lunedì, settembre 09, 2013

Drizzit 789-795








Finalmente questa settimana è ri-comparsa Shedim. Ho nel cassetto alcune immagini promozionali e dell'altro materiale in cui la mamma di Baba Yaga compare, ma non potevo usarle né parlarne finché la sua presenza non fosse stata confermata. Il ritorno di Shedim è stato accolto con molto entusiasmo dai lettori, spero che anche gli sviluppi di questo personaggio nella storia siano di loro gradimento.

Mi è stato fatto notare che nella striscia speciale in cui Shedim compare, la sua gamba conta solo tre dita, mentre successivamente gliene ho sempre disegnate quattro. E' vero, ma mi sembrava che quattro dita fossero una soluzione migliore, e la cosa mi è sembrata solo dopo aver già disegnato questa Shedim. Quindi ho semplicemente cambiato il numero di dita. Avrei dovuto tornare su questa immagine per correggere le dita, ma poi ho pensato che certe imprecisioni va benissimo lasciarle, in quanto testimoniano un po' l'evoluzione dal punto di vista grafico di un personaggio (ok c'entra anche la mia pigrizia, ma è certamente un fattore trascurabile).

Sono stato tempestato anche di commenti in cui mi si chiede: ma se il kimono della tizia con le corna è lo stesso dell'anno scorso, vuol dire che non brucia? A questa domanda si potrebbe rispondere in tanti modi, il punto è che non mi interessava spiegarlo e ho preferito darlo per scontato. Grosso errore. Poi i lettori preciselli te la fanno pagare. Mi sembra ovvio che il kimono è lo stesso modello dell'anno scorso, e non lo stesso in senso stretto. Così come gli straccetti logori di Katy (ormai divenuti un classico) non sono gli stessi utilizzati in tutti i roghi degli anni precedenti, in quanto prendono fuoco e bruciano. Si tratta di un evento mondano e ci sono abiti che vengono ricreati identici. Evidentemente la mezzo-demone in kimono ha avuto successo l'anno scorso, e Kancrian ha deciso di replicare.

Questo tipo di spiegazioni sono esattamente quelle che come autore non mi interessa dare. Credo che un lettore di Drizzit possa benissimo rispondersi da solo, anche inventando la motivazione, se necessario, senza che il fumetto debba includere una risposta esso stesso. Altro esempio di questo tipo di domanda, riferito stavolta alla striscia 794, è "ma il palo non brucia?". Chiaramente un palo di legno sottoposto a un rogo dovrebbe annerirsi e consumarsi, ma a me serviva che rimanesse in piedi per "sorreggere" lo scheletro che altrimenti non si sarebbe visto. E' vero ripensandoci sarebbe stato meglio annerirlo in po', ma alla fine il mio pensiero è stato lo stesso che per le dita di Shedim: non importa. Quindi i lettori che si pongono la questione possono darsi da soli una risposta: forse Kancrian l'ha protetto magicamente, forse l'ha cosparso di liquido ignifugo, forse era di metallo verniciato di marrone... ogni spiegazione va bene. Non credo che in casi come questi spetti a una striscia umoristica il dovere di dare questo tipo di risposte.

In ultimo, era forse inevitabile che quei due puntini rossi sulle tette disegnate male che compaiono sempre nella striscia 794 causassero polemiche. Sono due TETTE NUDE. Ci sono stati lettori per i quali quelle tette nude sono state "la goccia che fa traboccare il vaso". Mi sono arrivati commenti e messaggi privati contenenti biasimo e disapprovazione per la scelta. Alcuni del tutto immotivati ("cosa ti costava coprirle con un filo di fumo?") e altri con motivazioni del tutto personali. Tra questi ultimi, un paio di hanno accusato di aver cambiato il tono della striscia, modificato il mio umorismo, che una volta era tenero e candido, e ora è becero e volgare. Accuse simili mi erano già state rivolte in passato, ricordo in particolare due momenti: quello in cui imperversava Brando, e quello in cui era apparso Collinolio. Due personaggi che facevano continuamente battutacce sconce e riferimenti sessuali, con il risultato che molti lettori si scandalizzarono. Ora, secondo questi lettori, è il turno dei riferimenti ai cartoni animati, delle tette in mostra e delle allusioni sessuali. Sono queste le cose che "ultimamente" stanno facendo scadere il fumetto.

Vorrei far notare a questi lettori che nella striscia 005 si vede un pisello di elfo nudo. Certo è disegnato male, ma mica tanto peggio delle tette della striscia 794. Si vede un pisello nudo anche all'inizio di questa serie, ed è di un nano anziano (quindi con folto boschetto bianco). Poi ci sono tette giganti che occupano due vignette intere nella striscia 118 (siamo ancora in Drizzit - Origini) mentre per quanto riguarda le parolacce, Katy grida "vaffanculo" e viene pronunciata tre volte la parola "stronzo" nella striscia 185. Riferimenti a cartoni animati e opere contemporanee sono continui in Drizzit, si tratta di una forma di umorismo nota come "anacronismo" e l'esempio più efficace che mi viene in mente di citare è quello della saga videoludica di Monkey Island (ma anche Merlino in La Spada nella Roccia è un bell'esempio). Prima di Peppa-pig avevo già citato Dragon Ball e Daitarn III, per dire solo i più evidenti.

Quindi è vero che il mio fumetto "evolve", sarebbe stupido se non lo facesse. La storia è divenuta sempre più importante, anche perché è un pretesto per introdurre nuovi spazi narrativi nei quali incastrare le battute e dopo quasi 800 strisce ce n'è davvero bisogno! Ma di certo in tre anni non è cambiato il mio umorismo. Che è sempre più o meno lo stesso... oscilla tra citazioni nerd, curate allusioni sessuali, contraccolpi nonsense, anacronismi, leve su meccanismi tipici del fantasy e dei giochi di ruolo, siparietti comici tra i personaggi (che ormai hanno una personalità sempre più complessa).
E la differenza tra il mio umorismo e quello di un cinepanettone, è l'approccio alla volgarità. Perché mentre nelle schifezze cinematografiche che affollano i cinema a Natale la volgarità è ostentata e ricercata, nel mio fumetto si tenta di annichilirla e farne un uso modesto (diciamo prossimo allo zero). Inoltre nel mio fumetto, si cerca di rispettare la dignità dei personaggi, che è un punto fondamentale che contraddistingue il mio modo di fare fumetto: i miei personaggi non sono marionette da usare a mio piacimento, facendo loro interpretare scene umanamente degradanti solo per far contento il pubblico.

Per lo stesso motivo, non opero mai fanservice all'interno del fumetto, li relego alle illustrazioni promozionali e alle immagini extra. Per dire, non chiedo mai a Baba Yaga di cadere a culo all'aria per poterla inquadrare da dietro, né utilizzo inquadrature strategiche al fine di mettere in bella mostra tette e grazie delle protagoniste. Certo, quando mi serve un'inquadratura particolare, la adopero senza curarmi se due tette finiscono in primo piano. Ma questo non è fanservice. Il fanservice lo voglio ribadire è l'esatto opposto, è quando un autore inserisce a forza inquadrature del genere, per il piacere del lettore e non per esigenze di sceneggiatura.


Poi c'è un modo molto semplice per scoprire se una cosa è fanservice o meno: chiedetelo all'autore. Se l'autore vi risponde (cosa che pochi fanno, io lo faccio) e vi dice di no, non è un fanservice. Non si tratta di un'opinione, ma di un'intenzione. Se l'autore non ha disegnato una cosa per accontentare i fan malati di immagini pruriginose, tecnicamente non è un fanservice. Personalmente, credo che la striscia 794 sia davvero difficile da scambiare per un fanservice: è chiaro che la scena prevede che la tizia resti nuda, e che l'autore abbia deciso di non censurarla. Non è stata costruita per fare vedere un paio di tette. Ma che vi devo dire? Col senno di poi, forse era il caso di coprirle, visto che di stronzi ne girano sempre troppi.

Anche se sono stato lunghetto stavolta, permettetemi invece di ringraziare tutti i lettori che mi hanno fatto notare i VERI errori e le vere cazzate che ho commesso in queste strisce. Erano piene di piccoli refusi, o di imprecisioni nei disegni, che ho velocemente corretto (le strisce qui sopra dovrebbero esserne prive). Ah, se non ci foste voi! Grazie davvero.

Ci rileggiamo presto.


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