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giovedì, marzo 21, 2013

giovedì, ottobre 25, 2012

Rocca Calascio d'autunno


L'autunno è indiscutibilmente la stagione migliore per visitare qualsiasi posto. Colori caldi, giornate fresche, niente insetti, aria pulita, silenzio, poca gente in giro. Salendo a Rocca Calascio ho incrociato giusto un paio di persone. L'altopiano del Gran Sasso era una immensa pianura brulla completamente immobile, sulla quale vegliava il roccioso massiccio.
Ho scattato parecchie foto, altre cartoline. Magari qualcun'altra ve la mostro, in questi giorni qui.

martedì, ottobre 23, 2012

Cartoline da Santo Stefano

Questa settimana sono a Santo Stefano di Sessanio. Ho scattato già qualche foto. Il paese è bellissimo, nonostante i dissesti ancora ampiamente visibili del terremoto di quattro anni fa. La torre delle foto, ad esempio, non c'è più. Ma qui fa già freddo, la sera. Ed è fantastico.


martedì, luglio 31, 2012

venerdì, luglio 27, 2012

Pietre, Pecore e Cardi

Sto trascorrendo qualche giorno in Abruzzo. Gironzolare per le montagne qua attorno e scattare foto è il passatempo più gratificante, considerato anche che oltre i mille metri il caldo e l'afa delle valli italiane si mitigano e si trasformano in una piacevole brezza mossa da venti freschi che ti fanno dimenticare il sole che picchia. L'ideale per morire ustionati, se non si sta attenti, ma io sono abbastanza cauto. Ho fotografato alcuni greggi, le desolate distese di cardi, qualche spaurito animale che non si capacita di cosa stia facendo un tizio con la macchina fotografica in mezzo alle distese pietrose del parco del Gran Sasso. Queste sono alcune delle foto che ho fatto (se cliccate su una, si apre il viewer e potete sfogliarle una dopo l'altra in sequenza).






lunedì, luglio 23, 2012

giovedì, giugno 28, 2012

Le mie foto nelle Marche

Purtroppo il mio album di Flickr è pieno. Nel senso che il servizio è gratuito fino a 200 foto, poi se ne vuoi caricare di più, paghi. Ma ovviamente, se lo sognano. Non ho voglia nemmeno di mettermi a cancellare le foto più vecchi per far spazio a quelle nuove, mi piacciono anche quelle vecchie e magari qualcuno le potrebbe ritenere più interessanti di quelle nuove.

Quindi non mi resta che condividerne qualcuna qui sul mio blog personale. Sono state scattate tutte la settimana scorsa, in provincia di Ascoli Piceno. Spero che chiunque passi di qui possa trovarle gradevoli.










lunedì, maggio 28, 2012

Orte e Narni(a)

Narni
Oggi ho visitato Orte e Narni, due cittadine che distano una mezz'ora di macchina l'una dall'altra. Entrambe hanno borghi medievali di pregevole rilievo storico e artistico, con chiese e edifici del XII secolo e incredibili storie da raccontare. Basti pensare che a Orte sono ancora attive alcune delle Confraternite medievali affiliate alla chiesa che nel XII secolo e nei secoli successivi hanno gestito opere di bene e controllate gran parte del potere cittadino, mentre Narni è il paese che ha ispirato i romanzi di Narnia, ben noti a molti grazie ai film Disney da essi tratti.

Narni, centro storico
Ho scattato un bel po' di foto, alcune ve le allego così potete farvi un'idea di quanto valga la pena visitare certi paesini. Ma (c'è sempre un ma) anche stavolta il mio puntiglio e la mia capacità critica non hanno saputo risparmiarsi. Come ho detto prima, le due città sono a mezz'ora di macchina l'una dall'altra. Allora come si spiega che Orte è amministrata in maniera così assolutamente idiota dal punto di vista turistico, mentre Narni dimostra molta più attenzione di quanto non ci si aspetti?

Esempi. Il centro storico di Orte è intasato dalle automobili! ...e stiamo parlando di viuzze larghe un paio di metri che si snodano tra palazzi medievali, con piccole piazzette e chiese incantevoli. Come cazzo è possibile che tali viuzze siano inondate di automobili? Ci sono piazze di dieci metri per dieci nelle quali trovano posto cinque automobili, stipate in cinque posti auto ricavati non si sa con quale gioco di incastri. E se si va a vedere, si tratta di auto con l'autorizzazione a entrare, quindi di persone che abitano nel centro storico e che hanno ottenuto il permesso di parcheggiarvi. Come è possibile, mi chiedo? Non si rendono conto che devastano il paesaggio e il patrimonio comune? Mi direte: ma la vecchina che abita nel centro storico mica può farsela a piedi. Beh, vi assicuro che c'erano dei SUV tra le auto autorizzate! Le vecchine comprano dei fuoristrada lunghi quattro metri per girare nei centri storici? Ne dubito fortemente. Per non parlare dei parcheggi inventati: nel centro storico di Orte ogni pertugio è buono per infilare la macchina. C'è un parcheggio a pagamento nel mezzo della città storica, costruito con ingegno (e spudoratezza, se vogliamo) che costa 0,50 centesimi all'ora. Eppure, appena fuori dal parcheggio a pagamento, ci si imbatte in automobili parcheggiate gratuitamente ai margini dei risicatissimi passaggi stradali. Sono autorizzati pure quelli? Perché allora non farli parcheggiare nel parcheggio (oggi è vero era lunedì, ma era vuoto!), oppure multarli? Non si spiega. Per scattare le foto delle vie più caratteristiche ho dovuto faticare, perché ogni volta dovevo evitare la coda di un pandino o il cofano di una Yaris che mi entravano nell'inquadratura. Uno scempio. Del quale tra l'altro i cittadini non sembrano accorgersi. Infatti nonostante il centro storico sia bellissimo, sembra che nessuno voglia trattarlo come se si trattasse di una risorsa da valorizzare: per loro in fondo si tratta del paese in cui vivono, e quindi deve essere vivibile. Sticazzi dei turisti. Quindi che succede? Che andando verso l'acquedotto rinascimentale, ai margini del centro storico, ci si imbatte in percorsi di discesa dalla città chiusi dalle erbacce e sbarrati da cancelli arrugginiti, scalinate che si perdono in mezzo ai prati senza essere mai state pulite o restaurate, e soprattutto a due passi dall'acquedotto hanno tirato sù una palazzina anni '70 di quattro piani, stile casa popolare, con balconcini e parcheggio asfaltato! Uno scempio! Considerate che la palazzina in questione è un cazzotto in faccia anche quando ci si avvicina a Orte e si guarda verso il paese: il panorama del centro storico è stupendo, poi in basso appare il condominio arancione in questione, terrificante. Chi ha permesso che fosse costruito quello schifo? Che aspettiamo a demolirlo (ovviamente offrendo alle famiglie case del valore equivalente altrove, s'intende, come si fa in tutti i paesi civili)? E l'acquedotto in questione giace in rovina tra due strade asfaltate, senza indicazioni né cartelli che ne spieghino il significato storico. Una tristezza. Le foto di Orte, per tutti questi motivi, mi hanno intristito e non sono venute un granché.

Poi ci si sposta a Narni, e sembra di aver cambiato regno. Intendiamoci, mille paesini della Toscana mi sono apparsi da subito amministrati ancora meglio, ma è chiaro che almeno a Narni c'è un vero interesse nel promuovere le bellezze locali, il patrimonio storico, l'architettura del paese. Nel centro storico niente parcheggi, si parcheggia fuori e poi ci sono ascensori (gratuiti) e navette-bus che ti portano velocemente a un passo dai monumenti principali. Le strade sono sgombre da veicoli in sosta selvaggia. Gli interventi di ammodernamento sembrano fatti con criterio (le buche non sono ricoperte con l'asfalto, ma con mattoncini che rispettino il contesto medievale delle vie). Vicino al parcheggio c'è un distributore di acqua potabile per riempire le proprie bottiglie a pochi centesimi. Le piazzette nelle vie più antiche sono valorizzate con fontanelle e panchine, non con posti per le automobili! Giudicate voi.





Mi chiedo, come è possibile che due paesi così vicini sulla cartina siano così distanti dal punto di vista delle politiche del turismo? La risposta me la sono data da solo. Orte è nel Lazio, Narni è in Umbria. Non vedo altra spiegazione, e se ce n'è un'altra mi piacerebbe saperla.

mercoledì, aprile 11, 2012

Mi sono portato allo zoo






Come fanno i papà con i figli, oppure i nonni con i nipotini. Solo che nel mio caso papà, nonno, bimbo e nipotino coesistevano in un unico essere: me stesso. Un raro caso di violazione per principio di impenetrabilità dei corpi. Coesisto ergo somma. E questo è il risultato.

martedì, aprile 10, 2012

Il pomeriggio vegano







Ho visitato il giardino botanico di Berlino. Questi qui sopra sono alcuni degli incontri ravvicinati del terzo tipo che ho avuto.

lunedì, aprile 09, 2012

sabato, febbraio 11, 2012

Dalla finestra

Un vero gatto delle nevi. Affonda con le zampe nella neve bianca, chissà che freddo. Lascia dietro di sé il solco del suo passaggio. Chissà dove stava andando.

sabato, febbraio 04, 2012

Mentre nevica

Nevica da due giorni e le strade sono ghiacciate. Sporadicamente si vede qualche temerario, al volante di vetture imbracate con catene da neve, spingersi lungo le vie nere che solcano i campi imbiancati. Su richiesta di mia madre, sono sceso a comprare un po' di pane, ma l'alimentari sotto casa era stato preso d'assalto. Domani è domenica e chissà se arriva il pane, perciò un agguerrito manipolo di casalinghe si è avventato su quel che resta degli sfilatini dell'altroieri, cercando di accaparrarsene il più possibile (altrimenti la mortadella, con cosa la mangi?). Mi aggiravo tra gli scaffali riflettendo sul fatto che se scoppiasse una guerra nucleare, mia madre sopravviverebbe più a lungo di chiunque altro, vista la quantità di scorte di cibo che è solita accumulare nella credenza e nei surgelatori. Forte di questo pensiero, ho girato i tacchi e me ne sono tornato a casa. Non senza aver preso una tortina calda al bar, da mangiare con calma assieme a una bella tazza di cappuccino.

Qui ora rifletto sul "cataclisma neve" (avete acceso la televisione? a me è bastato uno sguardo fugace a quella accesa nel bar). L'Italia è in ginocchio. Perché a Roma a quanto pare nessuno si preoccupa che possa nevicare, non succede mai, ma poi succede e tutto si blocca. Il sindaco Alemanno chiede l'intervento dell'esercito, e le panetterie vengono prese d'assalto. Ma non sarebbe meglio prevenirle, le emergenze? Va bene, non nevica quasi mai, ma può capitare. D'altro canto non capita quasi mai nemmeno che un palazzo si incendi, ma gli estintori ce li mettono apposta. Questo è quello che succede quando si tagliano fondi a cazzo: le prime cose a saltare sono sempre quelle relative alla sicurezza e al sociale. L'Italia congelata dalla neve, con treni fermi e autostrade nel panico, non è che la conseguenza della malagestione della cosa pubblica.

 Io nel frattempo, ho scattato qualche foto.