sabato, luglio 09, 2005

La Normalità del Terrorismo


Mi unisco all'incazzatura e all'ululato di dolore generale riguardo questa guerra infame che ci ha reso complici non solo dei migliaia di morti civili in Iraq, non solo dei centinaia di morti tra i soldati, ma anche della vita dei cittadini londinesi che sono stati dilaniati dalle bombe dei terroristi.

Fare guerra al terrorismo non vuol dire nulla. E' come dire fare guerra alla mafia, o fare guerra al traffico internazionale di stupefacenti. Il terrorismo si combatte con l'intelligence, con la politica, con la collaborazione, con lo spionaggio. E soprattutto non finanziandolo, non rifornendolo di armi, non appoggiandolo indirettamente, non alimentandone la furia omicida in maniera tanto palese quanto inutile.

Più che gli interessi del popolo, i capi di stato dovrebbero avere a cuore la VITA del popolo. Dichiarazioni insensate come quella di Blair "Non ci faremo intimorire" lasciano il tempo che trovano davanti al cittandino che raccoglie i pezzi della moglie a King Cross Station. Per appoggiare qusta politica guerrafondaia e anti-umanitaria abbiamo violato in pieno la nostra costituzione ed utilizzato il Ministero della Difesa per appoggiare guerre illecite. Il conto dei morti in Iraq ha raggiunto la spaventosa cifra di decine di volte i morti dell'attentato dell'11 settembre. Di quelle morti però non eravamo responsabili, non avevamo le mani sporche di sangue. Di quelle in Iraq sì, di ognuna di quelle. Le abbiamo volute noi, con orgoglio, con arroganza.

E le morti di Madrid e di Londra si aggiungono al totale delle vite umane che abbiamo contribuito, con la politica deficiente dei nostri governi, a causare. Di fronte alle prime pagine dei giornali di questi giorni provo vergogna, amarezza e senso di colpa. Prima ancora che tristezza.

Quella la provo in seguito, voltando pagina, leggendo di come le borse sono crollate, di come i nostri politici invitino alla "normalità", per non darle vinta ai terroristi. Qualche giorno fa Piero Fassino in TV ha espresso contrarietà al risalto mediatico che è stato dato all'attentato di Londra.
Ma è così che si uccide la verità, la realtà: con la normalità. Sopendo la notizia, sedando gli animi, cambiando canale o facendo finta che non stia accadendo nulla. Uscendo a comprare la trippa per la cena e a pagare le tasse, normalmente, mentre il mondo salta in aria per colpa nostra. Non sono d'accordo. la gente deve provare rabbia, deve provare rimorso per quello che abbiamo fatto, non deve cambiare canale, non deve pensare "chissenefrega".

Probabilmente, in tutta normalità, salterò in aria anche io. Fra qualche mese, su una metro a Roma. Berlusconi si dirà "vicino ai parenti delle vittime" e Fini aggiungerà "non gliela daremo vinta".
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