lunedì, gennaio 30, 2006
Paul nel limbo dei senza scelta
Lo sguardo del Beholder aveva sortito il suo effetto. Non riusciva più a controllare i suoi arti, che sembravano irrigiditi e tesi. A malapena poteva ruotare gli occhi e seguire la terrificante creatura fluttuante mentre gli ruotava intorno.
"Cosa c'è che ti impedisce di muoverti, paladino?"
Chiedeva, vomitando fiato dalle fauci irte di denti. Paul fissava l'occhio centrale del Beholder, quella pupilla nera e enorme, lucida e buia, inquietante. E tutto ciò che risuciva a scorgere in quel nero era la sua immagine, distorta e deforme. Cosa gli impediva di muoversi? Cosa gli impediva di fare un passo avanti e uscire da quella situazione così disagevole.
"Stai cercando di fare forza sulla tua muscolatura, suppongo..."
I tentacoli del Beholder riuscivano ad osservare l'espressione silenziosa del volto di Paul da qualsiasi angolazione. Potevano forse attraversarlo da parte a parte? Leggere la sua mente? Analizzare la sua anima?
No, non potevano. Ma undici punti di vista erano meglio di uno solo. E uno solo esterno sarebbe bastato per capire che il paladino non aveva nessuna idea di come uscire da quel guaio.
"...Sbagli strada paladino. Sbagli strada. Dove credi che ti condurrà il tuo appellarti alla volontà? La tua volontà non ha potere. La mia magia l'ha resa impotente. Non puoi contare su di essa, e quindi non puoi liberarti con la forza."
Niente libertà. Niente forza. Cosa gli rimaneva?
venerdì, gennaio 27, 2006
Nuova Campagna: Nephandum

La mia nuova campagna utilizzerà Nephandum.
Mercoledì il mio gruppo di giocatori, reduce dalla scorsa campagna di Planescape, ha valutato le varie opzioni: Forgotten Realms, Greyhawk, una nuova campagna di Planescape, oppure una a Cthulhu. Infine c'era la possibilità di giocare utilizzando Nephandum ed inventandoci il contesto di gioco di sana pianta. Un'ambientazione "su misura" per le nostre avventure. Abbiamo deciso per quest'ultima opzione.
L'immagine qui sopra è Gerrock, il mezzorco interpretato da Massimo Beffardi nella scorsa campagna. Il disegno è stato realizzato da lui.
venerdì, gennaio 20, 2006
A proposito dell'appello di Ciampi a moderare i toni...
Onorevole Daniele Galli, Forza Italia, da un suo manifesto elettorale affisso a Novara
martedì, gennaio 17, 2006
Il Bosco del Lupo Bianco

Ho terminato l'impaginazione della mia avventura di Capodanno.
Si intitola Il Bosco del Lupo Bianco ed è online sul mio sito dedicato ai giochi di ruolo, http://www.pauldeggan.it. Scrivere un'avventura nei dettagli è un lavoro molto faticoso. Quando arbitro un'avventura non mi capita di soffermarmi sugli oggetti che ha in tasca un'antagonista o sulla descrizione delle strategia di attacco di un lupo feroce. Se però devi scrivere un'avventura che possa essee arbitrata da un qualsiasi altro Dungeon Master, ti devi preoccupare di queste e di altre cose. Dall'altra parte, non puoi trasformare ogni paragrafo in un trattato di mastering, con istruzioni precise su come impersonare un oste o su cosa accadrà per ogni possibile scelta dei giocatori. Credo di non essere molto bravo a trovare questo equilibrio. Rileggendo l'avventura in dettaglio mi ritrovo a pensare "qui avrei dovuto precisare quest'altra cosa" e "questo suggerimento forse è inutile e ripetitivo". Spero che la bravura dei Master che arbitreranno l'avventura sia maggiore della mia a scriverla, in modo che il tutto alla fine sia divertente e godibile proprio come risultano alla fine le mie sessioni di gioco.
domenica, gennaio 15, 2006
Finisce una campagna
Poi finisce l'avventura, finisce la campagna.
Com'è andata è andata, ti sembra che comunque vada bene.
giovedì, gennaio 12, 2006
Lettere Luterane
lunedì, gennaio 09, 2006
Paul e il Beholder

Paul si svegliò ne mezzo della notte. Un rumore strano l'aveva disturbato nel sonno, un sussurrìo, uno strascicarsi di parole che sembrava il sibilìo di un serpente ma che invece era un susseguirsi rapido di parole... "Fine... Sensazione... Genesi... Inevitabile".
Il paladino afferrò la spada e scese dal letto. La finestra aperta mostrava i campi attorno alla locanda immersi nella notte e nel silenzio.
"Fine" pensò Paul. Qualcosa sta per finire. Qualcosa finisce sempre. E' così che va il mondo. Si avvicinò alla parete vicino alla porta e spiò attraverso la fessura tra i cardini. Il corridoio esterno era illuminato dalla luce di lanterne ad olio e, almeno di fronte alla porta della sua camera, sembrava deserto.
"Sensazione"... Quale sensazione? Smarrimento, freddo, incertezza, paura. Paul passò in rassegna il suo stato d'animo. Cosa c'èra che lo rendeva così inquieto? Tornò indietro e infilò velocemente qualche vestito pesante. Lasciò l'armatura, indossarla avrebbe rischiesto troppo tempo. Con lentezza aprì la porta della stanza.
"Genesi". Qualcosa è stato creato. Un nuovo passo in una direzione. Ma sarà la direzione giusta? Esiste una direzione giusta? Un'ombra si mosse, avanzando lentamente dal fondo del corridoio. Paul strinse l'elsa della sua spada. La spada cominciò a vibrare, carica di energia magica. L'ombra si fece avanti, uscendo dalle tenebre. Un nugolo di tentacoli si intrecciavano su un ciclopico volto sospeso. Ogni tentacolo terminava con un occhio. Nessun naso, decine di denti aguzzi, un grosso occhio centrale, niente corpo né arti. Si trattava di un Beholder, un osservatore.
"Inevitabile". Lo era? Era inevitabile? E se non lo era come prevedere quale mossa sarebbe stata giusta, a quel punto? Un solo gesto del Beholder e Paul sarebbe svanito, disintegrato, ridotto in povere. Il paladino restò immobile e in silenzio, attendendo che la creatura facesse la prima mossa.
mercoledì, gennaio 04, 2006
Qualche impegno in più
Il primo è relativo a "FAZIO VATTENE", una iniziativa promossa dal Blog di Beppe Grillo alla quale ho partecipato con qualche euro, finalizzata a comprare una pagina di Repubblica per pubblicare un appello: FAZIO VATTENE appunto. Diverse settimane dopo la pubblicazione, Fazio se n'è andato. Missione compiuta.
Il secondo banner è relativo ad un volantino in PDF che può essere scaricato anche da qui:
http://www.beppegrillo.it/documenti/onorevoli_wanted.pdf
Il volantino andrebbe fotocopiato e diffuso in tutti i modi possibili: si tratta dell'elenco di tutti i deputati in parlamento che sono stati condannati in via definitiva (cioè esclusi quelli con pendenze penali in corso). Questa gente siede ancora in parlamento, rappresentando onesti cittadini che pagano loro stipendi da nababbi. Dobbiamo imparare a riconoscerli e impegnarci a ripulire quella cloaca che è la nostra politica.
domenica, dicembre 18, 2005
lunedì, dicembre 12, 2005
Ridistribuzione delle ricchezze
Dando per scontato l'immediatezza nella comprensione che un sistema di libero mercato non regolamentato porta all'accumulazione della ricchezza in poche mani, generando una separazione netta fra chi detiene il capitale e chi lavora per pagare i propri debiti (trovandondosi in una situazione di fatto che potrei definire servitù), e dando quasi per scontato che tale fenomeno si verifica in ogni caso anche in presenza di un libero mercato MAL regolamentato mostrando unicamente tempi più lunghi, passo direttamente ad introdurvi un concetto altrettanto importante che potrebbe spiegare la situazione di stagnazione dell'economia italiana: la propensione al consumo.
La propensione al consumo esprime quanto, in percentuale, del proprio reddito un consumatore destina al consumo (il resto costituisce risparmio). Semplificando per fini espostitivi divido la società in 2 classi, poveri e ricchi, e attribuisco ai primi una propensione al consumo del 100% e ai secondi del 50%. Un sistema economico capitalistico che ha una propensione al consumo del 95% è un sistema economico che genera molta più ricchezza di un sistema economico avente un 50% di propensione al consumo. Questo perchè il risparmio, seppur necessario poichè fonte di credito necessario per l'investimento, rappresenta comunque reddito che non viene speso e reimmesso immediatamente e continuatamente nel sistema. E' difatti il consumo, la domanda, che muove l'offerta, la produzione, che a sua volta determina
l'occupazione ed i redditi da lavoro. Dovrebbe essere ora immediato comprendere come una società che ha una propensione al consumo del 100% ha una domanda che richiede piena occupazione e porta quindi a redditi da lavoro crescenti mentre una propensione al consumo del 50% si esprime con una domanda che presenta alti tassi di disoccupazione e redditi da lavoro decrescenti. La propensione al consumo è quindi un indice fondamentale per la crescita ed il benessere generale in un sistema capitalistico. Quando non vi è redistribuzione di ricchezza la propensione media al consumo di un paese si sposta verso il valore dei ricchi, il 50%, mentre quando la redistribuzione di ricchezza funziona si sposta verso il valore dei poveri, il 100%. Quando la propensione al consumo media si abbassa la domanda cala, l'offerta cala, l'occupazione e/o i redditi da lavoro calano. In Italia si sta a mio avviso verificando questo.
Cosa fare per rimediare?
Soluzione ipotetica 1 - Sarebbe spontaneo pensare che l'affermazione più tasse per i ricchi e meno tasse per i poveri porti ad una redistribuzione di ricchezza migliore. Questo è vero in parte e cmq solo in un'economia chiusa. In parte perchè, ad esempio, se un imprenditore realizza utili e lo Stato gli chiede poche tasse sarà incentivato ad investire maggiormente anzichè risparmiare. Solo in un'economia chiusa perchè se da una parte gli utili vengono tassati di meno l'imprenditore si muove lì. In Italia quindi accentuerebbe solamente la drammatica fuga dei capitali a danno unicamente dei poveri.
Soluzione ipotetica 2 - Tassa sulle rendite. Il discorso si fa complesso e non si può dare una definizione buona o cattiva. L'utilità generale
nell'alzarla dipende da molti fattori. Approfondirò il discorso in un
secondo momento.
Soluzione ipotetica 3 - Tassa sulle successioni. Questa è l'unica soluzione avente un'efficacia certa. Mentre può essere dannoso per l'economia tassare
troppo un ricco quando è in vita non lo è quando è morto. Ovviamente deve andare di pari passo con una tassa sulle donazioni. Purtroppo questo governo l'ha abolita, toccherà ristabilirla al più presto... l'ideale sarebbe vagliarla a sorpresa con un decreto, efficace da subito e con un'aliquota di almeno il 50% (se fossi io lo RE farei 75%, i primi 200.000 + 100.000 euro per ogni figlio esentasse).
Pieruz
Sono talmente d'accordo con Pieruz che ho postato il suo intervento sul mio blog. Naturalmente stesse identiche ipotesi (idee? proposte?) le ho sentite anche da tanti altri, Beppe Grillo ad esempio, o Daniele Luttazzi (che nell'ultimo spettacolo dedica una parte di monologo alla redistribuzione delle ricchezze). Ma sono COMICI.
Naturalmente questo governo è contro la redistribuzione delle ricchezze ed è invece per l'incentivazione dell'economia dei nababbi. Ha abolito la tassa di successione in tempi record (dopo neanche tre mesi di governo!) e poi si è concentrata nello sgravare tasse ai ricchi (alla faccia della costituzione che parla di gradualità dell'incisività fiscale, le percentuali più ridotte sono state quelle dei straricconi e la gradualità è stata ridotta da 5 a tre fasce).
Mi permetto solo una piccola nota. Dici che il sistema capitalistico perfetto ha il 95% di reinvestimento delle ricchezze. Naturalmente è una stima approssimativa, ma suppongo si basi sul fatto che il 5% di risparmio sia sufficiente a garantire un margine di "sicurezza economica" alle famiglie in caso di qualsiasi crisi. E' noto infatti che non si finisce sotto i ponti quando si ottiene 100 e si spende 100, bensì quando d'improvviso ci si trova a dover spendere 500 e non si ha un capitale da parte da cui attingere. Uno stato sociale che provveda completamente all'assistenza della persona in caso di qualsiasi tipo di calamità a questo punto è essenziale: se lo stato, nel momento in cui un terremoto mi spazza via casa (o se mi becco la sclerosi multipla, o se mio padre ha bisogno di cure all'estero) azzerasse le mie spese, io potrei vivere tranquillo reinvestendo anche tutto il mio stipendio. Purtroppo non è così. Se un terremoto ti spazza via casa tu vai a vivere in un silos per 20 anni sperando che la gente non si dimentichi di te perché lo stato lo farà subito dopo aver scattato le foto sul posto.
A questo punto altro che 5% di risparmio. L'italiano medio auspica di avere soldi per affrontare le sventure ben sapendo che sullo stato non può sperare, e quindi se può tende ad accumulare, e questo è un ulteriore ostacolo all'economia della redistribuzione.
Aggiungici poi che siccome ancora nessuno ha messo in piedi una legge sul risparmio degna di questo nome, la gente rischia di investire quei pochi soldi che ha (quel 5% insomma) in azioni o bond che poi vanno in fumo distruggendo ogni sogno per il domani. A capo della Banca d'Italia c'è un indagato per crimini, le più grandi aziende Italiane proseguono a emettere azioni pur avendo il 400% di debiti e le banche del Belpaese hanno i costi di gestione più alti d'Europa (e non di poco, 200 euro annui contro i 30).
Fine delle note a margine.
BGO
mercoledì, dicembre 07, 2005
Parto per l'Inghilterra!
Domani pomeriggio parto per l'inghilterra.
In viaggio assieme a me ci saranno diversi amici, staremo via fino a domenica!
Al ritorno posterò qualche foto!
Ciao a tutti!
martedì, novembre 29, 2005
Chi è Berlusconi?
Beh, ho deciso di aiutarvi.
Ho aggiunto qui a sinistra un piccolo banner intitolato "Chi è Silvio Berlusconi?".
Se ci cliccate sarete teletrasportati in una piccola "isola di libertà"... come tante ce ne sono ancora su internet, unico mezzo ancora veramente libero esistente. Su quest'isola troverete tutti i documenti che cercavate sul nostro attuale premier. Se non li passano in televisione un motivo ci sarà. Scopritelo.
martedì, novembre 22, 2005
I caduti di Nassiriya
In Italia i caduti della seconda guerra mondiale sono stati tantissimi. Erano martiri? No. Erano eroi? Qualcuno.
C'è differenza tra caduto (o vittima), martire ed eroe. Tutti e tre possono essere onorati, a tutte e tre possono essere intitolate vie, piazze, viali e per tutti e tre possono essere costruiti monumenti.
Non esiste una città in Italia, credo, che non abbia in monumento ai caduti.
Tralasciando il discorso degli eroi, la differenza tra una vittima e un martire sta nel contesto della morte. Un martire è chi muore per mettere in luce un ideale che la società non riconosce o non considera. La sua morte illumina quell'ideale, e da allora si guarda quell'ideale con occhi nuovi. I martiri cristiani venivano trucidati perché credevano nel vangelo, che la società ripudiava. Allo stesso modo se un terrorista si ribella alla sua fazione e viene ucciso per questo, è un martire. Se un giudice denuncia la mafia che inquina il sistema di cui fa parte e con cui ha a che fare ogni giorno, e viene ucciso, è un martire. Se un carabiniere si ribellasse alla guerra che viene portata avanti violando la costituzione su cui ha giurato, e venisse ucciso, sarebbe un martire.
Ma un carabiniere che salta in aria mentre è in missione con il beneplacito del sistema, non è un martire... è una vittima. Lo è come lo sarebbe un pompiere che muore per il crollo di un palazzo in fiamme. O come lo sarebbe una guardia forestale che viene sbranata da un orso. O come una guardia giurata che viene uccisa da un rapinatore.
Un sindaco ha negato una via ai "Martiri di Nassiriya", l'ha intestata invece ad Arafat (premio nobel per la pace). Ha spiegato che non erano martiri ma caduti. Fossi stato in lui avrei semplicemente proposto la targa "Caduti di Nassiriya" anziché cambiare completamente l'intestazione. La sua colpa non è nelle motivazioni, ma in come ha agito in proposito, dando il via al solito caso inesistente.
giovedì, novembre 17, 2005
Lord of War

Mercoledì sono stato alla prima del film Lord of War, il film di Andrew Niccol con Nicholas Cage che uscirà domani nelle sale. Alla promozione della pellicola è stata associata la campagna Controlarms, della quale sono un accanito sostenitore.
Il film è veramente molto bello e soprattutto, molto incisivo. Non sorprende che la produzione abbia fatto fatica a raccogliere i fondi, e che in USA sia stato molto osteggiato. La scena iniziale, ad esempio, tra un titolo e l'altro, mostra la storia di un proiettile, dalla sua nascita nella fabbrica al trasporto in una cassa verso un paese dell'Africa... dove sarà caricato in un fucile e finirà per spappolare il cervello a un ragazzino.
La storia è quella di Yuri Orloff, un venditore di armi privato che compra armi da chi ne ha troppe (regimi in declino, governi che ne hanno in eccedenza, territori di guerra dove sono rimaste ni magazzini e, naturalmente, dai paesi produttori) per rivenderle a chi ne fa richiesta: eserciti privati, mercenari, dittatori... Ovunque c'è un conflitto c'è guadagno. L'Africa è una miniera d'oro da questo punto di vista.
La trama non annoia eppure il film dice tutto ciò che c'è da sapere per odiare profondamente quello che tutti i giorni succede nel mondo. Armi vengono prodotte, armi vengono esportate e vendute, armi uccidono migliaia di persone mentre altre si arricchiscono sfruttando le necessità di proiettili nei paesi travolti dalle guerre senza fine.
"Le vere armi di distruzione di massa - dice Ethan Hawk, che impersona un agente dell'Interpol - non sono i missili nucleari. Quelli tendono a starsene immobili nei silos. Nove persone su dieci che vengono uccise lo sono da armi leggere."
Magari Niccol e Cage non hanno fatto ancora la foto per la petizione, ma di sicuro ci hanno messo la faccia. Il film non è antiamericano né vago... arriva dritto ad accusare chi ha le responsabilità in materia: i governi di quelle nazioni che producono ed esportano tonnellate di morte. Le stesse che che fanno parte dell'ONU. L'Italia è la seconda esportatrice e la quarta produttrice di armi. La nostra 185/90, nonostante i continui smantellamenti subiti in questi quindici anni, resta una delle leggi migliori nel mondo per quel che riguarda il controllo del commercio delle armi, ma è aggirabile ed offre grosse libertà alle esportazioni di armi leggere.
"E' tutto legale!" Spiega Cage alla moglie, quando lei scopre che vende armi.
"Forse è legale. Ma è sbagliato." Le risponde lei.
E grazie all'aiuto del "più grosso esportatore di armi al mondo", anche quando Yuri viene arrestato, torna velocemente in libertà. "Un male necessario" si definisce. E al poliziotto che lo aveva beccato, una promozione.
sabato, novembre 12, 2005
Moderatore

Da qualche giorno ho avuto l'incarico di gestire il sito di Extreme Fantasy e di svolgere le funzioni di moderatore per il relativo forum. E' un incarico che svolgo con tranquillità e gioia. Nel frattempo... avete comprato Nephandum?
martedì, novembre 01, 2005
Lucca Comics & Games 2005

Sabato e Domenica sono stato a Lucca per visitare la città (che non avevo mai visto) e la mostra dei fumetti più importante d'Italia, Lucca Comics & Games 2005. Assieme a Paola, Federico, Alessandra e Anna ci siamo infilati nella bolgia infernale della fiera: un'esposizione densa non solo di eventi ma anche (e soprattutto) di stand e di visitatori.
Durante la mostra la 25edition ha presentato Nephandum, un manuale-accessorio per D&D al quale ho collaborato anche io (http://www.extremefantasy.it). Ho conosciuto di persona gli autori del manuale e anche alcuni ragazzi del forum della casa editrice.

A Lucca Games c'erano tornei di giochi di carte, di giochi di ruolo, di wargames... e c'erano autori e disegnatori disposti a firmare le loro opere o discutere del più e del meno. Sul palco i gruppi cantavano canzoni di cartoni animati, mentre i visitatori sfoggiavano i costumi dei loro eroi preferiti (o semplicemente giravano vestiti come il loro personaggio di Dungeons & Dragons). Ho comperato Eberron, l'ultima ambientazione per D&D, e diversi DVD a buon prezzo.

Abbiamo anche visitato la cittadina. Non avevo mai visto Lucca ma è veramente uno splendore, e non solo per le chiese, ma anche semplicemente per la concezione del centro storico, circondato da mura e ancora saturo dell'atmosfera medievaleggiante di un tempo.
Peccato per le pizze surgelate vendute al doppio del prezzo di quelle fresche, ma credo che sia un problema comune a tutte le città turistiche, da Roma in sù.
Appena tornato ho anche aggiornato il mio sito (http://www.pauldeggan.it), ma credo che il prossimo anno tornerò a Lucca solo se avrò una motivazione buona almeno come quella di quest'anno.
venerdì, ottobre 28, 2005
Controlliamo le Armi

Ieri pomeriggio, assieme a Francesco, Ilaria, Lorena e Amaniele, sono stato ad una conferenza tenuta a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, sul tema del Controllo delle Armi. Il Clan del gruppo Scout di Bracciano ha sostenuto Controlarms partecipando a diverse inziative, tra le quali una raccolta firme a Bracciano e una presso l'ultima Marcia della Pace.
Sono intervenuti Padre Alex Zanotelli, Dino Barbato di Amnesty e Riccardo Troisi di Controlarms; in più era presente un esponente della giunta provinciale in assenza del presidente Gasbarra, che dopo aver rifiutato (per motivi tecnici, pare) la diponibilità per una mostra di foto su e contro la guerra, non si è presentato a dare spiegazioni.
Alex Zanotelli in mattinata era stato presente alla sentenza di condanna di Turi Vaccaro, un pacifista nonviolento che il 10 Agosto scorso, durante l'anniversario del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, si era infilato in una base Nato e con un martelletto comprato ad Assisi aveva sabotato il sistema computerizzato di due caccia bombardieri, rendendoli inutilizzabili e causando danni per 5 milioni di euro. Turi era stato appena condannato a 6 mesi di prigione (probabilmente 18 vista la sua non possibilità di pagare 750 mila euro di sanzione addizionale). L'accusa aveva chiesto due milioni di euro di danni, la difesa l'assoluzione, in quanto "atto di legittima difesa contro l'illegalità delle armi nucleari".
Alex Zanotelli ha dipinto la situazione delle armi in maniera allarmante. L'industria delle armi Italiana ha fatturato +16% quest'anno, ed i dati sono in riferimento solo al mercato delle armi pesanti, perché dopo "l'alleggerimento" della legge 185 non è più obbligatorio riferire al ministero della vendita delle armi leggere. Riguardo queste ultime l'italia è al 1° posto in europa per le esportazioni.
In italia la spesa pro-capite in armi è di 470 euro all'anno (quella per la sanità 520 euro). Di fronte a certe cifre Zanotelli ha ribadito il suo disagio per il tremendo vuoto e per il silenzio dell'opinione pubblica, nonché, in quanto uomo di fede, anche per il mancato intervento della Chiesa su certi temi: "Dio ha impiegato 4.200 milioni di anni a creare questo mondo, con le armi attualmente esistenti l'uomo potrebbe distruggerlo in un pomeriggio. Se non è peccato questo!"
L'intervento di Dino Barbato è stato altrettanto allarmante. Il principale produttore di armi in Italia è ancora lo Stato, e la situazione sembra volersi aggravare ulteriormente. La politica attuale, di qualsiasi parte, è assolutamente omertosa nei confronti del mercato delle armi, e anzi è al varo un disegno di legge (presentato dalla Lega) che prevede l'uso di armi come legittima difesa non solo in caso di aggressione personale ma anche in caso di violazione di domicilio e tentato furto.
La motivazione più spesso addotta è che il commercio di armi è un mercato florido, che porta ricchezza e innovazione. Questo nonostante si tratti di strumenti di morte. Dice Barbato: con la stessa motivazione lo Stato potrebbe legalizzare la produzione di droghe pesanti, il mercato è ancora più florido e forse sono anche meno mortali.
Nonostante ciò, i sindacati a livello locale (soprattutto nelle zone dove le fabbriche di armi sono presenti in maniera rilevante) appoggiano quest'industria, spesso in contraddizione con se stessi a livello nazionale. Così, quando tutti gli economisti concordano che 25 miliardi di dollari risolverebbero una volta per tutte la crisi sanitaria mondiale, vengono spesi ogni anno 1.000 miliardi per comprare armi.
La legge 185 nonostante tutto è una buona legge, ma viene violata continuamente e non dai cittadini, ma dallo stato stesso, che attraverso accordi internazionali ne aggira i vincoli e può così investire nella ricerca e nella produzione di nuove armi (ad esempio l'accordo con Israele, votato da una grossa maggioranza in parlamento, nonostante Israele sia un paese dove i diritti umani vengono violati continuamente).
A Roma, la Simel di Colleferro produce Cluster-bombs, un nuovo tipo di arma che va a sostituire le mine antiuomo, rese illegali anche grazie alla campagna promossa da Amnesty qualche anno fa.
Moltissimi enti a livello locale aderiscono ad iniziative come Controlarms, ma quando si sale di livello la delusione è grande. Attraverso la foto-petizione, Controlarms chiede all'Italia di modificare la 185 in modo da comprendere le armi leggere e di finanziare la riconversione delle fabbriche di armi. La legge 185/90 è già una buona legge e lo sforzo sarebbe minimo. Ad esempio la legge prevede già la riconversione delle fabbriche di armi, ma non ci sono mai stati i finanziamenti. La riconversione è già avvenuta con successo per le fabbriche che producevano mine negli anni '80, le quali oggi producono autobus elettrici che fanno parte di un mercato in crescita.
Ma al momento di raccogliere le adesioni solo 101 parlamentari, tra tutta la camera e il senato, hanno firmato la sottoscrizione. Ci sono state adesioni-sorpresa da parte di parlamentari Leghisti e di AN, ma molte meno adesioni di quello che ci si aspettava da parte della sinistra.
Da notare che in Finanziaria sono stati programmati finanziamenti ancora maggiori per le spese militari, che l'80% dell'8 per mille donato allo stato viene utilizzato per finanziare la guerra, che si taglia la spesa sociale (di qualsiasi spesa sociale si tratti).
La Provincia di Roma si è impegnata a promuovere la campagna Controlarms con iniziative di grande richiamo. Nel frattempo i siti di riferimento sono:
http://www.disarmo.org/
http://www.controlarms.it/
http://www.controlarms.org/
...e naturalmente il Blog del nostro Clan! ;-)
www.clanantares.blogspot.com
giovedì, ottobre 20, 2005
E adesso paga!!!
Luttazzi e Travaglio assolti "Berlusconi non fu diffamato"
Il premier condannato a pagare 100 mila euro di spese legali
di ALESSANDRA LONGO
ROMA - Condannato. Silvio Berlusconi aveva chiesto un risarcimento di 20 miliardi di lire a quel diavolo di Marco Travaglio, colpevole, in associazione a delinquere con Daniele Luttazzi, di aver "letteralmente devastato - si legge nella querela - la sua immagine di politico e di imprenditore".
Ma il giudice ha deciso diversamente e ha condannato il capo del governo a pagare le spese legali nell'ordine di centomila euro. Ne dà notizia lo stesso Travaglio, molto sollevato all'idea di non dover versare a rate, per il resto dei suoi giorni, la cifra richiesta dagli avvocati del Cavaliere.
Era il 14 marzo del 2001, un mercoledì sera. Su Raidue andava in onda Satyricon. Luttazzi chiama Travaglio a parlare del suo libro, "L'odore dei soldi", scritto a quattro mani con Elio Veltri. Storia non autorizzata sulle origini delle fortune economiche di Berlusconi, sui segreti meccanismi finanziari che portarono alla nascita della Fininvest, sullo strano arrivo, ad Arcore, dello stalliere mafioso Vittorio Mangano. Minuti televisivi senza filtro. Luttazzi chiede, Travaglio risponde, con documenti e atti che ha usato per scrivere. Da dove ha preso Berlusconi i miliardi per cominciare? Perché ha ospitato un boss, poi condannato a due ergastoli, a casa sua? Perché la Rai ha sempre scansato l'ultima intervista di Paolo Borsellino, acquisita da chi indaga sulle stragi di Capaci, via D'Amelio e degli Uffizi? Intervista nella quale, spiega Travaglio, il magistrato parla dell'interesse della procura di Palermo per Berlusconi, Dell'Utri e Mangano?
"Ignobile attacco al capo dell'opposizione, libercolo diffamatorio": Berlusconi s'infuria, querela, fa querelare. Partono dieci cause che sarebbero in realtà cinque raddoppiate, una per la trasmissione e una per il libro, moltiplicate appunto per cinque. Querelano anche Giulio Tremonti, citato perché la sua legge avrebbe garantito 243 miliardi di sgravi a Mediaset, e Forza Italia, partito offeso del leader offeso. In tutto le richieste di risarcimento ammontano a 150 miliardi di vecchie lire.
Pochi giorni fa, in sordina, la decisione del giudice, a breve la motivazione della sentenza. Travaglio si dice "contento, molto contento": "Nel mio libro non dicevo niente di nuovo, mi sono limitato a riordinare documenti. Non abbiamo danneggiato nessuno perché non abbiamo mentito. Le querele sono partite solo per spaventarci. Io ho scritto acqua fresca rispetto a quel che si legge nella sentenza Dell'Utri dell'anno scorso. Berlusconi è stato condannato in sede civile, dovrà pagare le spese legali. E' un passaggio importante. Con questa, ho vinto tre cause su dieci. Me ne rimangono altre sette...".
(Repubblica.it, 20 ottobre 2005)
mercoledì, ottobre 05, 2005
La Fabbrica di Cioccolato

Anche questo film meritava di avere un post nel mio Blog. Non ho visto il film con Billy Wilder e ho letto il racconto quando ero alle media, ma credo che il film abbia valore in sé, dimostrando sia il talento -altamente visionario- del regista sia le capacità camaleontiche di Johnny Depp. Nonostante Tim Burton ogni tanto sforni film non all'altezza del suo talento, questa volta quello che ne è uscito è un vero gioiello. Spassosissime le canzoncine degli Oompa Loompa (e soprattutto le coreografie durante i loro numeri musicali).
mercoledì, settembre 28, 2005
Sito del Clan Antares
Aggiungerò presto un link permanente, per ora visitate e divertitevi!




