lunedì, febbraio 21, 2011

Quando si ha voglia di fare qualcosa...

...alla fine ci si riesce. Credo che sia una specie di impulso primordiale, per cui se veramente desideri qualcosa, alla fine la pressione esercitata dalla tua voglia di farla ti spingerà a realizzarla. magari ci vorranno anni, magari dovrai aspettare tempi migliori, occasioni migliori, la giusta combinazione insomma. Ma alla fine, un piccolo passo per volta, alle mete ci si arriva sempre.
E' chiaro non sto parlando di utopie irrealizzabili, mi riferisco a sogni "concreti" (un sogno concreto è sempre un sogno?) e in particolare a quegli aspetti della vita che molti ti dicono: mettili da parte, devi fare altro. Altre cose sono migliori, altre cose sono più proficue. E sulla proficuità delle alternative mi è capitato spesso di essere in contrasto con gli altri.
Perché proficuo adesso è sinonimo di un benestare materiale, che è sinonimo di soldi. La felicità è in vendita là fuori, basta avere le risorse per permettersela. Beh io 'sta felicità in vendita non l'ho mai trovata. Mi capita di essere felice spesso, ma per cose del tutto povere. E la mia rotta è sempre in quella direzione, nella direzione delle cose che mi fanno stare bene, e non di quelle che mi mettono "al sicuro". Sarò sempre precario, forse, ma sempre soddisfatto e felice. E' una maledizione, credo -così la vedono in molti- ma se riesco a non far del male a nessuno, potrei conviverci senza problemi fino alla morte.

E veniamo a discorsi più concreti. Oggi ha aperto la Gilda del Drago Nero. E' un'associazione ludica, promuoviamo giochi di ruolo, giochi da tavolo, giochi di carte e qualche volta anche videogiochi e altro ancora. Ci piace vantarci della nostra Sindrome di Peter Pan eheheh. Ma potrei anche dire che è stato difficile per noi divenire grandi e mantenere un amore così grande per il divertimento più puro.
Con i miei amici abbiamo iniziato a giocare a Risiko, Dungeons & Dragons e con i videogames quando ero alle scuole medie. La passione ci ha aiutato a crescere. Leggo molto, disegno, scrivo racconti, libri, fotografo il mondo e tutto questo, forse, nasce dal modo in cui sono cresciuto e dal mondo in cui questa cosa è cresciuta con me. Giocavamo sui muretti, bucando le schede del personaggio con le matite, rigando i dorsi delle carte con i sassi, riempendo di pinoli e foglie secche le scatole dei giochi. Poi tornavo a casa, scrivevo sul mio vecchio piccì, giocavo con il Lego, leggevo fumetti a profusione. Bei tempi, le medie. A parte le medie, intendo.

Più in là una copisteria, tramite un amico, ci ha offerto uno spazio dove giocare: nel loro magazzino, nello scantinato di un condominio. Così è nata la Gilda del Drago Nero. Poi sono passati degli anni, ho aperto un negozio di fumetti, nel retro ho ospitato l'associazione ludica. In un piccolo spazio abbiamo dato vita a un sacco di eventi e ci siamo fatti conoscere. E adesso posso permettermi di dire che la Gilda del Drago Nero vive di vita propria. Certo gli inizi sono difficoltosi, ma abbiamo un locale tutto nostro... spazioso, con una stufetta a legna e la possibilità di organizzare proiezioni e tornei. Sono bei tempi anche adesso.

Dice Simone Weil che questa è la vera libertà. Meno male. Vorrà dire che da oggi mi considererò un po' più libero. Comunque la Gilda è lì, dimostra qualcosa. Dimostra che puntare in alto non è tanto utopico come si vuole far credere. Che c'è ben poco da rassegnarsi. Che si può essere inquieti ed irrequieti, ma anche arrivare da qualche parte, dove da bambini si pensava di poter arrivare, e dove la maggior parte delle persone non arriva mai perché "bisogna stare con i piedi per terra". Forse non ho fatto salti troppo lunghi, o mi sarei spezzato una gamba, forse sono più prudente di quanto non pensi io stesso, ma alla fine giocavo a 12 anni e gioco adesso, 20 anni dopo. Grazie a ogni singola persona che me l'ha permesso.
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