lunedì, luglio 08, 2013

Drizzit 735-739








Nelle strisce di questa settimana ho approfittato dei temporeggiamenti di Baba per raccontare la morte di Collinolio. Ebbene sì, anche questo personaggio ci lascia (per sempre). Collinolio non era che la parodia del personaggio originale Montolio dei romanzi di Drizzt Do'Urden, e l'avevo introdotto principalmente per prendere un po' in giro quella parte dei libri di RA Salvatore. Finito il suo compito, era un po' inutile. Mi sono divertito molto a programmare per lui una fine che ricorda quella di Yoda in StarWars.

Ho notato che molti lettori mi accomunano a George Martin (l'autore di Game of Thrones) per la disinvoltura con la quale rinuncio ai personaggi, uccidendoli. Me l'hanno fatto notare tipo... 3498 volte! ...e continuano ancora. Non ci sarebbe niente di seccante se non fosse che a me quello che fa George Martin non mi sembra né strano, né atroce, né stigmatizzabile. In Game of Thrones i personaggi muoiono. E allora? Non capisco. E' una storia. La morte nel contesto narrativo è un elemento come un altro. Mi piace il fatto che non si sappia mai chi muore e chi sopravvive, in un racconto. E' l'unico elemento di forza di film altrimenti orrendi tipo Blu Profondo (quello con gli squali intelligenti). Anche nell'ultimo Star Trek (Into Darkness) mi è piaciuto moltissimo il modo in cui hanno giocato con la presunzione dello spettatore di sapere chi morirà.

Per questo, quando un lettore mi dice "Sei come George Martin" io penso: embeh? Che c'è di male? Poi penso a quanto devono rompere le palle a George Martin per 'sta cosa, e d'improvviso il fatto che mi accomunino a lui diventa un problema piccolo piccolo.

Nel mio fumetto credo che il fatto che i personaggi muoiano indichi che non ho bisogno di trascinarmeli appresso quando hanno esaurito la loro parte. Mi sento ancora abbastanza "fertile", non mi è mai capitato di sedermi a scrivere la sceneggiatura di una nuova serie di strisce e non sapere cosa cacchio scrivere... quindi non ho ancora bisogno di far tornare vecchi nemici, resuscitare gente, riproporre personaggi già visti. Questo non significa che io non faccia uso di personaggi secondari ricorrenti (come Dorna, o Greta, o il cugino dell'oste di Topple), mi piace che ogni tanto sbuchi fuori di nuovo qualcuno, ma appunto devo sentirne l'esigenza. Insomma prima deve crearsi la situazione in cui mi serve un personaggio, e poi si pesca quel personaggio. E allo stesso modo, quando un personaggio non mi serve più, programmo la sua uscita di scena.
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