domenica, febbraio 23, 2014

Drizzit 934-938








Alcune curiosità su queste strisce. Che si scrive senza i. Strisce, non striscie.

Forse qualcuno avrà notato che il lettering della voce di Nunfus, la spada intelligente che Katy ha portato via dalla Confraternita, è diverso. Ho pensato che sarebbe stato carino differenziare le voci "innaturali" da quelle naturali, all'interno del fumetto, anche per rendere più chiaro che la voce proviene da un oggetto e non da Katy (in alcune vignette poteva crearsi confusione). Immagino che la voce delle spade magiche in questione sia un po' metallica, in quanto esse non comunicano telepaticamente bensì tramite una bocca che emette suoni, e la bocca è appunto di metallo.

Della striscia 335 esiste anche una versione "ridotta" in cui il manichino non si vedeva. In effetti, far vedere il manichino è del tutto superfluo perché si capisce benissimo di cosa stanno parlando Wally e Dotto, ma in chiusura di serie mi piaceva l'idea di usare più strisce a tutta pagina, come a voler distendere il ritmo, e quindi ho ampliato la scena.

In quest'ultima striscia qui sopra, si vede Katy in procinto di tagliare via le dita ai suoi guanti. Come molti di voi ricorderanno, l'outfit originale che scelsi per Katy mesi fa, quando decisi che avrebbe cambiato abito, aveva le dita scoperte. Gli abiti nuovi di Katy furono decisi in accordo con i lettori, che votarono una serie di proposte fino a giungere a questa versione. Poi però, disegnandolo, ho commesso l'errore di lasciare i guanti "chiusi". Me ne sono accorto dopo qualche striscia e avrei potuto benissimo correggere quelle disegnate sbagliate fino a quel momento, ma poi ho pensato che da questo errore poteva nascere l'occasione per mostrare di nuovo un aspetto simpatico del carattere di Katy. Katy è una che non bada molto ad apparire: non si trucca (Baba in una vecchia striscia glielo rinfacciò pure), non si prende cura dei propri capelli (sempre Baba ce lo fa notare con delicatezza paragonandoli a stoppa in una passata striscia) e non le interessa molto cosa indossa, tanto che per molto tempo ha indossato un vecchio abito di Baba riciclato e aggiustato. Ma appunto, le piace aggiustare le cose che le capitano sotto mano: al vecchio vestito di Baba cucì le aperture a lato delle gambe e strinse il giro-petto trasformandolo in un risvolto ed eliminando il pellicciotto. Nel farlo, rischiò di amputarsi tre dita (questo tanto per ribadire che non c'è una sola cosa che Katy sia veramente capace di fare).

Ripensando a questi aspetti del carattere di Katy ho pensato di riproporre una scena analoga nella quale Katy sta per tagliare via le dita ai guanti rischiando di farsi molto male. Mi è sembrata una scena molto consona al personaggio. Ho notato che molti lettori sono troppo abituati a una visione statica e stereotipata dei personaggi, tipica dei fumetti per i bambini come Topolino o i manga shonen, dove i protagonisti sono sempre uguali a se stessi, tanto che ogni minimo scostamento dalla loro attitudine generale è visto come un'anomalia (ehi, Zio Paperone è generoso! ...cosa sta accadendo???).

Purtroppo (o per fortuna?) la vita è diversa. Non mi ritengo un idiota ma mi capita spesso di comportarmi come un idiota, e nonostante non credo che la gente che mi conosce direbbe che sono un idiota. Mi piace riportare questo realismo nel fumetto, facendo tentennare Sir Tallis di fronte ai suoi principi, facendo arrabbiare Drizzit nonostante sia solitamente una persona paciosa, facendo guizzare il genio di Wally che solitamente non è affatto perspicace, e anche facendo compiere a Katy qualcosa di scemo di tanto in tanto, visto che può capitare che anche lei sia sovrappensiero o distratta.

Più in generale, mi piace l'idea che le strisce di Drizzit possano essere lette a diversi livelli. Un primo livello è quello in cui tutti i personaggi sono stereotipi e l'importante è strappare un sorriso, ma poi ci sono ulteriori livelli meno superficiali e forse più interessanti, che riguardano il modo in cui i personaggi interagiscono fra loro, si evolvono, si relazionano, e tutte le motivazioni annesse e connesse. In una striscia a fumetti, il 90% degli accadimenti è legato al modo in cui i personaggi si rapportano fra loro, non credo che sarei mai riuscito a scrivere un fumetto in cui per mille strisce restano tutti delle macchiette bidimensionali uguali a se stesse... nonostante questa sia la norma, in un fumetto del genere.


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