domenica, maggio 23, 2010

Leopardi

Siccome ultimamente il mio umore non era dei migliori, ho pensato bene di immergermi completamente nella lettura di Giacomo Leopardi. Ho apprezzato il lato più stronzo di Leopardi, quello cinico per il quale l'uomo è la creatura più antisociale che esiste e ognuno di noi è solo e nemico di ogni altro, quindi occorre essere egoisti per sopravvivere. E assieme al suo lato stronzo ho apprezzato anche altre piccole caratteristiche, a me inedite, del suo carattere. Tutti i brani che seguono sono tratti dallo Zibaldone.

"La stagione e il clima freddo dà maggior forza all'agire, maggior contentezza del presente, inclinazione all'ordine, al metodo. Il caldo scema la forza di agire, rende suscettibili alla noia, intolleranti all'uniformità della vita, vaghi di novità, malcontenti di se stessi e del presente."

"L'amor proprio e quindi l'infelicità sono in proporzione diretta del sentimento della vita. Gli uomini sensibili, di cuore, di fantasia, insomma di animo mobile, suscettibile e più vivo in una parola degli altri, sono delicati e deboli di complessione, e ciò così ordinariamente che il contrario sarebbe un fenomeno. La vita è il sentimento dell'esistenza, e l'esistenza può essere maggiore senza che lo sia la vita."

"Son da ammonire i principianti della vita, ché se intendono di vivere (...) s'armino di tanta dose di egoismo quanta possano maggiore, acciocché la reazion loro sia o maggiore o perlomeno uguale all'azione degli altri contro di loro. Ché se il cedere per forza, cioè per causa della propria impotenza è miserabile, il cedere volontariamente, cioè per mancanza di sufficiente egoismo (...) è ridicolo e da sciocchi, e da inesperto e irriflessivo. E si può dire con verità che il sacrificio di se stesso, il quale in tutti gli altri tempi fu magnanimità, in questi è viltà, e mancanza di coraggio o d'attività, cioè pigrizia, e dappocaggine; ovvero imbecillità di mente."
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