sabato, giugno 04, 2011

Se Sheldon Cooper non capisce The Matrix

Riguardando qualche episodio di Big Bang Theory ho fatto caso alla battuta in cui Leonard ammette che l'unica volta in cui ha visto Sheldon così bloccato nei ragionamenti è stato dopo aver visto il terzo episodio di Matrix.

E' capitato anche a me, e forse un po' a tutti. Il film mescola gli elementi della trama (potremmo chiamarli un primo livello di lettura) con suggerimenti di altri campi, onirici, filosofici, teologici. Il risultato è che per gran parte dei film di Matrix lo spettatore è chiamato in causa per decidere se quello che sta accadendo appartiene al campo della scienza, della religione o della metafora filosofica. Ad esempio il Merovingio è un vecchio programma che sfugge alla sua distruzione nascondendosi, accumulando potere e rifiutandosi di tornare alla "sorgente" dove sarebbe destinato ad andare. Questa è la lettura superficiale, quella per così dire "realistica". La figura del Merovingio però può essere vista come una metafora del destino di Lucifero (la discoteca che gestisce è l'inferno, la sua sposa è Persefone, rifiuta la luce e vuole il potere). Oppure potrebbe essere vista come una figura filosofica: spiega a Neo e agli altri il principio di causalità, la visione dell'universo per cui siamo tutti schiavi delle conseguenze e nessuno e libero, e in questa chiave ridefinisce il senso di "acquisire potere" in Matrix.

Il punto è che molti spettatori, mescolando mescolando, alla fine non hanno più capito quale fosse il livello "base" e quali fossero gli altri livelli di lettura. Per cui alcune parti della pellicola potevano essere comprese, altre no e quindi finivano per essere interpretate. Ma certo da Sheldon Cooper non me lo sarei mai aspettato, anche perché basta fare un salto su wikipedia per trovarci tutta la trama spiegata in maniera terra terra, evitando così di perdere notti insonni a chiedersi perché Neo alla fine si sacrifica e Smith muore. Semmai qualcuno oltre a Sheldon ci abbia passato qualche notte.
Dal mio punto di vista The Matrix era un film solido e ben scritto, un gioiello. I due sequel (in realtà uno solo, lunghissimo, spezzato in due) sono stati ben progettati ma la verità è che gli sceneggiatori non avevano molto altro da raccontare. Molto più gustosi sono stati gli Animatrix, quei nove piccoli cortometraggi animati ambientati nell'universo di Matrix che hanno preceduto il lancio del secondo film. Gustosissimi, e davvero ben fatti.

Mi andava di dedicare una piccola riflessione a questa saga cinematografica perché domani ho in programma una maratona per rivederli tutti, organizzata dall'associazione ludica di cui sono co-fondatore. Non si gioca solo di ruolo. Il nerdismo non ha confini!
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