martedì, luglio 08, 2008

In ricordo delle Leggi Razziali

Era il Fascismo, era 70, 80 anni fa. Era oggi.
Come ci ricordano Marco Travaglio, Furio Colombo e pochi altri, ci siamo già. In Italia passano leggi come l'aggravante razziale per i reati, che aumentano la pena se il reato è stato commesso da un clandestino. E vengono fatte passare come importanti provvedimenti per la nostra sicurezza. Dallo stesso governo che sospende i processi, taglia le spese della giustizia, accorcia i tempi di prescrizione, vuole l'impunità per le alte cariche dello stato.
Ma a nessuno sembra che stiano facendo uno schifoso doppio gioco? Da una parte aggravano le pene e inventano nuovi imperseguibili reati contro rom e clandestini, dall'altra si impegnano affinché i grandi signori del furto organizzato (gente che corrompe giudici, che froda il fisco per milioni, che falsifica i bilanci, che mette i soldi in banche all'estero, che trucca le gare, che dirige appalti verso aziende di dubbia moralità, che collabora con la mafia) non venga mai punita.
Davvero la maggior parte dell'Italia è convinta che la nostra sicurezza sia compromessa da gente che chiede l'elemosina e scippa le borsette? ...anziché da chi manda in bancarotta aziende come l'Alitalia, la Parmalat, la Cirio, aziende dove lavoravano migliaia di persone e nelle quali centinaia di cittadini aveva riposto i risparmi. Lo sanno che per Callisto Tanzi c'è la certezza di assoluzione? Che Marcello Dell'Utri non finirà mai in carcere? Lo sanno che in Italia il vero crimine, quello commesso dai veri criminali, resta impunito nel 95% dei casi?

Inserisco l'intervento di Marco Travaglio. Magari vi va di vederlo.

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