha potrebbe non sapere nemmeno che esiste, e infatti io ne ignoravo l'esistenza fino a qualche mese fa. Poi è uscito anche in Italia il dvd della prima serie: Battlestar Galactica, stagione uno. Un cofanetto che, stando alle recensioni, è scandaloso: niente speciali, niente 16/9 (come era la serie in origine) e soprattutto manca la miniserie pilota, tre ore di film che sono praticamente l'inizio della serie. Cioè manca la prima lunghissima puntata, nel cofanetto dvd non c'è.
Ma grazie alla pirateria, invece che ingrassare chi vende cofanetti dvd di qualità mediocre, ho preso visione sia della miniserie che di tutta la prima stagione. E posso parlarvene.
Innanzitutto dal punto di vista tecnico. La serie, che come dicevo è un remake della serie originale degli anni '70, ha vinto già più di un premio per gli effetti speciali. Lo stile di regia è quasi documentaristico, con molte sequenze girate con la videocamera a mano, e i personaggi sono caratterizzati molto efficacemente da attori che sono stati molto probabilmente scelti per quelle parti, e che quindi hanno una faccia molto adatta al loro ruolo.
La serie narra dell'astronave stellare Galactica, sfuggita assieme ad una piccola flotta di altre navi alla distruzione di Caprica e dei sistemi solari nei quali abitavano gli esseri umani delle dodici colonie. I Cyloni, terribili cyborg che si sono evoluti fino ad assumere sembianze umane, hanno completamente spazzato via la specie umana e adesso inseguono i pochi rimasti. L'ultima speranza dei cinquantamila passeggeri sopravvissuti è raggiungere la Terra, dove le leggende narrano si trovi la tredicesima colonia umana.
Se siete incuriositi, vi consiglio di scaricare la serie e vedervela, oppure di comprare la versione americana dei dvd. Mancherà l'italiano, ma sono soldi decisamente meglio spesi. Secondo me è una serie che, pur non priva di qualche difetto (musiche noiosette, qualche puntata priva di ritmo) merita di essere vista.

martedì, novembre 06, 2007

E' morto Enzo Biagi

Stamattina è morto Enzo Biagi. Era il più grande giornalista vivente italiano, e sfido chiunque e metterlo in dubbio. Ha vissuto la dittatura del fascismo, la liberazione dell'Italia, la vecchia e la nuova repubblica. E' stato cacciato via dalla RAI perché faceva giornalismo, ha sempre avuto una concezione genuina e solida di cosa significasse fare giornalismo, di cosa significhi attualità, notizia, telegionale, informazione... di cosa sia un "fatto". Per questo è stato silenziato, un silenzio che lui ha accettato perché (diceva lui) alla sua età la carriera non è importante. E aveva ragione, perché chi lo prende in culo siamo noi. Lui muore sereno, sicuro di aver fatto giornalismo come nessuno oggi dimostra di essere in grado di fare, tranne forse qualche mosca bianca che però dovrà faticare per raggiungere la sua maturità e la sua professionalità. A me invece resta quella sensazione di essere abbandonato in una nazione che non riesce a dare un seguito alle persone di valore che se ne vanno. Guardo il TG1, il TG2... e mi chiedo come cazzo sia possibile scambiarli per giornalismo, per informazione... ma anche solo per servizio pubblico. Mi rifugio in trasmissioni di vera informazione, infilate nei palinsesti ad orari sempre più improbabili, come se si trattasse di programmi per un pubblico di nicchia, perché è questo che sono diventati quelli che vogliono sapere le cose, che non gliene frega una mazza dei reality show, che ci tengono ad essere informati: una nicchia. E l'ultima fatica di Biagi, che durante le puntate non riusciva quasi più nemmeno a parlare per la vecchiaia, fu sbattuta a mezzanotte per non poter essere confrontata da nessuno sano di cervello con l'immondizia dei telegiornali che vengono sparati alle ore di massimo ascolto. Ché in confronto sarebbero apparsi merda.
Umilmente un giornalista sale al cielo. Io continuo a ringraziarlo.

domenica, ottobre 14, 2007

Barracuda 2007

Ieri sera ero al Granteatro di Roma per assistere a Barracuda 2007, il tour di quest'anno di Daniele Luttazzi. In sala ho notato Giovanni Floris e Giobbe Covatta, ma probabilmente chissà quanti altri personaggi dello spettacolo c'erano, tutti a godersi il buon Luttazzi. Ovviamente Luttazzi ci ha ammazzati di risate, nel primo tempo divagando su argomenti che farebbero venire un infarto a qualunque benpensante, nel secondo massacrando politica e istituzione con il suo modo di fare ironico, diretto e feroce. In chiusura ci ha ricordato che a Novembre su La7 inizierà il suo show in dieci puntate. Mi sembrava giusto dare eco a questa notizia. Non torna in RAI, dove bisogna dimensionare il proprio pensiero per non disturbare i padroni, e ovviamente non tornerà mai in mediaset, ma sapere che lo rivedremo in televisione (per me e per chi ne sarà informato) sarà già un piccolo ritorno alla nomalità. Pensateci... quanti anni sono che non c'è satira sui canali principali? E non parlo di stronzate come Striscia o le Iene, parlo di satira vera. Sono riusciti a creare un vuoto così ampio che molti dei ragazzi che affollano i licei, oggi, credono che la satira sia quella di Gene Gnocchi. Ma vi rendete conto??? La satira esiste solo nella mente di chi ricorda Tunnel o Avanzi... o di chi per sbaglio ha cambiato canale su CrozzaItalia in questi ultimi due anni (sempre su La7). Ce n'è bisogno, si è persa la consapevolezza della satira, si è perso il bisogno di essa. Daniele Luttazzi non cambierà le cose (ci sarà sempre il 90% del pubblico che preferirà l'ultimo reality smutandato pieno di cafoni più i meno famosi su italia uno), ma come ho detto prima, averlo in televisione in qualche modo mi fa ben sperare. Magari riesce davvero a farle tutte, quelle dieci puntate.

lunedì, agosto 06, 2007

Chi ne trarrà l'inculata maggiore?

Da antologia lo spot TELECOM riveduto e corretto in modo da farci comprendere qual'è il vero intento di questa ciclopica associazione a delinquere. Lo trovate qui:

sabato, maggio 26, 2007

mercoledì, marzo 14, 2007

La RAI non delude mai

Million Dollar Baby, il film (s)troncato
Simone Emiliani
(del 09/03/2007)

Ieri sera il capolavoro di Eastwood è stato ‘trasmesso’ su Rai 1. Ma la visione è stata disturbata dall’intervento di Bruno Vespa che, prima dell’incontro di boxe, ha già anticipato il finale. Il servizio pubblico riprende così ‘rossellinianamente’ il suo ruolo educativo. Ne avevamo proprio bisogno?

million

Non avete mai visto un film e volete sapere come scoprire come va a finire? Su Rai 1 non è più possibile. Oltre alla pratica consueta di tagliare la messa in onda dopo appena 3 titoli di coda, ieri sera il capolavoro di Eastwood è stato gravemente mutilato. Stiamo infatti accogliendo le proteste di alcuni telespettatori che non hanno mai visto il film e che, consigliati da altri che lo avevano apprezzato al cinema, avevano intenzione di goderselo. Avevano intenzione perché in realtà non se lo sono goduti per nulla.

Prima dell’incontro di boxe decisivo di Hilary Swank sul ring infatti, il film è stato interrotto. Per chi non aveva visto l’opera di Eastwood, si potevano immaginare a quel punto diverse soluzioni: 1) Hilary Swank che trionfa e manda subito al tappeto la sua avversaria con il coach Clint Eastwood felice; 2) una sconfitta onorevole tipo Rocky che rende comunque mitica l’impresa della protagonista; 3) il match che occupa tutta la parte restante del film con uno scontro all’ultimo sangue che si decide ai punti e non si sa chi vincerà.

Bene, questi interrogativi (e sono alcuni, potrebbero essere molto di più e diversi) sono stati subito risolti dall’illuminante guida di Bruno Vespa che, ‘rossellinianamente’ , ha educato come un buon maestro un po’ severo ma anche un po’ comprensivo i suoi spettatori/allievi che forse non erano pronti ad affrontare un finale di quel tipo.

Il giornalista di Porta a Porta ha più o meno detto queste parole: “State vedendo uno dei migliori film di questi ultimi anni. Da adesso andranno in onda delle scene altamente drammatiche che ci introducono al tema che sarà al centro della puntata di stasera di Porta a Porta e cioè quello dell’eutanasia” .

A questo punto ogni sorpresa è negata. L’ignaro spettatore già sapeva a cosa andava incontro. Ed è chiaro che il ‘dramma terminale’ poteva coinvolgere solo il personaggio interpretato da Hilary Swank. Chi altri se no? Clint Eastwood che inciampa sulla sedia del ring? Morgan Freeman che non vede uno spigolo della palestra e sbatte la testa?

A questo punto ci si chiede il perché Rai 1 trasmetta film come Million Dollar Baby se poi ritiene di avvertire i suoi telespettatori su quello che succede. Si deve presumere che ci si dovrà preparare ad altre ‘avvertenze’. Quando programmeranno Psyco, ci diranno, prima dell’arrivo di Janet Leigh all’albergo, che ci sarà un dibattito sulla follia con al centro uomini che hanno un legame morboso con la madre. Oppure in Eva contro Eva, appena Anne Baxter entra nel camerino di Bette Davis già si saprà che si parlerà del rampantismo in carriera e che la ragazza ruberà la popolarità all’attrice affermata senza scrupoli.

In effetti la Rai mantiene il suo ruolo ‘educativo’ e al cinema abbiamo bisogno di essere guidati. Rai, di tutto (?), di più (???).