venerdì, maggio 20, 2011

Don Milani e l'acqua pubblica

"Chi non crede dirà allora di noi che pretendiamo di saper troppo, avrà orrore dei nostri dogmi e delle nostre certezze, negherà che Dio ci abbia parlato o che il Papa ci possa precisare la parola di Dio. Dicendo così avrà detto solo che siamo un po’ troppo cattolici. Per noi è un onore. Ma sommo disonore è invece se potranno dire di noi che, con tutte le pretese di rivelazione che abbiamo, non sappiamo poi neanche di dove veniamo o dove andiamo, e qual è la gerarchia dei valori, e qual è il bene e quale il male, e a chi appartengono le polle d’acqua che sgorgano nel prato di un ricco, in un paesino di poveri."
- Don Lorenzo Milani.


Tanto per ricordare che fra meno di un mese si vota per impedire la completa privatizzazione dell'acqua e il rincaro delle tariffe a favore dei privati che prenderanno in gestione gli impianti. Certo sono importanti anche gli altri due quesiti, per impedire che si investa nel nucleare e per bocciare l'ennesimo schifo di legge ad personam a favore dei soliti politici sotto processo. Maggiori informazioni su perché è fondamentale andare a votare e votare sì, le trovate qui.

Colgo l'occasione per fare i complimenti al popolo intero della Sardegna, che lo scorso weekend, con un devastante 97% dei voti, si è espresso contro il nucleare nella loro bellissima isola. Siete mitici, cazzo! Vi stimo tantissimo.

Vorrei anche far notare che questo referendum non è stato accorpato alle elezioni amministrative, costringendo gli italiani a tornare alle urne a distanza di un mese e sprecando una quantità del tutto inutile di denaro pubblico (stiamo parlando di centinaia di milioni di euro). Insomma i soldi non ci stanno mai, tranne che per boicottare i quorum ai referendum scomodi. O per pagare le auto blu ai politici. O per finanziare i partiti (li chiamano rimborsi). O per comprarci caccia bombardieri. Sempre la solita storia.
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