giovedì, febbraio 15, 2007

Intervista a Paul Deggan, paladino

Volo: Buongiorno Paul.
Paul Deggan: Buongiorno, Volo. Prima di cominciare vorrei premettere che ho letto tutte le sue guide a Faerun, e che le ho trovate assolutamente inutili.
Volo: Grazie.
Paul Deggan: Prego.
Volo: Cominciamo con la prima domanda... Lei è un paladino, giusto?
Paul Deggan: Certo.
Volo: Da quanto tempo?
Paul Deggan: Da circa vent'anni. Ho iniziato servendo la corona del Cormyr quando il volto sulle corone era ancora quello di sua maestà Azoun IV. Fui investito paladino a 17 anni.
Volo: Ci dica, cosa significa essere un paladino?
Paul Deggan: Cosa intende?
Volo: Il luogo comune sui paladini vuole che siano un faro del bene, il baluardo della retta via... Non trova che tutto questo suoni estremamente noioso?
Paul Deggan: Non mi sono mai annoiato in vita mia, ma capisco cosa intende. La maggior parte delle persone crede che il paladino sia un imbecille che ha affittato il cervello alla sua fede, una specie di golem che prende ogni decisione in base alle direttive del suo codice... un'immagine che -sinceramente- trovo terrificante.
Volo: Ma voi avete un codice. Vuole dire che un paladino può trasgredire alle norme del suo codice?
Paul Deggan: Un paladino ha una coscienza, come tutte le persone, e fa i conti con il proprio cuore ogni volta che si trova di fronte ad una scelta. Può confidare nel suo codice per orientarsi su cosa è bene e cosa è male, ma solo chi ha l'intelligenza di un toporagno ha bisogno di rifarsi al codice per distinguere il bene dal male.
Volo: Cos'è un toporagno?
Paul Deggan: Una creatura chimerica. Andiamo avanti.
Volo: Sì, mi scusi. Allora questo mito che il paladino incarni la quintessenza del bene, è appunto solo un mito?
Paul Deggan: Un paladino è buono tanto quanto una qualsiasi brava persona che rispetta le leggi, ama il prossimo e combatte il male. Ce ne sono milioni, come noi. Penso al contadino che lavora per la sua famiglia, paga le decime e protesta contro le ingiustizie. Il codice di un paladino non è un "surplus" di bontà, non lo rende "più buono"; sono delle regole di condotta che dicono: devi comportarti così. Ma le accetta solo chi si comporterebbe così in ogni caso, solo chi giura di sua spontanea volontà di seguirlo, quindi è solo la ratificazione di un comportamento che si è maturato da tempo.
Volo: Ma poi ti vincola.
Paul Deggan: Ti vincola a fare ciò che faresti comunque, quindi no, non vincola nessuno. Tranne i falsi paladini. I pivelli. Quelli che pensano che paladino sia "forte" o roba del genere.
Volo: Ce ne sono tanti?
Paul Deggan: Tanti quanti quelli che fanno i malvagi perché sono repressi e si divertono a picchiare le vecchiette. Non sono malvagi, solo repressi appunto.
Volo: Bene... Tornando a quelli che pensano che paladino sia "forte"... cosa significa?
Paul Deggan: Non ne ho idea, ma l'ho sentito spesso. Credo ci sia gente che giudica le professioni, o addirittura le specie in base ad un perverso meccanismo che io chiamo "psicosi dell'arena".
Volo: Cosa intende?
Paul Deggan: Prendono un esemplare di una razza o di una professione, e nel loro cervello bacato lo fanno scontrare in maniera del tutto fantasiosa con un altro esemplare, di razza e/o di professione differente. Chi vince è più "forte".
Volo: Come se tutte le potenzialità di una persona si esaurissero in un'arena!
Paul Deggan: Esattamente. E quindi magari il paladino è "più forte" o "più debole" in base all'avversario selezionato, o all'ambiente.
Volo: Ma lei non si sente più a suo agio in certe situazioni piuttosto che in altre? Diciamo sterminando diavoli piuttosto che lupi inferociti?
Paul Deggan: Potrei chiederle quanto si sentirebbe a suo agio un mago contro un golem. Ogni membro di un gruppo di avventurieri ha una sua specificità, ed è meglio preparato ad affrontare alcune minacce. Vale anche per me, non più che per qualsiasi altra persona. E aggiungo: queste domande dimostrano che anche lei è vittima della "psicosi dell'arena", sebbene in una maniera minore. Le lancio un rimuovi malattie?
Volo: Credo occorra una Guarigione. Quindi lei non crede che il paladino sia una professione ad alta specificità?
Paul Deggan: Se entriamo in quest'ordine di idee, un ladro serve solo ad aprire serrature e disattivare trappole. Un chierico cura il gruppo. Un mago lancia magie nelle retrovie e il guerriero va avanti a spaccare la faccia ai nemici. Probabilmente è così che vengono interpretati i ruoli nel Chult, dai trogloditi.
Volo: Ehi questo è razzismo!
Paul Deggan: No, era ironia. Ma sono sicuro che molti pensano che noi paladini non ne possediamo.
Volo: No?
Paul Deggan: No. Spesso ho avuto compagni di avventura il cui comportamento era molto diverso dal mio. Io credo che l'unico modo per trasmettere i miei valori al prossimo sia l'esempio. Mi sforzo di essere coraggioso, di non violare le leggi e di aiutare il prossimo. E in questo modo ho collezionato molti successi. Qualche volta è capitato che il gruppo abbia scelto una via meno "legale", per motivi di tempo o di risorse. Quando nessuno subirà conseguenze negative, uno strappo alla regola si può fare.
Volo: Tyr non l'ha punita per questo?
Paul Deggan: Tyr non è un carciofo. Nessuna entità divina che abbia intelligenza e saggezza pari a tre volte le mie lo è.
Volo: Bene... credo che con questo il tempo a nostra disposizione sia terminato.
Paul Deggan: ...Grazie alla Triade!
Volo: Vuole aggiungere qualcosa... una frase, un consiglio per chi leggerà il libro...
Paul Deggan: Se l'avrà comprato, significa che è troppo tardi.
Volo: Arrivederci.
Paul Deggan: Arrivederci.
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