martedì, gennaio 14, 2014

Perché io e Rich siamo due fighi da paura, ma lui è un po' più figo di me

Ho deciso di pubblicare qui sul mio blog una critica che mi è stata mossa nei commenti su Facebook, sotto una delle tante strisce giornaliere (non importa quale, leggendo la critica si comprende bene che è stata mossa al fumetto nel complesso). Vorrei premettere che rispondendo non mi interessava tanto difendermi quanto spiegare per l'ennesima volta cos'è il mio fumetto.

Lettore - Comparando i rispettivi ritmi di disegno Bigio e Rich Burlew, Drizzit dovrebbe raggiungere il numero di "issues" di OOTS durante i prossimi 2 mesi... Ora chiederei a tutti di vedere l'evoluzione dei contenuti di entrambi i fumetti. Ebbene sì: Drizzit non esce dalla meccanica tette +beautiful +dragonball... odio quando un'opera raggiunge tali dimensioni e rimane così immatura.

A proposito di "tali dimensioni", ho di recente pubblicato la striscia 900 di Drizzit.
Rich Burlew è oltre i 900 episodi di Order Of The Stick (che corrispondono a circa
4000 delle mie strisce, considerati i formati), ma lui continua a NON essere
accusato di fanservice. Ma come cazzo fa?

Bigio - Beh cominciamo innanzitutto col dire che l'accostamento a Order of The Stick mi lusinga molto perché quando lo seguivo, al tempo, lo trovavo divertentissimo. Ho smesso di leggerlo dopo le prime 300 pagine perché la storia un po' mi annoiava, forse per colpa mia che probabilmente sono molto meno nerd di quel che penso. Comunque leggiucchiando qua e là le successive 600 pagine, si nota che i suoi "contenuti" sono sempre stati "prendi per il culo i GdR Fantasy +prendi per il culo i GdR Fantasy +prendi per il culo i GdR Fantasy" dal primo all'ultimo episodio. E' un fumetto esilarante eh... se sei un RPG-Geek. Un lettore che non ha mai giocato a un GdR fantasy immagino che lo trovi un po' indigesto. Ma non vedo perché dovrei "detestarlo" per questo, anzi lo trovo sensato perché probabilmente è così che OOTS piace ai suoi lettori, e soprattutto spero che sia così che il suo autore l'ha pensato e continua a pensarlo.

Io non penso che Drizzit sia "tette +beautiful +dragonball", più volte mi sono espresso contro i lettori che, non appena due personaggi interagiscono sul tema dell'amore, si lamentano che sta diventando una telenovela. Altrettanto ho fatto quando il mio fumetto è stato accostato a Dragonball, ai Cavalieri dello Zodiaco, a Berserk, a Star Wars o a Sailor Moon. In Drizzit ci sono tutti questi elementi, e anche di più. Ma Drizzit NON è NESSUNO di questi elementi, e nemmeno la banale unione di più di essi. In Drizzit c'è anche "prendi per il culo i GdR Fantasy" ma Drizzit non è un fumetto che prende per il culo i GdR Fantasy, come è invece OOTS. Drizzit (attenzione attenzione) è una striscia a fumetti fantasy umoristica.

Katy dovrebbe prendere seriamente in considerazione
tutti gli haters che le danno della troia, non credete?
Una striscia a fumetti è un preciso tipo di fumetto al quale appartengono illustri esempi come Calvin & Hobbes, Dilbert, Get Fuzzy, i Peanuts, Red Meat, e per citare italiani anche Sturmtruppen, Lupo Alberto (anche se Silver lo ha disegnato un po' in tutti i formati), Mostrip di Albo, o le strisce di Zerocalcare (che Zero pubblica su Internazionale).

Ora è vero che il caso di Drizzit è sempre stato "particolare" perché le strisce a fumetti solitamente non presentano una trama che si sviluppa di striscia in striscia (se non per poche strisce, in alcuni casi), né introspezione psicologica, né evoluzione del contesto narrativo o dei personaggi. In questo senso Drizzit è un fumetto "sperimentale", anche se non sono né il primo né l'unico autore ad averlo fatto. Però resta un fumetto la cui priorità è intrattenere a colpi di tre-quattro vignette per volta, solitamente facendo leva sull'umorismo. Drizzit quindi digerisce Beautiful, Dragon Ball e tutto cioè che fa parte della mia formazione culturale e che mi definisce come autore, e lo ripresenta ai suoi lettori cercando di essere divertente. Non è che abbia molte altre pretese.

Il fatto che sul mio blog si scatenino liti tra fan di uno o di un altro personaggio mi induce a pensare che, nonostante il mezzo narrativo frammentario e poco adatto a questo tipo di lavoro, i personaggi siano stati ben caratterizzati. Ho lavorato molto sul fatto che non siano solo "macchiette". Voglio dire: nessuno si chiede come cazzo è possibile che zio Paperone sia così avaro, né trovano stupido che lo sia ancora dopo 100 anni di fumetti Disney (evoluzione zero). Nel mio fumetto invece, quando un personaggio come Katy si dimostra coerente con se stessa, è il momento che sorgono critiche sul fatto che non si evolve abbastanza! Senza contare che in Drizzit si cerca sempre di giustificare gli atteggiamenti dei personaggi, ad esempio non si è semplicemente presentato ai lettori un Drizzit imbranato con le donne, si è cercato successivamente coi suoi trascorsi di giustificare questo suo blocco. Mi piace che i personaggi abbiano una personalità complessa e giustificata, anche quando sono prevedibili o si accostano a stereotipi. E stiamo sempre parlando -lo ribadisco ancora- di una striscia a fumetti! Avrei potuto dire: Katy è stronza. Punto. Così come Calvin è pestifero, Lucy è odiosa, il cane di Garfield è idiota, Paperoga è un cretino.

Nella striscia 794 disegnai due capezzoli. Erano più due puntini rossi su delle tette
disegnate male, ma a giudicare dalle reazioni qualcuno deve essersi eccitato. Troppo.

Da tutta questa riflessione scaturisce una domanda: sono forse le mie ambizioni a generare certi problemi? Forse se avessi disegnato per 4000 strisce stick-men che immersi in una pseudo-epopea fantasy infinita non fanno altro che canzonare i meccanismi dei GdR Fantasy, avrei avuto meno seccature. Ma più probabilmente chi non apprezza OOTS semplicemente non lo legge, non esige che sia ancora più eccezionale (da intendere in senso stretto) di quello che è già. Insomma a me Drizzit piace così: è un fumetto che viene accusato di parlare di "tette" dove le tette non si vedono mai; che viene tacciato di fanservice quando in 900 strisce ho disegnato solo due volte il sedere di Katy (che dovrebbe essere il suo punto forte) e mai quello di Baba; che viene accostato a Beautiful e ai cinepanettoni quando quel modo di trattare le relazioni e quel tipo di umorismo mi fanno schifo e aborro di farne uso nella mia opera; che viene accomunato a Dragon Ball quando in una striscia a fumetti inserire quel tipo di scene d'azione è un suicidio narrativo (e infatti mi vanto tantissimo ogni volta che riesco a inserire un paio di sequenze di combattimento, e capita in media ogni 200 strisce!).

Ma soprattutto Drizzit è un fumetto che si evolve, e questo voglio ribadirlo. Si evolve sia stilisticamente, perché mi riprometto di disegnare sempre meglio, che dal punto di vista della sceneggiatura, perché il fatto che Drizzit sia seguito da un grande percentuale di lettori considerevolmente più interessati agli sviluppi della trama che alle battute, mi ha spinto a elaborare archi narrativi più complessi e con più colpi di scena, e a insistere nell'approfondimento delle personalità dei protagonisti e dei loro rapporti.

Bene, spero con questo di aver portato molti lettori a conoscenza di quali sono le mie ambizioni, i miei obiettivi, le mie intenzioni riguardo Drizzit. Sono ambizioni, obiettivi e intenzioni che secondo il lettore sopra citato ho mancato del tutto. Se così fosse, mi dispiacerebbe molto. Per fortuna, io non lo credo.

PS non mi va di rileggere quello che ho scritto, ci saranno errori ma è tardi e in fondo sticazzi. Sono certo che capirete.
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