martedì, luglio 26, 2011

La matita e quel che ne esce


Ho un quaderno che riempio di scarabocchi. Un quaderno dalle pagine completamente bianche, senza righe, né quadretti, né altro. Come quelle piccole agende Moleskine, ma con molte più pagine, e un po' più grande. Me lo porto spesso appresso e quando ho un minuto, aspettando il treno alla stazione, o seduto su un muretto quando piove, lo tiro fuori e ci appunto frasi, pensieri... oppure lascio correre la matita e vedo cosa viene fuori. Mostri, orsacchiotti mutilati, ragazzini che corrono, paesaggi di fantasia.


All'inizio di quest'anno ho iniziato a disegnare Drizzit e le Questions, e adesso che ho una tavoletta grafica sto cercando di migliorare con quella, quindi quando sono a casa mi capita di rado di disegnare sul quaderno. La distanza fra un disegno e l'altro si è fatta più lunga. Ieri sera ho provato a fotografare alcuni disegni del quaderno per trasferirli nel mio Mac, ma per fare una cosa come si deve ci vorrebbe uno scanner e io non ce l'ho. Le foto dei disegni erano sfocate e di bassa qualità. Ho iniziato a giocare con i disegni, graffiandoli, sovrapponendo filtri, alterando il bilanciamento delle luci. La qualità non poteva peggiorare! ...ispirazione in mancanza di ispirazione. Come quando un bambino gioca coi cubi, e li compone a caso, nonostante ci sia un disegno. E' stato molto rilassante. Dovrei farlo più spesso.
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