giovedì, febbraio 24, 2011

Drizzit 9

Eheh in questa vignetta torna l'autore. Non avevo escluso completamente l'idea di riapparire, di tanto in tanto. Mi piace il meta-fumetto, e il rapporto che il me stesso disegnato ha con le strisce che disegna. Ma non potevo basarci tutta la storia, una comparsa ogni tanto, è la scelta migliore.
Per quanto riguarda l'argomento di questa striscia, credo che si tratti di uno dei tanti paradossi generati dalla suspension of disbelief invocata al tempo da Samuel Coleridge. Lui diceva che il lettore è disposto a prestare fiducia a un autore, e a "sospendere" la propria incredulità accettando cose che in realtà sarebbero inverosimili, a patto che la storia lo coinvolga. Insomma se un fumetto è ben fatto, ed è divertente, non vai a chiederti come sia possibile che l'elfo (che peraltro non esiste) abbia trovato degli abiti praticamente identici ai suoi addosso a un orco (che non esistono nemmeno gli orchi). Sospendi la tua incredulità e seguiti a leggere, accettando che esistano gli elfi, gli orchi e anche che indossino abiti della stessa taglia.
Quindi quello della suspension of disbelief è una sorta di test. Fateci caso: se in un film, in un libro o in un fumetto, la storia non vi piace, si finisce per non tollerare più nessuna delle sue incongruenze, e anzi si finisce per criticarle tutte. Al contrario se l'opera vi piace, siete sempre ben disposti a passare sopra a qualche imprecisione, ad accettare che le cose siano "andate davvero così".
Ecco da questo ragionamento è nata la striscia qui sopra, una sorta di scena surreale nella quale cerco invano di giustificarmi addirittura con i personaggi dello stesso fumetto. Tanto per farvi rendere conto dell'entità delle pippe mentali che mi faccio.

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