mercoledì, gennaio 09, 2013

Ulteriori dettagli sulla sceneggiatura di Drizzit

La settimana scorsa ho pubblicato un post nel quale ho spiegato ai lettori di Drizzit più curiosi il modo in cui nascono le strisce del mio fumetto. Al termine di quel post, mi sono ripromesso di approfondire alcuni dettagli che non potevano essere inseriti all'interno di quello stesso articolo, altrimenti avrebbero finito per appesantirlo.

Se Drizzit fosse una striscia nel senso tradizionale del
termine, il gruppo di Drizzit non si evolverebbe e i
personaggi resterebbero sempre identici a come sono
stati creati nella prima striscia.
Uno degli aspetti che vale la pena approfondire per quanto riguarda Drizzit, è la sua sceneggiatura. In quanto striscia a fumetti, il fatto che Drizzit abbia una sceneggiatura è piuttosto anomalo. Normalmente, le strip non hanno una sceneggiatura: i personaggi non si evolvono, non cambiano atteggiamento nei confronti l'uno dell'altro, non maturano né sviluppano la propria personalità. Inoltre la storia non procede. Le strisce sono generalmente "situazionali", proprio come una sit-com. Esiste una "situazione" che viene impostata dall'autore nel momento in cui crea la striscia, e all'interno di questa "situazione" si sviluppano tutte le strisce. Ovviamente tale ambiente può essere ampliato quanto si vuole, e questo avviene spesso. Ad esempio una striscia ambientata in un castello può prevedere che una volta i protagonisti scendano nei giardini, o visitino la fucina del fabbro. Da quel momento in poi i giardini o la fucina "espandono" l'ambientazione del castello, fornendo spunti per nuove situazioni comiche. Similmente si possono introdurre nuovi personaggi, che offrono anch'essi nuove occasioni per gag e trovate divertenti. Tuttavia molta della comicità delle strisce è radicata nel fatto che i personaggi sono sempre gli stessi dalla prima all'ultima striscia: stessa maglietta, stesso aspetto, stessa personalità. La riconoscibilità di un personaggio, così come quella di un ambiente, è parte attiva del meccanismo comico.

Ad esempio, Linus (personaggio dei Peanuts di Schulz) adora la sua copertina. La adora dalla prima all'ultima striscia. Dopo aver introdotto il personaggio e averlo fatto conoscere, l'autore può giocare su gag come quella in cui Linus perde la copertina ed è disperato. Il lettore che ha imparato a conoscere il personaggio di Linus sarà immediatamente consapevole della disperazione di Linus, e non ci si aspetta che Linus cambi atteggiamento e impari a vivere senza copertina.

In Drizzit invece i personaggi evolvono, la loro personalità
cambia e il modo di rapportarsi fra loro si modifica
offrendo così nuovi spunti umoristici.
Altro esempio: in Calvin & Hobbes di Bill Watterson, il protagonista è un ragazzino di sei anni terribilmente vivace e fantasioso. Calvin resta quello che è (compreso il modo di vestire!) per tutti e dieci gli anni di Calvin & Hobbes. L'odio/amore di Calvin nei confronti di Siusi resta lo stesso per tutto il fumetto. Calvin non "concluderà" mai nulla con la ragazzina sua amica, perché parte della forza della striscia è che il lettore conosca che tipo di rapporto c'è, vi si affezioni e rida di ogni battuta che ci gioca sopra. Capita, a volte, che una striscia a fumetti proponga una serie di strisce che narrano un'unica storia che prosegue di striscia in striscia per qualche settimana (come ad esempio quando Calvin & Hobbes sperimentano la macchina del tempo, o quando duplicano se stessi, o quando decidono di partire per lo Yukon). Questi "cicli" tuttavia si concludono facendo tornare la situazione al punto di partenza, e cioè prima e dopo la serie di strisce la "situazione" non è cambiata.

Drizzit invece ha una storia. E' suddivisa in serie, o in saghe che dir si voglia, e leggendo le strisce una di seguito all'altra la si può seguire. I personaggi di Drizzit evolvono, cambiano atteggiamento nei confronti l'uno dell'altro, imparano dai propri errori, crescono. Immagino che molto del "successo" di Drizzit risieda nel fatto che i lettori percepiscono questa "evoluzione" e che si aspettano che prosegua: molti infatti attendono con ansia che la relazione tra Drizzit e Katy (o tra Drizzit e Baba, a seconda dei gusti) si evolva, altri ancora auspicano un futuro per Dorna e Dotto, altri si chiedono in che modo Wally riuscirà a gestire il proprio lato demoniaco. Se Drizzit fosse una striscia a fumetti "canonica" i lettori non avrebbero ragione ad aspettarsi un'evoluzione della situazione.

Anche se la trama di Drizzit esiste ed è divisa in "serie"
lo scopo di Drizzit resta quello di una qualsiasi striscia
a fumetti, e cioè divertire il lettore ad ogni strip.
Tuttavia non bisogna dimenticare che Drizzit è comunque una strip e in quanto tale ha un solo scopo: far sorridere il lettore ad ogni singola striscia. Dovrebbero essere rare (possibilmente inesistenti) le strisce di Drizzit che non perseguono un intento umoristico. Raccontare una storia è secondario.
Per questo è importante chiarire che è proprio quando una striscia non porta avanti la storia che Drizzit si afferma una striscia a fumetti nel senso stretto del termine. Spesso mi capita di assistere a commenti in cui tali strisce vengono bollate come "filler" (un termine fastidioso mutuato dalle serie televisive, che per fare soldi allungando la trama con episodi che non portano avanti la storia). Ma in una striscia a fumetti non si può parlare di filler, in quanto ogni singola striscia di Drizzit, anche se non porta avanti la storia, assolve al suo ruolo principale, che è semplicemente divertire il lettore.

Per fare un esempio estremo, potrei scrivere 200 strisce di Drizzit in cui non succede praticamente niente dal punto di vista dello sviluppo della trama di fondo, e dove invece i personaggi interagiscono fra loro in maniera esilarante senza che i loro rapporti evolvano. Sono sicuro che tali strisce sarebbero largamente apprezzate. Strisce del genere sarebbero pienamente strisce di Drizzit, e non filler. Non lo faccio solo perché mi piace portare avanti una trama di fondo. In realtà adoro quando mi viene in mente una striscia che risulta divertente senza aggiungere nulla di nuovo, posso dire che sono le strisce che preferisco.

Il modo in cui viene concepita la sceneggiatura di Drizzit è quindi conseguenza delle sue intenzioni: una bozza di massima che stabilisce dove andrà a finire una serie, a cui segue lo sviluppo in dettaglio delle singole strisce battuta dopo battuta, facendo avanzare striscia dopo striscia la trama sullo sfondo, che fornisce nuovi spunti umoristici per nuove battute.

Concludo scusandomi perché credo di aver "approfondito" anche troppo! La prossima volta cercherò di essere più sintetico, promesso! A presto.

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