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venerdì, dicembre 11, 2015

Eventi di Natale 2015

Questo weekend, sabato 12 e domenica 13 dicembre, sarò ospite di XMAS COMICS & GAMES, ovvero l'anticipazione "natalizia" del Torino Comics!
Venite a trovarmi, ci saranno tutti i miei fumetti e potrò lasciarvi dediche disegnate sugli albi che acquisterete!

Questo che vedete qui di lato è l'illustrazione promozionale che ho disegnato appositamente per l'evento. Maggiori informazioni le trovate qui.

Vi anticipo inoltre che il weekend successivo sarò a Schio (Vicenza) presso il bar fumetteria ludoteca Il Falcetto D'Oro, laddove mi tratterrò per due giorni: sabato 19 e domenica 20 dicembre.

Anche per questo evento ho realizzato un volantino che potete vedere qui di fianco. Vi faccio notare che questi due sono gli ultimi eventi ai quali mi vedrete partecipare prima di Natale... poi mi eclisserò fino a Gennaio inoltrato! Quindi se volete incontrarmi di persona e avere dei regali di Drizzit autografati e magari anche disegnati da me medesimo, dovreste approfittarne!

So che comunque molti di voi non potranno esserci... se non trovate le cose di Drizzit (e di The Author, e M, e il mio libro e tante altre cose) presso la vostra fumetteria, libreria o rivenditore di fiducia, sappiate che potete anche ordinarle presso lo store sia di Shockdom che di Dragonstore (quest'ultimo in particolare ha tutti i giochi di Drizzit, mentre su Shockdom trovate prevalentemente i fumetti).

Il libro "Il Karma del Pinolo" che raccoglie i miei racconti, potete invece ordinarlo presso il sito stesso della casa editrice: Del Vecchio Editore. Però essendo un libro, anche ordinarlo in libreria dovrebbe essere facile.

Per le mie pagine su facebook ho realizzato queste due composizioni che riassumono un po' tutto quello che è uscito di "mio" in questi anni. E' tantissima roba! Non posso credere di essere davvero così produttivo, mi sembra incredibile. Però ne sono entusiasta, al punto che continuo a disegnare e pubblicare tutti i miei fumetti gratuitamente online. Quindi se siete capitati su questa pagina per caso e non conoscete Drizzit, The Author, M e non sapete nemmeno di chi è questo blog e perché cavolo siete arrivati a leggere fin qui, il mio consiglio è quello di cercare le pagine di facebook dei rispettivi fumetti e leggerveli!

Buone feste a tutti!!!

PS cliccate sulle immagini per vederle più grandi!



lunedì, luglio 13, 2015

Blog fermo, ma tanta attività sullo sfondo


Ciao a tutti.

È da parecchio che non aggiorno più il mio blog qui su blogspot. La verità è che non ho più molto da dire, qui, in un blog. La maggior parte dei miei fumetti hanno pagine nei social network più famosi, e io stesso ho un profilo pubblico su facebook, instagram, flickr, twitter, google+ e altri ancora.

Per restare aggiornati su quello che faccio, basta cercarmi e aggiungermi su qualsiasi piattaforma preferiate. I miei fumetti potete seguirli gratuitamente su facebook o sulle rispettive pagine di webcomics.it, mentre se volete illustrazioni extra potete finanziare il mio lavoro su Patreon.

Ne approfitto per annunciarvi che a Settembre uscirà la mia prima raccolta di racconti, edita da Del Vecchio Editore e intitolata "Il Karma del Pinolo". Appena avrò novità, ve lo farò sapere!
A presto.

mercoledì, aprile 01, 2015

Not for feisbuc

Melpomene e Calliope sotto la doccia, digitale, disegno su commissione.

giovedì, febbraio 05, 2015

Si ricomincia: da domani Bigio in Giro 2015

Da domani riprenderò il mio giro delle fiere e fumetterie d'Italia per promuovere i miei fumetti e incontrare i miei lettori un po' ovunque. Praticamente sarò ogni weekend da qualche parte, fino a fine Giugno. Sulla pagina di Facebook di Drizzit troverete la sezione eventi sempre aggiornata con tutte le mie magiche apparizioni nell'arco di un mese. Queste sono quelle relative ai prossimi 30 giorni:


Ci si vede... da qualche parte!

venerdì, novembre 21, 2014

Bigio in Giro - Novembre e Dicembre 2014


Ecco dove potete trovarmi nei prossimi weekend!
Prendete nota, e se avete bisogno di maggiori informazioni

domenica, settembre 07, 2014

domenica, agosto 31, 2014

domenica, agosto 24, 2014

lunedì, agosto 18, 2014

giovedì, agosto 07, 2014

Perché un blog (o una pagina di facebook) non è il muro di un cesso pubblico

La pseudo-citazione inclusa del titolo di questo post è di Marco Travaglio, che una volta scrisse che i commenti su internet somigliano sempre di più alle scritte sui muri dei cessi pubblici.

Come ben saprà la maggior parte di voi, da qualche anno gestisco una pagina di facebook tramite la quale pubblico e promuovo il mio fumetto principale, Drizzit. Si tratta di una striscia a fumetti quindi viene pubblicata giornalmente, ma a me piace aggiornare la pagina anche con curiosità, illustrazioni, sketch preparatori... tutto sempre attinente al mio fumetto o a quello che faccio come disegnatore, ovviamente. Non sono uno di quelli che aprono una pagina su facebook poi rubano materiali altrui e lo postano al fine di accumulare migliaia di followers (a quale scopo poi, a parte pomparsi l'ego?).

Grazie al lavoro duro e al tempo speso a disegnare la mia pagina ha raggiunto la notevole quota di 28.000 lettori, il ché inevitabilmente ha condotto a dei problemi, perché "the problem with the global village is all the global village idiots" come scriveva Paul Ginsparg. Di tanto in tanto quindi capita qualche lettore che posta commenti idioti sotto i miei lavori. La maggior parte delle volte sono commenti davvero idioti, nel senso che sono dettati da ingenua ignoranza, poca esperienza, incapacità di comprendere bene quello che stanno osservando o leggendo, o anche da più di una di queste ragioni. Un esempio:


Ora, a parte che io non pubblico "vignette" ma strisce a fumetti, chiaramente questo commento rientra nella macro-categoria che io ho intitolato "uso a sproposito dei neologismi importati dall'inglese" e a riguardo ho anche scritto un'episodio di The Author. In pratica questa è la normale conseguenza del fatto che se l'uso di una parola, anziché ricercato e analizzato, viene acquisito tramite l'uso che se ne fa su mezzi come i social network o i forum dei videogiochi, nessuno ne imparerà mai il vero senso e significato. Ora qui potremmo discutere se il vero senso di un termine sia quello originale o quello trasposto di cui si fa più uso, ma senza addentrarci in un pantano del genere è chiaro che "filler" (termine usato per denominare gli episodi di una serie che servono solo a far numero e che non portano avanti una trama) non può essere applicato a un fumetto che è gratuito, quindi che non ha alcun interesse a allungare il brodo, e soprattutto il cui fine principale non è raccontare una storia bensì far ridere il lettore. Insomma è come se si desse del "filler" a una puntata di Big Bang Theory nella quale non si sviluppa la storia tra Leonard e Penny: lo scopo del telefilm è principalmente quello di far divertire lo spettatore, non quello di portare avanti una trama. Divertente poi che in molte serie televisive le puntate "filler" siamo molto più interessanti e ben fatte di quelle in cui va avanti la storia, vedi X-Files ...ma questo è un altro pantano. Usciamone.

Insomma che si commenti sotto una striscia a fumetti che si tratta di un filler, è idiozia. Come anche parlare di "fanservice" riferito agli artisti occidentali, o cose del genere. Questo genere di commenti mi lascia perplesso e amareggiato, ma il più delle volte nemmeno mi prendo la briga di rispondere.

Altre volte ritrovo invece commenti critici nei miei confronti che ritengo perlopiù sensati, e ai quali rispondo. Si tratta di commenti scritti nella maggior parte dei casi con cognizione di causa che muovono critiche ragionevoli. Due esempi:



Nel primo caso mi fanno pure un complimento quindi va benissimo!!! Ahahah :D ...no, seriamente, è chiaro che si tratta di una critica consapevole e mirata. L'illustrazione che avevo postato presentava dei font utilizzati per i titoli che al lettore in questione non sono piaciuti. Mi dispiace, non credo che avrei potuto impegnarmici di più (quei font li avevo scelti dopo un'accurata selezione, non a casaccio) ma è ovvio che ognuno è libero di avere la sua opinione sulle cose.

Il secondo esempio è decisamente più sgarbato ma non per questo meno legittimo. C'era una battuta sulle tette (tra l'altro era bellissima a mio parere, come ho avuto modo di rispondere) che a quel lettore non è piaciuta. Anche qui, mi dispiace. Ho risposto a questo commento più che altro per ribadire che il "contesto" di una battuta non è indice della sua qualità, e quindi che non è perché c'è una battuta sulle tette che quel lettore non ha apprezzato l'umorismo, probabilmente è perché quella battuta non gli è piaciuta. Gli "argomenti" dell'umorismo non vengono a noia, mai. E' un fatto conclamato. Se una cosa fa ridere, cioè se solletica il nostro senso dell'umorismo, l'argomento può essere anche lo stesso di altre diecimila battute. La satira mondiale da 2000 anni a questa parte, come ci ricorda Daniele Luttazzi, si basa sempre solo su quattro argomenti, e Woody Allen ha scritto così tante battute sulla masturbazione da riempire tre libri. Ho risposto per mettere in chiaro questa cosa, e il lettore che aveva lasciato quel commento ha pensato che fossi arrabbiato.

Questa è una cosa interessantissima. Se intervieni per mettere nero su bianco la tua opinione (su una tua opera, oltretutto) pensano che te la prendi, che sei incazzato, che ti inalberi. E non c'è modo per impedire che i lettori abbiano questa percezione. Puoi scrivere poco o molto, puoi usare faccine, puoi addolcire il tono. Niente, se rispondi te la stai prendendo. In pratica l'opinione della persona più idonea a risponderti viene sempre considerata un'entrata a gamba tesa nella discussione. Perché? Perché internet è quel posto dove puoi scrivere quello che ti pare senza che nessuno sia più autorevole di te, siamo tutti alla pari. Quando scende in campo l'autore di un'opera a portare il suo contributo, è perché "se l'è presa" e non perché -più semplicemente- vuole solo mettere in chiaro qual è il suo vero pensiero dietro una questione che si sta discutendo inerente a una sua opera, nella sua pagina. Gli utenti sono abituati a lasciare commenti ad autori distanti, che non rispondono né si interessano dell'opinione di chi li legge, e infatti quando faccio notare questa cosa agli amici mi consigliano tutti di non rispondere, di lasciar correre, di fregarmene ché quelli sono solo lettori. Paradossalmente, il mio volermi mettere sullo stesso piano dei lettori, il mio voler spiegare le cose, è visto come una cosa stupida dagli amici, e aggressiva dai lettori stessi.

Internet quindi è davvero la parete di un cesso pubblico? Un posto dove si entra, si scrive "Bigio merda" e si esce? Io non credo.

Secondo me un blog o una pagina di facebook sono più simili a un quaderno bianco che ti viene regalato dal Grande Stampatore di Quadernini (un tizio che probabilmente fa i soldi con le pubblicità stampate sulle copertine dei quadernini che regala). Questo quaderno è tuo, e puoi scriverci quello che ti pare, ma è sempre a disposizione di chiunque voglia leggerlo. E volendo, quando è permesso, chi lo sfoglia può aggiungerci un commento, un suo disegnino, un consiglio, una critica. Poi il quaderno torna a te, che rileggi cosa hanno scritto gli altri, aggiungi altre cose e via dicendo.

E' con questa mentalità che l'utente internettiano medio dovrebbe visitare un blog o una pagina, con l'idea che si tratta di un quaderno di un altro. Disegnarci un cazzo o un insulto al proprietario è una barbarie (e non è "censura" se poi il proprietario del quadernino lo cancella con il bianchetto, e magari non te lo presta più). Commenti come questo, ad esempio:


sono indice di maleducazione e di cafoneria. Non sta muovendo una critica, sta insultando i miei lettori e indirettamente anche me. Scusa stocazzo. Quando mi capitano soggetti del genere, mi prendo la briga di ammonirli, una o più volte. Ma devo essere sincero: non mi è mai capitato che stronzi del genere abbiano capito il concetto e abbiano smesso. Magari tacciono per un po', poi riappaiono qualche tempo più tardi con altri insulti, critiche violente, maleducazione.
Non c'è altra soluzione che boccarli (bannarli) e dispiacersi per quanto l'umanità sia deficiente. Anche se poi non è così deficiente. Perché in tre anni che gestisco la mia pagina di facebook e con 28.000 lettori che seguono il mio fumetto, per ora il numero delle persone che ho "bannato" è... due! Quindi al contrario di quello che dice il commentatore che ha lasciato la perla qui sopra sulla mia pagina, la qualità media dei miei fan, per quanto riguarda l'educazione, è molto alta.

E nel profondo del mio cuore, voglio sperare che sia anche perché hanno la consapevolezza che l'autore non è un'entità astratta che fluttua distante nella stratosfera sopra di loro, noncurante di quello che pensano, bensì una persona che ha interesse per quello che pensano.

martedì, luglio 01, 2014

Bigio @ Radio Factory



Intervistato da Radio Factory durante La Sagra dei Fumetti, a Villafranca di Verona!

mercoledì, maggio 14, 2014

Il prossimo viaggio di Bigio


Lascio qui sul mio blog uno screenshot dei miei impegni per le prossime settimane, così anche chi non frequenta facebook può sapere dove e quando trovarmi. Per maggiori info su ognuno di questi eventi vi consiglio di cercarli con google, trovare la pagina ufficiale e scoprire con esattezza dove e quando avranno luogo: io sono solo un ospite!

Se nei prossimi weekend riuscite a beccarmi da qualche parte, dedica assicurata!

martedì, aprile 01, 2014

Bigio @ Romics 2014

Questo fine settimana mi troverete al ROMICS assieme a molti altri autori della scuderia di Shockdom! Dovrebbero esserci tutti i miei albi, compreso l’ultimo appena uscito: Drizzit – Quel Demone che non ti Aspetti, e poi le tazze di Drizzit “Wally-rider” e anche dei segnalibri di Baba Yaga (se tutto va bene). Sarò allo stand tutti e quattro i giorni, anche se ovviamente non sarò SEMPRE allo stand… comunque quando sarà il mio turno di disegnare potrete farvi scarabocchiare dediche sugli albi a volontà.

Ma oltre che presso lo stand di Shockdom sarò impegnato anche su altri fronti: nel primo pomeriggio di venerdì dovrei condurre una mini avventura dimostrativa a Drizzit GdR nell’area games, mentre in altri momenti potreste trovarmi allo stand dello Zainetto Pratico di Heward dove sarà disponibile “Verità Imperfette” il libro che ho scritto in una jam-session assieme ad altri nove bravissimi scrittori per Del Vecchio Editore.

Insomma io ci sarò, e voi? ;)

domenica, marzo 23, 2014

Arriva la primavera (?)

Mi dicono che nel nord Italia nevica, piove, il cielo è cupo e si sono avvistate addirittura trombe d'aria. Qui il tempo non è certamente "primaverile" ma a prescindere dal meteo, la primavera ci ha raggiunti. Secondo gli astronomi l'equinozio primaverile c'è stato il 20 Marzo (anziché il 21, pure in anticipo) quindi ufficialmente la bella stagione è cominciata.

Molti di voi seguiranno di certo The Author (il mio altro fumetto), sulla pagina di Facebook o su quella di Shockdom del collettivo Fumetti Crudi. Chi lo segue già da qualche tempo saprà che The Author è suddiviso in capitoli "stagionali" e cioè che la storia è suddivisa in parti che iniziano e terminano assieme alle stagioni. A volte non sono così preciso, ma stavolta il primo episodio primaverile è capitato proprio a pochi giorni dall'inizio della stagione.


Questa è la copertina che ho realizzato per il capitolo Primavera 2014 del fumetto, e come potete vedere le protagoniste di questa copertina sono Mese e Nete, le due muse di Fumetti & Arti Ludiche che mi fanno compagnia in questi episodi mentre Talia è altrove (chissà dove!). Ho realizzato questa illustrazione davvero al volo, piazzandoci sfondi floreali e sovrapposizioni già pronte perché non avevo tempo di dedicarmi a realizzarle personalmente, ma nel complesso il risultato finale funziona ed è questo che conta.

Buona domenica e buona primavera a tutti, soprattutto a coloro che ancora non l'hanno vista arrivare!

domenica, febbraio 23, 2014

La creatività secondo Poincaré

D'improvviso non ero più in grado di vedere nulla, eppure potevo immaginare tutto. Mese era ancora lì davanti a me, una leggera brezza accarezzava l'erba verde del parco nella tiepida mattinata invernale, e Nete continuava a fissarmi con il suo sguardo vuoto, assente, distante.
– Il valore della creatività, secondo Poincaré, non è altro che il prodotto di un indice di novità e di un indice di utilità. – Iniziò a spiegare Nete. – "Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili" per dirla con le sue parole. Un autore in pratica non deve far altro che pescare dal proprio bagaglio di esperienze e cercare di massimizzare il risultato di questo prodotto, generando qualcosa di nuovo e nel contempo di utile allo scopo. Io mi occupo della prima parte del prodotto di Poincaré, la novità, mentre mia sorella si occupa della seconda, l'utilità. Insieme garantiamo agli autori un valore decente di creatività.

Mentre Nete continuava a parlare, io prendevo sempre più coscienza della mia situazione.
– Dove siamo? ...questo non è più il parco. Non riesco a capire cosa è successo.
– Succede che abbiamo cambiato mezzo. Adesso siamo in un racconto. Beh non proprio in un racconto, è una specie di resoconto pubblicato sul tuo blog...
– Vuoi dire che in questo momento... sto scrivendo?
– No, – rispose Mese facendo oscillare l'indice – in questo momento lo stanno leggendo.
Sorrise. Nete alle mie spalle sbuffò. Nulla di tutto ciò aveva senso, eppure tutto aveva senso.
– È questo il potere di Nete? – Domandai a Mese.
– Non abbiamo "poteri", non siamo supereroi o roba del genere. Ogni musa ha le stesse identiche capacità, ma ognuna le sfrutta in modo diverso, a seconda del proprio ruolo e dello scopo che deve raggiungere. Per rispondere alla tua domanda... a Nete piace giocare con queste cose. Mescolare contesti, opportunità, strumenti. Ogni volta che si dice che un autore ha creato qualcosa di innovativo, solitamente è merito di mia sorella. I nuovi media le offrono sempre maggiori opportunità ed è per questo che negli ultimi decenni, da muse del fumetto, siamo divenute anche ispiratrici di altri tipi di arte come ad esempio quella videoludica.

– Credo di essere un po' confuso... e non so se i miei lettori sono pronti a tutto questo. Non potremmo rendere questo episodio un pochino meno... traumatico? E magari tornare al "contesto" precedente? – Proposi. Mese lanciò uno sguardo in direzione di sua sorella. Nete socchiuse gli occhi, e d'improvviso il racconto terminò.

domenica, febbraio 16, 2014

Humanity not found


Ogni domenica, da più di un anno a questa parte, pubblico sul blog di Shockdom del collettivo Fumetti Crudi così come sulla pagina di Facebook relativa un nuovo episodio di The Author. Ebbene, oggi, dopo tante settimane di pubblicazione, per la prima volta, ho deciso di NON PUBBLICARE il nuovo episodio di The Author. Si tratta di una scelta consapevole che metto in atto per spingere un po' tutti a riflettere su certi argomenti. Cosa è successo?

Qualche giorno fa, un lettore mi ha segnalato su una pagina di Facebook una mia vignetta pubblicata in maniera assolutamente criminale: la vignetta in questione era un ritaglio di un episodio di The Author piuttosto recente, ed era stata pubblicata senza citare né l'autore né la pagina del fumetto di origine. Essendo un ritaglio, era stato eliminato il titolo, la firma e qualsiasi altro riferimento.
Per chi non lo sapesse, questo significa violare il diritto d'autore. Faccio notare, casomai non foste ferrati in materia, che il diritto d'autore non è il copyright e non ha nulla a che vedere con i diritti di sfruttamento economico dell'opera. Siccome The Author, così come Drizzit, viene pubblicato GRATUITAMENTE su internet, non c'è alcun copyright associato alla sua pubblicazione su internet, cioè nessuno può farvi pagare per leggere The Author o Drizzit online, e chiunque può farne l'uso che vuole, purché quest'uso sia gratuito e fintanto che si rispetta appunto il diritto d'autore.

Cos'è allora il diritto d'autore? E' semplicemente il diritto dell'autore di vedere riconosciuta la paternità della sua opera. In pratica se io dipingo un quadro o scolpisco una statua, ho il diritto per legge di essere riconosciuto come suo autore. Vale anche per fumetti, ovviamente. Sicché se un tizio qualsiasi prende un mio fumetto e lo ripubblica online da qualsiasi altra parte, ad esempio su un'altra pagina, deve premurarsi di attribuirlo correttamente altrimenti sta violando la legge. E per "legge" non stiamo parlando di norme di Facebook, di "netiquette" o di buona educazione su internet, stiamo parlando della legge italiana. La legge italiana riconosce agli autori la paternità delle loro opere e il diritto di rivendicarla.

Ovviamente Facebook sa benissimo come stanno le cose, quindi se un autore si accorge che una sua vignetta è stata ritagliata e pubblicata altrove senza che gli sia stata riconosciuta la paternità dell'opera, basta farlo presente agli amministratori. Questi si accertano che l'opera sia davvero dell'autore in questione, dopodiché vanno dall'amministratore della pagina che ha violato la legge, gli cancellano l'immagine e lo avvertono che la cosa che ha fatto è illegale. Ed è proprio così che ho proceduto: ho segnalato la violazione e loro hanno rimosso l'immagine pubblicata illegalmente e hanno ammonito l'amministratore della pagina che l'aveva pubblicata.

Il giorno dopo, mi ritrovo nella casella di posta una email del gestore di tale pagina. Il testo della mail era una sola, singola parola: STRONZO.

Chi mi conosce sa bene che non so trattenermi dal rispondere, e non per un qualche "moto di rabbia" come capita spesso su internet, bensì per un deviato (e forse altrettanto malato) bisogno di spiegare le mie ragioni, come se volessi credere che il mio interlocutore non si sia accorto di aver commesso un illecito. Così, utilizzando toni non certo pacati, ho cercato di spiegare per filo e per segno all'amministratore di tale pagina come funziona la legge, come funziona Facebook, e cos'è il diritto d'autore (visto che nel rispondermi aveva di mostrato di non sapere nemmeno la differenza tra quest'ultimo e il copyright). Ho concluso facendogli notare che per non violare il diritto d'autore bastava premurarsi di segnalare l'autore almeno nella didascalia, e che se me lo avesse chiesto PRIMA, avrei potuto addirittura acconsentire alla pubblicazione della vignetta, magari nella versione non mutilata. Prendendo una mia vignetta, ritagliandola e pubblicandola senza indicarmi come autore si era reso invece a tutti gli effetti un ladro.

Dopo questo vivace scambio di email pensavo che la situazione si fosse chiarita. Invece no. Trascorre un altro giorno e l'amministratore della pagina in questione mi scrive un'altra bella mail piena di idiozie, di cui riporto solo la parte finale:

«Ma chi te se ncula? Ma che hai depositato il marchio della pepsi? Hai fatto una fetentissima vignetta, che è stata condivisa (portandoti anche un po' di pubblicità), e ti comporti come se ti avessero rubato il graal. Ma vai a zappare!»

Nella parte di poco precedente l'amministratore mi dà anche del coglione perché lui non può "andare a controllare ogni singola cosa che gli viene proposta" e perché se l'unica cosa che voglio tutelare è il diritto d'autore, farei bene a non mettere su Facebook i miei lavori.

Non gli ho risposto direttamente, non ho intenzione di farlo. Ma vorrei far notare in questa sede che, come può dedurre una qualsiasi persona normodotata cerebralmente, non si ottiene nessuna "pubblicità" da una vignetta che viene pubblicata -appunto- senza riportare l'autore o almeno la pagina da cui è stata rubata. La vignetta non è stata "condivisa" (un'opzione di Facebook con il quale si può ripubblicare un contenuto mantenendo il link alla pagina originale), è stata presa, modificata e ricaricata su una pagina diversa da quella originale. Facebook ti avverte in tutti i modi quando si caricano immagini negli album che devi stare attento a non violare alcun diritto! Ebbene, ecco la notizia: se carichi su un tuo album un disegno di un altro dopo aver ritagliato via firma e logo e non glielo attribuisci, stai violando il diritto d'autore. Strano, vero? Non l'avrei mai pensato.

Sul fatto che una pagina non possa controllare ogni singola cosa che pubblica poi, replico semplicemente che si può fare benissimo. Che ci vuole? Ad esempio io lo faccio: quando inserisco una fan-art nella gallery di Drizzit, cito autore e possibilmente pagina dell'autore. Ma lo fanno anche tantissime altre pagine come ad esempio Mondo di Nerd, che ha decine di migliaia di fan più della mia pagina: ogni immagine che viene caricata dall'amministratore di quella pagina riporta sempre l'autore e nel caso in cui l'amministratore non sappia di chi si tratta, lo chiede direttamente ai suoi lettori in modo da aggiornare la didascalia non appena qualcuno glielo riporta. Mi preme sottolineare che questa, prima di essere una pratica a norma di legge è una cosa civile, è buona educazione. Cioè quello che la legge chiede di rispettare in realtà è una buona norma, una cosa che io stesso mi premurerei di fare anche senza il pericolo di essere denunciato.

Purtroppo la politica nobile, educata e legale di certe pagine non è quella adottata dalla maggior parte delle pagine "contenitore" di Facebook, che spesso si aggiornano rubando immagini qua e là su internet, ritoccandole, ritagliando via quello che non piace e perché no anche aggiungendoci didascalie personali o il loro bel logo. Queste pagine sono perlopiù espressione dell'ego di incapaci che non potendo condividere con il pubblico quello che sanno fare, mettono in mostra la bravura di altri, nascondendo però gli altri. E accumulano centinaia di migliaia di fan facendo ridere, riflettere e emozionare i propri followers spesso senza che questi sappiano chi sono gli autori dietro le opere che li hanno fatti ridere, riflettere, o emozionare. Queste pagine, personalmente, mi fanno schifo.

Infine, e concludo, il ragionamento per cui se io volessi tutelare il diritto d'autore dovrei tenermi le strisce chiuse nel computer è un ragionamento (chiaramente) idiota. E' come dire: se hai scolpito una statua, non metterla in giardino! Scolpiscila e poi chiudila in soffitta, perché se la metti dove tutti possono vederla poi non ti puoi lamentare che un coglione ne stacchi un pezzo e se lo porti via per farci un soprammobile nel suo soggiorno. E se lo denunci, e le guardie vanno lì e si riprendono il tuo pezzo di statua, non puoi lamentarti che quello venga a darti dello stronzo e del coglione: lo stronzo e il coglione sei tu, autore utopista e disilluso, che hai ancora fiducia nell'umanità. Chiaro?

Per questo motivo io oggi non pubblico The Author. Me lo tengo nel computer, nella mia soffitta, perché la mia scorta settimanale di fiducia è esaurita e ha bisogno di tempo per ricaricarsi.
Humanity not found.
Buona domenica.

sabato, dicembre 21, 2013

Buon quello che vi pare!


C'è chi festeggia tradizionalmente e chi detesta le feste perché sono diventate solo una "roba commerciale", c'è chi si scambia gli auguri il 21 perché è durante il solstizio d'inverno che cade la vera festa di Yule che poi è divenuta Natale; poi c'è chi parte e se ne va in vacanza e per lui le feste sono feste, e sticazzi di chi è il festeggiato. Infine ci sono io che me ne starò a casa con Talia e Alonso, che comunque fanno tanta compagnia, e magari riuscirò a disegnare la striscia di Drizzit numero 1000 alla quale sono appena arrivato.

Mi sembrava comunque giusto augurare a tutti buone feste anche qui sul blog, dove passano tutti quelli che "io non ce l'ho facebook" e magari anche qualcuno di quelli che facebook ce l'ha ma preferisce leggersi le strisce di Drizzit tutte insieme una volta a settimana, oppure segue questo blog perché gli piace curiosare tra gli affari che l'autore mette online di tanto in tanto. Ecco, tra le altre cose, ho un post in sospeso da qualche giorno... anche a questo servono le vacanze: a recuperare il lavoro che non si è riusciti a finire durante i giorni di lavoro!

Auguri a tutti!

sabato, luglio 06, 2013

Talia e la pioggia

In quest'ultima settimana l'estate si è dimostrata talmente gentile e premurosa nei miei confronti, che quasi potrei rivedere il mio giudizio su di lei (odio l'estate).

Nei recenti pomeriggi spesso il cielo è stato velato, e anche se le temperature erano troppo alte per i miei gusti, più di una volta mi è capitato di andare a cercare la felpa nell'armadio perché una T-Shirt non era abbastanza. Di rado ho dovuto accendere il ventilatore e considerato che lavoro al computer (una specie di radiatore sotto la faccia di chi lo usa), direi che questa è una cosa stupenda! Ma soprattutto, e questa è stata la cosa più bella, un paio di notti in questa settimana ha piovuto di brutto.

Quando accade, per me è sempre un'esperienza incredibile. Me ne sto sul letto, rotolandomi nel dormiveglia, poi un ribollire lontano di tuoni mi accarezza i timpani. Man mano i tuoni si avvicinano, incerti e sempre più vigorosi, cullandomi nel ritmo incostante del loro susseguirsi. Dopo un po' un sibilìo lontano mi avverte che uno sciame di piccole gocce si sta avvicinando. L'aria si fa densa di umido, la temperatura si abbassa, il vento si pregna di un odore inconfondibile: quello del temporale estivo. Quello è il momento più bello: mi rigiro nel letto mentre tamburellano sul vetro le prime gocce, destinate a trasformarsi entro breve in un concerto cacofonico di frenetiche piccole percussioni. Quando arriva il temporale vero e proprio, mi sento un po' Dorothy nel mezzo del tornado, il letto pare sollevarsi in mezzo al frastuono, la brezza scivola nella camera e nel buio attraverso la finestra socchiusa, qualche lampo mi avverte che la festa è cominciata. Lo scroscio della pioggia è talmente rilassante che il mio cervello non sa se addormentarsi o restare sveglio a goderselo. Alla fine resta indeciso, tra la veglia e l'oblio, senza lasciare spazio a sogni che sarebbero senza dubbio meno belli.

Ecco, la pioggia in estate mi fa questo effetto.

Negli scorsi inverni è capitato più di una volta che Talia mi abbia accompagnato in giro durante le giornate piovose, ad esempio nei giorni in cui dovevo andare a Roma dal dottore per la mia seduta periodica. Le sconsiglio sempre di venire. Anche se è invisibile, tra le gocce di pioggia i passanti potrebbero scorgere il suo profilo, così come potrebbero accorgersi dei suoi passi sui marciapiedi colmi di pozzanghere e ancora bagnati. Per questo deve aspettarmi sempre silenziosa e immobile in posti isolati, come ad esempio nel bel mezzo di un ponte. Poca gente attraversa i ponti, quando piove di brutto. Ma lei mi risponde che lo fa volentieri, dice che a stare sempre a casa si annoia, e che stare immobile e silenziosa sotto la pioggia le piace. Non so in che modo un giorno piovoso possa piacere alla musa della commedia, non gliel'ho mai chiesto quindi evidentemente non mi interessa.

Quando finisco di fare le mie cose e torno da lei, la ritrovo lì ad aspettare. Con fare entusiasta mi racconta tutto quello a cui ha assistito mentre immobile fingeva di non esistere, appoggiata a una ringhiera, sotto l'ombrello. E le cose di cui mi racconta sono insignificanti, davvero. Mi dice di aver assistito a vecchietti che passeggiano, turisti olandesi che comprano biglietti dell'autobus, bambini che litigano per una figurina rara, mendicanti di passaggio, vigili urbani, cani portati a passeggio che fanno la cacca nelle aiuole. Talia osserva la gente con gli occhi di chi non ci ha mai vissuto in mezzo. E forse è proprio per questo che le sembra tutto così eccezionale.
Mentre torniamo a casa non posso fare altro che ascoltarla (dico davvero, non posso fare altro, non c'è modo di farla stare zitta). Ma dal resoconto che una musa mi fa del quotidiano vivere di una strada bagnata di pioggia ottengo sempre tutta una serie di spunti che poi si traducono in idee interessanti per i miei racconti.

E' così che le muse ispirano gli autori? Prestando loro innocenza e curiosità? Non lo so. Ma credo che chiunque legga alcuni dei miei racconti possa farsi un'idea abbastanza precisa di cosa ottengo dalla mia convivenza con lei. Si potrebbe obiettare che non si tratta di racconti allegri, alcuni sono grotteschi, altri sono inquietanti, altri sono tristi. E' vero, infatti la maggior parte di questi racconti a Talia fanno schifo, dice che sono brutti. Ma ce ne sono anche di divertenti, che a lei piacciono. Mi dispiace di non poterli pubblicare tutti qui sul mio blog, alcuni sono troppo lunghi, altri troppo grezzi e poco adatti alla pubblicazione. Ma se siete curiosi, qualcuno ce n'è. Ad esempio provate a leggere il Brucomela, o il Bambino della Pioggia, o l'Analista.

E sappiate che nonostante a Talia non piacciano, è lei che devo ringraziare.

lunedì, giugno 24, 2013

Fanservice e innocenza perduta

La copertina dei capitoli estivi di The Author
Nel giorno in cui il mio fumetto The Author inaugurava il capitolo estivo, mi sono ritrovato a discutere con un lettore cocciuto riguardo alle mie opere e ai presunti fanservice che esse contengono. Ho pensato che sarebbe stato utile mettere nero su bianco la mia opinione a riguardo, casomai qualcuno pensasse che valga qualcosa.

Cos'è un fanservice? Un fanservice è quando l'autore di un'opera (di solito a fumetti) elargisce particolari gratuiti al fine di arruffianarsi il suo palco lettori, in toto o una parte di esso. Una definizione più precisa la trovate su wikipedia, ma per amore di chiarezza vorrei riportare la definizione di Keith Russel (filosofo, poeta e saggista), che è quella che più si avvicina al tipo di fanservice di cui mi si accusa:

"The random and gratuitous display of a series of anticipated gestures common in Manga and Anime. These gestures include such things as panty shots, leg spreads and glimpses of breast."

Esempio di fanservice. Tipe seminude vestite
da gatto in atteggiamenti maliziosi, del tutto
avulsi da qualsiasi altra intenzione.
Quindi un fanservice è quando, ad esempio, l'inquadratura di una vignetta cade (in maniera assolutamente priva di senso) al di sotto della gonna di una protagonista per mostrarle le mutande, o quando si decide di mostrare una ragazza prosperosa utilizzando l'angolazione che permette di adocchiarle meglio le tette attraverso la scollatura. Ancora più fanservice è quando il "servizio" appunto è offerto al di fuori del fumetto. Ad esempio illustrazioni con le protagoniste femminili di un'opera in atteggiamenti lascivi, con nudità evidenti, richiami sessuali espliciti... il tutto ovviamente senza alcun'altra spiegazione se non appunto mettere in mostra gnocca, culi e tette per far cuocere nella libido i lettori (perlopiù maschi).

Chiaramente non si può pretendere che l'utente medio di internettolandia sappia di cosa parla, quando afferma che una certa cosa è un fanservice. L'ignoranza regna, e la saccenza la segue. Per cui se in un fumetto una delle protagoniste è un gran pezzo di topolona, allora quello viene additato come fanservice. NON è un fanservice. Il fanservice non è un personaggio, né una storia... è un atto singolo. Non si può dire che Milla Jovovich in Resident Evil è fanservice: no, è una protagonista gnocca e basta. Il fatto che il regista le inquadri il culo mentre spara, quello semmai è fanservice.

Altro tipo di fanservice. Una tipa che cade
a terra "a gambe larghe" e ci resta.
Ve la immaginate Baba Yaga che fa
una cosa del genere? No? Bravi.
Perché la mia strega ha una dignità.
Quindi il fatto che in Drizzit ci sia Baba Yaga, ad esempio, non è un fanservice. Non in sé stesso. Ma Baba Yaga sarebbe perfetta per realizzare tanti fanservice. Potrei ad esempio farle piazzare il culo davanti al naso dei lettori ogni due vignette senza motivo. Invece ho sempre evitato accuratamente di disegnare maialate gratuite con lei o con qualsiasi altra protagonista femminile del mio fumetto. Questo perché io rispetto i miei personaggi femminili, e mi piace preservare la loro dignità. Sinceramente non credo che i likes ottenuti mostrando due tette in primo piano senza motivo valgano così tanto da degradare l'idea che ho delle mie protagoniste. E' lo stesso motivo per cui non vedrete mai in Drizzit lotte nel fango, "catfight" e altre stronzate del genere. Non è il mio stile.

Esempio spicciolo: Dotto non infila la testa tra le tette di Baba senza motivo (probabilmente Baba lo ucciderebbe se ci provasse). Ma se in una striscia avessi bisogno di farglielo fare, per esigenze umoristiche o di trama, glielo farei fare. Sarebbe un fanservice? No. Non è una porcata gratuita al solo scopo di titillare il lettore. Ha un senso.

L'immagine di Driass che ho disegnato per i 4000 fan.
Credo sia l'illustrazione che si avvicini di più al concetto
di "fanservice" tra tutte quelle che ho realizzato.
Quindi in Drizzit non ci sono fanservice? Beh no, mi è capitato talvolta di eseguire quello che potrebbe essere definito un fanservice. Al di fuori del fumetto ad esempio, in illustrazioni celebrative di vario tipo oppure... nelle dediche lasciate ai miei lettori! Capita che mi chiedano cose bizzarre... del tipo "Dai, disegnami Baba che si strizza le poppe!" e a malincuore li accontento (e se non credete che lo faccia a malincuore, chiedete ai lettori che erano presenti durante tali richieste). In altre occasioni, ad esempio per celebrare un certo numero di fan o altro, ho realizzato illustrazioni in cui i personaggi erano in costume da bagno, oppure ballavano in discoteca, o erano reduci da una festa ubriachi. Non saprei a dir la verità se queste illustrazioni rientrano o meno nel concetto di fanservice, in realtà non sono nemmeno poi tanto inutili e comunque non dimentico mai il discorso della dignità dei miei personaggi. Ma se qualcuno mi dicesse che l'immagine celebrativa di Driass per i 4000 fan è un fanservice, in effetti non gli darei torto. In verità non ho disegnato Driass nelle terme in costume allo scopo di farla vedere seminuda ai lettori, l'ho fatto perché mi andava di disegnarla e perché mi sembrava un'ottima idea per un'illustrazione, ma alla fine rientra perfettamente nella categoria di un fanservice.

Però di certo non è un fanservice l'immagine di The Author che apre la stagione estiva. Sono in costume perché così appariranno in alcuni episodi estivi ed era bello ritrarle in costume (con l'autore imbronciato) nella copertina della stagione. Non è fanservice nemmeno la bozza delle prove dei costumi delle protagoniste, e credo non lo sia nessuna delle immagini che ho realizzato per The Author in generale.

L'immagine di The Author che mi è stata portata,
nella discussione, come esempio di fanservice.
Qualcuno mi ha segnalato come fanservice  l'immagine in cui l'autore si fa beccare da Talia, appena uscita dalla doccia, mentre finge di leggere un libro che però è al contrario. Si sottintende che l'autore stava sbirciando Talia e che lei deve essersene accorta. L'immagine è umoristica. Di Talia non si vede niente e sicuramente l'intento di quella illustrazione non è far vedere Talia in secondo piano in asciugamano. Se volessi fare un fanservice, lo farei meglio checcazzo. Chi pensa che un'immagine del genere sia un fanservice è (nella migliore delle ipotesi) uno che non ha capito un cazzo di cosa sia un fanservice. Per queste persone ho scritto questo lungo post. Fatevi una cultura.

Un'ultima cosa. Nella medesima discussione mi si accusava di usare i fanservice per aumentare gli accessi alla pagina, per ottenere più likes, per poi "guadagnare" di più. Ho fatto notare, umilmente, che Drizzit è un fumetto gratuito. Lo potete leggere TUTTO, ONLINE, GRATIS. Mi hanno rinfacciato di fare soldi con il merchandising. Drizzit non ha merchandising, non ancora (magari in futuro). Quello che avete visto finora, tazze, magliette, sono oggetti realizzati da chi mi ospita per coprire le spese della mia permanenza, a me non va un soldo. Ho realizzato alcune magliette su spreadshirt perché me l'hanno chiesto i lettori (e sono il primo a dire che costano troppo). Il primo volume di Drizzit era stato autoprodotto per beneficenza, e se esistono i cartacei di Drizzit è per far contenti i lettori che vogliono stringere l'albo in mano e permettermi di continuare a disegnare anziché andare a zappare la terra (con tutto il rispetto per chi zappa la terra, sarei ancora peggio come contadino che come disegnatore). La pagina di Drizzit non ha mai chiesto ai suoi lettori di condividere i contenuti pubblicati, non ha mai chiesto pubblicità ad altre pagine, non ha mai rivolto appelli per diffondere il fumetto.

Con questo non voglio dire che con Drizzit non ci faccio un soldo: è il mio lavoro. Gli albi vanno bene, incrociamo le dita. Ma se perseguo in questo modo di fare è perché mi piace pensare che chi legge Drizzit lo faccia perché lo apprezza davvero. Ehi dico a te, stronzo che hai messo like pensando che questo fumetto facesse fanservice di merda per alzare soldi! Togli quel like. Non ne ho bisogno.

Grazie.