giovedì, maggio 05, 2005

Paul e l'assassino bianco


L'assassino scagliò il suo corpo contro Paul con la stessa rapidità alla quale avrebbe lanciato i suoi pugnali.

Paul ebbe appena il tempo di voltarsi, poi la sottile lama dell'assalitore si infiltrò tra le piastre della sua armatura e perforò la carne. Cadde all'indietro, sul letto di erba, e l'assassino lo sorvolò tirando via l'arma e femandosi al centro del circolo di pietre.
Tra i suoi piedi c'era il futuro, non ancora sbocciato, ma non sembrava curarsene. Indossava complicate vesti di lino bianche come la nebbia, e i suoi capelli erano scoloriti e chiari come la sua pelle. Estrasse un altro pugnale dalla cintura.

Paul sentì il calore del sangue scivolare lungo la gamba ed i vestiti appiccicarsi sulla pelle. Il dolore era insignificante rispetto all'entità della ferita. Recitò una breve formula di guarigione e sanò lo squarcio della pugnalata. L'assassino realizzò di dover colpire di nuovo e con maggiore dedizione.
"Cosa vuoi? Chi sei?" - Chiese Paul.
"Il lato oscuro della ragione. La conseguenza della conoscenza." - Rispose la figura spettrale.
"Che significa? Hai un nome?"
"Grael."
"Io non ti conosco. Sei stato inviato da qualcuno?"
L'assassino non rispose, scattò in avanti. Paul si rese conto di non aver nemmeno sfoderato l'arma. Deviò il primo colpo di pugnale con il bracciale dell'armatura, mentre con la mano sinistra riuscì ad afferrare il polso dell'avversario prima che potesse ferirlo. L'assassino si ribaltò su se stesso saltando in aria, e Paul non riuscì a mantenere la presa. Prima di voltarsi, però, sfilò la spada bastarda dal fodero sulla schiena.
"Dimmi perché vuoi uccidermi! Un uomo ha diritto di sapere perché muore!" - Insistette il paladino.
L'assassino si voltò con una capriola appena toccò terra e con un balzo gli era di nuovo addosso.
"Non ho rispetto delle vittime delle mie lame!" - Rispose. E con entrambi i pugnali mirò alla gola.
Paul capì che girare la spada sarebbe stato un movimento troppo lento. Colpì con il calcio dell'elsa, dritto nello stomaco. L'assassino mancò il suo colpo e il paladino gli affondò la lama nella gamba. Senza estrarla gli assestò un calcio sull'altra costringendolo a cadere a terra.

La lama di Paul uscì dalla ferita con gran dolore.
L'assassino era a terra, sconfitto.
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