lunedì, settembre 30, 2013

Drizzit 808-812







Come vola il tempo! Mi sembra ieri che Frosinone si imponeva sulla scena di questo fumetto, e siamo già alla striscia in cui Wally viene macellato.

Tra i lettori di Facebook e di Shockdom, la sequenza di strisce con protagonista Gianfranco Pizzibaldi ha scatenato i più accesi dibattiti sulle questioni più secondarie del fumetto: ma Pizzibaldi invecchia? Ma perché ora ha gli occhi rossi? Ma perché Frosinone? Ma quando vende focaccine lo fa da Pizzibaldi o da Frosinone? Ma di quale segreto sta parlando? ...fino al classico, drammatico "non l'ho capita".
Naturalmente non credo sia mio dovere spiegare nulla: né svolgere una funzione di CEPU permanente, né spiegare cose che quando non sono scontate, sono comunque dettagli irrilevanti.

Mi sono molto divertito a disegnare queste strisce, come ho già scritto la settimana scorsa, e questo nonostante si tratti di strisce in cui la "trama" impone un certo ritmo, impedendomi di spaziare molto.

Giusto un paio di precisazione che ho a cuore: in molti, moltissimi, continuano a commentare "cateeeene di Andromedaaaaaa" o roba simile, in quanto rivedono in Frosinone un rimando ai Cavalieri dello Zodiaco e al cavaliere di Andromeda. Un po' come per la questione della madre di Baba, che continuamente mi viene accostata all'arpia Sylen o a qualche altro cartone degli ultimi decenni. E' ormai chiaro che il 90% dei lettori di Drizzit sono ragazzi e ragazze cresciuti immersi nella cultura popolare degli anni '90 (ok qualcuno prima, qualcuno dopo... ma sto generalizzando). Quindi è ovvio e scontato che quando vedono una catena volante la associno ai Cavalieri Dello Zodiaco, e che quando vedono una tipa con le ali pensano subito a Sylen di Devil Man. Mi piacerebbe poter tenere una lezione sul fatto che quelli di Masami Kurumada e Go Nagai non sono altro che stereotipi ripresi e rielaborati di opere precedenti, ma peccherei un po' di presunzione. Si può comunque far notare che se due autori del XXI secolo disegnano entrambi un guerriero che ruota catene taglienti, è probabile che nessuno dei due abbia citato l'altro, ma che piuttosto entrambi facciano riferimento a qualcosa di precedente o a uno stereotipo famoso, finendo così per delineare un qualcosa di simile solo perché quell'iconografia di base era già presente.

Il "diavolo delle catene" a cui fa riferimento Drizzit esiste nella cultura dei Giochi di Ruolo sin dagli anni '70, ma è chiaro che i gladiatori che lottavano con le fruste nelle arene romane già avessero creato un esempio da riprendere nella letteratura da quel momento in poi. Whiplash (il cattivo di Ironman interpretato anche da Mickey Rourke in Ironman 2) e Spawn di Todd Mcfarlane ruotano fruste, così come fanno decine di altri super-eroi dei fumetti. Anche il Troll delle caverne de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson scaglia catene contro i suoi avversari durante lo scontro nelle miniere di Moria, ma nessuno al cinema grida "catene di Andromedaaaaaa"...sarebbe quantomeno ridicolo (ok sono sicuro che qualche nerd all'ultimo stadio l'ha fatto, ma non conta). Con questo non voglio dire che sia spiacevole che i lettori annuncino trionfanti con mille commenti di aver colto un riferimento che magari non c'è, anzi credo che sia lusinghiero. Mi ricorda quando al liceo facevo l'analisi delle poesie di Giacomo Leopardi trovandoci riferimenti e rimandi a mille altri autori... ma fra me e me pensavo: «Secondo me Giacomino 'sta cosa l'ha scritta mentre era sovra pensiero in bagno appuntandosela sul rotolo della carta igienica.»

Fine degli appunti di questa settimana!
Ci si rilegge (con le strisce di Drizzit) fra quindici giorni.

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