venerdì, febbraio 08, 2008

Le piccole notizie

Oggi ho contribuito alla diffusione di giornali in maniera bipartisan, comprando sia il Corriere della Sera che Il Manifesto. Tanto per mettere subito le cose in chiaro: la differenza tra i due non è che uno è di destra e l'altro di sinistra, 'ste cazzate le dice Berlusconi. La differenza è che il Corriere della Sera non è un giornale libero e indipendente, il Manifesto sì.

La cosa bella del Corriere della Sera è scoprire di pagina in pagina quali notizie hanno una spazio mastodontico e quali vengono date in un box largo un dito a pagina venti. Ad esempio: uno apre il giornale alle pagine diciotto-diciannove. Pagina diciotto è completamente dedicata alla straordinaria notizia che gli italiani campano sempre di più, con tanto di grafici sull'età media e mappa delle regioni con longevità media più alta. In basso a destra di pagina diciannove, in due box della grandezza di una carta di credito che spuntano ai lati di una enorme pezza pubblicitaria, si leggono queste due notiziette: "La Rai querela Libero: calunnie su di noi" e "Raccomandati in tv: Berlusconi denunciato".

La prima delle due notizie è il proseguo di un fatto devastante, e cioè si è scoperto che in Rai giravano elenchi di dipendenti evidenziati con pennarello rosso o azzurro per far capire il loro orientamento politico. Cioè insomma i dipendenti Rai erano stati "schedati". Terrificante. E Libero, che è un giornale del cazzo ma è in effetti un altro giornale libero, ha pubblicato le foto della lista. La Rai invece di domandarsi che succede, denuncia Libero per calunnia. La prassi logica vorrebbe che tu, Rai, per prima cosa dovresti dimostrare che l'articolo è falso (se è falso), e cioè che la lista non esiste e se l'è inventata Feltri per tirare su le vendite. Perché ai cittadini non gliene frega niente che la Rai querela Libero, a loro interessa se la Rai è davvero il posto di merda dove si schedano i dipendenti in base all'orientamento politico che hanno.

La seconda invece rappresenta appieno il grado di servilismo schifoso in cui è precipitata la stampa italiana. Mentre in prima pagina si parla degli sms che Sarkozy e la ex-moglie si mandano per questioni del tutto personali, il Corriere della Sera mette in basso a destra a pagina 19 la notizia che Berlusconi (ex premier e attuale candidato leader della Casa delle Libertà) è stato denunciato da 60 lavoratori della Rai, perlopiù donne, chiedendo un risarcimento di 50.000 euro a testa. La richiesta di risarcimento è dovuta al fatto che Berlusconi, quando il 20 dicembre scorso parlò a proposito del fatto che era stato appena iscritto nell'elenco degli indagati per aver raccomandato persone in Rai, disse: "Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci oppure sei di sinistra" e aggiunse "Tutti in Rai sono dei raccomandati a cominciare dal direttore generale".
Mi ricorda un po' quando Craxi, durante mani pulite, andò in parlamento e si giustificò dicendo che era vero, lui rubava, ma rubavano tutti. Stessa scuola. Siccome in Rai si fa carriera solo mostrandosi servili, non pestando piedi a nessuno, confezionando le trasmissioni addosso alla gente e appellandosi al fatto che siano riconoscenti, allora il Cavaliere si sente giustificato: così fan tutti, che c'è di male se lo faccio anche io? La risposta è semplice, testa di cazzo: è reato.
Qualche dipendente Rai si è sentito giustamente offeso a sentir dire che lavora perché si prostituisce o è di sinistra, soprattutto se è un dipendente donna ed è di destra. E altrettanto giustamente hanno denunciato il premier. Questa notizia, lo ripeto, viene data a pagina 19 in basso, in un box di dieci centimetri per cinque.
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