mercoledì, giugno 22, 2005

Paul e il bosco senza fine


D'improvviso Paul sentì un dolore alla testa.
Non un dolore forte, anzi forse nemmeno un dolore. Come una fastidiosa sensazione che si propagava da una tempia all'altra, una scarica di avvertimento di qualcosa che non andava.
Tirò le briglie di Dorf per comunicare al cavallo di fermarsi.
Ebbe un giramento di testa, gli alberi vorticavano senza ribaltarsi, il silenzio del bosco nebbioso si fece per un attimo assordante. Si poggiò alla corteccia ruvida di un tronco.

Forse lo scontro con l'Assassino Bianco l'aveva stancato oltre misura. Aveva dormito poco e il drago Slept era da qualche parte lì intorno, immerso nella nebbia, in attesa del suo momento. O forse la stanchezza non c'entrava nulla, era il bosco. L'aria immobile, l'umidità perenne, la foschia che sembrava anestetizzare ogni senso.

Quanto mancava al margine del bosco? Era in cammino ormai da quasi un giorno, e per quanto non potesse esserne sicuro si fidava dell'orientamento di Dorf e del fatto che aveva percorso la distanza in linea il più possibile diretta.
Di nuovo un mancamento. Il paladino si sedette su una roccia circondata da cespugli umidi e coperta da grassi muschi. "Ho bisogno di riposare" Pensò.

Legò Dorf all'albero e slegò una coperta dalla sella, poi sfoderò la spada, la sua fidata lama. Si sedette alla base dell'albero coprendosi con la coperta e stringendo l'elsa.
Sprofondò in un sonno senza sogni.
Posta un commento