domenica, febbraio 19, 2012

Me stesso come autore

I fan su facebook, dopo la striscia 210, richiedevano
una immagine di Baba Yaga che fa la doccia, e io
in quanto autore magnanimo, li ho accontentati.
Siccome ho un account personale su Facebook (oltre alla pagina di Drizzit, intendo), mi capita che alcuni lettori di Drizzit o -meno frequentemente- delle Questions mi contattino per farmi domande sul fumetto. La maggior parte delle domande sono di tipo tecnico... del tipo: come colori le vignette? Oppure: che programma usi? Che tavoletta grafica hai comprato? Dove trovo le tazze di Drizzit?
No, quest'ultima no, me la sono inventata. Ma intendo domande di questo tipo, comunque.

Allora la prima cosa che mi sento di ribadire è che non sono un esperto disegnatore, né uno bravo. Scarabocchio sulla carta da quando avevo cinque anni ma ho fatto solo un anno di corso di fumetti e poi mi sono stufato, il resto è solo testardaggine e ore buttate sui fogli. Semmai posso essere un esempio di cosa di può arrivare a fare armati solo della voglia di farlo. Ad ogni modo, quando mi fanno domande tecniche mi trovo sempre in imbarazzo. La tavoletta grafica l'ho comprata in un centro commerciale senza starci nemmeno troppo a pensare... utilizzo Photoshop perché lo usano tutti e mi sembrava fosse il più semplice da imparare a usare... e come colorista non ho molti consigli da dare. Anche perché disegno strisce a fumetti, che ripeto sono una forma molto semplice di fumetto che non necessita grande talento artistico, infatti molti dei recenti autori di strisce a fumetti le fanno col copia e incolla, o trascurano completamente l'aspetto grafico puntando invece sulla sagacia delle battute.

La mia scelta personale è stata quella di disegnare ogni striscia, limitando il copia+incolla il più possibile alla successione di vignette in sequenza. Così facendo posso migliorare, e spero che vi siate accorti della differenza che c'è tra le prime strisce di Drizzit e le ultime. E vi assicuro, poiché nel disegnarle sono quasi arrivato alla numero 350, che lo stile grafico migliorerà ancora. Era un mio obiettivo, e lo sto lentamente portando avanti. Ma nonostante sia mia intenzione migliorare artisticamente, continuo a sentirmi una specie di artista "fuori casta" cioè uno di quelli che in punta di piedi è entrato nel settore da una porta secondaria, e che guarda quello che succede facendosi un po' gli affari suoi, con molta umiltà.

Ho rallentato con le Questions perché non trovano facilmente un pubblico. Drizzit invece, grazie al fatto che il personaggio è ispirato a libri famosi e che una moltitudine di nerd amanti del fantasy vaga per internet, piace un po' di più. Per un web-comic, il pubblico è tutto. Mi piacerebbe che il pubblico fosse più curioso riguardo alle scelte di sceneggiatura, o alle interazioni tra i vari personaggi. Qualche volta mi arrivano anche suggerimenti a riguardo, ma meno di quanto vorrei. Considerato che Drizzit, in modo piuttosto anomalo per una striscia a fumetti, ha una storia di fondo che procede, io come autore non vedo l'ora di raccontarla. Ed è per questo che ormai pubblico una striscia al giorno! Perché non ha senso scrivere Drizzit senza condividerlo. Drizzit esiste solo per essere letto, non ha altro scopo. Non per diventare famoso, non per farci i soldi a palate, non per essere riconosciuto come autore. Il suo solo scopo è essere letto. Sembra banale ma non lo è affatto: la maggior parte degli autori vorrebbe camparci e i loro fumetti ne risentono. Altri cercano l'affermazione e fanno scelte poco sagge. Per me che Drizzit diventi una fonte di guadagno o il fumetto più apprezzato del mondo sono conseguenze, la cosa che mi spinge a scriverlo e a disegnarlo è la creatività pura e semplice.
Come quando da bambino fai un posacenere mostruoso col DAS e poi lo mostri alla maestra, orgoglioso della tua creazione. Ecco, così sono io con Drizzit. Questa striscia a fumetti è il mio posacenere di DAS e i suoi lettori sono la maestra.

Una preview della striscia 334, dove cercavo di approfondire il
famoso concetto di "gruppo" ...un concetto che al di fuori delle
partite di Dungeons & Dragons è molto poco comprensibile.
Ci tengo che la dimensione di Drizzit sia questa, che sia un web-comic e che tutto il resto sia un riflesso, un qualcosa in più. Se fra un pochino raccoglierò le strisce in un cartaceo, sarà un bonus per chi vuole la raccolta tra le dita, ma non disegno Drizzit per riempire libri.

Detto questo, i fan della pagina di Drizzit su Facebook sono attualmente poco meno di 300, un numeretto modestissimo paragonato ad altre pagine (qualcuno mi ha fatto notare che "la crosta di parmigiano nel minestrone" ha 250 fan) ma che mi riempie di soddisfazione. Ritornando all'esempio di prima, è come quando il tuo portacenere orribile fatto col DAS poi viene usato per spegnerci le cicche. Sapere che esiste qualcuno al quale piacciono le cose che fai è una specie di distributore automatico di entusiasmo. Inserisci una striscia, ottieni entusiasmo. E quindi disegni un'altra striscia. Ti sembra di aver fatto qualcosa di buono, nel mondo. Di aver contribuito, di aver trovato uno spazio, di poter lasciare qualcosa. Insomma, che tutto ha un senso, fossero pure solamente degli scarabocchi.
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