lunedì, gennaio 30, 2006

Paul nel limbo dei senza scelta

In pochi secondi Paul si rese conto di essere paralizzato.
Lo sguardo del Beholder aveva sortito il suo effetto. Non riusciva più a controllare i suoi arti, che sembravano irrigiditi e tesi. A malapena poteva ruotare gli occhi e seguire la terrificante creatura fluttuante mentre gli ruotava intorno.
"Cosa c'è che ti impedisce di muoverti, paladino?"
Chiedeva, vomitando fiato dalle fauci irte di denti. Paul fissava l'occhio centrale del Beholder, quella pupilla nera e enorme, lucida e buia, inquietante. E tutto ciò che risuciva a scorgere in quel nero era la sua immagine, distorta e deforme. Cosa gli impediva di muoversi? Cosa gli impediva di fare un passo avanti e uscire da quella situazione così disagevole.
"Stai cercando di fare forza sulla tua muscolatura, suppongo..."
I tentacoli del Beholder riuscivano ad osservare l'espressione silenziosa del volto di Paul da qualsiasi angolazione. Potevano forse attraversarlo da parte a parte? Leggere la sua mente? Analizzare la sua anima?
No, non potevano. Ma undici punti di vista erano meglio di uno solo. E uno solo esterno sarebbe bastato per capire che il paladino non aveva nessuna idea di come uscire da quel guaio.
"...Sbagli strada paladino. Sbagli strada. Dove credi che ti condurrà il tuo appellarti alla volontà? La tua volontà non ha potere. La mia magia l'ha resa impotente. Non puoi contare su di essa, e quindi non puoi liberarti con la forza."
Niente libertà. Niente forza. Cosa gli rimaneva?
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