giovedì, giugno 09, 2011

Bye bye D&D, a presto

L'avevo presagito, subodorato e preannunciato ampiamente in altri post del mio blog, ma stavolta è ufficiale, la notizia viene da MM25 che ne è l'editore italiano: D&D 4a edizione ha concluso la sua corsa nel nostro paese. L'annunciato Cripta dei Mostri infatti è stato cancellato dal sito e probabilmente non vedrà mai la luce, altrettanto probabilmente quindi non saranno tradotti nemmeno gli altri futuri prodotti della serie (ulteriori notizie qui).

La motivazione sembra essere i famigerati dati di vendita. Pare che il mercato del gioco di ruolo se la stia passando maluccio, e che nessuno compri più i manuali. In effetti nemmeno Runequest II edito in Italia da Asterion sembra che abbia riscosso molto successo, costringendo la casa editrice a fare un passo indietro nella pubblicazione dell'Arena dei Mostri. Però la storia di Runequest II è ben diversa da quella della 4a edizione, si tratta di un sistema di gioco vecchissimo (il d100, che si chiamava basic, era alla base di GdR come Il Richiamo di Cthulhu e Stormbringer, tradotti e pubblicati dalla Stratelibri negli anni '90, ma Runequest che non è mai arrivato in Italia gira da quasi 40 anni). Anche se la versione italiana di Runequest II è un vero gioiello, integra tutti gli aggiornamenti e si presenta in una veste grafica fantasmagorica, evidentemente questo non è bastato a garantirne il successo.

Ma la depressione del mercato (che non è del settore GdR ma dell'intera editoria) non è una scusa, e non giustifica di certo la scarsità di vendite di D&D 4a edizione, un sistema di regole che faceva passi indietro enormi su qualsiasi fronte rispetto all'edizione precedente, deludendo centinaia di migliaia di appassionati che il d20 system era riuscito ad avvicinare al gioco di ruolo e perdendo per strada quasi tutti quelli che erano cresciuti giocando tutte le edizioni precedenti. Hai voglia a ripiegare sul vintage, sui kit per bambini e sul mercato (tristissimo) dei prodotti collaterali (mappe, miniature e carte collezionabili). D&D l'hanno ucciso, e ringraziassero tutti quelli che, nella speranza che la Wizards/Hasbro si ravvedesse, hanno continuato per qualche anno a comprare i manuali (me compreso). Le vendite incoraggianti dei primi manuali della 4a edizione non erano indicative di un apprezzamento: centinaia di persone hanno acquistato un manuale, poi un altro, poi un altro nella speranza (utopica) che il prodotto migliorasse. I dati di vendita molto buoni dei primi manuali della 4a insomma, sono dovuti al successo della 3a edizione.

Se fosse vero che il mercato del GdR cartaceo è in crisi, non si spiegherebbe il successo di Pathfinder GdR, che sta illuminando la piccola Wyrd edizioni. Il manuale di gioco di questo sistema (praticamente una versione aggiornata della 3a edizione di D&D, alla quale hanno lavorato gli autori del d20 system fuggiti dalla Wizards) è il manuale di GdR più venduto del 2010. Ci vuole poco, qualcuno dirà, visto che si sta parlando di crisi. Sarà, ma intanto la Wyrd è stata costretta, l'anno scorso, addirittura a ristamparlo.
Attualmente per le mie due campagne di D&D ho scelto Pathfinder GdR e non la 4a edizione, ma giovedì proveremo anche Runequest II, e in ludoteca va forte anche Sine Requie. Allora dove 'sta la crisi? Ve lo dico io.

A tutti quelli che se la prendono coi videogiochi, ché la colpa è loro se nessuno gioca più il GdR Pen & Paper, io dico che il mondo gira esattamente al contrario. Quando esce un GdR bello, ma davvero bello, il mercato del videogioco lo sfrutta e sforna successi, e il successo di un videogioco ricade a cascata sul cartaceo. E' esattamente quello che è successo quando uscì la 3a edizione di D&D, un sistema validissimo, moderno e snello, perfetto per lo stile di D&D, versatile e incentrato sulla crescita di potere completamente personalizzabile dei personaggi. Diede il via a un roseo mercato di giochi di ruolo che sfruttavano il core delle sue regole (il d20 system) che ebbero la bontà di mettere a disposizione di tutti in modo completamente gratuito (open game licence). Uscirono tonnellate di manuali, ufficiali e non ufficiali. Addirittura qui nel nostro paese Nephandum, un manuale scritto e pubblicato in Italia, vendette molto, e si trattava di un prodotto che sfruttava il successo di D&D terza edizione. Uscirono poi numerosi videogiochi, alcuni mediocri (Ruins of Mith Drannor, Temple of Elemental Evil, D&D Tactics) altri sicuramente migliori (Neverwinter Nights I e II, Baldur's Gate: Dark Alliance, Demon Stone) e anche un Mmorpg (D&D Online). E poi fumetti, due film (che fanno pena ok, ma che li abbiano realizzati la dice lunga) e chissà cos'altro. Ogni fumetto, film, videogioco si alimentava del successo del GdR cartaceo di D&D e nel contempo ne aumentava la popolarità. Il Manuale del Giocatore 3.0 in USA ma anche in Italia ha venduto tantissimo, e anche la riedizione 3.5 da molti additata come mera operazione commerciale alla fine ha avuto un gran successo. Per non parlare del fatto che videogiochi di successo come Dragon Age: Origins o World of Warcraft hanno generato l'equivalente cartaceo (il primo edito in USA da Green Ronin e non ancora tradotto in italiano, il secondo è in italiano e sfrutta guarda un po' il d20 system).

Allora, questa crisi del GdR cartaceo dov'è, e chi ne è la causa? A me sembra che la verità sia questa: create GdR all'altezza delle aspettative del pubblico, e sarete ricompensati. Sfornate una roba come la 4a edizione di D&D e alla fine sarete costretti a chiudere la linea e dedicarvi ai giochi da tavolo (e pure a licenziare vergognosamente gli addetti del settore). Adesso che D&D è morto ufficialmente, in attesa della sua resurrezione (quanto mancherà alla 5a edizione?), spero che il mercato ci riservi altre buone sorprese come lo è stato qualche anno fa Sine Requie, e speriamo che qualcuno si accorga anche di altri validi prodotti come Dark Heresy, o il già citato Runequest II. Sono stati tradotti e pubblicati, aspettano solo che qualcuno li scopra.
Il re è morto, evviva il re.
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