mercoledì, marzo 22, 2006

V per Vendetta

Il più bel film che ho visto quest'anno si intitola V per Vendetta.
Entrando al cinema avevo letto stroncature pesantissime (Libero lo bolla come film no-global che incita al terrorismo) e buone recensioni (Ciak ad esempio, ma anche Repubblica e Corriere).
Proprio per questo motivo non vi starò a scrivere la mia recensione, potete leggerne a bizzeffe. Vi dirò che il film mi è piaciuto moltissimo, perché è un film intelligente, colto, citazionista, ben recitato e con un ottimo ritmo. Al di là del messaggio, naturalmente. E poi c'è il messaggio, o meglio i messaggi, perché sarebbe riduttivo far credere che questo film parli solo di politica, dire che promuove le rivoluzioni o che è contro le dittature conservatrici. Con la mia sensibilità, che non è certo quella di un critico né di uno scrittore, ci ho trovato moltissimi altri spunti di riflessione: sulla tolleranza, sull'amore, sulle scelte... e naturalmente sulla vendetta.
Sono entrato nella sala per essere frastornato da effetti speciali e combattimenti al rallentatore, e invece ho divorato fino all'ultimo fotogramma tutta la pellicola uscendone estremamente soddisfatto. Non ho letto la graphic novel dalla quale il film è tratto ma mi piacerebbe farlo... dopo la delusione della trasposizione cinematografica di The League of Extraordinary Gentleman, Alan Moore si meritava un altro buon lavoro sui suoi fumetti. Meglio ancora di From Hell che ho apprezzato molto.

domenica, marzo 19, 2006

Da che parte stai?

Ho trovato su internet un sito, apparentemente neutrale ma non è detto che lo sia, dove è possibile eseguire un test in 28 domande che darà come risultato il vostro orientamente politico.
Alcune domande sono poste in maniera poco chiara, ma nel complesso è stato scritto abbastanza bene. Chiaramente spero che nessuno di quelli che eseguiranno il test vada a votare in base ai risultati dello stesso, anche se è probabile che alla fine il risultato sia del tutto prevedibile.

Il sito è:
http://www.dimmichiseitidirochivotare.it/Interface/Home.aspx

Il risultato del mio test è il seguente:

lunedì, marzo 13, 2006

Dalla Chiesa Belga con amore

CELIBATO ECCLESIASTICO, PRESERVATIVO, OMOSESSUALITÀ: IL CARD. DANNEELS SQUARCIA QUALCHE VELO

BRUXELLES. I sacerdoti, che siano omosessuali o eterosessuali, hanno fatto voto di celibato: dunque, "non faccio differenza tra i due". Lo ha affermato il card. Godfried Danneels, arcivescovo di Bruxelles e presidente della Conferenza episcopale belga, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano belga La Dernière Heure/Les Sports (9/3/06) che affronta i temi attualmente più controversi e livello ecclesiale. In contrasto con quanto afferma la recente Istruzione vaticana sull'accesso di candidati omosessuali al seminario, Danneels sottolinea infatti che "il fatto che un prete sia omosessuale non costituisce, per me, una ragione che mi spinga a intervenire"; la discriminante risiede, invece, nell'osservanza o meno del voto del celibato. Celibato che è obbligatorio, certo, ma che lo è grazie ad una "legge disciplinare", spiega Danneels, che non è fondata sul sacerdozio e che dunque può essere cambiata: "Di fatto si può essere preti senza essere celibi", come dimostra la tradizione della Chiesa orientale.
Il cardinale è intervenuto anche sui Pacs, distinguendo tra etica della Chiesa e legge civile: "Posso accettare che una legislazione determini condizioni di coabitazione e diritti per le coppie omosessuali, ma non posso accettare che lo si chiami matrimonio", ha detto.
Nell'intervista Danneels esprime anche un sì al preservativo quando serva ad evitare il contagio del virus Hiv e dunque ad evitare di commettere "un altro peccato, quello di omicidio". Non si tratta, in questo caso, di una posizione nuova, né in assoluto (già il card. George Cottier, ex teologo della Casa pontificia, si era espresso in termini analoghi, definendo il profilattico un "male minore" in alcune situazioni, ma anche il card. Javier Lozano Barragán e i vescovi spagnoli) né per lo stesso Danneels: egli infatti aveva già dichiarato il suo punto di vista alla tv olandese nel 2004.
Il cardinale, che è stato dato tra i papabili in occasione dell'ultimo Conclave, e che sicuramente rappresenta l'ala progressista dei vertici della Chiesa, ha parlato anche di islam, di sacerdozio femminile, di aborto ("non si può condannare sistematicamente la donna che ha abortito") ed ha espresso un giudizio su papa Benedetto XVI.

Una traduzione dal francese dell'intervento completo, realizzata dal sito Adista, è disponibile su questo sito:
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=18797

venerdì, marzo 03, 2006

Bookworm mania



Ho scaricato Bookworm e l'ho installato. E' un giochino semplice che si può trovare anche nell'area giochi di yahoo e al quale si può giocare gratuitamente.
Dopo il record di oggi credo che smetterò per un po'.

giovedì, febbraio 23, 2006

Giocare al centro con idee annacquate

L'ultima puntata di Ballarò mi ha illuminato.
Si discuteva di estremismi e alla fine tutti gli ospiti erano d'accordo nel dire che si vince se si "gioca al centro", e cioè se si è moderati. Chiaramente con riferimento ai disordini generati dalle componenti più estreme dei partiti, quali quelle che assaltano le librerie per derubarle, bruciano bandiere americane, inneggiano alla Repubblica puttana e cantano "chi non salta italiano è" di fronte al parlamento assieme a Calderoli.
Il punto è che queste sono azioni barbare e illegali, assolutamente improprie, che nascono però da idee forti e precise (che siano basate su valori nobili o su cazzate dipende dai punti di vista). Quello che voglio dire è che svaligiare un supermercato è una rapina, ma l'idea che tutti dovrebbero avere un salario che permetta loro di comprare la verdura una volta al giorno non è un'idea estremista, è un'idea giusta!
Giocare al centro quindi non significa avere idee "annacquate", cioè fare i PACS a metà, ripudiare la guerra "ma non sempre" e varare leggi laiche solo quando il Papa non dice niente in proposito. Significa invece avere idee buone e forti da contrapporre alle cazzate, e portarle avanti senza compromessi. Il che non significa portarle avanti con la violenza, le sommosse o con l'illegalità!
Quello che invece sta accadendo è che si stanno moderando non i toni e le violenze, ma le idee!!!
Uno schieramento che non si propone come alternativa FA SCHIFO e il popolo finisce per votarlo solo perché dall'altra parte è peggio! E' questo che vogliamo? Andare a mettere la croce sul "meno peggio"? Io no!
E allora che si abbia il coraggio di proporre una vera alternativa alle schifezze, se le idee forti saranno nel programma, forse avremo meno sommosse e illegalità organizzate allo scopo di affermarle.

martedì, febbraio 21, 2006

Underworld evolution

Ho visto Underworld Evolution.

Probabilmente sono uno dei pochi italiani viventi ad aver trovato gradevole il primo film (e forse l'unico a non averlo trovato gradevole solo in relazione alla tutina in latex di Selene). Underworld non era un gran film, per i giocatori di ruolo poi maleodorava di scopiazzatura fin dalle locandine e questo non deve aver ben disposto tanti potenziali fan che si sono apprestati alla visione del film.
Il secondo film ha più o meno lo stesso budget, la trama ha gli stessi ritmi, la tutina di latex è sempre più attillata (anzi, c'è anche una scena di sesso), gli effetti speciali sono stati lievemente migliorati e la trama si infittisce preannunciando un terzo episodio.
Chiaramente andare a vedere Underworld Evolution senza aver visto il primo Underworld è un suicidio: le due storie sono collegate fin nei dettagli e anche io, che avevo visto il precedente film ormai un annetto fa, ho avuto qualche difficoltà a riportare alla mente la trama.
Bella la scena iniziale, ambientata nel medioevo.

PS non c'entra nulla ma ho trovato un sito che genera acronimi cyborg col proprio nome.

Biomechanical Intelligent Galactic Infiltration Organism

venerdì, febbraio 17, 2006

Barzelletta educativa

A New York è stato appena aperto un nuovo negozio dove le donne possono scegliere e comprare un marito.
All'entrata sono esposte le istruzioni su come funziona il negozio:

· Puoi visitare il negozio SOLO UNA VOLTA.
·
Ci sono 6 piani e le caratteristiche degli uomini migliorano salendo.
· Puoi scegliere qualsiasi uomo ad un piano oppure salire al piano superiore.
· Non si può ritornare al piano inferiore.


Una donna decide di andare a visitare il Negozio di Mariti per trovare un compagno.
Al primo piano l'insegna sulla porta dice:
Questi uomini hanno un lavoro.
La donna decide di salire al successivo.
Al secondo piano l'insegna sulla porta dice:

Questi uomini hanno un lavoro e amano i bambini.
La donna decide di salire al successivo.
Al terzo piano l'insegna sulla porta dice:
Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini e sono estremamente belli.

"Wow" pensa la donna , ma si sente di salire ancora.
Al quarto piano l'insegna sulla porta dice:
Questi uomini hanno un lavoro , amano i bambini , sono belli da morire e aiutano nei mestieri di casa.
"Incredibile" esclama la donna , "Posso difficilmente resistere!" Ma sale ancora.

Al quinto piano l'insegna sulla porta dice:
Questi uomini hanno un lavoro , amano i bambini , sono belli da morire , aiutano nei mestieri di casa e sono estremamente romantici.

La donna è tentata di restare e sceglierne uno , invece decide di salire all'ultimo piano.
Sesto piano : sei la visitatrice N° 31.456.012 di questo piano , qui non ci sono uomini , questo piano esiste solamente per dimostrare quanto sia impossibile accontentare una donna.
Grazie di aver scelto il nostro negozio.

Di fronte a questo negozio è stato aperto un Negozio di Mogli.
Al primo piano ci sono donne che amano far sesso.
Al secondo piano ci sono donne che amano far sesso e sono ricche.
I piani dal terzo al sesto NON SONO MAI STATI VISITATI.

giovedì, febbraio 09, 2006

mercoledì, febbraio 08, 2006

Controlarms, è ora di agire!

La campagna di Controlarms è giunta alle battute finali. Se non avete ancora fatto la vostra parte, è il momento di agire. Per lasciare la nostra impronta nel mondo, che sia migliore di come lo abbiamo trovato.

venerdì, febbraio 03, 2006

Riddick

Mercoledì assieme a Fabio ci siamo visti Pitch Black in DVD.
Per chi non lo sapesse io adoro i film di fantascienza, ma sono molto critico a riguardo (cosa che non sono a riguardo delle commedie americane ad esempio: mi fanno tutte lo stesso schifo).
Ad esempio odio Roland Emmerich, i suoi film sono orrendi. E nemmeno mi piace l'ultimo Spielberg. Che ne è stato del regista di Incontri Ravvicinati???
Pitch Black occupa un posto d'onore nella mia collezione di DVD. E' un film di fantascienza a basso costo scritto veramente bene (con coerenza biologica e astronomica oserei dire eccessiva, anche se naturalmente si concede delle leggerezze). La regia non è male, ma il regista, David Twohy, è migliore come sceneggiatore che come direttore. E poi c'è Vin Diesel. Sì, lo so, come attore fa cagare, ma permettetemi di dirlo: Vin Diesel è Riddick. Quella parte è la sua, non dovrebbe fare nient'altro nella vita.
A me è piaciuto anche il seguito di Pitch Black, e cioè Le Cronache di Riddick, ma anche se il budget era il quintuplo, il predecessore è sicuramente migliore.
Se non avete visto quesi due film, ve li consiglio.

mercoledì, febbraio 01, 2006

Geniale


In prima pagina su Liberazione.

lunedì, gennaio 30, 2006

Paul nel limbo dei senza scelta

In pochi secondi Paul si rese conto di essere paralizzato.
Lo sguardo del Beholder aveva sortito il suo effetto. Non riusciva più a controllare i suoi arti, che sembravano irrigiditi e tesi. A malapena poteva ruotare gli occhi e seguire la terrificante creatura fluttuante mentre gli ruotava intorno.
"Cosa c'è che ti impedisce di muoverti, paladino?"
Chiedeva, vomitando fiato dalle fauci irte di denti. Paul fissava l'occhio centrale del Beholder, quella pupilla nera e enorme, lucida e buia, inquietante. E tutto ciò che risuciva a scorgere in quel nero era la sua immagine, distorta e deforme. Cosa gli impediva di muoversi? Cosa gli impediva di fare un passo avanti e uscire da quella situazione così disagevole.
"Stai cercando di fare forza sulla tua muscolatura, suppongo..."
I tentacoli del Beholder riuscivano ad osservare l'espressione silenziosa del volto di Paul da qualsiasi angolazione. Potevano forse attraversarlo da parte a parte? Leggere la sua mente? Analizzare la sua anima?
No, non potevano. Ma undici punti di vista erano meglio di uno solo. E uno solo esterno sarebbe bastato per capire che il paladino non aveva nessuna idea di come uscire da quel guaio.
"...Sbagli strada paladino. Sbagli strada. Dove credi che ti condurrà il tuo appellarti alla volontà? La tua volontà non ha potere. La mia magia l'ha resa impotente. Non puoi contare su di essa, e quindi non puoi liberarti con la forza."
Niente libertà. Niente forza. Cosa gli rimaneva?

venerdì, gennaio 27, 2006

Nuova Campagna: Nephandum


La mia nuova campagna utilizzerà Nephandum.
Mercoledì il mio gruppo di giocatori, reduce dalla scorsa campagna di Planescape, ha valutato le varie opzioni: Forgotten Realms, Greyhawk, una nuova campagna di Planescape, oppure una a Cthulhu. Infine c'era la possibilità di giocare utilizzando Nephandum ed inventandoci il contesto di gioco di sana pianta. Un'ambientazione "su misura" per le nostre avventure. Abbiamo deciso per quest'ultima opzione.
L'immagine qui sopra è Gerrock, il mezzorco interpretato da Massimo Beffardi nella scorsa campagna. Il disegno è stato realizzato da lui.

venerdì, gennaio 20, 2006

A proposito dell'appello di Ciampi a moderare i toni...

"Ci sarà una trasformazione e un profondo cambiamento. Niente più croci sui muri, niente presepi, sul tricolore verrà messa una mezzaluna rossa, i gay potranno sposarsi, il mercato degli ovuli risolleverà l'economia (...). Osama sarà nominato senatore a vita, i no global sostituiranno la polizia, il socialismo reale renderà inutile la proprietà privata. E' quello che accadrà se voterete a sinistra."
Onorevole Daniele Galli, Forza Italia, da un suo manifesto elettorale affisso a Novara

martedì, gennaio 17, 2006

Il Bosco del Lupo Bianco


Ho terminato l'impaginazione della mia avventura di Capodanno.

Si intitola Il Bosco del Lupo Bianco ed è online sul mio sito dedicato ai giochi di ruolo, http://www.pauldeggan.it. Scrivere un'avventura nei dettagli è un lavoro molto faticoso. Quando arbitro un'avventura non mi capita di soffermarmi sugli oggetti che ha in tasca un'antagonista o sulla descrizione delle strategia di attacco di un lupo feroce. Se però devi scrivere un'avventura che possa essee arbitrata da un qualsiasi altro Dungeon Master, ti devi preoccupare di queste e di altre cose. Dall'altra parte, non puoi trasformare ogni paragrafo in un trattato di mastering, con istruzioni precise su come impersonare un oste o su cosa accadrà per ogni possibile scelta dei giocatori. Credo di non essere molto bravo a trovare questo equilibrio. Rileggendo l'avventura in dettaglio mi ritrovo a pensare "qui avrei dovuto precisare quest'altra cosa" e "questo suggerimento forse è inutile e ripetitivo". Spero che la bravura dei Master che arbitreranno l'avventura sia maggiore della mia a scriverla, in modo che il tutto alla fine sia divertente e godibile proprio come risultano alla fine le mie sessioni di gioco.

domenica, gennaio 15, 2006

Finisce una campagna

Oggi ho arbitrato l'ultima sessione dell'ultima avventura di una delle mie campagne a D&D. C'è sempre qualcosa che non va rispetto a come ti programmi che vadano le cose. Lì per lì vorresti che fosse percepita l'importanza del momento (l'ultimo combattimento, la decisione definitiva, le parole finali...), ma poi ti accorgi che sta scorrendo come al solito, non percepisci se i giocatori stanno realizzando cosa accade, non trovi adeguata l'atmosfera che tu stessa hai creato.
Poi finisce l'avventura, finisce la campagna.
Com'è andata è andata, ti sembra che comunque vada bene.

giovedì, gennaio 12, 2006

Lettere Luterane


Ho cominciato a leggere le Lettere Luterane di Pasolini. Mi piace. Ho deciso che sottolineerò le parti più belle, magari ne esce una buona attività da fare con i ragazzi del Clan. Sulla scuola è veramente caustico, ma per ora sono le sue riflessioni sul potere quelle che trovo più interessanti.

lunedì, gennaio 09, 2006

Paul e il Beholder


Paul si svegliò ne mezzo della notte. Un rumore strano l'aveva disturbato nel sonno, un sussurrìo, uno strascicarsi di parole che sembrava il sibilìo di un serpente ma che invece era un susseguirsi rapido di parole... "Fine... Sensazione... Genesi... Inevitabile".
Il paladino afferrò la spada e scese dal letto. La finestra aperta mostrava i campi attorno alla locanda immersi nella notte e nel silenzio.
"Fine" pensò Paul. Qualcosa sta per finire. Qualcosa finisce sempre. E' così che va il mondo. Si avvicinò alla parete vicino alla porta e spiò attraverso la fessura tra i cardini. Il corridoio esterno era illuminato dalla luce di lanterne ad olio e, almeno di fronte alla porta della sua camera, sembrava deserto.
"Sensazione"... Quale sensazione? Smarrimento, freddo, incertezza, paura. Paul passò in rassegna il suo stato d'animo. Cosa c'èra che lo rendeva così inquieto? Tornò indietro e infilò velocemente qualche vestito pesante. Lasciò l'armatura, indossarla avrebbe rischiesto troppo tempo. Con lentezza aprì la porta della stanza.
"Genesi". Qualcosa è stato creato. Un nuovo passo in una direzione. Ma sarà la direzione giusta? Esiste una direzione giusta? Un'ombra si mosse, avanzando lentamente dal fondo del corridoio. Paul strinse l'elsa della sua spada. La spada cominciò a vibrare, carica di energia magica. L'ombra si fece avanti, uscendo dalle tenebre. Un nugolo di tentacoli si intrecciavano su un ciclopico volto sospeso. Ogni tentacolo terminava con un occhio. Nessun naso, decine di denti aguzzi, un grosso occhio centrale, niente corpo né arti. Si trattava di un Beholder, un osservatore.
"Inevitabile". Lo era? Era inevitabile? E se non lo era come prevedere quale mossa sarebbe stata giusta, a quel punto? Un solo gesto del Beholder e Paul sarebbe svanito, disintegrato, ridotto in povere. Il paladino restò immobile e in silenzio, attendendo che la creatura facesse la prima mossa.

mercoledì, gennaio 04, 2006

Qualche impegno in più

Oggi ho aggiunto al mio sito un paio di piccoli banner.

Il primo è relativo a "FAZIO VATTENE", una iniziativa promossa dal Blog di Beppe Grillo alla quale ho partecipato con qualche euro, finalizzata a comprare una pagina di Repubblica per pubblicare un appello: FAZIO VATTENE appunto. Diverse settimane dopo la pubblicazione, Fazio se n'è andato. Missione compiuta.

Il secondo banner è relativo ad un volantino in PDF che può essere scaricato anche da qui:
http://www.beppegrillo.it/documenti/onorevoli_wanted.pdf
Il volantino andrebbe fotocopiato e diffuso in tutti i modi possibili: si tratta dell'elenco di tutti i deputati in parlamento che sono stati condannati in via definitiva (cioè esclusi quelli con pendenze penali in corso). Questa gente siede ancora in parlamento, rappresentando onesti cittadini che pagano loro stipendi da nababbi. Dobbiamo imparare a riconoscerli e impegnarci a ripulire quella cloaca che è la nostra politica.

domenica, dicembre 18, 2005

Nottingham


Di ritorno da Nottingham, ecco una selezione di foto.









lunedì, dicembre 12, 2005

Ridistribuzione delle ricchezze

Vi spiego in poche parole perchè "redistribuire la ricchezza" è un compito importantissimo di uno Stato avente libero mercato poichè, oltre ad avere una funzione sociale importante, ha anche una funzione economica necessaria per la continuità del sistema economico capitalistico.
Dando per scontato l'immediatezza nella comprensione che un sistema di libero mercato non regolamentato porta all'accumulazione della ricchezza in poche mani, generando una separazione netta fra chi detiene il capitale e chi lavora per pagare i propri debiti (trovandondosi in una situazione di fatto che potrei definire servitù), e dando quasi per scontato che tale fenomeno si verifica in ogni caso anche in presenza di un libero mercato MAL regolamentato mostrando unicamente tempi più lunghi, passo direttamente ad introdurvi un concetto altrettanto importante che potrebbe spiegare la situazione di stagnazione dell'economia italiana: la propensione al consumo.
La propensione al consumo esprime quanto, in percentuale, del proprio reddito un consumatore destina al consumo (il resto costituisce risparmio). Semplificando per fini espostitivi divido la società in 2 classi, poveri e ricchi, e attribuisco ai primi una propensione al consumo del 100% e ai secondi del 50%. Un sistema economico capitalistico che ha una propensione al consumo del 95% è un sistema economico che genera molta più ricchezza di un sistema economico avente un 50% di propensione al consumo. Questo perchè il risparmio, seppur necessario poichè fonte di credito necessario per l'investimento, rappresenta comunque reddito che non viene speso e reimmesso immediatamente e continuatamente nel sistema. E' difatti il consumo, la domanda, che muove l'offerta, la produzione, che a sua volta determina
l'occupazione ed i redditi da lavoro. Dovrebbe essere ora immediato comprendere come una società che ha una propensione al consumo del 100% ha una domanda che richiede piena occupazione e porta quindi a redditi da lavoro crescenti mentre una propensione al consumo del 50% si esprime con una domanda che presenta alti tassi di disoccupazione e redditi da lavoro decrescenti. La propensione al consumo è quindi un indice fondamentale per la crescita ed il benessere generale in un sistema capitalistico. Quando non vi è redistribuzione di ricchezza la propensione media al consumo di un paese si sposta verso il valore dei ricchi, il 50%, mentre quando la redistribuzione di ricchezza funziona si sposta verso il valore dei poveri, il 100%. Quando la propensione al consumo media si abbassa la domanda cala, l'offerta cala, l'occupazione e/o i redditi da lavoro calano. In Italia si sta a mio avviso verificando questo.
Cosa fare per rimediare?
Soluzione ipotetica 1 - Sarebbe spontaneo pensare che l'affermazione più tasse per i ricchi e meno tasse per i poveri porti ad una redistribuzione di ricchezza migliore. Questo è vero in parte e cmq solo in un'economia chiusa. In parte perchè, ad esempio, se un imprenditore realizza utili e lo Stato gli chiede poche tasse sarà incentivato ad investire maggiormente anzichè risparmiare. Solo in un'economia chiusa perchè se da una parte gli utili vengono tassati di meno l'imprenditore si muove lì. In Italia quindi accentuerebbe solamente la drammatica fuga dei capitali a danno unicamente dei poveri.
Soluzione ipotetica 2 - Tassa sulle rendite. Il discorso si fa complesso e non si può dare una definizione buona o cattiva. L'utilità generale
nell'alzarla dipende da molti fattori. Approfondirò il discorso in un
secondo momento.
Soluzione ipotetica 3 - Tassa sulle successioni. Questa è l'unica soluzione avente un'efficacia certa. Mentre può essere dannoso per l'economia tassare
troppo un ricco quando è in vita non lo è quando è morto. Ovviamente deve andare di pari passo con una tassa sulle donazioni. Purtroppo questo governo l'ha abolita, toccherà ristabilirla al più presto... l'ideale sarebbe vagliarla a sorpresa con un decreto, efficace da subito e con un'aliquota di almeno il 50% (se fossi io lo RE farei 75%, i primi 200.000 + 100.000 euro per ogni figlio esentasse).

Pieruz


Sono talmente d'accordo con Pieruz che ho postato il suo intervento sul mio blog. Naturalmente stesse identiche ipotesi (idee? proposte?) le ho sentite anche da tanti altri, Beppe Grillo ad esempio, o Daniele Luttazzi (che nell'ultimo spettacolo dedica una parte di monologo alla redistribuzione delle ricchezze). Ma sono COMICI.

Naturalmente questo governo è contro la redistribuzione delle ricchezze ed è invece per l'incentivazione dell'economia dei nababbi. Ha abolito la tassa di successione in tempi record (dopo neanche tre mesi di governo!) e poi si è concentrata nello sgravare tasse ai ricchi (alla faccia della costituzione che parla di gradualità dell'incisività fiscale, le percentuali più ridotte sono state quelle dei straricconi e la gradualità è stata ridotta da 5 a tre fasce).

Mi permetto solo una piccola nota. Dici che il sistema capitalistico perfetto ha il 95% di reinvestimento delle ricchezze. Naturalmente è una stima approssimativa, ma suppongo si basi sul fatto che il 5% di risparmio sia sufficiente a garantire un margine di "sicurezza economica" alle famiglie in caso di qualsiasi crisi. E' noto infatti che non si finisce sotto i ponti quando si ottiene 100 e si spende 100, bensì quando d'improvviso ci si trova a dover spendere 500 e non si ha un capitale da parte da cui attingere. Uno stato sociale che provveda completamente all'assistenza della persona in caso di qualsiasi tipo di calamità a questo punto è essenziale: se lo stato, nel momento in cui un terremoto mi spazza via casa (o se mi becco la sclerosi multipla, o se mio padre ha bisogno di cure all'estero) azzerasse le mie spese, io potrei vivere tranquillo reinvestendo anche tutto il mio stipendio. Purtroppo non è così. Se un terremoto ti spazza via casa tu vai a vivere in un silos per 20 anni sperando che la gente non si dimentichi di te perché lo stato lo farà subito dopo aver scattato le foto sul posto.
A questo punto altro che 5% di risparmio. L'italiano medio auspica di avere soldi per affrontare le sventure ben sapendo che sullo stato non può sperare, e quindi se può tende ad accumulare, e questo è un ulteriore ostacolo all'economia della redistribuzione.

Aggiungici poi che siccome ancora nessuno ha messo in piedi una legge sul risparmio degna di questo nome, la gente rischia di investire quei pochi soldi che ha (quel 5% insomma) in azioni o bond che poi vanno in fumo distruggendo ogni sogno per il domani. A capo della Banca d'Italia c'è un indagato per crimini, le più grandi aziende Italiane proseguono a emettere azioni pur avendo il 400% di debiti e le banche del Belpaese hanno i costi di gestione più alti d'Europa (e non di poco, 200 euro annui contro i 30).

Fine delle note a margine.
BGO

mercoledì, dicembre 07, 2005

Parto per l'Inghilterra!


Domani pomeriggio parto per l'inghilterra.
In viaggio assieme a me ci saranno diversi amici, staremo via fino a domenica!
Al ritorno posterò qualche foto!
Ciao a tutti!

martedì, novembre 29, 2005

Chi è Berlusconi?

Se cercate sul sito Rai qualche puntata di Satyricon, scordatevela. La Rai non le ha mai messe online. Potete scaricare Vespa, Floris e anche Report, ma non Satyricon. Così, se avete perso la puntata in cui Luttazzi invitò Travaglio a parlare di Berlusconi, non la potrete mai più rivedere. Così come sarà impossibile per voi cercare di ottenere per via ufficiale l'ultima intervista di Paolo Borsellino prima di saltare in aria... O vedere in televisione i numerosi documentari sul nostro premier che vengono realizzati all'estero... anche se doppiati in italiano dalla tv svizzera!

Beh, ho deciso di aiutarvi.
Ho aggiunto qui a sinistra un piccolo banner intitolato "Chi è Silvio Berlusconi?".
Se ci cliccate sarete teletrasportati in una piccola "isola di libertà"... come tante ce ne sono ancora su internet, unico mezzo ancora veramente libero esistente. Su quest'isola troverete tutti i documenti che cercavate sul nostro attuale premier. Se non li passano in televisione un motivo ci sarà. Scopritelo.

martedì, novembre 22, 2005

I caduti di Nassiriya

Non sono d'accordo a trasformare in martire ogni caduto. Meno ancora a trasformarlo in eroe.
In Italia i caduti della seconda guerra mondiale sono stati tantissimi. Erano martiri? No. Erano eroi? Qualcuno.
C'è differenza tra caduto (o vittima), martire ed eroe. Tutti e tre possono essere onorati, a tutte e tre possono essere intitolate vie, piazze, viali e per tutti e tre possono essere costruiti monumenti.
Non esiste una città in Italia, credo, che non abbia in monumento ai caduti.

Tralasciando il discorso degli eroi, la differenza tra una vittima e un martire sta nel contesto della morte. Un martire è chi muore per mettere in luce un ideale che la società non riconosce o non considera. La sua morte illumina quell'ideale, e da allora si guarda quell'ideale con occhi nuovi. I martiri cristiani venivano trucidati perché credevano nel vangelo, che la società ripudiava. Allo stesso modo se un terrorista si ribella alla sua fazione e viene ucciso per questo, è un martire. Se un giudice denuncia la mafia che inquina il sistema di cui fa parte e con cui ha a che fare ogni giorno, e viene ucciso, è un martire. Se un carabiniere si ribellasse alla guerra che viene portata avanti violando la costituzione su cui ha giurato, e venisse ucciso, sarebbe un martire.
Ma un carabiniere che salta in aria mentre è in missione con il beneplacito del sistema, non è un martire... è una vittima. Lo è come lo sarebbe un pompiere che muore per il crollo di un palazzo in fiamme. O come lo sarebbe una guardia forestale che viene sbranata da un orso. O come una guardia giurata che viene uccisa da un rapinatore.

Un sindaco ha negato una via ai "Martiri di Nassiriya", l'ha intestata invece ad Arafat (premio nobel per la pace). Ha spiegato che non erano martiri ma caduti. Fossi stato in lui avrei semplicemente proposto la targa "Caduti di Nassiriya" anziché cambiare completamente l'intestazione. La sua colpa non è nelle motivazioni, ma in come ha agito in proposito, dando il via al solito caso inesistente.

giovedì, novembre 17, 2005

Lord of War



Mercoledì sono stato alla prima del film Lord of War, il film di Andrew Niccol con Nicholas Cage che uscirà domani nelle sale. Alla promozione della pellicola è stata associata la campagna Controlarms, della quale sono un accanito sostenitore.

Il film è veramente molto bello e soprattutto, molto incisivo. Non sorprende che la produzione abbia fatto fatica a raccogliere i fondi, e che in USA sia stato molto osteggiato. La scena iniziale, ad esempio, tra un titolo e l'altro, mostra la storia di un proiettile, dalla sua nascita nella fabbrica al trasporto in una cassa verso un paese dell'Africa... dove sarà caricato in un fucile e finirà per spappolare il cervello a un ragazzino.
La storia è quella di Yuri Orloff, un venditore di armi privato che compra armi da chi ne ha troppe (regimi in declino, governi che ne hanno in eccedenza, territori di guerra dove sono rimaste ni magazzini e, naturalmente, dai paesi produttori) per rivenderle a chi ne fa richiesta: eserciti privati, mercenari, dittatori... Ovunque c'è un conflitto c'è guadagno. L'Africa è una miniera d'oro da questo punto di vista.
La trama non annoia eppure il film dice tutto ciò che c'è da sapere per odiare profondamente quello che tutti i giorni succede nel mondo. Armi vengono prodotte, armi vengono esportate e vendute, armi uccidono migliaia di persone mentre altre si arricchiscono sfruttando le necessità di proiettili nei paesi travolti dalle guerre senza fine.
"Le vere armi di distruzione di massa - dice Ethan Hawk, che impersona un agente dell'Interpol - non sono i missili nucleari. Quelli tendono a starsene immobili nei silos. Nove persone su dieci che vengono uccise lo sono da armi leggere."

Magari Niccol e Cage non hanno fatto ancora la foto per la petizione, ma di sicuro ci hanno messo la faccia. Il film non è antiamericano né vago... arriva dritto ad accusare chi ha le responsabilità in materia: i governi di quelle nazioni che producono ed esportano tonnellate di morte. Le stesse che che fanno parte dell'ONU. L'Italia è la seconda esportatrice e la quarta produttrice di armi. La nostra 185/90, nonostante i continui smantellamenti subiti in questi quindici anni, resta una delle leggi migliori nel mondo per quel che riguarda il controllo del commercio delle armi, ma è aggirabile ed offre grosse libertà alle esportazioni di armi leggere.
"E' tutto legale!" Spiega Cage alla moglie, quando lei scopre che vende armi.
"Forse è legale. Ma è sbagliato." Le risponde lei.
E grazie all'aiuto del "più grosso esportatore di armi al mondo", anche quando Yuri viene arrestato, torna velocemente in libertà. "Un male necessario" si definisce. E al poliziotto che lo aveva beccato, una promozione.

sabato, novembre 12, 2005

Moderatore



Da qualche giorno ho avuto l'incarico di gestire il sito di Extreme Fantasy e di svolgere le funzioni di moderatore per il relativo forum. E' un incarico che svolgo con tranquillità e gioia. Nel frattempo... avete comprato Nephandum?

martedì, novembre 01, 2005

Lucca Comics & Games 2005




Sabato e Domenica sono stato a Lucca per visitare la città (che non avevo mai visto) e la mostra dei fumetti più importante d'Italia, Lucca Comics & Games 2005. Assieme a Paola, Federico, Alessandra e Anna ci siamo infilati nella bolgia infernale della fiera: un'esposizione densa non solo di eventi ma anche (e soprattutto) di stand e di visitatori.
Durante la mostra la 25edition ha presentato Nephandum, un manuale-accessorio per D&D al quale ho collaborato anche io (http://www.extremefantasy.it). Ho conosciuto di persona gli autori del manuale e anche alcuni ragazzi del forum della casa editrice.



A Lucca Games c'erano tornei di giochi di carte, di giochi di ruolo, di wargames... e c'erano autori e disegnatori disposti a firmare le loro opere o discutere del più e del meno. Sul palco i gruppi cantavano canzoni di cartoni animati, mentre i visitatori sfoggiavano i costumi dei loro eroi preferiti (o semplicemente giravano vestiti come il loro personaggio di Dungeons & Dragons). Ho comperato Eberron, l'ultima ambientazione per D&D, e diversi DVD a buon prezzo.



Abbiamo anche visitato la cittadina. Non avevo mai visto Lucca ma è veramente uno splendore, e non solo per le chiese, ma anche semplicemente per la concezione del centro storico, circondato da mura e ancora saturo dell'atmosfera medievaleggiante di un tempo.
Peccato per le pizze surgelate vendute al doppio del prezzo di quelle fresche, ma credo che sia un problema comune a tutte le città turistiche, da Roma in sù.
Appena tornato ho anche aggiornato il mio sito (http://www.pauldeggan.it), ma credo che il prossimo anno tornerò a Lucca solo se avrò una motivazione buona almeno come quella di quest'anno.

venerdì, ottobre 28, 2005

Controlliamo le Armi




Ieri pomeriggio, assieme a Francesco, Ilaria, Lorena e Amaniele, sono stato ad una conferenza tenuta a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, sul tema del Controllo delle Armi. Il Clan del gruppo Scout di Bracciano ha sostenuto Controlarms partecipando a diverse inziative, tra le quali una raccolta firme a Bracciano e una presso l'ultima Marcia della Pace.

Sono intervenuti Padre Alex Zanotelli, Dino Barbato di Amnesty e Riccardo Troisi di Controlarms; in più era presente un esponente della giunta provinciale in assenza del presidente Gasbarra, che dopo aver rifiutato (per motivi tecnici, pare) la diponibilità per una mostra di foto su e contro la guerra, non si è presentato a dare spiegazioni.

Alex Zanotelli in mattinata era stato presente alla sentenza di condanna di Turi Vaccaro, un pacifista nonviolento che il 10 Agosto scorso, durante l'anniversario del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, si era infilato in una base Nato e con un martelletto comprato ad Assisi aveva sabotato il sistema computerizzato di due caccia bombardieri, rendendoli inutilizzabili e causando danni per 5 milioni di euro. Turi era stato appena condannato a 6 mesi di prigione (probabilmente 18 vista la sua non possibilità di pagare 750 mila euro di sanzione addizionale). L'accusa aveva chiesto due milioni di euro di danni, la difesa l'assoluzione, in quanto "atto di legittima difesa contro l'illegalità delle armi nucleari".

Alex Zanotelli ha dipinto la situazione delle armi in maniera allarmante. L'industria delle armi Italiana ha fatturato +16% quest'anno, ed i dati sono in riferimento solo al mercato delle armi pesanti, perché dopo "l'alleggerimento" della legge 185 non è più obbligatorio riferire al ministero della vendita delle armi leggere. Riguardo queste ultime l'italia è al 1° posto in europa per le esportazioni.
In italia la spesa pro-capite in armi è di 470 euro all'anno (quella per la sanità 520 euro). Di fronte a certe cifre Zanotelli ha ribadito il suo disagio per il tremendo vuoto e per il silenzio dell'opinione pubblica, nonché, in quanto uomo di fede, anche per il mancato intervento della Chiesa su certi temi: "Dio ha impiegato 4.200 milioni di anni a creare questo mondo, con le armi attualmente esistenti l'uomo potrebbe distruggerlo in un pomeriggio. Se non è peccato questo!"

L'intervento di Dino Barbato è stato altrettanto allarmante. Il principale produttore di armi in Italia è ancora lo Stato, e la situazione sembra volersi aggravare ulteriormente. La politica attuale, di qualsiasi parte, è assolutamente omertosa nei confronti del mercato delle armi, e anzi è al varo un disegno di legge (presentato dalla Lega) che prevede l'uso di armi come legittima difesa non solo in caso di aggressione personale ma anche in caso di violazione di domicilio e tentato furto.
La motivazione più spesso addotta è che il commercio di armi è un mercato florido, che porta ricchezza e innovazione. Questo nonostante si tratti di strumenti di morte. Dice Barbato: con la stessa motivazione lo Stato potrebbe legalizzare la produzione di droghe pesanti, il mercato è ancora più florido e forse sono anche meno mortali.
Nonostante ciò, i sindacati a livello locale (soprattutto nelle zone dove le fabbriche di armi sono presenti in maniera rilevante) appoggiano quest'industria, spesso in contraddizione con se stessi a livello nazionale. Così, quando tutti gli economisti concordano che 25 miliardi di dollari risolverebbero una volta per tutte la crisi sanitaria mondiale, vengono spesi ogni anno 1.000 miliardi per comprare armi.

La legge 185 nonostante tutto è una buona legge, ma viene violata continuamente e non dai cittadini, ma dallo stato stesso, che attraverso accordi internazionali ne aggira i vincoli e può così investire nella ricerca e nella produzione di nuove armi (ad esempio l'accordo con Israele, votato da una grossa maggioranza in parlamento, nonostante Israele sia un paese dove i diritti umani vengono violati continuamente).
A Roma, la Simel di Colleferro produce Cluster-bombs, un nuovo tipo di arma che va a sostituire le mine antiuomo, rese illegali anche grazie alla campagna promossa da Amnesty qualche anno fa.

Moltissimi enti a livello locale aderiscono ad iniziative come Controlarms, ma quando si sale di livello la delusione è grande. Attraverso la foto-petizione, Controlarms chiede all'Italia di modificare la 185 in modo da comprendere le armi leggere e di finanziare la riconversione delle fabbriche di armi. La legge 185/90 è già una buona legge e lo sforzo sarebbe minimo. Ad esempio la legge prevede già la riconversione delle fabbriche di armi, ma non ci sono mai stati i finanziamenti. La riconversione è già avvenuta con successo per le fabbriche che producevano mine negli anni '80, le quali oggi producono autobus elettrici che fanno parte di un mercato in crescita.
Ma al momento di raccogliere le adesioni solo 101 parlamentari, tra tutta la camera e il senato, hanno firmato la sottoscrizione. Ci sono state adesioni-sorpresa da parte di parlamentari Leghisti e di AN, ma molte meno adesioni di quello che ci si aspettava da parte della sinistra.

Da notare che in Finanziaria sono stati programmati finanziamenti ancora maggiori per le spese militari, che l'80% dell'8 per mille donato allo stato viene utilizzato per finanziare la guerra, che si taglia la spesa sociale (di qualsiasi spesa sociale si tratti).

La Provincia di Roma si è impegnata a promuovere la campagna Controlarms con iniziative di grande richiamo. Nel frattempo i siti di riferimento sono:
http://www.disarmo.org/
http://www.controlarms.it/
http://www.controlarms.org/

...e naturalmente il Blog del nostro Clan! ;-)
www.clanantares.blogspot.com

giovedì, ottobre 20, 2005

E adesso paga!!!

Caso "Satyricon", chiesti da Berlusconi 20 mld di risarcimentoper aver "devastato l'immagine di politico e di imprenditore"
Luttazzi e Travaglio assolti "Berlusconi non fu diffamato"
Il premier condannato a pagare 100 mila euro di spese legali
di ALESSANDRA LONGO

ROMA - Condannato. Silvio Berlusconi aveva chiesto un risarcimento di 20 miliardi di lire a quel diavolo di Marco Travaglio, colpevole, in associazione a delinquere con Daniele Luttazzi, di aver "letteralmente devastato - si legge nella querela - la sua immagine di politico e di imprenditore".
Ma il giudice ha deciso diversamente e ha condannato il capo del governo a pagare le spese legali nell'ordine di centomila euro. Ne dà notizia lo stesso Travaglio, molto sollevato all'idea di non dover versare a rate, per il resto dei suoi giorni, la cifra richiesta dagli avvocati del Cavaliere.

Era il 14 marzo del 2001, un mercoledì sera. Su Raidue andava in onda Satyricon. Luttazzi chiama Travaglio a parlare del suo libro, "L'odore dei soldi", scritto a quattro mani con Elio Veltri. Storia non autorizzata sulle origini delle fortune economiche di Berlusconi, sui segreti meccanismi finanziari che portarono alla nascita della Fininvest, sullo strano arrivo, ad Arcore, dello stalliere mafioso Vittorio Mangano. Minuti televisivi senza filtro. Luttazzi chiede, Travaglio risponde, con documenti e atti che ha usato per scrivere. Da dove ha preso Berlusconi i miliardi per cominciare? Perché ha ospitato un boss, poi condannato a due ergastoli, a casa sua? Perché la Rai ha sempre scansato l'ultima intervista di Paolo Borsellino, acquisita da chi indaga sulle stragi di Capaci, via D'Amelio e degli Uffizi? Intervista nella quale, spiega Travaglio, il magistrato parla dell'interesse della procura di Palermo per Berlusconi, Dell'Utri e Mangano?

"Ignobile attacco al capo dell'opposizione, libercolo diffamatorio": Berlusconi s'infuria, querela, fa querelare. Partono dieci cause che sarebbero in realtà cinque raddoppiate, una per la trasmissione e una per il libro, moltiplicate appunto per cinque. Querelano anche Giulio Tremonti, citato perché la sua legge avrebbe garantito 243 miliardi di sgravi a Mediaset, e Forza Italia, partito offeso del leader offeso. In tutto le richieste di risarcimento ammontano a 150 miliardi di vecchie lire.

Pochi giorni fa, in sordina, la decisione del giudice, a breve la motivazione della sentenza. Travaglio si dice "contento, molto contento": "Nel mio libro non dicevo niente di nuovo, mi sono limitato a riordinare documenti. Non abbiamo danneggiato nessuno perché non abbiamo mentito. Le querele sono partite solo per spaventarci. Io ho scritto acqua fresca rispetto a quel che si legge nella sentenza Dell'Utri dell'anno scorso. Berlusconi è stato condannato in sede civile, dovrà pagare le spese legali. E' un passaggio importante. Con questa, ho vinto tre cause su dieci. Me ne rimangono altre sette...".

(Repubblica.it, 20 ottobre 2005)

mercoledì, ottobre 05, 2005

La Fabbrica di Cioccolato



Anche questo film meritava di avere un post nel mio Blog. Non ho visto il film con Billy Wilder e ho letto il racconto quando ero alle media, ma credo che il film abbia valore in sé, dimostrando sia il talento -altamente visionario- del regista sia le capacità camaleontiche di Johnny Depp. Nonostante Tim Burton ogni tanto sforni film non all'altezza del suo talento, questa volta quello che ne è uscito è un vero gioiello. Spassosissime le canzoncine degli Oompa Loompa (e soprattutto le coreografie durante i loro numeri musicali).

mercoledì, settembre 28, 2005

Sito del Clan Antares

Mi sembrava giusto annunciare anche sul mio Blog che è ufficialmente online il sito del Clan Antares, Gruppo scout AGESCI di Bracciano. Si tratta di un blog che sarà aggiornato con tutto quello che i ragazzi del clan faranno o avranno intenzione di metterci. Lo potete trovare a questo indirizzo: http://clanantares.blogspot.com e ogni commento sarà graditissimo.
Aggiungerò presto un link permanente, per ora visitate e divertitevi!

giovedì, settembre 22, 2005

Il Castello Errante di Howl



Questo film meritava di essere nominato nel mio Blog.
Il migliore tra quelli che ho visto di Miyazaki (meglio anche de La Principessa Mononoke). Peccato per il finale un po' troppo sbrigativo, ma è una leggerezza insignificante, si tratta di un vero capolavoro.

martedì, settembre 20, 2005

Cioccolato amaro



"Novantasette milioni di dollari. E' la cifra che cinque multinazionali dovranno sborsare per aver danneggiato in modo irreversibile 150 lavoratori nicaraguesi sottoposti agli effetti nocivi dei pesticidi usati nelle piantagioni delle banane (se l'aeroplano lo fai passare mentre le persone lavorano risparmi tempo e denaro ndBigio). Si tratta di Dole Food Company, Standard Fruit Company, Dow Chemical, Occidental Chemical corporation e Shell. Dai documenti interni delle compagnie è risultato inoltre che le sostanze impiegate (Nemagon e Fumazone) erano vietate dalla legge statunitense ma che le aziende hanno continuato a utilizzarle nonostante fossero consapevoli dei rischi. Pesanti accuse sono cadute anche sulla Nestlé, citata a giudizio negli USA con altre due compagnie, Archer Daniels Midland e Cargill, per traffico di minori, sfruttamento e lavoro forzato (ne abbiamo fatti di passi avanti rispetto al medioevo, eh? NdBigio). Secondo l'accusa Nestlé e le altre compagnie non potevano non sapere che le coltivazioni di cacao da loro usate schiavizzassero i bambini, specie dopo i ripetuti allarmi lanciati anni fa. La parte lesa è un gruppo di bambini del Mali rappresentativo dei migliaia di minori che dal 1996 al 2000 sono stati maltrattati e costretti a lavorare in condizioni disumane senza essere pagati." - Da Atlante, Il Riformista di Lunedì 19 Settembre

Di recente la giunta Marrazzo della Regione Lazio ha proposto un "codice etico" al quale dovrebbero aderire tutte le imprese del Lazio che delocalizzano lavoro all'estero. Fortemente critica tutta la destra, il centro e pure la finta sinistra. Il codice etico prevederebbe che non si possano sfruttare minori e che siano garantiti anche all'estero i diritti dei lavoratori. Il presidente della Confindustria del Lazio ha così ribattuto: "No ai moralismi, per noi conta il profitto." Il sunto è che secondo questo tipo le imprese non devono essere etiche, devono essere legali. Se non vengono fatte delle leggi adeguate, che colpa ne hanno le imprese? Quindi ad esempio se in Indonesia la legge non tutela i bambini, che me ne frega a me di farli lavorare 18 ore al giorno e sottopagarli? E' legale!

La soluzione sarebbe allora approvare leggi a livello regionale che lo impediscano, ma questo minerebbe alla "competitività" delle nostre imprese (non sfruttare i poveracci costa!) e quindi non se ne farà nulla.

lunedì, settembre 19, 2005

Paul e Leettel Evilvase


La febbre restò nel suo corpo per quindici giorni. La chiamavano il Male delle Nebbie, e la maggior parte degli avventurieri che attraversavano il Bosco finivano per ammalarsi.

Paul si sentiva debole, aveva sudori freddi e frequenti sogni lo accompagnavano durante l'incerto sonno. Una notte, durante il sonno, tornò ai tempi degli addestramenti nel tempio di Tyr, quando era ancora un giovane allievo e la sollevare la spada era un'enorme fatica. Gli apparve in sogno Leettel Evilvase, la maestra elfa che gli aveva insegnato a comprendere le antiche scritture e i versi dei saggi di Faerun. Leettel era morta. Era accaduto molto tempo dopo, Paul era già stato investito da diversi anni. Leettel si trovava nel cortile del tempio e stava leggendo alcune delle profezie di Alaundo agli allievi, quando d'improvviso cadde a terra. E non si rialzò mai più.

I sacerdoti del tempio parlarono per molti giorni di una maledizione, altri di sangue avvelenato e addirittura di una cospirazione. Paul invece ebbe l'ennesima conferma che gli dei non potevano assolutamente intervenire presso il Piano Materiale. Perché se avessero potuto, se le loro opere miracolose fossero realtà, se avessero il potere di sollevare i mari, dispensare morte e dirigere i venti, allora sarebbe giusto non solo ringraziarli se la sventura ci evita, ma anche maledirli quando essa ci coglie.
Invece i miracoli, quelli veri, sono quelli operati dai credenti grazie alla fede, cioè le opere. Tyr non compiva miracoli, si aspettava invece che i suoi paladini fossero il miracolo. Forse era questo l'ultimo insegnamento che aveva ricevuto da Leettel.

Si svegliò rompendo il sogno e nel buio raggiunse e strinse la l'elsa della sua spada.
La pioggia non gli avrebbe impedito, l'indomani, di ripartire.

martedì, settembre 13, 2005

Marcia della Pace



Domenica io e il clan del mio gruppo scout abbiamo partecipato alla Marcia della Pace come volontari per Controlarms. E' stato veramente un piacere notare che erano presenti numerosi gruppi scout AGESCI, alla faccia di chi dice (il sindaco di Assisi, ad esempio, di AN) che la marcia è "politicizzata". Yep!

martedì, settembre 06, 2005

Il pericolo

Il pericolo è di assistere ancora una volta alla supplenza del potere politico da parte di altri poteri presenti nel Paese: la stampa, la magistratura, poteri economico-finanziari ben identificati e , dulcis in fundo, comici aspiranti a maîtres à penser - Roberto Castelli, Ministro della Giustizia

Questa dichiarazione, rilasciata dal nostro ministro-ossimoro per eccellenza (cittadino padano e politico italiano, cattolico e celtico, contro i giudici e ministro della giustizia) mi preoccupa seriamente. Il fatto che il "potere politico" sia sottoposto alla magistratura è un pericolo??? E da quando? Il pericolo semmai è il contrario, e cioè che il potere politico assoggetti quello giudiziario, trasformando la democrazia in regime! Finché la legge sarà uguale per tutti (politici e cittadini) e finché i politici finiranno in carcere per le loro mascalzonate tanto quanto i cittadini, allora sì che si potrà dire di essere in un paese democratico.

Che i poteri economico-finanziari beni identificati guidino la politica quello è certo un pericolo. Uno di questi, ben identificato con nome e cognome, è il premier: Silvio Berlusconi. E' il suo premier, ed è anche l'uomo più ricco d'Italia. Sono contento che Castelli riconosca il pericolo, ma allora perché è nella coalizione con lui?

Che la stampa o i comici possano ridurre la politica a supplenza è una gran vaccata. La stampa in Italia non è libera visto che le televisioni ed i giornali sono tutti controllati da poteri economici e politici più o meno evidenti (siamo al 72° per libertà di stampa, ce lo siamo dimenticato?). In Italia c'è omertà di stampa, sottomissione, altro che pericolo. Gli unici che dicono le cose come stanno, visto che i giornalisti non possono o non vogliono, sono i comici! Rendetevi conto di dove siamo finiti.

E infine, il "potere" appartiene al POPOLO come sancisce la costituzione. Non ai politici. Il popolo lo esercita nelle forme sancite dalla legge, e quindi ci sarà democrazia non ci sarà pericolo. Non esiste il "potere politico", esiste la politica.

sabato, settembre 03, 2005

Guida Galattica per Autostoppisti



Volevo segnalarvi questo film. L'ho visto la settimana scorsa e ne sono rimasto entusiasta, La distribuzione è stata crudelissima (in tutta Roma è stato proiettato in un solo cinema) ma sicuramente lo troverete fra qualche mese in DVD. Humour inglese e fantascienza non potevano miscelarsi meglio. Divertente, demenziale, a tratti esilarante, eppure intelligente fino all'ultimo. Consigliato.

domenica, agosto 28, 2005

Foto del Campo



Ho pensato che queste cinque foto meritassero di essere viste un po' da tutti. Ma era veramente un peccato ridurne la risoluzione, perciò le ho caricate sul server in modo che possiate scaricarle cliccando sui cinque link qui di seguito. Fatelo ora perché i link non resteranno attivi per molto tempo (le foto occupano spazio prezioso!).

Hannibal Mortadella
Pigreco all'opera
La Regina Elisabetta II
Amaniello e gli altri
Sherlock e la giornalista

sabato, agosto 27, 2005

giovedì, agosto 04, 2005

Pronto per il Campo

Sabato 6 Agosto partirò per il Campo di Gruppo Scout. La levataccia sarà di proporzioni epiche: treno alle 6.58 di mattina da Bracciano, seguirà viaggio in treno fino a Firenze e poi inizieremo la Route che ci avvicinerà, ogni giono un po' di più, a Le Valli, il posto dove saranno accampati il Reparto e dove il Branco comincerà le sue vacanze.
Il Blog non sarà aggiornato finché non tornerò. Naturalmente al ritorno avrò un sacco di foto da uploadare e forse aprirò un sito apposito.

Buone vacanze a tutti!

sabato, luglio 30, 2005

Politica? Quale politica?


Qualche giorno fa sono state rifinanziate le "missioni di pace" in Iraq. Quelle che si fanno con i mitra ed i mezzi blindati, chiaramente, che avevate capito? Berlusconi ha detto "resteremo in Iraq". Pensavo lui stesse ad Arcore questo fine settimana. Tra le altre idiozie si è vantato del suo pollice verde ("ho 800 cactus diversi nel io parco") ed ha concluso che "ha sconfitto il cancro e la calvizie: adesso tocca a Prodi". Poi è stata la sagra della sparata libera: il crollo dell'economia è colpa dell'euro (ormai a questa non ci crede neppure più mia nonna); l'Italia è ricca perché abbiamo tutti il televisore, il cellulare e la lavatrice; la sinistra è pessimista stiamo tutti bene.
Questo è l'articolo del Corriere della Sera, se volete leggerlo.

La riforma della legge elettorale preannunciata da Berlusoni merita una menzione a parte. A parte il principio su cui si basa che è completamente aberrante (in pratica gli spazi pubblicitari saranno proporzionati al successo elettorale di un partito alle precedenti elezioni, salvo una frazione che sarà spartita ugualmente per tutti)... La cosa migliore da fare è lasciarvela descrivere da Berlusoni stesso. In un qualsiasi paese civile questi sarebbero considerati i deliri di un pazzo paranoico, ma qui siamo in Italia...
«Metteremo difensori del voto in ogni seggio. Saranno veri esperti», ha spiegato Berlusconi, «come avvocati, notai, commercialisti che contrasteranno i professionisti della sinistra che sono in grado di aggiustare con un tratto di penna le cifre». Sembra scritto da Charlie Chaplin, invece era nero su bianco sul Corriere della Sera.

Prodi invece è partito per la campagna elettorale su un bel Tir arancione. A ottobre ci saranno le primarie, per dicidere che è "il più mejo" della coalizione. Il Tir è arancione per non confondere le idee agli elettori, che potrebbero pensare che Prodi è di sinistra. Suppongo a questo punto che Bertinotti stia facendo propaganda dentro una cinquecento rossa. Il punto è che tutti sanno quello che pensa Bertinotti, non c'è bisogno di andare in piazza ad ascoltarlo. Invece Prodi ha bisogno di dirlo: "Se vinco io ritireremo le truppe dall'Iraq!". Immagino la reazione degli elettori: "Ehi! Hai sentito? Ha detto che ritirerà le truppe! Pensavo fosse uno di destra, tipo D'Alema o Rutelli." Ha ribadito pure che lui è di sinistra ma cattolico, un accostamento che ormai fa scalpore, visto che i presunti cattolici ormai sono forcaioli, capitalisti e guerrafondai.
Follini infatti ha commentato: «Spiace che Prodi invochi oggi il ritiro delle truppe dall'Iraq: non è un argomento giusto e non mi pare nemmeno il giorno giusto». Non è un argomento giusto? Eh, già! Non va bene parlare di ritiro delle truppe quando si è in mezzo ai casini causati dall'invio delle truppe, è meglio toccare altri argomenti, tipo i cactus del proprio giardino.
Prodi ha citato anche De Gasperi. Citare De Gasperi ormai è da reazionari.

venerdì, luglio 29, 2005

La Terra dei Morti Viventi


Ieri sera sono andato al cinema a vedere l'ultimo film di George A. Romero, ovvero il quarto della sua serie di fortunati horror con protagonisti i morti viventi. Quest'ultimo si intitola La Terra dei Morti Viventi.



Il film ha una palese connotazione politica anti-capitalista. I cattivi non sembrano mai essere gli zombie, bensì gli ipocriti e cinici superpotenti della città, con le loro ricchezze e le loro mode, del tutto indifferenti nei confronti dei poveracci che si ammassano attorno ai loro ricchi palazzi, in moderne favelas protette da fiumi che impediscono ai morti viventi di raggiungere i vivi. Ma gli zombie si organizzano, imparano a coalizzarsi, a provare pietà e a vendicarsi, e così, mentre si assiste alla loro cruenta rivoluzione, non si può provare che simpatia nel vederli sbranare signore in abiti costosi sopra poltrone zebrate da 5.000 dollari. E le frasi pronunciate dal magnate-capo, signore dei quartieri più lussuosi e ricchi, somigliano terribilmente alle cazzate che spara George Bush nelle sue conferenze, quando parla di non-diritti degli immigrati e di polso duro contro i terroristi.

domenica, luglio 24, 2005

venerdì, luglio 22, 2005

Paul e il Picchio Muto


Paul legò Dorf nella stalla e lasciò due monete d'argento al ragazzo che si sarebbe occupato degli animali. "Trattalo bene" gli disse. Il ragazzo annuì vigorosamente ammirando le monete nel suo palmo.

Entrando nella locanda fu subito avvolto dall'odore di carne arrostita e ortaggi bolliti. L'aria ne era satura. Numerose persone dalle vesti umili e dai volti scavati dalla fatica sorseggiavano pinte di birra riunite attorno a vecchi tavolini di legno. I loro sguardi stanchi si rivolsero verso il paladino quando Paul fece il suo ingresso. L'armatura e le effigi gli garantivano di essere subito riconosciuto ovunque come un servitore della fede, anche se la sua armatura era sporca, i suoi stivali infangati e il suo volto provato dal lungo viaggio.

"Signore, vi sentite bene?" Chiese immediatamente il vecchio oste. Era un signore magro dalla pelle bruna e con lunghi capelli bianchi. Uno dei suoi occhi aveva perso la vista, la pupilla era ormai solo uno spettro grigio immerso nella sua iride sbiadita.
"Tutto bene, sono solo stanco.... non dormo da qualche giorno."
"Voi avete attraversato il bosco nebbioso, non è così?"
L'oste puntò il dito ossuto verso Paul. La risposta era abbastanza scontata. La locanda si trovava proprio al margine del bosco e all'inizio di una grossa vallata. Paul aveva letto l'insegna a stento, illuminata dal chiaro della luna: il Picchio Muto.
"Vorrei una stanza." Chiese il paladino.

L'oste si allontanò e tornò con una chiave.
"La seconda stanza a sinistra, se serve dell'acqua calda basta chiamare."
"Grazie." disse il Paladino. Ora aveva bisogno di dormire.

sabato, luglio 16, 2005

Lettera a un Religioso


Durante l'ultimo viaggio in treno ho terminato la lettura di Lettera a un Religioso, scritto da Simone Weil. L'avevo iniziato lo stesso giorno durante il viaggio di andata. L'ho finito durate quello di ritorno. E' un piccolo libro denso di riflessioni, una lettera scritta ad un prete per spiegare perché l'autrice si sentiva religiosa ma "al di fuori della Chiesa". La speranza era che il religioso al quale era indirizzata la lettera comprendesse le sue ragioni (senza la presunzione che qualcosa potesse cambiare). Ma dalla chiesa non venne mai risposta.



Si tratta di un libro particolare perchè non contiene risposte, solo domande. Eppure ritengo che, nel bene o nel male, mi sia servito molto leggerlo.

mercoledì, luglio 13, 2005

Paul e il mattino silenzioso


Il drago Slept restò a distanza quella notte. Forse il silenzio del bosco nebbioso aveva attenuato la sua fame, o forse si era distratto, ammaliato da qualche meraviglia nascosta tra gli alberi.

Paul si svegliò comunque dopo poche ore, abituato ormai a non dormire più di quanto non fosse strettamente necessario. Aveva fame, ma non poteva rischiare di addentrarsi nelle nebbie per cacciare, e la sua bisaccia era quasi vuota. Addentò un tozzo di pane nero, bevve un sorso d'acqua, quindi risistemò ogni cosa sulla schiena di Dorf.

Non riusciva ad individuare il sole. La foschia velava il giorno e le chiome degli alberi sembravano trattenerla al di sotto dei rami. Doveva raggiungere la fine del bosco, trovare del cibo per Dorf e chiedere indicazioni.
Non aveva più metamissione.

domenica, luglio 10, 2005

La penso anche io così



"La scuola deve far sì che un giovane ne esca con una personalità armoniosa e non ridotto ad uno specialista."
Albert Einstein - Pensieri di un uomo curioso

sabato, luglio 09, 2005

La Normalità del Terrorismo


Mi unisco all'incazzatura e all'ululato di dolore generale riguardo questa guerra infame che ci ha reso complici non solo dei migliaia di morti civili in Iraq, non solo dei centinaia di morti tra i soldati, ma anche della vita dei cittadini londinesi che sono stati dilaniati dalle bombe dei terroristi.

Fare guerra al terrorismo non vuol dire nulla. E' come dire fare guerra alla mafia, o fare guerra al traffico internazionale di stupefacenti. Il terrorismo si combatte con l'intelligence, con la politica, con la collaborazione, con lo spionaggio. E soprattutto non finanziandolo, non rifornendolo di armi, non appoggiandolo indirettamente, non alimentandone la furia omicida in maniera tanto palese quanto inutile.

Più che gli interessi del popolo, i capi di stato dovrebbero avere a cuore la VITA del popolo. Dichiarazioni insensate come quella di Blair "Non ci faremo intimorire" lasciano il tempo che trovano davanti al cittandino che raccoglie i pezzi della moglie a King Cross Station. Per appoggiare qusta politica guerrafondaia e anti-umanitaria abbiamo violato in pieno la nostra costituzione ed utilizzato il Ministero della Difesa per appoggiare guerre illecite. Il conto dei morti in Iraq ha raggiunto la spaventosa cifra di decine di volte i morti dell'attentato dell'11 settembre. Di quelle morti però non eravamo responsabili, non avevamo le mani sporche di sangue. Di quelle in Iraq sì, di ognuna di quelle. Le abbiamo volute noi, con orgoglio, con arroganza.

E le morti di Madrid e di Londra si aggiungono al totale delle vite umane che abbiamo contribuito, con la politica deficiente dei nostri governi, a causare. Di fronte alle prime pagine dei giornali di questi giorni provo vergogna, amarezza e senso di colpa. Prima ancora che tristezza.

Quella la provo in seguito, voltando pagina, leggendo di come le borse sono crollate, di come i nostri politici invitino alla "normalità", per non darle vinta ai terroristi. Qualche giorno fa Piero Fassino in TV ha espresso contrarietà al risalto mediatico che è stato dato all'attentato di Londra.
Ma è così che si uccide la verità, la realtà: con la normalità. Sopendo la notizia, sedando gli animi, cambiando canale o facendo finta che non stia accadendo nulla. Uscendo a comprare la trippa per la cena e a pagare le tasse, normalmente, mentre il mondo salta in aria per colpa nostra. Non sono d'accordo. la gente deve provare rabbia, deve provare rimorso per quello che abbiamo fatto, non deve cambiare canale, non deve pensare "chissenefrega".

Probabilmente, in tutta normalità, salterò in aria anche io. Fra qualche mese, su una metro a Roma. Berlusconi si dirà "vicino ai parenti delle vittime" e Fini aggiungerà "non gliela daremo vinta".

mercoledì, luglio 06, 2005

Che vergogna!



"L'Unione europea è un progetto politico, alto e nobile, non è riducibile quindi ad una semplice zona di libero scambio". Ha detto Ciampi, in nostro Presidente, presso il parlamento europeo a Strasburgo ieri. E, subito dopo: "Il confermato, giusto rigore del patto di stabilità non è di per sé garanzia di crescita, se perdura l'inerzia. I positivi effetti dell'euro continueranno a mantenersi con difficoltà, se mancherà una gestione coordinatrice sia dei bilanci nazionali, sia dell'orientamento delle politiche economiche degli stati. Dobbiamo pensare all'avvenire dell'Unione".

Più o meno in quel momento, Mario Borghezio, Matteo Salvini e Francesco Enrico Speroni si sono messi a gridare slogan contro l'euro aprendo una grossa bandiera della Padania. Il Parlamento ha applaudito la decisione del presidente di espellerli dall'aula. Ciampi ha continuato il suo discorso senza scomporsi, ma tradendo un'emozione certamente segnata dalla contestazione imprevista. Il Capo dello Stato ha concluso dicendo "viva l'Europa". - Da Repubblica.it

Non ci sono davvero parole per commentare la vergogna che si prova a leggere certe notizie. Avere la Lega al governo ed essere rappresentati da certi politici è qualcosa di terrificante ed inaudito, uno schifo che si unisce a tutte le altre schifezze per le quali dobbiamo ringraziare questo governo. Grazie.

domenica, luglio 03, 2005

No Software Patents




Ho aderito alla campagna per evitare che gli sviluppatori di sofware perdano il diritto di modificare e vendere il proprio software. In pratica l'Europa potrebbe da qui a poche ore decidere di adottare la normativa vigente in USA, che stabilisce che se vendo un software da me creato ad una compagnia, essa acquista i diritti anche su eventuali modifiche, aggiornamenti o integrazioni del codice del programma in altre applicazioni.

VUOI SAPERNE DI PIU'?

mercoledì, giugno 29, 2005

martedì, giugno 28, 2005

La Lezione di Zapatero


Ieri Pierferdinando Casini ha superato se stesso.

"Lo Stato deve essere laico e non laicista. E la legislazione spagnola su matrimonio ed adozioni gay è un esempio negativo per l'Italia."

Eh, già. Abbiamo bisogno di cercarli in Spagna i cattivi esempi di leggi, non ne abbiamo abbastanza. Che diceva il Vangelo a proposito di travi e pagliuzze?

Comunque così dice la terza carica dello stato, come riportato su La Stampa (di oggi 28 Giugno) a pagina 10. Ma evidentemente Casini, che stava in Spagna per incontrare i vescovi locali, non ha ben chiaro cosa significhi stato "laicista". Che io sappia uno stato "laicista" è uno stato che in qualche modo legisla favorendo i cittadini laici, o che premia un comportamento laico, o che spinge alla laicità i cittadini (che poi significa che li spinge a non divenire "curia"...). Lo stato non deve essere laicista? CERTO che non deve esserlo. Ma consentire ai gay di sposarsi non è una mossa laicista, perché NON DELEGITTIMA il matrimonio etero, lo concede anche agli omosessuali. Che poi oggigiorno sono gli unici che rompono le balle così tanto per sposarsi! Si tratta invece di una mossa pienamente laica, perché lo stato si pone in maniera assolutamente super-partes rispetto alla questione, garantendo pari diritti ad entrambe le tipologie di cittadini (omosessuali ed etero), visto che si tratta in entrambi i casi di onesti cittadini spagnoli.

La Stampa pubblica in prima pagina un articolo di Zapatero sulla questione, che in pratica anticipa ed abbatte ogni stronzata sparata da Casini.
Ve ne riporto uno stralcio:

"Come cittadino mi sento orgoglioso del fatto che il nostro paese sia un riferimento per l'uguaglianza e il rispetto. Come uomo aspiro a che il nostro Paese sia un esempio di convivenza con uguaglianza di diritti per tutti. Come premier del mio Paese debbo assumere la sfida di fare della Spagna un simbolo di pace e di tolleranza. [...]

La rivendicazione del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso emana dallo spirito stesso della Costituzione. E' una proposta di riforma che non solo non va contro nessuno, ma della quale beneficierà tutta la società perché aggiunge senza togliere. La nuova legge implicherà un allargamento del diritto che ha ogni essere umano di scegliere liberamente il cammino della sua vita e la ricerca della propria felicità. E' il riconoscimento della pienezza come esseri umani, della dignità, dell'uguaglianza incondizionata. [...]
- José Luis Zapatero, primo ministro spagnolo.

Voglio concludere con una famosa "perla" del nostro premier:

"Se [il centrosinistra] andasse al governo darebbe questo esito: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo. Non sarebbe lo Stato liberale che vogliamo noi." - Silvio Berlusconi, ANSA 16 Gennaio 2005

No, non sarebbe.

lunedì, giugno 27, 2005

Pisa città pendente


Durante il weekend sono stato a Pisa, ospite di Daniele e Anna. Ho visitato la cattedrale e il camposanto, ma non sono salito sulla torre pendente perché costava 15 euro (un furto) e non hanno accettato il mio compromesso di farmi salire per 2 euro solo 15 dei 300 scalini. Peccato.



Abbiamo cenato in una trattoria nei pressi della città che faceva prezzi modici e cibo squisito. Ho mangiato degli gnocchetti verdi alla crema di speck favolosi. A Pisa comunque costa tutto molto meno che a Roma (i prezzi sono più o meno quelli di Bracciano). Cittadina tranquilla di estate, nessuno per strada di giorno, circoli arci a volontà. Posto ameno.

domenica, giugno 26, 2005

mercoledì, giugno 22, 2005

Paul e il bosco senza fine


D'improvviso Paul sentì un dolore alla testa.
Non un dolore forte, anzi forse nemmeno un dolore. Come una fastidiosa sensazione che si propagava da una tempia all'altra, una scarica di avvertimento di qualcosa che non andava.
Tirò le briglie di Dorf per comunicare al cavallo di fermarsi.
Ebbe un giramento di testa, gli alberi vorticavano senza ribaltarsi, il silenzio del bosco nebbioso si fece per un attimo assordante. Si poggiò alla corteccia ruvida di un tronco.

Forse lo scontro con l'Assassino Bianco l'aveva stancato oltre misura. Aveva dormito poco e il drago Slept era da qualche parte lì intorno, immerso nella nebbia, in attesa del suo momento. O forse la stanchezza non c'entrava nulla, era il bosco. L'aria immobile, l'umidità perenne, la foschia che sembrava anestetizzare ogni senso.

Quanto mancava al margine del bosco? Era in cammino ormai da quasi un giorno, e per quanto non potesse esserne sicuro si fidava dell'orientamento di Dorf e del fatto che aveva percorso la distanza in linea il più possibile diretta.
Di nuovo un mancamento. Il paladino si sedette su una roccia circondata da cespugli umidi e coperta da grassi muschi. "Ho bisogno di riposare" Pensò.

Legò Dorf all'albero e slegò una coperta dalla sella, poi sfoderò la spada, la sua fidata lama. Si sedette alla base dell'albero coprendosi con la coperta e stringendo l'elsa.
Sprofondò in un sonno senza sogni.

lunedì, giugno 20, 2005

Paul e la meta perduta


Il bosco nebbioso scivolava attorno a Paul e a Dorf come un velo silenzioso sul quale erano disegnate ombre di alberi e di cespugli. Il sole del giorno splendeva spettrale oltre il muro impenetrabile di foschia, che impediva di vedere oltre dieci metri dal proprio naso.
Paul si sarebbe già perso se non fosse per gli incantesimi lanciati su Dorf. Era una cavalcatura speciale, dotata di poteri soprannaturali grazie alle magie infuse nel proprio corpo dai sacerdoti del tempio. Dorf sapeva che strada seguire, Paul si limitava a farsi guidare camminandogli a fianco, stringendo le briglie.

Il tempio lo voleva morto, il tempio lo voleva eroe. Il tempio lo disprezzava, per il tempio era indispensabile. Il tempio lo aveva istruito, il tempio lo rinnegava. I pensieri vorticavano turbinosi nella mente del paladino. Cosa si aspettavano da lui, ora? Devozione? Disprezzo? Indifferenza? Quella non l'avrebbe saputa dare.

Quando era un allievo si stupiva di come le azioni scaturite dalle migliori intenzioni potessero essere fraintese e ribaltate nei significati. Una volta gli ordinarono di colpire uno scudo attaccato ad un asta di legno, di colpirlo con la spada finché fosse caduto a terra. Gli altri allievi colpivano lo scudo ripetutamente e con forza, finché l'asta non si spezzava e lo scudo cadeva a terra. Paul pensò che si trattasse di una prova di strategia. Si avvicinò e con un sol colpo tagliò l'asta che reggeva lo scudo, facendola cadere.
Il diacono Kohlaas gli inflisse dieci giorni di isolamento e preghiera, rimproverandolo di non osare mai più prendersi gioco dei suoi maestri.

giovedì, giugno 16, 2005

mercoledì, giugno 15, 2005

Disordini mentali a sufficienza

Ho fatto un test online che indica la quantità di disordini mentali presenti nella propria personalità. Il risultato è questo:

martedì, giugno 14, 2005

Riflessione a referendum fallito


"Non ho combattuto per vincere, non ho vinto. Ho cercato soltanto di fare il mio dovere di vescovo e di ascoltare la mia coscienza di uomo e cristiano e di cittadino". Così il presidente della Cei il cardinale Camillo Ruini, intervistato dal Tg1: "Il risultato comunque è andato al di là di quello che era presumibile".

Volevo annoiarvi con una mia riflessione.

Alle urne è andato il 25% degli aventi diritto. Sono veramente pochini. Sinceramente mi aspettavo che nettamente a favore del "sì" ci fosse almeno tanta gente quanti quelli a favore dell'astensione. O almeno così sembrava: nella redazione de Il Foglio (giornale ultra-astensionista) si è fatta una indagine di voto e dei 50 circa giornalisti più del 50% andava a votare, nonostante la durissima linea editoriale adottata dal direttore Ferrara. Stessi risultati davano i sondaggi di Repubblica.it e di Yahoo, per citarne solo due.

Se per ipotesi supponiamo che gli "astensionisti attivi" siano tanti quanti i votanti sì, si arriva appena al 50% degli aventi diritto. Certo possiamo solo supporre, perché, visto che il meccanismo democratico è stato sabotato, non è possibile distinguere gli astensionisti fisiologici dai sabotatori.
Ma se astensionisti attivi e votanti sì insieme fanno 50% significa che il 50% degli elettori è astensionista fisiologico!

La cosa non mi stupirebbe affatto! Se ci pensate sono 10 ANNI che i referendum non raggiungono il quorum (ben 8 consultazioni). Secondo me la gente a cominciato a non crederci più. Mia sorella ieri ieri mattina mi ha detto "io a votare ci vado, ma il quorum non si raggiungerà, come al solito", e me lo ha detto prima di ogni pessimistica previsione.
Quello che temo è che tanta gente ai referendum non risponda a priori, cioè parta convinta che tanto non si raggiungerà il quorum e quindi se ne resti a casa (o vada al mare).

In pratica abbiamo talmente abituato l'elettore all'astensione (prima i comunisti, i radicali e i DS, poi la Chiesa), al sabotaggio del referendum, che nessuno ci crede più, ed ho paura che ci siano davvero il 50% di astensioni fisiologiche ormai, cioé che il quorum ai referendum non si raggiungerà mai più perché la gente ormai è sfiduciata. Hanno (abbiamo) demolito uno strumento di consultazione democratica.

Se è così o non è così comunque non lo sapremo mai, perché il sabotaggio rende pure impossibile conoscere la reale opinione del popolo al di là del raggiungimento del quorum. A questo punto mi chiedo se sia necessario intervenire per modificare lo strumento referendario. La prospettiva che abbiamo di fronte altrimenti è che tutti i referendum futuri, a causa di campagne antidemocratiche pro-astensione, falliscano, facendo spendere inutilmente milioni di euro allo stato.

venerdì, giugno 10, 2005

Chi ha già aderito...









CONTROL ARMS


Questa iniziativa la proporrò in clan domani.
Però ho pensato: perché non proporla a tutti?
Amnesty ha lanciato una campagna alla quale hanno aderito numerose associazioni internazionali ed italiane (Pax Christi, Acli, Arci, Cisl, Un ponte per..., Rete Lilliput, Conferenza Missionari Italia, Beati Costruttori di pace...) per regolamentare e controllare il commercio delle armi nel mondo. La campagna si chiama CONTROL ARMS. il sito italiano che la promuove è: www.disarmo.org

Cosa bisogna fare per aderire? Semplice: spataflesciarsi una foto con in mano la scritta CONTROL ARMS o uno slogan, basta una macchinetta digitale o un cellulare che fa le foto. Poi si va sul sito internazionale della campagna: http://www.controlarms.org/million_faces/en/index.php/register ci si registra allegando la foto!
Niente di più facile. Sul sito italiano ci sono le foto di tutti coloro che hanno già aderito: tra i VIP ci sono Padre Zanotelli, Don Ciotti, Beppe Grillo, Savino Pezzotta (leader della Cisl), Walterino Veltroni, Fiorello e un mucchio di altri nomi internazionali.

PS La mia foto la potete vedere in basso nel menù!

mercoledì, giugno 08, 2005

Europarlamentari in Euro


Quanto pigliano gli europarlamentari d'Europa?
Ecco i loro stipendi annuali, senza contare tutte le agevolazioni e le gratuità offerte dallo stato in aggiunta.

Italia 144.084,36 euro
Austria 106.583,40 euro
Olanda 86.125,56 euro
Germania 84.108 euro
Irlanda 82.065,96 euro
Gran Bretagna 81.600 euro
Belgio 72.017,52 euro
Danimarca 69.264 euro
Grecia 68.575 euro
Lussemburgo 66.432,60 euro
Francia 62.779,44 euro
Finlandia 59.640 euro
Svezia 57.000 euro
Slovenia 50.400 euro
Cipro 48.960 euro
Portogallo 41.387,64 euro
Spagna 35.051,90 euro
Slovacchia 25.920 euro
Rep. Ceca 24.180 euro
Estonia 23.064 euro
Malta 15.768 euro
Lituania 14.196 euro
Lettonia 12.900 euro
Ungheria 9.132 euro
Polonia 7.369,70 euro

Uno stipendio più consono alla media nazionale (60.000 euro l'anno basterebbero e avanzerebbero, considerato che hanno TUTTO gratis, pure il ristorante) li aiuterebbe di certo a capire quanto "ricca e benestante" è l'Italia. La nostra classe politica è formata da persone che una volta salite al potere diventano RICCHE e quindi smettono di rappresentare il tenore di vita della nostra nazione. Lo stato dovrebbe garantire ai politici degli stipendi che permettano loro di lavorare per noi, non di arricchirsi con le nostre tasse! In questo modo si favorisce inoltre la scalata al potere per interessi economici altro che politici: il parlamento dovrebbe essere occupato da persone che hanno voglia di lavorare per il bene dei cittadini nonostante questo non garantisca loro una vita da nababbi. Non ho parole.

lunedì, giugno 06, 2005

Lidda che dorme


Questa è una foto del mio gatto che dorme. Si chiama Lidda ed è una gattina di due anni. Quando si appisola lo fa nelle pose più strane. Guardate qua.

domenica, giugno 05, 2005

Cambusiere in Branco

Approfittando della Festa della Repubblica, il Branco del mio gruppo scout ha organizzato un'uscita con pernotto (1-2 Giugno) per i lupetti. Sono stato coinvolto anche io, che non mi occupo dei lupetti quest'anno, perchè serviva una mano in cucina. I lupetti (bambini dagli 8 ai 10 anni) hanno messo a dura prova le energie dei capi, ma ci siamo divertiti.

Queste sono alcune foto. Lo scatto delle salsicce del pranzo di giovedì merita il pulitzer.