martedì, giugno 14, 2005

Riflessione a referendum fallito


"Non ho combattuto per vincere, non ho vinto. Ho cercato soltanto di fare il mio dovere di vescovo e di ascoltare la mia coscienza di uomo e cristiano e di cittadino". Così il presidente della Cei il cardinale Camillo Ruini, intervistato dal Tg1: "Il risultato comunque è andato al di là di quello che era presumibile".

Volevo annoiarvi con una mia riflessione.

Alle urne è andato il 25% degli aventi diritto. Sono veramente pochini. Sinceramente mi aspettavo che nettamente a favore del "sì" ci fosse almeno tanta gente quanti quelli a favore dell'astensione. O almeno così sembrava: nella redazione de Il Foglio (giornale ultra-astensionista) si è fatta una indagine di voto e dei 50 circa giornalisti più del 50% andava a votare, nonostante la durissima linea editoriale adottata dal direttore Ferrara. Stessi risultati davano i sondaggi di Repubblica.it e di Yahoo, per citarne solo due.

Se per ipotesi supponiamo che gli "astensionisti attivi" siano tanti quanti i votanti sì, si arriva appena al 50% degli aventi diritto. Certo possiamo solo supporre, perché, visto che il meccanismo democratico è stato sabotato, non è possibile distinguere gli astensionisti fisiologici dai sabotatori.
Ma se astensionisti attivi e votanti sì insieme fanno 50% significa che il 50% degli elettori è astensionista fisiologico!

La cosa non mi stupirebbe affatto! Se ci pensate sono 10 ANNI che i referendum non raggiungono il quorum (ben 8 consultazioni). Secondo me la gente a cominciato a non crederci più. Mia sorella ieri ieri mattina mi ha detto "io a votare ci vado, ma il quorum non si raggiungerà, come al solito", e me lo ha detto prima di ogni pessimistica previsione.
Quello che temo è che tanta gente ai referendum non risponda a priori, cioè parta convinta che tanto non si raggiungerà il quorum e quindi se ne resti a casa (o vada al mare).

In pratica abbiamo talmente abituato l'elettore all'astensione (prima i comunisti, i radicali e i DS, poi la Chiesa), al sabotaggio del referendum, che nessuno ci crede più, ed ho paura che ci siano davvero il 50% di astensioni fisiologiche ormai, cioé che il quorum ai referendum non si raggiungerà mai più perché la gente ormai è sfiduciata. Hanno (abbiamo) demolito uno strumento di consultazione democratica.

Se è così o non è così comunque non lo sapremo mai, perché il sabotaggio rende pure impossibile conoscere la reale opinione del popolo al di là del raggiungimento del quorum. A questo punto mi chiedo se sia necessario intervenire per modificare lo strumento referendario. La prospettiva che abbiamo di fronte altrimenti è che tutti i referendum futuri, a causa di campagne antidemocratiche pro-astensione, falliscano, facendo spendere inutilmente milioni di euro allo stato.
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