martedì, gennaio 15, 2013

Una nota sull'uso del copia+incolla

Continuando la serie di post complementari al "Making-of" di Drizzit, questa volta volevo aggiungere una piccola nota sull'uso del copia+incolla.

Ecco un chiaro esempio di copia+incolla utilizzato
come tecnica per trasmettere il senso di immobilità
del personaggio nel trascorrere del tempo.
Ho ricevuto, continuo a ricevere, e probabilmente riceverò ancora in futuro, un sacco di messaggi da parte di lettori che mi chiedono di non usare il copia+incolla in Drizzit. In alcuni casi si tratta di commenti sgarbati e saccenti, del tipo: "eh qui all'autore non gli andava di fare una mazza, ha usato il copia incolla a tutto spiano"; mentre altri sono più garbati e dal tono amichevole: "caro autore mi piace molto il tuo fumetto ma ti consiglierei di usare meno il copia incolla perché rende tutto molto più freddo". Naturalmente il 99% dei lettori usa un tono intermedio tra questi due estremi.

Già nel mio post iniziale, ho ribadito che Drizzit è una strip (cioè una striscia a fumetti) e ho sottolineato che la ripetizione in sequenza è una tecnica narrativa tipica di questo fumetto. Il ripetere una stessa vignetta più volte nell'arco di una stessa striscia è un espediente nato dall'esigenza di risparmiare tempo durante la creazione della stessa, e in seguito si è trasformato in una caratteristica vera e propria delle strisce a fumetti.
Immagino che per gli autori delle prime strip fosse una gran comodità non dover riprogettare l'inquadratura di una scena per riproporla diversamente nel riquadro successivo, perché permetteva loro di risparmiare un sacco di tempo. Nei fumetti classici (mi limito a quelli italiani, nella fattispecie i Bonelli) se una pagina richiede che in sei vignette due personaggi parlino faccia a faccia tra loro senza che accada nient'altro, il disegnatore deve escogitare sei modi di rappresentare la stessa scena ed è costretto a escogitare cambi di inquadratura multipli per rendere varia la pagina: mezzobusto, campo lungo, controcampo, dettaglio di una mano, profilo in nero, inquadratura dall'alto. Se semplicemente ricopiasse (o fotocopiasse) lo stesso disegno sei volte, il lettore storcerebbe il naso e avrebbe ragione. In un fumetto classico la ripetizione non fa parte delle tecniche di narrazione a cui siamo abituati.

Passa del tempo mentre i personaggi attendono
immobili di fronte alla porta del professore.
In una striscia a fumetti è diverso. Avendo l'esigenza di concludere in tre o quattro riquadri, dovendo terminare in modo divertente e con il dovere di ridurre i tempi di realizzazione, sfruttare il copia+incolla si è evoluta fino ad assumere le connotazioni di un metodo umoristico. Lasciare i personaggi immobili per più di una striscia dona loro un bizzarro effetto "statua" che può esprimere imbarazzo, o tempo trascorso senza fare niente, o un succedersi di situazioni in cui il protagonista in scena ripete le stesse identiche azioni.
Anche quando la tecnologia non permetteva agli autori di strisce di "copiare e incollare" un disegno nella vignetta successiva, questa tecnica era comunque impiegata e il disegno veniva ricopiato a mano identico pur di ottenere l'effetto copia+incolla. Ne sono un esempio le strisce di numerosi autori tra cui Schulz (l'autore di Snoopy), o Quino (l'autore di Mafalda) o Stuart Hample (l'autore delle strisce di Woody Allen). Anche Lupo Alberto di Silver, o Sturmtruppen di Bonvi (probabilmente le due strisce a fumetti italiane più famose) impiegano in abbondanza la tecnica delle immagini identiche in sequenza, anche se i rispettivi autori, almeno preferiscono in quei casi ridisegnare da capo i loro personaggi, immobili, vignetta dopo vignetta.

Ripetizione della stessa azione in contesti diversi.
Baba Yaga si presenta a ogni concorso e li vince tutti.
Riproporre lei identica (copia incolla) cambiandole
solo il vestito, amplifica l'effetto comico.
Nell'epoca moderna l'uso del copia+incolla è "degenerato": con l'avvento delle fotocopiatrici e poi quello dei computer, utilizzare la tecnica del copia+incolla è divenuto assai più facile, e molte volte esso viene usato non più come mezzo per esprimere un'esigenza narrativa, ma come soluzione per produrre strisce senza troppo lavoro. La nuova generazione di autori di strisce semplicemente copia e incolla sempre gli stessi disegni, spesso con risultati dignitosissimi perché in molti casi un testo brillante e delle battute acute contano assai di più della qualità dei disegni. Gli esempi in tal senso si sprecano: da Mr. Wiggles, a Dilbert, o Red Meat. La qualità e il valore di certe opere prescinde da come vengano realizzate graficamente, in quanto sono divertentissime e molto intelligenti. Anche molti autori di strisce italiani utilizzano il copia+incolla non come sistema per sviluppare una scena ma come tecnica per la produzione di strisce graficamente simili. Non faccio esempi ma girando su internet vi accorgerete da soli che un sacco di webcomic formato striscia divertentissimi sono prodotti in questo modo.

Chiaramente per Drizzit non ho mai usato il copia+incolla più di quanto non mi sia servito per produrre velocemente una striscia, o per generare un effetto comico ben voluto. Questo mi ha permesso, tra le altre cose, di migliorare come disegnatore un po' per volta fino ai risultati attuali (che rispetto alle origini, sono certamente più dignitosi), cosa che non sarebbe accaduta se avessi creato un mio "set" di posizioni dei personaggi per poi attingere sempre a quello (copiando e incollando). Sono ben consapevole del mezzo che sto usando per il mio fumetto, e mi piace sfruttarne le caratteristiche: i personaggi a mezzobusto 3/4 anche quando non dovrebbero, lo "sgabello virtuale" per regolare le altezze, la semplificazione dei dettagli e le tecniche di colorazione veloci, il piano dell'inquadratura fissa, l'economia nei colori... e anche la ripetizione in sequenza. Da un lato utilizzare tutte queste tecniche mi fa risparmiare tempo consentendomi di continuare a pubblicare una striscia al giorno, dall'altro mi aiutano a confermare l'appartenenza del mio fumetto a un genere, quello della striscia a fumetti, al quale appartiene appieno.

E con questo spero di aver risposto a molti lettori e di aver tolto un'altra curiosità a chiunque avesse qualche dubbio in proposito. Alla prossima!
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