martedì, gennaio 09, 2007

Parliamo delle mie campagne

Oggi riprendono le avventure Nephandiche del gruppo de Lo Zeist dopo la pausa delle vacanze invernali. Ho deciso sin dall'inizio del 4° capitolo di adottare uno stile più "raccontato" per la stesura dei resoconti, in modo da renderli più simili ad un racconto e meno ad un bollettino degli eventi. Anche se inizialmente lo scopo del blog era di aiutare i giocatori a non dimenticare gli eventi accorsi in passato (e contenere il materiale extra creato per la campagna), man mano mi sono reso conto che romanzando le loro storie il blog poteva acquisire un significato in più. Non mi aspetto certo di avere dei lettori periodici, però un giorno gli stessi giocatori potrebbero voler rileggere le loro gesta oppure farle leggere agli amici. In quel caso sarebbe bello che fossero già scritte in maniera fruibile.
Così ho ridisegnato il blog in modo da connotare maggiormante il fatto che si tratta di un'ambientazione fantasy-horror, un fantasy adulto e macchiato di Nephandum, ed ho speso più tempo nella stesura dei riassunti.

Nel contempo, poiché sto collaborando anche ad Empyrea, ho iniziato una nuova campagna chiamata Planarstalkers (come già avevo annunciato in un post precedente). La campagna planare è ambientata tra i piani estremi e scritta per far esplorare ai personaggi più piani possibile. Mi piace come ho impostato il loro blog. Soprattutto il riquadro "piano attuale" in alto a destra, che ricorda loro, con una immagine, in che piano si trovano al momento. Per questa campagna ho iniziato immediatamente con uno stile di resoconto raccontato, anche se, per evitare di scrivere post troppo lunghi, sono spesso costretto ad utilizzare artifici narrativi come flashback ed elisioni. Parte di ciò che avviene viene ricordato o narrato anzichè avvenire in diretta, questo mi aiuta a risparmiare righe e genera uno stile narrativo molto cervellotico che non trovo affatto sgradevole.
I giocatori di questa campagna sono giovani. Non inesperti, né giovani "di età". Sono giovani giocatori, cioè il numero di avventure giocate è troppo poco perchè abbiano coscienza di cosa significhi davvero giocare di ruolo. Perdono un sacco di tempo pianificare le strategie dei combattimenti, legano molto i caratteri dei personaggi alla razza, alla classe o anche all'allineamento (nonostante io l'abbia tolto dalle mie campagne). Litigano per i tesori, tramano ognuno alle spalle dell'altro e si criticano a vicenda per le scelte sbagliate che l'altro compie. Inoltre, pochi di loro hanno realmente premura di interpretare il personaggio quando si gioca. Preferiscono giocare con l'architettura della trama e volare con la fantasia attorno a cosa il personaggio ha fatto (nel background o nelle scorse sessioni) o su cosa farà (nelle prossime sessioni). Quando invece tocca a loro, durante il gioco, sono spesso poveri di parole (timidi?) e restii a dare una forma alle loro stesse azioni.
Sono sicuro che le cose cambieranno presto, man mano che si gioca.

Intanto preparo il ritorno nei Forgotten Realms. Ho comprato finalmente Serpent Kingdoms. Vorrei giocare un po' da giocatore, ma ho paura che non troverò nessuno disposto a fare il DM in maniera costante. Peccato.
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