lunedì, agosto 26, 2013

Drizzit 776-781







Trovo terribile che le mie strisce possano risultare incomprensibili a taluni lettori. Ma credo nel contempo che la cosa sia inevitabile. Per quanto mi sforzi di essere chiaro, sia nel tratto che nella composizione della vignetta, e tanto nei testi quanto nell'esplicazione delle situazioni, c'è sempre qualcuno che aggiunge commenti bizzarri alle mie strisce, denunciando incomprensioni di vario tipo. Esempio: il cambiamento delle gradazioni cromatiche nelle strisce in cui è notte. Dopo cinque o sei strisce in cui è notte e tutti i colori sono virati sul blu, mi ritrovo commenti del tipo "ma come mai Baba Yaga in questa vignetta è GRIGIA?"

In ogni caso, questa settimana il sole sorge, e dopo un paio di strisce virate verso il rosso, si torna ai colori abituali. Mi hanno comunque domandato cose strane come ad esempio "cos'ha in faccia Katy" nell'ultima striscia (Katy è in un buco, è ovvio si capisce dalla prospettiva delle gambe tra le altre cose). Altri hanno confuso l'elsa di Nunfus con i capelli di Katy, in centinaia poi hanno sospettato che la ladra in prima fila tra gli assassini di Artemide fosse lei (ma ha il naso a patata! ...e poi come sarebbe stato possibile?). Insomma credo che dovrei abbandonarmi all'idea che sia inevitabile che esistano lettori che fraintenderanno una striscia o l'altra. Perseguire obiettivi di chiarezza universale è un'utopia, ecco la lezione che ho imparato oggi.

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