giovedì, dicembre 07, 2006

Paul e la Driade Eleit

Dorf cavalcava veloce saltando sterpi, cespugli e muri di rovi.
La nebbia era ovunque, circondava il paladino e il suo cavallo in ogni direzione impedendogli di vedere dove stava andando e dove si trovava. Il bosco delle nebbie li aveva inghiottiti di nuovo, ma stavolta Paul sembrava determinato ad arrivare alla meta.
"Aspetta, Dorf!" Gridò Paul tirando le briglie. Il cavallo si inchiodò impennandosi e quando ricadde a terra il tonfo degli zoccoli sembrò rimbalzare di ramo in ramo fino a dispendersi nel silenzio.
C'era una luce, poco distante, un lume pallido ed evanescente. Il paladino girò la cavalcatura in quella direzione e si avvicinò con andatura cauta.
Una driade sedeva su un ramo. I suoi capelli biondi erano intrecciati con fili d'erba e fiori, i suoi occhi azzurri sembravano acqua di ruscello. Il corpo era dello stesso colore della betulla sulla quale sedeva, un bianco candido striato di venature più scure. La driade osservò il cavaliere e il suo cavallo avvicinarsi fin sotto l'albero. In mano teneva una lanterna, attorno alla quale volava uno sciame di falene.
"Hai perso la strada, viandante?" Chiese. La sua voce era calma e leggera. Il silenzio non sembrava disturbato dal suo parlare. Quando parlò Paul invece, il bosco sembrava risentirsi.
"Non ho una strada da seguire. Devo raggiungere il cuore del bosco."
La ninfa sembrò sorridere. Era difficile dire se lo stesse facendo malignamente o meno.
"Sei un cavaliere di grande ambizione se desideri raggiungere il centro del bosco. Le nebbie non te lo permetteranno. Vagherai tra gli alberi per giorni, finché la stanchezza non ti consumerà, e allora pregherai per trovare l'uscita, e sarai fortunato se gli spiriti te lo concederanno."
"Ho già avuto questa fortuna." Rispose deciso Paul. "Ma sono entrato di nuovo nel bosco."
La driade sollevò la lampada e illuminò meglio il volto del cavaliere sotto di lei. Le falene si dispersero per qualche secondo, mentre gli occhi lucenti della creatura fatata fissavano quelli del paladino.
"Sei sincero. Il bosco ha lasciato un segno dentro di te. Riconosco chi sopravvive alle nebbie."
Con un balzò saltò su un ramo più basso.
"Il mio nome è Eleit. Se vuoi raggiungere il cuore del bosco posso aiutarti. Ma non è detto che tu ci riesca, nemmeno con il mio aiuto."
Paul era deciso ad andare avanti.
"Quando aprirò questa lanterna, la luce volerà via verso il cuore del bosco. Dovrai seguirla e non perderla mai di vista. Non si fermerà ad aspettarti, dovrai rinunciare a dormire e mangiare. Anche se non volerà veloce non potrai permetterti di aggirare fiumi o fossati, o scomparirà nella nebbia e tu perderai per sempre la possibilità di giungere alla meta."
Il paladino strinse le briglie del cavallo. Aveva altra scelta? Poteva forse tornare indietro ormai? Era stanco di vagare senza meta nel bosco. Avrebbe colto quella possibilità, con tutti i rischi che comportava. La driade sorrise di nuovo, e con un gesto che sembrò solenne aprì la lanterna.
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