sabato, agosto 06, 2011

Drizzit 98

In questa striscia è stata commessa una piccola violazione di una regola fondamentale di questo tipo di fumetti, e cioè che ogni striscia dovrebbe essere leggibile come se fosse la prima. In particolare, in questa striscia non viene nominato chi è che sta facendo casino. Chiunque abbia seguito il fumetto sa che si tratta di Wally, ma Dotto avrebbe comunque dovuto dire "Che sta facendo Wally?" e non "Ma che diavolo sta facendo?" senza specificare chi. Però ho voluto dare un tocco di realismo alla sua battuta, in questo modo Dotto è più spontaneo, più vero. Si rivolge ai suoi compagni senza palesare che sta chiedendo di Wally, perché effettivamente non ce n'è bisogno. Chi non viene considerato è l'eventuale lettore che legge queste vignette per la prima volta.
Molte volte in un racconto, in un fumetto o in un film ci si preoccupa dello spettatore e si finisce per rendere poco credibili certe scene, al fine di renderle più chiare. Ad esempio in Guerre Stellari, ogni volta che C1P8 emette una serie di suoni, Luke ribadisce quello che il robot ha appena detto. Esempio: "No C1 non torneremo indietro." oppure "Non preoccuparti C1, ho spento il radiofaro." Le risposte di Luke sarebbero state più realistiche se avesse risposto semplicemente "No" o solamente "Non preoccuparti." ma così lo spettatore non avrebbe capito cosa C1 gli chiedeva.
Esistono comunque opere in cui l'intenzione di far capire qualcosa al lettore è volutamente ignorata. Un esempio illuminante sono i fumetti di Masamune Shirow, dove il lettore se vuole capire qualcosa è costretto a saltare continuamente alle note o alle spiegazioni enciclopediche alla fine del fumetto. E questo perché l'autore non si preoccupa minimamente di far sì che i suoi personaggi spieghino al lettore di cosa stanno parlando.
Scusate la lunghezza, la mia piccola striscia non aveva sicuramente bisogno di un così ingombrante approfondimento! La prossima volta non divagherò. Promesso.

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