giovedì, luglio 03, 2008

Morte del Museo della Liberazione

Si tratta di un piccolo museo, a via Tasso, a Roma. Museo della Liberazione. E' nascosto in una viuzza poco visibile, ma è segnalato addirittura nelle metro (fermata Manzoni: museo della liberazione). Da poco aveva raddoppiato le visite, proprio grazie alla segnalazione di fianco al nome della fermata della metro A recentemente ristrutturata. Fra poco sarà soppresso. Perché considerato "inutile". Perché la memoria è inutile, anti-economica, perché non vale la pena investire nella cultura e nella formazione storica dei cittadini. Così dicono. Ma poi quanto costa questo Museo? Circa 51.000 euro l'anno. Una cifra ridicola.
No, il motivo deve essere un'altro. Il motivo è che la storia della liberazione d'Italia è leggermente in contrasto con le recenti trovate dei nostri governi, vale a dire centri di detenzione per immigrati, impronte digitali ai rom, criminalizzazione dei clandestini, presidio dell'esercito attorno alle nuove costruzioni contestate dalla gente che ci abita, uso delle forze dell'ordine repressivo contro manifestanti inermi. Qualcuno, visitando il museo della liberazione a via Tasso, avrebbe potuto cogliere (forse) qualche analogia. Meglio sbarazzarsene.

Dall'appello che gira su internet:

"Il Museo storico della Liberazione di via Tasso, che ha sede nell'edificio che fu prigione della Gestapo a Roma, con la sua articolazione pluralista e rappresentativa (associazione, esperti, rappresentanti ministeriali e comunali), tra circa 60 giorni non esisterà più e verrà sostituito da un organo ministeriale. L'articolo 26 del DL Brunetta, allegato al messaggio, infatti, prevede la soppressione entro 60 giorni degli enti pubblici non economici con organico inferiore a 50 persone. Il paradosso: per ragioni di economia, viene sciolto un ente il cui funzionamento si basa sul lavoro volontario, e che in dieci anni ha più che raddoppiato i suoi visitatori e allargato la sua visibilità (vedi stazione metro Manzoni) ed è presente nei principali cataloghi e guide del turismo culturale mondiale. Di recente è stato invitato a partecipare al coordinamento internazionale dei luoghi della memoria e della coscienza. Proprio la sua autonomia è stata a garanzia della flessibilità che gli ha permesso di essere ad un tempo all'interno di una rete di relazioni istituzionali interne e internazionali, dall'altro di entrare in relazione con scuole associazioni, gruppi, centri di studio e di ricerca italiani, europei e di altri paesi."

Se potete andate a visitarlo, forse per l'ultima volta.
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