lunedì, gennaio 07, 2008

Il filo comune

Qualche giorno fa, parlando con alcuni giocatori di D&D, spiegavo come mi salta in mente di progettare una campagna. In fondo potrei proporre una semplice sequenza di avventure slegate fra loro, sarebbero divertenti lo stesso. Anzi, molti DM chiamano campagna proprio questo: una serie di avventure giocate con lo stesso personaggio, o comunque con lo stesso gruppo di personaggi. Però io non ho mai interpretato una campagna in questo modo... le mie campagne, sin da quando alle medie giocavo all'AD&D, sono sempre state percorse da un filo comune che racchiudeva l'intera storia. All'inizio questo "filo comune" era esile... ad esempio poteva essere il semplice intento del gruppo di reclamare un regno, e quindi la campagna era l'ascesa al potere e alla gloria dei loro personaggi. Poi ho iniziato a capire che il legame tra un'avventura e l'altro poteva essere più profondo, poteva veicolare un messaggio o comunque allargare il respiro dell'intera vicenda. Così ho iniziato presto a tracciare profili di campagne piuttosto complessi. Alcune volte troppo, al punto che nemmeno i PG capivano che cavolo stava succedendo... ma pazienza. A volte gli eventi che ci travolgono sono più grandi di noi, giusto? Anzi, io lo spero.

Insomma ho iniziato di recente una nuova campagna, La Zona di Contatto. Tutte le mie campagne scaturiscono sempre dalla domanda "Che accadrebbe se...?" e anche quest'ultima scaturisce dal desiderio di esplorare alcune situazioni particolari, il modo in cui reagirebbero i personaggi e come la situazione potrebbe evolversi. Di questa campagna non posso scrivere nulla perché il miei giocatori potrebbero leggere e rovinarsi la sorpresa. Comunque sul mio blog personale non l'avevo ancora annunciata. Eccola lì, per chi vuole curiosare!
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