sabato, ottobre 15, 2011

I volti dei nuovi tiranni

Studiate i volti dei nuovi tiranni. Esito a chiamarli plutocrati, perché il termine è troppo storico e questi uomini sono parte di un fenomeno che non ha precedenti. Chiamiamoli piuttosto profittatori. Le loro facce hanno molti tratti in comune. Questa conformità dipende in parte dalle circostanze –possiedono talenti analoghi e vivono secondo abitudini simili– e in parte è una scelta di stile. Hanno età diverse, ma lo stile è sempre quello di uomini che vanno per i cinquanta. Sono vestiti in modo impeccabile e il loro abbigliamento è rassicurante, come la sagoma dei furgoni portavalori. Tutt'altro che mostruosi, i loro volti, benché un po' tesi, paiono quasi insipidi. Sulla fronte hanno molte rughe orizzontali. Non si tratta di solchi scavati dal pensiero, ma di linee che trasmettono informazioni non-stop. Occhi piccoli, pronti, che esaminano tutto e non contemplano nulla. Orecchie capienti come una banca dati, ma incapaci di ascoltare. Labbra che tremano di rado e bocche che prendono implacabilmente decisioni. Mani gesticolanti, che dimostrano formule e non toccano l'esperienza. Capigliature meticolosamente pettinate come per un test di velocità aeronautica. La piena fiducia in se stessi che traspare dai loro volti è pari alla loro ignoranza, che è anch'essa evidente. I profittatori non sanno niente di niente, né della qualità né dell'essenza delle cose. Conoscono bene solo le proprie impressioni sui loro giri d'affari. Da qui la paranoia, e generata dalla paranoia, la loro energia ripetitiva. Il loro reiterato articolo di fede è: non c'è alternativa.”
John Berger, tratto da Il Taccuino di Bento
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