lunedì, giugno 24, 2013

Fanservice e innocenza perduta

La copertina dei capitoli estivi di The Author
Nel giorno in cui il mio fumetto The Author inaugurava il capitolo estivo, mi sono ritrovato a discutere con un lettore cocciuto riguardo alle mie opere e ai presunti fanservice che esse contengono. Ho pensato che sarebbe stato utile mettere nero su bianco la mia opinione a riguardo, casomai qualcuno pensasse che valga qualcosa.

Cos'è un fanservice? Un fanservice è quando l'autore di un'opera (di solito a fumetti) elargisce particolari gratuiti al fine di arruffianarsi il suo palco lettori, in toto o una parte di esso. Una definizione più precisa la trovate su wikipedia, ma per amore di chiarezza vorrei riportare la definizione di Keith Russel (filosofo, poeta e saggista), che è quella che più si avvicina al tipo di fanservice di cui mi si accusa:

"The random and gratuitous display of a series of anticipated gestures common in Manga and Anime. These gestures include such things as panty shots, leg spreads and glimpses of breast."

Esempio di fanservice. Tipe seminude vestite
da gatto in atteggiamenti maliziosi, del tutto
avulsi da qualsiasi altra intenzione.
Quindi un fanservice è quando, ad esempio, l'inquadratura di una vignetta cade (in maniera assolutamente priva di senso) al di sotto della gonna di una protagonista per mostrarle le mutande, o quando si decide di mostrare una ragazza prosperosa utilizzando l'angolazione che permette di adocchiarle meglio le tette attraverso la scollatura. Ancora più fanservice è quando il "servizio" appunto è offerto al di fuori del fumetto. Ad esempio illustrazioni con le protagoniste femminili di un'opera in atteggiamenti lascivi, con nudità evidenti, richiami sessuali espliciti... il tutto ovviamente senza alcun'altra spiegazione se non appunto mettere in mostra gnocca, culi e tette per far cuocere nella libido i lettori (perlopiù maschi).

Chiaramente non si può pretendere che l'utente medio di internettolandia sappia di cosa parla, quando afferma che una certa cosa è un fanservice. L'ignoranza regna, e la saccenza la segue. Per cui se in un fumetto una delle protagoniste è un gran pezzo di topolona, allora quello viene additato come fanservice. NON è un fanservice. Il fanservice non è un personaggio, né una storia... è un atto singolo. Non si può dire che Milla Jovovich in Resident Evil è fanservice: no, è una protagonista gnocca e basta. Il fatto che il regista le inquadri il culo mentre spara, quello semmai è fanservice.

Altro tipo di fanservice. Una tipa che cade
a terra "a gambe larghe" e ci resta.
Ve la immaginate Baba Yaga che fa
una cosa del genere? No? Bravi.
Perché la mia strega ha una dignità.
Quindi il fatto che in Drizzit ci sia Baba Yaga, ad esempio, non è un fanservice. Non in sé stesso. Ma Baba Yaga sarebbe perfetta per realizzare tanti fanservice. Potrei ad esempio farle piazzare il culo davanti al naso dei lettori ogni due vignette senza motivo. Invece ho sempre evitato accuratamente di disegnare maialate gratuite con lei o con qualsiasi altra protagonista femminile del mio fumetto. Questo perché io rispetto i miei personaggi femminili, e mi piace preservare la loro dignità. Sinceramente non credo che i likes ottenuti mostrando due tette in primo piano senza motivo valgano così tanto da degradare l'idea che ho delle mie protagoniste. E' lo stesso motivo per cui non vedrete mai in Drizzit lotte nel fango, "catfight" e altre stronzate del genere. Non è il mio stile.

Esempio spicciolo: Dotto non infila la testa tra le tette di Baba senza motivo (probabilmente Baba lo ucciderebbe se ci provasse). Ma se in una striscia avessi bisogno di farglielo fare, per esigenze umoristiche o di trama, glielo farei fare. Sarebbe un fanservice? No. Non è una porcata gratuita al solo scopo di titillare il lettore. Ha un senso.

L'immagine di Driass che ho disegnato per i 4000 fan.
Credo sia l'illustrazione che si avvicini di più al concetto
di "fanservice" tra tutte quelle che ho realizzato.
Quindi in Drizzit non ci sono fanservice? Beh no, mi è capitato talvolta di eseguire quello che potrebbe essere definito un fanservice. Al di fuori del fumetto ad esempio, in illustrazioni celebrative di vario tipo oppure... nelle dediche lasciate ai miei lettori! Capita che mi chiedano cose bizzarre... del tipo "Dai, disegnami Baba che si strizza le poppe!" e a malincuore li accontento (e se non credete che lo faccia a malincuore, chiedete ai lettori che erano presenti durante tali richieste). In altre occasioni, ad esempio per celebrare un certo numero di fan o altro, ho realizzato illustrazioni in cui i personaggi erano in costume da bagno, oppure ballavano in discoteca, o erano reduci da una festa ubriachi. Non saprei a dir la verità se queste illustrazioni rientrano o meno nel concetto di fanservice, in realtà non sono nemmeno poi tanto inutili e comunque non dimentico mai il discorso della dignità dei miei personaggi. Ma se qualcuno mi dicesse che l'immagine celebrativa di Driass per i 4000 fan è un fanservice, in effetti non gli darei torto. In verità non ho disegnato Driass nelle terme in costume allo scopo di farla vedere seminuda ai lettori, l'ho fatto perché mi andava di disegnarla e perché mi sembrava un'ottima idea per un'illustrazione, ma alla fine rientra perfettamente nella categoria di un fanservice.

Però di certo non è un fanservice l'immagine di The Author che apre la stagione estiva. Sono in costume perché così appariranno in alcuni episodi estivi ed era bello ritrarle in costume (con l'autore imbronciato) nella copertina della stagione. Non è fanservice nemmeno la bozza delle prove dei costumi delle protagoniste, e credo non lo sia nessuna delle immagini che ho realizzato per The Author in generale.

L'immagine di The Author che mi è stata portata,
nella discussione, come esempio di fanservice.
Qualcuno mi ha segnalato come fanservice  l'immagine in cui l'autore si fa beccare da Talia, appena uscita dalla doccia, mentre finge di leggere un libro che però è al contrario. Si sottintende che l'autore stava sbirciando Talia e che lei deve essersene accorta. L'immagine è umoristica. Di Talia non si vede niente e sicuramente l'intento di quella illustrazione non è far vedere Talia in secondo piano in asciugamano. Se volessi fare un fanservice, lo farei meglio checcazzo. Chi pensa che un'immagine del genere sia un fanservice è (nella migliore delle ipotesi) uno che non ha capito un cazzo di cosa sia un fanservice. Per queste persone ho scritto questo lungo post. Fatevi una cultura.

Un'ultima cosa. Nella medesima discussione mi si accusava di usare i fanservice per aumentare gli accessi alla pagina, per ottenere più likes, per poi "guadagnare" di più. Ho fatto notare, umilmente, che Drizzit è un fumetto gratuito. Lo potete leggere TUTTO, ONLINE, GRATIS. Mi hanno rinfacciato di fare soldi con il merchandising. Drizzit non ha merchandising, non ancora (magari in futuro). Quello che avete visto finora, tazze, magliette, sono oggetti realizzati da chi mi ospita per coprire le spese della mia permanenza, a me non va un soldo. Ho realizzato alcune magliette su spreadshirt perché me l'hanno chiesto i lettori (e sono il primo a dire che costano troppo). Il primo volume di Drizzit era stato autoprodotto per beneficenza, e se esistono i cartacei di Drizzit è per far contenti i lettori che vogliono stringere l'albo in mano e permettermi di continuare a disegnare anziché andare a zappare la terra (con tutto il rispetto per chi zappa la terra, sarei ancora peggio come contadino che come disegnatore). La pagina di Drizzit non ha mai chiesto ai suoi lettori di condividere i contenuti pubblicati, non ha mai chiesto pubblicità ad altre pagine, non ha mai rivolto appelli per diffondere il fumetto.

Con questo non voglio dire che con Drizzit non ci faccio un soldo: è il mio lavoro. Gli albi vanno bene, incrociamo le dita. Ma se perseguo in questo modo di fare è perché mi piace pensare che chi legge Drizzit lo faccia perché lo apprezza davvero. Ehi dico a te, stronzo che hai messo like pensando che questo fumetto facesse fanservice di merda per alzare soldi! Togli quel like. Non ne ho bisogno.

Grazie.
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