lunedì, gennaio 03, 2011

Sui sacerdoti che non fanno politica

Il vescovo di Bologna ha ammonito i sacerdoti intimandoli di non fare politica. Un sacerdote che non fa politica, non serve a un cazzo. Ovviamente la "politica" non è scegliere un partito e allinearsi a quello che il partito ti dice. Quella non è politica, quello è vendersi il culo. E' quello che fanno i politici di oggi. E a giudicare da chi siede in parlamento, direi che funziona.

La politica invece è quella cosa nobile che si traduce con il darsi da fare per il bene di tutti. Il bene di tutti, esatto. Gesù faceva politica. Parlava solo di questo, del bene di tutti, da mattina a sera. I ricchi non andranno in paradiso. Non giudicare. Beati gli umili. Perdona. Non fare al prossimo tuo quello che non vuoi sia fatto a te stesso. Questa è politica. Se un domani un partito qualsiasi dicesse: a noi piace che ognuno si possa arricchire senza nessun limite, ci piace dividere i buoni dai cattivi secondo i nostri princìpi, sappiamo di essere i migliori, siamo a favore della condanna a morte e del carcere a fini di punizione, e appoggiamo la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Ecco, quel partito sarebbe contro il messaggio evangelico, sarebbe contro il messaggio di Gesù. Oltre che contro un paio e forse più di articoli della nostra Costituzione. Allora bisognerebbe forse dire a Gesù: ehi stai facendo politica! Vaffanculo! ...io non credo.

E non credo nemmeno a quei sacerdoti "cerchiobottisti" che scambiano l'amore cristiano con il quieto vivere. Schierarsi è cristiano. Indignarsi è cristiano. Anche incazzarsi è cristiano. Se Gesù ha preso un randello e ha sparecchiato il tempio dai mercanti, allora un sacerdote può incazzarsi se le politiche di un tale partito sono contrarie ai valori in cui crede e che ha promesso di testimoniare. Se Gesù guardando il fico che non produceva frutto ha detto: "basta mi hai rotto le balle!" e l'ha seccato, allora un sacerdote può dire "basta mi avete rotto le balle!" a chiunque abusi del potere per impoverire il popolo e farsi i cazzi suoi.
Un prete che non fa politica, è sale che ha perso il suo sapore.
Don Milani era un prete, Don Tonino Bello era un prete, Don Primo Mazzolari era un prete. Non dicevano: non votate questo, votate quest'altro. Facevano politica però, eccome se la facevano!

Possiamo discutere sulla qualità della politica fatta dai preti. Ad esempio se Ratzinger dicesse: non votate questo partito perché è a favore della fecondazione assistita, io gli risponderei: ma vaffanculo. Perché secondo me la fecondazione assistita non solo non è contraria agli insegnamenti di Gesù, ma addirittura li concretizza. E questo è un esempio. Ma non mi permetterei mai di dire a Ratzinger: devi stare zitto. Ratzinger ha la sua idea di cosa è giusto e cosa è sbagliato. La esprime. Bene. Tanti cristiani scambiano la fede per la religione, e l'essere fedeli con l'essere obbedienti, gli danno retta. Sticazzi. Il problema sono questo tipo di fedeli, non quello che dice il Papa. Il Papa deve fare politica, perché se non facesse politica non servirebbe a niente. E i sacerdoti devono farla parimenti, senza allinearsi a nulla se non all'esempio di Gesù, e possibilmente (ma questa è la mia modesta opinione) anteponendo quello alle stronzate secolari della Chiesa.
Posta un commento