venerdì, marzo 22, 2013

Analogico e digitale

La maggior parte di quello che produco come fumettista è digitale al 100%: non esistono copie di lavorazione di Drizzit, The Author o Giggi il Pollo, né possiedo pennelli, colori, chine, fogli e tavoli da lavoro. Possiedo una tavoletta grafica di quelle economiche e un Mac con schermo 13 pollici. Con queste due cose faccio tutto. Disegnare direttamente in digitale mi consente di risparmiare sui costi dei materiali, di non sporcare, di non dovermi confrontare con la difficoltà di colorare una tavola o con la tragedia di aver fatto un errore e non poter premere ctrl+z per tornare indietro.

Recentemente ho avuto la bellissima idea (bellissima considerati i risultati, lì per lì mi sembrava una minchiata) di indire un piccolo gioco a quiz e di premiare i vincitori con un disegno di Drizzit. L'ho fatto per promuovere il mio incontro coi lettori/presentazione che si terrà a Milano questo sabato. Dieci vincitori, dieci disegni fatti a mano da ritirare di persona sabato pomeriggio.

Nominati i vincitori del quiz, mi sono ritrovato a dover realizzare 'sti disegni, e mi sono reso conto di essere completamente sprovvisto di qualsiasi cosa necessaria. Niente fogli, niente pennelli, niente colori.  Ma come cavolo pensavo di realizzarli? E' stata la prima volta da quando disegno Drizzit che sono entrato in un negozio di forniture per belle arti. Ho acquistato un pennello (di quelli moderni, acrilici, non volevo avere a che fare con pericolose boccette di inchiostro), e un paio di pennarelli pantone.
Nello stesso pomeriggio ho cominciato a disegnare, matita su carta.

Mentre tracciavo le prime righe con la matita, riflettevo. Il mio tratto, nel fumetto, si è evoluto moltissimo rispetto a due anni fa. Ma questa evoluzione, questo "miglioramento", sarà avvenuto anche nel disegno analogico, o sarà stata una conquista esclusivamente digitale? La mia paura insomma era che tutti i progressi fatti in campo di disegno fossero conseguenza di una migliore padronanza della tavoletta grafica, di un uso più esperto dei comandi e dei filtri di Photoshop, nonché dell'indispensabile funzione "torna indietro" che permette di correggere qualsiasi cappellata (il già citato ctrl+z).

Sarebbe stato possibile? Avrei potuto essere migliorato solo nel disegno digitale, senza aver acquisito alcuna capacità aggiuntiva nell'analogico, cioè nel disegno a matita su carta?
Beh non so se sarebbe potuto accadere, ma per fortuna non è accaduto. Per la prima volta dopo anni sono tornato a disegnare qualcosa al di fuori di uno schermo, qualcosa che non fosse un disegnino fatto al volo con dedica all'interno di un albo. Ho disegnato qualcosa di più, ed è venuto davvero bene.
Con soddisfazione riguardo i premi che donerò ai vincitori del concorso e un po' mi dispiace, perché sono disegni unici e non ne conserverò una copia nell'hard-disk, li perderò di vista. Saranno piccoli tesori sparsi in giro. Tesori nel senso di "tesori di papà" ovviamente. Mi mancheranno.
Ho fatto loro delle foto, sono quelle che ho inserito qua e là in questo post.

Mi riprometto di cercare nuove occasioni per disegnare in analogico, quando posso. Pennarello, matita, foglio di carta. Qualcuno dice che è meglio del digitale e lo resterà per sempre, io dico che è un modo diverso di esprimersi, di disegnare, di fare arte. Né migliore né peggiore, solo diverso. Ci vuole ogni tanto qualcosa di diverso, altrimenti si finisce ad aver paura di confrontarsi con esso, che è proprio quello che è capitato a me.
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