lunedì, aprile 18, 2011

In attesa della 5a edizione

Oggi ho comprato il mio ultimo manuale di Dungeons & Dragons 4a edizione. Ultimo nel senso che non ne comprerò altri.
Sono stato un collezionista accanito, sono andato ben oltre il buon senso. Di questa 4a edizione ho comprato tutti i manuali del giocatore, le due guide del dungeon master, tutti i manuali della serie "poteri", una cripta dell'avventuriero (un manuale pieno di oggetti magici inutili), il manuale dei piani (che mi incuriosiva davvero) e i due manuali dell'ambientazione di Forgotten Realms. Insomma, uno sull'altro, fanno circa 500 euro di manuali. Poi ho acquistato anche i prodotti della linea essentials, nonostante fossero chiaramente delle ristampe aggiornate di materiale vecchio in un nuovo formato, in modo da spremere la mucca fino alla fine.
Insomma posso dire che se D&D in Italia dovesse andare male, non è certo per colpa mia.

D&D è stato demolito, questo ve l'avevo già detto in qualche mio post precedente. I nuovi "creativi" della Wizards/Hasbro hanno massacrato un buon GdR, e anche se il marchio era stato rilanciato da una meccanica rivista (il d20 system) e da un merchandising spietato che ha fatto breccia ovunque, alla fine ci sono riusciti. Le ultime imbarazzanti dichiarazioni di Bill Slaviseck non lasciano spazio a dubbi: tutto quello che poteva essere pubblicato per D&D è stato già pubblicato, hanno detto. Secondo me, sono andati anche abbondantemente oltre il pubblicabile (le avete viste le cosiddette carte fortuna? beh meglio così). La settimana scorsa è uscito Eroi dei Regni Dimenticati. Colto da nostalgia e da un ultimo impeto di collezionismo, l'ho preso. Ma a casa, sfogliandolo, mi sono subito intristito. Non c'è più niente di interessante, in quei manuali, per me. Ho giocato a questa 4a edizione con grande entusiasmo, ma dopo un paio d'anni di campagne zoppicanti mi sono reso conto che stavo cercando di dare spessore a un gioco di ruolo che di spessore ne aveva ben poco.
Ho cercato di portare avanti delle partite dimostrative nella nostra ludoteca/associazione culturale, ma non hanno avuto molto successo (al contrario di quelle di Descent, discesa nelle tenebre, che per l'appunto è un gioco da tavolo, e quelle di Sine Requie - anno XIII che per l'appunto è un gioco di ruolo come si deve).
So che continueranno a uscire altri prodotti col marchio D&D, manuali di mostri con annessi segnalini, altri manuali che ristampano/aggiungono razze e classi, infine un'ambientazione che mi sarebbe piaciuto uscisse prima (Neverwinter, e siccome io sono un appassionato di Forgotten Realms l'avrei presa di sicuro). Ma credo che investirò i miei soldi in altri manuali.

Spinto anche dalle richieste sempre più aperte dei miei giocatori, ho lasciato perdere D&D e ho ripreso a giocare di ruolo con il vecchio d20 system della 3a edizione (più precisamente, con il sistema rinnovato di Pathfinder GdR, ma si tratta di dettagli). Sto arbitrando una lunga campagna ambientata in un mondo da me inventato, e i miei personaggi sono già al 10° livello, segno che il gioco li coinvolge. Ho una campagna in sospeso di Planescape, giocata sempre con il sistema Pathfinder ma utilizzando alcuni moduli di D&D della seconda edizione (in particolare lo strabiliante Tales from the Infinite Staircase di Monte Cook). Inoltre ho iniziato ad arbitrare delle partite introduttive a un nuovo gruppo di giocatori, una campagna ambientata in Forgotten Realms. Anche loro non hanno avuto problemi con il sistema di Pathfinder GdR, alla faccia di tutti quei ripensamenti sulla complessità del regolamento che sono stati accampati come motivazione per generare l'ultima edizione di D&D.
Tirando le somme, se la Wyrd farà uscire qualche manuale di Pathfinder quest'anno (hanno promesso la Guida Avanzata del Giocatore per fine mese) sarò lieto di acquistare quello anziché altra costosa paccottiglia.

Per finire, attendo con ansia che, magari fra qualche anno, i miei manuali della 4a edizione diventino carta straccia e si annunci con gaudio e tripudio che la 5a edizione è in cantiere. Perché sono sicuro che al contrario dei leggendari manuali della prima edizione, dei preziosi e fantasiosi manuali della seconda, e dei dispendiosi e eccessivi (nel numero e nelle opzioni proposte) manuali della terza edizione, nessuno andrà a ricercare negli scaffali dei negozi i manuali di questa 4a edizione. Chi ha avuto l'impressione, stringendo fra le mani il Manuale del Giocatore 4a edizione appena uscito, di aver comprato qualcosa di assolutamente privo di futuro, adesso sa con certezza che quella sua impressione si è rivelata profetica.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

gioco ancora coi "preziosi e fantasiosi manuali della seconda" e non smetterò mica.
ho bypassato anche gli acquisti della terza nonostante c'abbia giocato per un par d'anni.

la 4a, anche se non c'ho ancora giocato, non mi ha mai attirato, e dire che ho letto fior di scritti sui pro oltre che i contra della stessa.

sine requie mi pare un ottimo gioco. ci rigiocherei volentieri, sopratutto con le migliorie introdotte da anno XIII.

Un Lettore "Cafone"

Sommo Kuduk ha detto...

Bigio anche io mi sono fatto prendere, conquistare, illudere o ingannare a seconda dei punti di vista dalla 4ed. e ho tutti i manuali a parte i "poteri" . Nel mio gruppo, formato principalmente da guerrieri e amanti dello scontro, la 4 ha però avuto un discreto successo, non come AD&D, ma meglio della 3. Ora però finite alcune avventure siamo in procinto di provare Sine Requiq che sembra molto accattivante!!!!!

Mr. Mist ha detto...

Io personalmente ho deciso di fermarmi all'avanzato 2a edizione, forse con un po' di arroganza o forse per il fatto che, trovandomi bene così com'ero, non vedevo il motivo di rimettermi in pista per comprare nuovo materiale e imparare dall'inizio un sistema di gioco nuovo che però trattava mondi con cui già giocavo (Ravenloft e Mistara). Ho perso quel treno e francamente non ho rimpianti, soprattutto alla luce di quel che hai scritto ora.
Su Sine Requie a Lucca ne ho sentito paralre benissimo e devo dire che mi intrigava, l'unica cosa che mi suscita perplessità è la presenza di tre soli scenari: l'Italia, la Germania e la Russia.
Per Descent bello come gioco anche se l'unica giocata che ho fatto è stata interminabile (8 ore), se ti piacciono i giochi in scatola per rimanere in tema io consiglio:"Città dei ladri" l'ho provato a Lucca e mi è piaciuto molto!
Saluti

Marco R ha detto...

Quello che è successo a me è stato che, a differenza di tutte le altre edizioni di D&D, non ho avvertito quel senso di miglioramento che mi aveva fatto abbandonare sempre la più vecchia in favore di quella nuova.
Perciò, ho continuato a giocare sia alla 3.5 che alla 4a, chiedendomi preoccupato se il motivo non fosse che stavo diventando vecchio e refrattario ai cambiamenti.
Il dubbio è svanito quando mi sono scoperto entusiasta di alcuni gdr di concezione piuttosto innovativa, come Cani nella Vigna e Avventure in Prima Serata. Purtroppo, qualche mese di 4a edizione ha avuto, invece, un effetto opposto sui miei giocatori, che sono passati quasi esclusivamente a Descent e Munchkin.

Sommo Kuduk ha detto...

MrMist@ in realtà sine requie ha anche l'ambientazione Terre perdute(molto vasta tra l'altro) e il regno di Osiride, entrambe di futura uscita. Conta che tutte le ambientazioni sono "legabili" tra di loro e comunque anche giocate indipendenti risultano molto vaste e autosufficienti... io rimango più titubamte sul sistema, per ora solo provato una volta, che richiede una buona esperienza per poter funzionare al meglio!!!!

Bigio ha detto...

Quoto in tutto MdM (ops DoppiaM)... se rileggi il mio post, a me è accaduta esattamente la stessa cosa. Ho vissuto il passaggio dalla prima alla seconda edizione, e poi alla terza, come dei continui "miglioramenti". Intendiamoci, NESSUN sistema è migliore, lo dico anche per Mist che gioca ancora alla seconda, o per Kuduk che ha provato gusto a giocare alla 4a edizione... però è vero che esiste un sistema più adatto al tipo di gioco che un gruppo (ma ancora più nello specifico un Master) ha. Per la mia impostazione di gioco, per come narro io le avventure, per come scrivo le mie campagne, per come conduco le sessioni, la 3a edizione è stata migliore della 2a che a sua volta è stata migliore della prima. La quarta invece... un deciso passo indietro. E dopo un po' mi sono anche io ritrovato, come DoppiaM, con giocatori che preferivano farsi una seratina a Descent, o a qualsiasi altro gioco in scatola, anziché a D&D.
Allora sono tornato sui miei passi. Dapprima scrivendomi un sistema tutto mio, poi passando a Pathfinder che, a parte qualche modifica qua e là, è la 3a edizione.

Concludo esprimendo ammirazione per Mr Mist che ha nominato Ravenloft... a mio parere quella e Planescape sono le due ambientazioni migliori mai prodotte per D&D e forse anche per qualsiasi GdR fantasy. Ma qui conta molto il mio amore per la letteratura, le trame cervellotiche e l'atmosfera. Tra l'altro, di Planescape ho ancora una campagna "in pausa" e tempo fa ho avuto il piacere di rigiocare la spedizione a Castel Ravenloft per 3a edizione. E' stata una bella esperienza.

Mr. Mist ha detto...

Ringrazio Bigio per l'ammirazione che ricambio per le strisce dell'elfo Drizzit, anch'io amo le narrazioni piene di suspance e pathos con trame ricche e mai banali e Ravenloft mi ha dato tutto questo. Per la mia scelta nel sistema di gioco forse sono stato guidato più dalla pigrizia e dal fatto che mi sentivo appagato dallavanzato. Ora uso il G.U.S. (Gioco di ruolo Universale Sperimentale) perchè si adatta a tantissimi scenari e mondi differenti e questo mi ha dato tanti nuovi stimoli! Non esiste il sistema migliore in assoluto sono d'accordo con voi ed alla fine come dici tu Bigio passare una serata in compagnia di amici e divertirsi è quello che conta!
Saluti

Mr. Mist ha detto...

Ah dimenticavo: grazie Kuduk per le good news riguardo Sine Requie!

Bigio ha detto...

A proposito di Sine Requie, non so se a parte Kuduk qualcuno lo conosce, ma è veramente un gioiellino di GdR... il sistema di gioco (tarocchi al posto dei dadi) è terribilmente d'atmosfera (il tavolo apparecchiato è uno spettacolo) e anche se è vero che il Narratore deve essere molto bravo per tradurre in evento le conseguenze delle carte, alla fine il risultato è molto intrigante. Se avete la possibilità provatelo, nella nostra ludoteca sta riscuotendo molto successo.

*non mi pagano per questa pubblicità* ;P