mercoledì, settembre 14, 2011

Il mondo non è a misura d'uomo


Questa è una foto che ho scattato presso il lago di Pilato, in cima al monte Vettore. Il lago si divide in due pozze di acqua lucente durante l'estate, quando il sole ne dimezza le dimensioni, e torna a crescere in inverno, alimentato dallo scioglimento delle nevi, tornando alla sua tipica forma a occhiali. Il panorama lassù era monumentale. Pareti di roccia verticale, levigate dal tempo e striate armoniosamente che facevano da cornice a questa valle pietrosa, colma di sassi bianchi, in mezzo alla quale si incastonava il color smeraldo delle acque del lago.

Mentre ero lassù in cima, pensavo a quanto il mondo non sia a misura d'uomo, e a quanto siamo bravi a nascondere certe verità. Quel posto bellissimo se ne sta arroccato in cima al monte, a duemila metri, difficilmente accessibile, a disposizione solo delle piante che riescono ad aggrapparsi alla pietra di lassù e a resistere nonostante il gelo d'inverno, e l'arsura estiva. La natura non tiene conto di essere visitata, vista, annotata, ammirata. La natura non crea scale mobili né passaggi agevoli, né si preoccupa che qualcuno voglia spostarsi da un posto all'altro, o sperimentare comodità, o evitare di sudare. Il mondo se ne frega delle nostre esigenze, delle nostre voglie, dei nostri bisogni e soprattutto se ne frega di essere alla nostra portata.

Di fronte a queste considerazioni, c'è chi si pone in maniera indifferente: ok se il mondo non tiene conto di me, mi accontenterò di ciò che casualmente finirò per ricevere. Altri invece decidono di fare la differenza: il mondo mi ignora, ma io possiedo la volontà di costruire, cambiare le cose, modellarlo per quanto mi riguarda. Cioè possiedo tutto ciò di cui ho bisogno per scavarmi il mio posto, per realizzarmi, per arrivare dove voglio, per essere felice.
Certo si può obiettare che anche chi non ha ambizioni è felice: in fondo chi si accontenta gode, e chi possiede tutto ciò che desidera è per definizione felice. Ma credo che sia lo stesso tipo di felicità alla quale può aspirare un albero, una zucchina o un fiore aggrappato su una roccia. Vite spettacolari, dignitose, che qualche volta si spera addirittura di vivere, ma anche vite insignificanti, prive di senso, di realizzazione.

Fatti non fummo per viver come bruti. E nemmeno come zucchine.
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