martedì, maggio 08, 2012

Le elezioni da queste parti

Vale la pena aggiornare il mio blog personale con le ultime vicende elettorali da queste parti. Qui a Bracciano (vicino Roma) ha vinto il centrosinistra, una lista civica obbrobriosa nella quale si impastava in maniera amorfa quello che restava dei democristiani (o Udc se vi va), il Piddì e l'Italia dei Valori. Lo so è una lista civica, le cose sono diverse a livello locale rispetto al livello nazionale, ma io che si siano incrociati in un unica lista civica i democristiani e i DiPietristi lo trovo vomitevole. Invece qui hanno vinto. Raccolti sotto l'ala protettrice dell'imperatore massimo Giuliano Sala, hanno trovato casa nella lista Unione Democratica per Bracciano. Una lista che già nel nome non vuol dire un cazzo, proprio come "Partito Democratico" non vuol dire un cazzo, e "Popolo delle Libertà" meno di un cazzo. Ma non è che possiamo stare a parlare di semantica, quindi torniamo alle elezioni. Il sindaco uscente Giuliano Sala ha lasciato così il posto a Giuliano Sala, che era già stato sindaco per due mandati prima di una parentesi di centrodestra che gli ha permesso di ricandidarsi per altri due mandati. Insomma 'sto sindaco è stato seduto lì per 12 anni su 16 e adesso ce lo puppiamo per altri 4 anni. Cosa c'è di sbagliato? Ve lo spiego. Il mio modesto parere è che più una persona siede su un trono, più diventa "ambiente" cioè parte stessa della sala del trono. Dopo 12 anni che fai il sindaco (seppure con una parentesi in mezzo) ti sei fatto amico un po' tutti, in un paese di 20.000 abitanti. Hai stretto le mani a quasi tutti gli imprenditori, hai conosciuto quasi ogni lavoratore, hai emanato delibere e stretto accordi per far piacere un po' a tutti. E' vero hai anche calpestato qualche piede, ma dopo 12 anni anche chi hai fatto incazzare è dovuto scendere a patti con te, perché sei stato il primo cittadino del paese per troppo tempo. Per questo avrei preferito una faccia nuova lassù, anziché di nuovo il Re Sala.

Ma non è solo questo. Il punto è che io guardandomi attorno ne trovo parecchie di cose che non vanno, a Bracciano. Non voglio fare lo stronzo, mediamente Bracciano è stata amministrata bene. Ma se vado a fare un giro nella bassa Toscana, o in qualche paese della Tuscia, ne trovo a decine di paesi che hanno meno della metà del valore artistico, archeologico e naturale di Bracciano, e che sono amministrati centinaia di volte meglio, proprio da giunte di sinistra tra l'altro. Per dirne una: la raccolta differenziata a Bracciano fa cacare, nel senso che fa schifo in tutto. Non si ricicla quasi niente, i cassonetti ammorbano le strade, porta a porta non si fa nulla, i cittadini se ne fregano. Il nostro lungolago fa pena in confronto a quello degli altri comuni. Il piano regolatore degli ultimi anni ha stuprato intere zone di campagna per far strada a quartieri dalla planimetria ridicola (per non parlare delle concessioni selvagge ai costruttori di palazzine). I trasporti pubblici fanno pena, al punto che chiunque abiti anche solo a pochi chilometri da Bracciano, ma anche solo a Bracciano 2, si ritrova a dover prendere la macchina per andare a prendere il treno alla stazione, con il risultato di ingolfare il paese di automobili parcheggiate. Tra l'altro i parcheggi sono a pagamento (e io sono d'accordo a far pagare i parcheggi, anzi io sono d'accordo a chiudere il centro alle macchine) ma non esistono parcheggi di interscambio per chi appunto deve lasciare la macchina per andare a prendere il treno, e come ho detto prendere la macchina è obbligatorio visto che gli autobus pubblici sono sporadici e inutili. Vorrei che il centro storico fosse chiuso alle automobili, ma il sindaco ha sempre avuto paura dei commercianti. Invece dovrebbe dire: non me ne frega un cazzo, il centro storico è patrimonio di tutti, non solo di chi ci abita, e nemmeno solo dei Braccianesi, ma proprio di tutti, di tutto il mondo, di tutti coloro che vorrebbero girare per le stradine sotto il castello e fare foto senza che sulla strada sia visibile un SUV. Potrei parlare poi dei luoghi dove i giovani di Bracciano possono incontrarsi, che consistono nelle piazzette assolate, nei bar da fighetti, nelle discoteche sul lago e nei pub la sera, perché non esistono altri posti dove uno possa riunirsi e fare amicizia e crescere. O del fatto che per scendere al lago i turisti possono scegliere tra un bus che passa ogni due ore o una strada ripida e scivolosa incrostata di erbacce e immondizia con tutti i lampioni sfondati. Oppure dei due parchi di Bracciano, uno soffocato nel centro, l'altro lasciato a distruggersi proprio sotto il castello.
Insomma c'è molto da fare ancora, ma appunto per 12 anni c'erano le stesse persone che abbiamo appena eletto per altri quattro anni. Bracciano dov'era?

Infine vorrei sottolineare che Bracciano Democratica ha vinto per un pugno di voti, forse aiutata dal fatto che nel weekend pioveva e quindi c'è stata un sacco di gente che è rimasta a casa, e si sa che chi resta a casa quando piove anziché andare a votare sono i delusi e i conservatori, cioè quelli che della politica in senso stretto non gliene frega un cazzo e che votano solo per interesse. L'altro grosso partito che ha rischiato di vincere era composto da gente che appunto si era candidata per farsi i cazzi propri. Imprenditori, presidenti di associazioni varie, Braccianesi che volevano togliersi dalle balle Sala per fare qualche soldo e far girare i propri affari, assieme ai resti putrefatti del PdL e a qualche anima pia che ci credeva veramente e che probabilmente ha sbagliato coalizione. Sono felice che non abbiano vinto. Poi c'erano i fascistoni che si sono chiamati "Cristiano Popolari" riuscendo a stare sul cazzo sia ai cattolici che a chi veramente è dalla parte del popolo, e hanno preso sì e no i voti dei loro parenti. Infine c'era questa lista di sinistra, Bracciano Bene Comune, che sperava di prendere qualche voto e che qualche voto l'ha preso, ma giusto le briciole. Peccato perché erano gente di buona volontà, sebbene con tutti i difetti che possono avere le persone che credono nelle utopie.
E questo è quanto, grazie di aver votato, e ci rivediamo fra quattro anni.
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