mercoledì, maggio 09, 2012

Drizzit 300 Day!

Oggi è un giorno come un altro, tranne per il fatto che pubblico sul mo blog (nonché su facebook) la striscia numero 300 di Drizzit. Non so voi, ma io penso sempre che il tempo che dedico a disegnare non sia mai sprecato, così come quello che dedico a scrivere o a scattare fotografie o comunque a fare qualsiasi cosa che "aggiunga" un tassello al mondo. Cioè il mondo non cambia, è già lì, ma ogni volta che finisco di disegnare una striscia penso: da oggi al mondo esiste una striscia di Drizzit in più. Deve essere una specie di desiderio di paternità trasposto, misto a necessità di lasciare un segno, più una buona dose di autocompiacimento. Fatto sta che non vado mica a rompere i coglioni in giro, io il mio piccolo traguardo me lo festeggio qui, nel mio blog personale.

Questo qui di seguito è una specie di "cartellone promozionale" dell'evento. Come se avessi affittato un cinema per una serata di gran classe dedicata alla trecentesima striscia di Drizzit, ma senza il cinema. Resta il cartellone. Avrei voluto disegnare attorno al numero 300 (scolpito nel pan di spagna al cioccolato) Drizzit assieme ai miei due personaggi preferiti della serie: Wally e Katy. Ma quando sono andato a posizionare Wally nella pagina, non ci entrava (stava al posto di Glenda). Katy l'ho dovuta disegnare seduta a terra altrimenti copriva il personaggio sul retro, che è stato sostituito con la pantera. Nell'angolo in alto a destra alla fine ci ho piazzato Brandolino. Il risultato mi pare soddisfacente, e se magari qualcuno si chiederà: ma perché ci sono solo questi quattro? Sappia che la risposta non c'è. Un misto di volontà non esaurita ed esigenze di spazio, ecco.


Vorrei approfittare dell'occasione per parlare un pochino di quello che sta succedendo nel fumetto. Innanzitutto spero che sia di vostro gradimento lo sforzo che sto facendo per imparare a dominare in modo sempre più decente la mia penna (e la tavoletta grafica). Credo che la qualità artistica di Drizzit adesso sia molto meno "artigianale" di un tempo. Il mio intento non è quello di creare disegni che siano veri e propri capolavori, ma semplicemente di raggiungere un livello tale che la mia "idea" di quello che voglio disegnare coincida con come me lo immagino! ...e ci siamo quasi, direi.

Non so bene che tipo di evoluzione avrei seguito se non fossi stato limitato dal fatto che Drizzit è una striscia, ma devo ammettere che alla lunga sono soddisfatto. Ho imparato a economizzare il tratto, a pulirlo, a limitare la scelta dei colori, a stilizzare movimenti ed espressioni in modo che risultino (spero) visibili ed efficaci anche se riprodotte in piccoli quadratini in sequenza. Quando mi capita di creare illustrazioni più grandi, cerco sempre di mantenere lo stile grafico e il metodo di colorazione delle strisce, e di realizzare qualcosa che si possa definire "dello stesso tipo, ma più in grande". Secondo me è un buon metodo per definire sempre di più lo stile con cui disegno il fumetto.

Prove di colorazione (e postura) per gli Yeti.
Per quanto riguarda la trama che accompagna le strisce, attorno alla striscia 300 i personaggio stanno affrontando i coboldi. Li ho voluti disegnare come canidi, perché è così che apparivano nelle prime edizioni di Dungeons & Dragons ed è così che vengono descritti in molte novelle e racconti epici dell'immaginario fantastico. La trama della terza serie di Drizzit è stata la prima che ho scritto con la consapevolezza che si trattasse di una storia, cioè con un inizio e una fine precise. Quando ho iniziato a scrivere Drizzit credevo che mi servisse solo un pretesto per legare insieme le battute delle varie strisce, ma poi ho capito che avevo ambizioni un po' più ampie, soprattutto per quello che riguardava i personaggi. Non mi andava che restassero fossilizzati in ruoli da macchietta comica, volevo che Dotto, Wally, Katy, Drizzit e tutti gli altri dimostrassero una psicologia un po' più complessa. Per questo c'era bisogno di una storia. Però dopo 200 strisce i lettori rischiavano di perdere il filo, e soprattutto i lettori nuovi rischiavano di leggere strisce incomprensibili, quindi decisi di strutturare la trama per "saghe" più o meno autoconclusive. Quando lo decisi, ero già a metà di quella che adesso chiamo "La morte e il ritorno di Drizzit" cioè della seconda saga, che si conclude con la striscia 257. Quindi l'attuale saga è la prima che scrivo con la piena consapevolezza che la storia si svilupperà più o meno coerentemente fino a un finale.

Prove di colorazione per i coboldi.
Nel caratterizzare i nemici di Drizzit non ho avuto molte difficoltà, l'immaginario fantasy pullula di suggerimenti. Ho avuto più difficoltà a definirli graficamente: la scelta dei colori ad esempio è sempre stata un bastone fra le ruote per me. Sto cercando di mantenere le strisce a un livello semplice, pastello, delicato. La gamma dei colori è di appena 25 gradazioni (di cui la metà sono colori tra il marrone e il grigio). Ogni volta che creo un mostro o un nuovo personaggio, faccio sempre prove di colore per vedere come posso colorarlo. E' importante che il colore non sia lo stesso di vesti, sfondo e oggetti con i quali interagisce spesso, altrimenti in una striscia si rischia che l'occhio si perda e che non si capisca bene cosa si sta guardando. Scelgo sempre tra i 25 colori che ho a disposizione, ma tento di non farne coincidere due simili. Ad esempio il vestito nuovo di Katy è dello stesso colore del pelo di Brandolino, Drizzit ha la casacca dello stesso verde della veste di Dotto, e il marrone dei pantaloni di Wally è lo stesso di quello di Drizzit e di Dotto. Questo mi ha spinto a utilizzare marroni differenti per gli alberi e verdi differenti per l'erba, altrimenti si rischiava di confondere chi legge.

Bene, credo che come post celebrativo possa bastare. Spero che i lettori di Drizzit continuino a seguirlo e che facciano buona pubblicità tra i loro amici. Buon Drizzit 300 Day!
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